La satira sul vino, le vignette più belle di Spirito di Vino 2025

Ventiseiesima edizione di Spirito di Vino, il Concorso internazionale di satira enoica nato nel 2000 grazie al Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia. Lo scopo è dare la possibilità a tutti i vignettisti, di raccontare il mondo del vino in modo originale attraverso il linguaggio graffiante della satira.

Circa 300 le vignette arrivate da tutto il mondo e vagliate dalla prestigiosa giuria riunitasi a fine settembre al Rigolo di Milano. L’italiano Tommaso Gianno, con “Peace and wine” per la categoria over 30, e Ameen Alhabarah dall’Arabia Saudita, con l’opera “Prisoner of the bottle” per quella under 35,  sono i vincitori di questa edizione.

PRIMO CLASSIFICATO OVER 35 – Tommaso Gianno – Peace And Wine

PRIMO CLASSIFICATO UNDER 35 – Ameen Alhabarah – Prisoner Of The Bottle

Tra i 30 finalisti sono stati premiati anche, nella categoria under 35, Malika Giovannievna Romanova (Italia) con “Veni vini vici” (seconda classificata) e Mojtaba Heiderpanah (Iran) con “I’m tipsy” (terzo classificato).

SECONDA CLASSIFICATA UNDER 35 – Malika Giovannievna Romanova – Veni Vini Vici

TERZO CLASSIFICATA UNDER 35 – Mojtaba Heidarpanah – I’m tipsy

Nella categoria over 35 invece il secondo premio è stato assegnato all’ucraino Oleksy Kustovsky con la vignetta “Dove of wine”, mentre il terzo posto è stato attribuito ex aequo agli italiani Lamberto Tomassini con “Vini italiani in USA” ed Elisa Vallarino con “Bianchi”. Il Premio speciale – Premio Cover è andato al messicano Arturo Rosas per l’opera “Kiss”.

SECONDO CLASSIFICATO OVER 35 – Oleksy Kustovsky – Dove Of Wine

TERZO CLASSIFICATO OVER 35 – Lamberto Tomassini – Vini italiani in USA

TERZA CLASSIFICATA OVER 35 – Elisa Vallarino – Bianchi

Premio speciale – Premio Cover è andato al messicano Arturo Rosas per l’opera Kiss.

“Spirito di Vino – ha commentato la presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, Elda Felluga – conferma la sua vocazione, che è quella di unire vino, cultura e satira in un unico palcoscenico internazionale, dove ogni vignetta è un brindisi alla libertà di pensiero e al piacere di guardare la realtà con un pizzico di ironia”.

La giuria
I vincitori, sono stati selezionati dalla giuria internazionale del concorso composta dal presidente in carica Alfio Krancic (vignettista), Emilio Giannelli (vignettista), Valerio Marini (vignettista), Gianluigi Colin (art and cover editor La Lettura Corriere della Sera), Aldo Colonetti (filosofo Politecnico di Milano), Fede & Tinto (conduttori Decanter — Rai Radio 2), Carlo Cambi (giornalista enogastronomico), Franz Botré (direttore Spirito di Vino), Enzo Rizzo (vicedirettore Spirito di Vino), Silvestro Serra (direttore Touring) ed Elda Felluga (presidente Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia).

Un corner speciale é stato dedicato a uno tra i più grandi maestri della satira italiana, Giorgio Forattini da sempre vicino alla manifestazione. 

“Per noi Forattini non è stato solo un presidente onorario – prosegue Elda Felluga –, ma un vero compagno di viaggio. Con il suo sguardo tagliente, curioso e ironico ha accompagnato la crescita di Spirito di Vino, contribuendo a farne un punto di riferimento internazionale. Dedicargli uno spazio nella mostra è il nostro modo per dirgli grazie e per continuare a far vivere il suo spirito, che resta impresso in tante delle pagine più significative del concorso”.

Come ogni anno, dalle vignette selezionate è nato anche il Calendario “Spirito di Vino”, diventato nel tempo un oggetto da collezione. La copertina di questa edizione è dedicata a via Rastello, una delle vie di Gorizia, oggi simbolo di creatività e rinascita culturale. 


STORIA, IDENTITA’ E VALORE: IL VINO TOSCANA IGT CELEBRA IL TRENTENNALE DELLA DENOMINAZIONE

Un momento di confronto per ripercorrere le tappe che hanno portato l’Indicazione Geografica a diventare un simbolo di eccellenza enologica ed innovazione. Tra i protagonisti, i fondatori del Consorzio – Antinori, Frescobaldi e Folonari.


Storia, identità e valore del vino Toscana IGT: trent’anni della Indicazione Geografica celebrati stamattina a Palazzo Strozzi Sacrati di Firenze, nella sede della Regione Toscana, con un incontro che ha inteso ripercorrere attraverso questi tre principali elementi le tappe che hanno portato il vino Toscana a diventare un simbolo di eccellenza e di innovazione, grazie all’impegno dei produttori e alla forza di un territorio unico.

A introdurre gli interventi è stato il Presidente del Consorzio Vino Toscana Cesare Cecchi, il quale ha intrapreso un racconto sull’excursus compiuto dalla denominazione nel corso degli anni.
L’odierna celebrazione infatti si basa sulla ricorrenza trentennale dall’emanazione del Disciplinare di Produzione del vino Toscana IGT con DM 9/10/1995 G.U. 250 del 25/10/1995, facendo seguito alla Legge 164/1992 che introduceva per la prima volta la classificazione Indicazione Geografica Tipica per i vini.

“Negli anni ’80 del secolo scorso – ha spiegato Cecchi – si sviluppò l’idea di riunire i produttori in una casa comune e con tale scopo il 22 novembre 1984 nacque l’Ente Tutela Vini dei Colli della Toscana Centrale i cui tre soci fondatori furono Piero Antinori, Vittorio Frescobaldi e Ambrogio Folonari. Ente che è rimasto tale fino al 27 luglio 1995, quando ha cambiato nome in “Ente Tutela Vini di Toscana”, in previsione dell’arrivo del Disciplinare del vino Toscana IGT, nell’ottobre dello stesso anno. È stato solo più recentemente, il 10 giugno 2019, che – ha aggiunto – l’Ente è stato poi trasformato in “Consorzio Vino Toscana”.

Il Consorzio ad oggi riunisce 404 soci e, se si considerano anche i soci delle 14 cooperative di primo grado esistenti in Toscana e associate, si arriva a superare i 1.600 associati. Una rappresentatività che stando ai predetti numeri si attesta attualmente al 40% dei produttori e al 62% della produzione, motivo per cui ha ottenuto il riconoscimento dal Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con l’auspicio di arrivare presto all’erga omnes per operare per tutti i produttori e imbottigliatori della Indicazione Geografica.
Nell’intervento di Cecchi, anche un cenno all’importante lavoro di modifica del Disciplinare recentemente occorso e attualmente in attesa dell’approvazione del Comitato Nazionale per poter iniziare l’iter comunitario, i cui punti principali sono la modifica del nome e l’introduzione della possibilità di produrre vini Spumante.
Ciò premesso, quello che emerge dall’odierna iniziativa è che oggi i produttori stanno utilizzando tutte le possibilità fornite dal Disciplinare del Toscana IGT – più attuale che mai – che per loro rappresenta un importante strumento per affrontare un mercato non sempre facile. “Sta a tutti noi – ha concluso il Presidente Cecchi – utilizzare al meglio il nome geografico “Toscana”, svilupparne le potenzialità e assecondarne la naturale evoluzione in funzione delle opportunità che le aziende vitivinicole toscane possono cogliere. Come Consorzioil nostro primo impegno è la tutela del nome geografico “Toscana” da contraffazioni, usi illeciti e usi impropri, ma siamo attivi anche nel campo della valorizzazione dei vini Toscana IGT attraverso l’organizzazione di iniziative a supporto delle aziende associate”.

E sono stati proprio i produttori “storici”, quelli che hanno contribuito a suo tempo alla fondazione dell’Ente Tutela Vini – oggi Consorzio Vino Toscana – a raccontare questo percorso. Le testimonianze delle aziende fondatrici del Consorzio hanno infatti coinvolto Piero Antinori per la Marchesi Antinori, Lamberto Frescobaldi per la Marchesi Frescobaldi e Giovanni Folonari per le tenute Ambrogio e Giovanni Folonari, Ruffino all’epoca della fondazione del Consorzio.

Nel medesimo contesto sono intervenuti altresì il Presidente di Federdoc Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, il Presidente di Avito Andrea Rossi ed il Professor Alberto Mattiacci dell’Università La Sapienza, il quale ha sottolineato come la denominazione si trovi di fronte ad una visione del futuro ottimistica e a tratti radiosa: “il futuro richiede positività e lo possiamo costruire solo noi con le nostre azioni e visioni. Il seme c’è e sembra che stia germogliando bene, tuttavia è necessario per costruirsi notorietà, tradizione e reputazione, capire su quale segmento declinarli, se nel Premium o nel Mas Market. La sensazione è che sia necessario avere il coraggio di puntare su una clientela sempre più orientata al Premium: una comunità già numerosa e ancora in crescita che, se adeguatamente sollecitata è in grado di rispondere con una domanda stabile e robusta”.

A concludere l’incontro, che si è tenuto nella suggestiva Sala delle Esposizioni, è stato il dott. Gennaro Giliberti, Dirigente Agricoltura Regione Toscana.

I NUMERI DEL TOSCANA IGT– Sul piatto, alcuni dati relativi alla denominazione, che nel 2024 ha restituito una produzione a valore di 470 milioni di euro. La produzione media rivendicata è infatti di 640mila ettolitri, che valgono il 27% della produzione di vino in Toscana; la superficie media annua di vigneto è di 13.500 ettari e i produttori interessati oltre 4000.
La distribuzione dell’IGT Toscana negli ultimi dieci anni ha fatto registrare una crescita nelle esportazioni e dunque non è strano se a fare la parte del leone sono soprattutto i mercati esteri, dove arriva il 69% della produzione totale. In Europa la fetta più sostanziosa delle esportazioni con il 46% del totale, seguita dagli Stati Uniti con il 33%. Solo terzo il mercato interno italiano, con il 31% della produzione. Il restante 21% si distribuisce tra Asia (6%) e altre aree (15%).

 

In 28mila al Mercato dei vignaioli Fivi di Bologna. Occasione di assaggi, approfondimenti e scambi 

    È calato il sipario sulla 14a edizione deMercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI (Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti). Che dopo tre giorni di festa nei 40mila metri quadrati messi a disposizione da BolognaFiere, si conferma il principale evento annuale dei vignaioli italiani.
    La parola ai numeri. Protagonisti del Mercato, 1.000 vignaioli e vignaiole FIVI, che hanno animato i padiglioni 29 e 30 raccontando, offrendo all’assaggio e vendendo ai wine lover oltre 8.000 vini artigianali, di qualità e di territorio. Accanto alle cantine italiane, provenienti da tutte le regioni, l’area espositiva e di degustazione del Mercato ha potuto vantare la presenza dei vignaioli europei delle associazioni nazionali bulgara, ceca e slovena appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants. Senza contare gli oli di 28 aziende associate alla FIOI (Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti).
    1.500 i carrelli e i trolley a disposizione del pubblico per portare fino al parcheggio le bottiglie comprate; e nei padiglioni era attivo anche un pratico servizio di spedizioni a domicilio.
     
    Quanto ai visitatori, dal 15 al 17 novembre l’affluenza è stata costante e significativa, anche nella giornata di lunedì, più spiccatamente rivolta agli operatori professionali (ristoratori, enotecari, trader esteri, etc.). Un andamento che ha portato il Mercato dei Vini a superare il risultato dell’edizione 2024, che già aveva registrato ben 28.000 ingressi.
     
    «C’era il sole sui volti delle Vignaiole e dei Vignaioli, degli olivicoltori, delle migliaia di persone che in questi giorni si sono incontrate al Mercato dei Vini – sottolinea Rita Babini, Vignaiola e Presidente di FIVI –. La magia si è avverata anche quest’anno: ancora una volta, sono stati tre giorni di festa che fanno guardare al futuro con ottimismo e speranza».
     
    «Il successo di questa edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti conferma ancora una volta la forza del modello FIVI e la capacità di BolognaFiere di valorizzarne l’identità – commenta Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere –. La crescita dei visitatori, la qualità del pubblico e il legame sempre più saldo con la città ci dicono che questo appuntamento è diventato molto importante per il territorio e per l’intero settore. L’energia dei vignaioli, la loro storia e la loro visione arrivano dritte al cuore dei consumatori e generano una community autentica, fatta di passione e competenza. Abbiamo fatto bene a investire in un evento che guarda avanti e che, anno dopo anno, rafforza il ruolo di Bologna come capitale della cultura enologica e dell’enoturismo in Italia».
     
    A decretare il successo del Mercato dei Vini dei Vignaioli 2025 ha contributo il programma della manifestazione, sia nei padiglioni di BolognaFiere che ‘off’.
    Tutto esaurito per le masterclass, realizzate in collaborazione con ALMA – La scuola internazionale di cucina italiana, con FIOI e con PAU – Panificatori Agricoli Urbani.
    I quattro appuntamenti promossi da FIVI hanno avuto come filo conduttore il tema Vino, vigne, Vignaioli: una storia di famiglia e hanno approfondito diverse punte di diamante dell’enologia italiana: dal Moscato di Canelli al Cirò, dal Teroldego rotaliano ai vitigni come il Grechetto, la Malvasia Puntinata, il Bombino e il Montepulciano, che affondano le proprie radici nei terreni vulcanici laziali.
     
    Molto gettonato anche lo stand della Regione Emilia-Romagna, gestito dalla Direzione Agricoltura, che ha proposto un ciclo di degustazioni guidate dalla chef Carla Brigliadori per promuovere i prodotti DOP e IGP regionali in abbinamento con i vini del territorio, presentati dai vignaioli delle delegazioni FIVI dell’Emilia-Romagna. Al centro delle degustazioni: l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, i Salumi Piacentini DOP, la Piadina Romagnola IGP, il Parmigiano Reggiano DOP, il Marrone di Castel del Rio IGP, il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP, lo Scalogno di Romagna IGP, lo Squacquerone di Romagna DOP, il Prosciutto di Parma DOP e l’Aglio di Voghiera DOP, nella versione nero fermentato.
    Nel calendario delle attività dello stand RER, anche due focus sulla valorizzazione della filiera produttiva dell’aceto di qualità e sulle strategie innovative per affrontare nei vigneti gli effetti dei cambiamenti climatici, tra adattamento e mitigazione, partendo dal documentario Gradi realizzato da Will Media in collaborazione con FIVI.
     
    Ottimi riscontri anche per gli eventi in calendario a Bologna e provincia in tanti locali che, nelle serate del Mercato dei Vini, si sono lasciati contagiare dal suo clima di festa e invadere pacificamente dai suoi vignaioli.
    Grazie alle iniziative promosse da AMO – Associazione Mescitori Organizzati e nei punti di affezione FIVI, e alla “Notte bianca della ristorazione” ideata da Fipe-Confcommercio Ascom Bologna, oltre sessante enoteche, cantine, bistrot e wine bar hanno messo in mescita una selezione di vini dei vignaioli FIVI, mentre altrettante cucine sono rimaste eccezionalmente aperte fino a mezzanotte, per accogliere i produttori e i wine lover.
    Una sorta di abbraccio collettivo che ha sancito definitivamente l’ingresso del Mercato di FIVI e BolognaFiere tra gli eventi più amati e attesi dai bolognesi.
     
    Con il convegno Il vino di domani: le sfide della nuova PAC, tra gestione delle produzioni e gestione del rischio, la manifestazione è stata teatro di un’importante riflessione sulle prospettive del settore vitivinicolo in Europa alla luce della futura programmazione della Politica Agricola Comune. Dopo il videomessaggio del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, e il saluto da Bruxelles della Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, questo momento di confronto strategico ha coinvolto Stefano Bonaccini, membro della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Samuel Masse, Presidente CEVI, Ignacio Sánchez Recarte, Segretario Generale CEEV – Comitato europeo delle imprese del vino, Andrea Berti, Direttore Generale Asnacodi Italia, e Rita Babini, Presidente FIVI.
     
    Il Mercato dei Vini è stato, inoltre, l’occasione per rendere omaggio ai vincitori del Premio “Vignaiolo come noi”, assegnato quest’anno allo scrittore bolognese Enrico Brizzi, autore del best seller Jack frusciante è uscito dal gruppo, e del Premio “Leonildo Pieropan”, andato a Paolo De Marchi, vignaiolo in Piemonte e artefice della straordinaria storia di Isole e Olena. Il Premio “Vignaiolo come noi” viene attribuito ogni anno a un esponente del mondo della cultura, del giornalismo, dello sport, dell’economia o dello spettacolo che, pur non esercitando il mestiere del vignaiolo, interpreta il proprio lavoro mettendo al centro i valori della qualità, dell’originalità, della professionalità e l’amore per le cose fatte bene, con passione e cura artigiana, proprio come fanno i vignaioli indipendenti; il Premio “Leonildo Pieropan” è, invece, dedicato alla memoria di uno dei fondatori di FIVI.
     

    Autoctono si nasce il 12 Novembre a Firenze

    Le eleganti sale dello Starhotels Michelangelo ospiteranno un parterre selezionato di cantine presenti in sala per incontrare direttamente il pubblico, mentre altre aziende saranno protagoniste in una speciale Enoteca. Un percorso di degustazione che esalta la biodiversità del vigneto italiano.

    Al centro dell’evento c’è la ricchezza del nostro patrimonio vitivinicolo: storie, territori, vitigni unici da nord a sud del Paese.

    Ecco l’elenco delle cantine che animeranno il banco d’assaggio

    Assuli – Mazara del Vallo (Tp); Cantina del Mandrolisai – Sorgono (Nu); 
    Cantine del Notaio – Rionero in Vulture (Pz); Cantine San Marco – Frascati (Rm); 
    Cascina Castlet – Costigliole d’Asti (At); Cave des Onze Communes – Aymavilles (Ao); 
    Costa Catterina – Castagnito (Cn); Crivelli – Castagnole Monferrato (At); 
    Marisa Cuomo – Furore (Sa); Fattoria di Poggiopiano – Fiesole (Fi); 
    Felline – Manduria (Ta); Fiorini – Terre Roveresche (Pu); 
    Fontanavecchia – Torrecuso (Bn); Il Feuduccio di Santa Maria d’Orni – Orsogna (Ch); 
    Il Pianzio – Galzignano Terme (Pd); Ippolito 1845 – Cirò Marina (Kr); 
    La Source – Saint Pierre (Ao); La Romiglia – Verona; 
    Lunae Bosoni – Castelnuovo Magra (Sp); Massucco Fratelli – Castagnito (Cn); 
    Montecappone – Jesi (An); Moris Farms – Massa Marittima (Gr); 
    Pasetti – Francavilla al Mare (Ch); Pian del Pino – Terranuova Bracciolini (Ar); 
    Poderi Moretti – Monteu Roero (Cn); Poggio di Bortolone – Chiaramonte Gulfi (Rg); 
    Ricchi F.lli Stefanoni – Monzambano (Lago di Garda); Savigliano Fratelli – Diano d’Alba (Cn); 
    Scubla – Premariacco (Ud); Stanig – Prepotto (Ud); 
    Tenuta Iuzzolini – Cirò Marina (Kr); Tenuta Sant’Antonio – Mezzana di Sotto (Vr); 
    Tenuta Secolo IX – Castiglione a Casauria (Pe); Terre Rosse Vallania – Zola Predosa (Bo); 
    Villa Simone – Monte Porzio Catone (Rm).

    Vinonovo con le cantine:
    Cantina Col di Rocca – Susegana (Tv); Castello di Barbailla – Montaione (Fi);
    Franchini Agricola – Negrar (Vr).

    Programma, orari, costi e modalità di prenotazione:

    Gli ingressi saranno suddivisi per turni (a cui sarà obbligatorio attenersi) e su prenotazione, da riceversi entro le ore 12 di mercoledì 12 novembre.

    Orari e turni di degustazione
    Ore 16,30-18,00: Anteprima: degustazione riservata esclusivamente ad operatori professionali qualificati (giornalisti del settore enogastronomico, soggetti riconosciuti che operano in enoteche, ristoranti, wine bar: due persone per locale).
    La richiesta di accredito avviene tramite mail. Go Wine verificherà e confermerà l’accredito per iscritto. 
    Ore 18,00-22,00: turno di apertura del banco d’assaggio al pubblico di enoappassionati.

    Il costo della degustazione per il pubblico è di € 20,00 (€ 13,00 Soci Go Wine, € 16,00 Soci associazioni di settore), con degustazioni illimitate dei vini presenti all’evento. 
    E’ aperta la vendita online del biglietto a € 18,00 (con riduzione di € 2,00) per il pubblico.

    L’ingresso sarà gratuito per coloro che decidono di associarsi a Go Wine (benefit non valido per i soci familiari). L’iscrizione sarà valevole fino al 31 dicembre 2026. 
    E’ possibile indicare già all’atto della prenotazione la volontà di associarsi.

    Il Recioto, vino storico della Valpolicella diventa Presidio Slow Food

    IL Recioto della Valpolicella entra ufficialmente tra i Presìdi Slow Food. A sostenerne la rinascita sono sette cantine veronesi – Mizzon, Venturini, Roccolo Grassi, Corte Merci, La Dama, Giovanni Ederle e Novaia – decise a restituire dignità e futuro a un vino dalla storia millenaria, citato già da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C.

    Considerato il “padre” dell’Amarone, il Recioto è stato per secoli l’espressione più autentica della Valpolicella. Ma il successo internazionale del suo “parente” secco ha cambiato gli equilibri, spingendo molti produttori a destinare le uve migliori all’Amarone e lasciando il Recioto ai margini della produzione. A pesare, negli ultimi anni, anche la contrazione dei consumi di vini dolci, che ha reso sempre più difficile mantenerne viva la tradizione. 

    Il Presidio nasce per valorizzare l’impegno di produttori che desiderano perpetrare la produzione di questo vino prezioso, preservando e rispettando il paesaggio viticolo e destinando ad esso le proprie uve migliori, che devono provenire da vigne di almeno 15 anni, allevate in conduzione diretta e senza il ricorso al diserbo chimico. A integrazione delle varietà obbligatorie previste dal disciplinare di produzione (Corvina, Corvinone e Rondinella) sono ammesse, nella misura massima del 10%, altre varietà autoctone a bacca rossa come Molinara, Oseleta, Pelara, Dindarella, Spigamonti, Turchetta.
    L’uva deve appassire in fruttaio per almeno 100 giorni, un elemento davvero notevole considerando il cambiamento del clima che costringe i produttori a vendemmiare a temperature sempre più elevate. La Comunità del Presidio non ha voluto rinunciare a questo traguardo, perché solo nel corso di un lungo e lento appassimento, oltre alla perdita di peso in acqua degli acini di circa il 40% e alla conseguente concentrazione di zuccheri e acidi, si originano all’interno del chicco nuove sostanze aromatiche che rendono peculiare e unico il profilo organolettico del vino. 
    La fermentazione dev’essere possibilmente spontanea e l’affinamento deve durare come minimo 5 anni; può avvenire in legno o in anfora e, per almeno, un anno in bottiglia. Il contenuto di solfiti alla fine dell’affinamento non dovrà superare i 110 mg/L di anidride solforosa. 
    Il Recioto della Valpolicella Presidio Slow Food offre suadenti sensazioni derivanti dall’appassimento, come uvetta, noce, fico e nocciola che si fondono alla ciliegia, alla violetta e alla rosa rossa in un sorso vellutato in cui la dolcezza è sempre ben bilanciata dalla freschezza e dalla sapidità. 

    La prima tappa ufficiale di questo percorso sarà la Slow Wine Fair 2026, in programma a Bologna dal 22 al 24 febbraio, dove il nuovo Presidio verrà presentato al pubblico.

    AIS presenta a Firenze la guida ai vini Vitae 2026

    L’Associazione Italiana Sommelier ha presentato oggi a Firenze, a palazzo Bastogi, presso la sede del Consiglio Regionale della Toscana, la Guida Vitae 2026 e l’evento “Vitae in deguSTAZIONE”. La novità strategica è il focus internazionale: un volume digitale in inglese con 400 selezioni e punteggi in centesimi, pensato come strumento di lavoro autorevole per buyer e operatori. Il 15 novembre a Firenze la degustazione pubblica di tutti i vini selezionati.
     
    L’Associazione Italiana Sommelier (AIS) ha presentato oggi, 5 novembre, la Guida Vitae 2026 e l’evento “Vitae in deguSTAZIONE”. La conferenza stampa si è tenuta a Firenze, presso Palazzo Bastogi di Regione Toscana, alla presenza di Sandro Camilli, Presidente AIS Italia, Cristiano Cini, Presidente AIS Toscana, Gianluca Grimani, curatore della guida AIS Vitae 2026, Dott. Agr. Gennaro Giliberti, Dirigente Agricoltura Regione Toscana, Giuseppe Salvini, Segretario Generale della Camera di Commercio di Firenze, Francesco Palumbo, Direttore di Fondazione Sistema Toscana, Aldo Cursano, Presidente di PromoFirenze e Vicario nazionale FIPE-Confcommercio.
     
    L’undicesima edizione, oltre a rafforzare le collaborazioni istituzionali segna una svolta strategica per l’associazione, con un chiaro obiettivo di apertura ai mercati internazionali.
    Con questo progetto, AIS rafforza la sua missione come Ente del Terzo Settore. La guida non è solo uno strumento commerciale, ma un progetto culturale. L’associazione promuove così la conoscenza del vino italiano in modo indipendente e autorevole, agendo come ambasciatore dell’identità italiana” – ha detto il Presidente Nazionale AIS Sandro Camilli, mentre Gianluca Grimani, curatore della guida “Vitae 2026” ha evidenziato la novità di questa edizione: “É il nuovo volume digitale in lingua inglese, progettato specificamente per i mercati internazionali. L’obiettivo strategico è fornire a buyer, stampa e professionisti esteri uno strumento di lavoro autorevole e indipendente per orientarsi nel complesso panorama vitivinicolo italiano”.
     
    “L’export continua a essere il motore del settore – quindi ben venga la guida anche in inglese – purtroppo preoccupano le possibili ripercussioni di nuovi dazi imposti dagli USA, così come il cambiamento climatico impone un ripensamento delle tecniche viticole e della gestione in cantina – ha affermato Gennaro Giliberti, dirigente del settore Agricoltura della Regione Toscana.  Nel 2024 la produzione di vino in Toscana ha raggiunto 2,6 milioni di ettolitri, con un incremento di 900mila ettolitri rispetto all’anno precedente. Il 95% della superficie vitata è destinato a vini a denominazione, ben oltre la media nazionale del 65% e la regione è anche leader nel biologico, a cui è dedicata il 38% della superficie vitata regionale. L’Assessorato all’Agricoltura da sempre lavora sui temi cari ai produttoriEsempio ne sono il BuyWine Toscana e la Settimana delle Anteprime, eventi che mettono in mostra tutte le denominazioni della Toscana e siamo certi che l’evento alla Leopolda di AIS Italia – per la seconda volta si terrà in Toscana – sarà un momento di confronto e crescita per tutto il mondo del vino, grazie alle sinergie introdotte da tutti gli attori della filiera. Del resto, il vino in Toscana è cultura, storia, socialità, valori che AIS nei suoi 60 anni di attività ha divulgato dando valore all’agricoltura, ai contadini, ai vignaioli”. 
     
    Gli ha fatto eco il direttore di Fondazione Sistema Toscana, Francesco Palumbo: “penso sia un sodalizio quanto mai azzeccato quello con AIS – ha dichiarato il direttore di Fondazione Sistema Toscana, Francesco Palumbo –  che si consolida e offre ulteriori spunti di racconto per i nostri molteplici canali. A partire dall’ecosistema digitale di Visittuscany che con il sito web e i canali social ha ottenuto oltre 56 milioni di visualizzazioni negli ultimi 12 mesi. E poi i format di intoscana.it, dai podcast di ‘Toscana Bella e Buona’ alle puntate di ‘Storie di Moderni Contadini’ ora anche “in cucina” e la narrazione su www.vetrina.toscana.it. Mi preme ricordare il nuovo Destination Management System cui si accede da make.visittuscany.com, uno strumento per le imprese che punta a migliorare la gestione dell’offerta turistica anche in ambito agroalimentare, favorendo maggiore integrazione tra operatori, territori e strumenti digitali“.
     
    Una sinergia condivisa anche da Camera di Commercio di Firenze come ha messo in evidenza Giuseppe Salvini, Segretario Generale: “come Camera di commercio siamo orgogliosi di contribuire alla pubblicazione di questa ‘bibbia’ del vino italiano, opera dell’Associazione italiana sommelier, che con il proprio lavoro, specialistico e selettivo, ha contribuito negli anni ad elevare la qualità della produzione vitivinicola nazionale. Il volume è frutto di un lavoro certosino, meticoloso, scrupoloso, rigoroso, governato dalla competenza dei sommelier dell’AIS. È una guida imprescindibile del settore, sia per navigati appassionati che per neofiti. La finale del concorso nazionale miglior sommelier d’Italia, con la proclamazione del vincitore che ci onoriamo di ospitare, e la presentazione della guida Vitae si inseriscono in questo percorso di valorizzazione del vino”.
     
    È intervenuto Aldo Cursano, Presidente PromoFirenze e Vicario nazionale FIPE-Confcommercio affermando: “ristorazione e vino sono le due facce d’una stessa medaglia. Fanno parte della nostra cultura e della nostra identità anche in tempi di profondo cambiamento come quelli che stiamo vivendo ora. Qualità, conoscenza, esperienzialità sono i punti cardinali che dobbiamo seguire sia come ristoratori che come produttori e professionisti del mondo del vino. La ristorazione non può fare a meno del vino, il vino non può fare a meno della ristorazione. Da qui occorre partire per immaginare nuove modalità di collaborazione che siano a vantaggio dell’intera filiera. Esprimo forte apprezzamento per lo straordinario lavoro che da sempre AIS porta avanti a favore della diffusione della cultura del vino”.
     
    Per supportare il nuovo focus internazionale e garantire la massima leggibilità, la guida adotta un sistema di punteggi in centesimi per i vini di fascia alta. Questa scelta fornisce un dato universale e immediato, facilitando la comprensione nel contesto globale.
     
    IL CUORE DELLA GUIDA: LE 400 SELEZIONI. Il volume digitale si concentra su 400 selezioni speciali. Non si tratta di una classifica dei 400 vini con il punteggio più alto in assoluto. È, invece, una precisa scelta editoriale curata tra tutte le etichette che hanno ottenuto un punteggio minimo di 90 punti. Le selezioni sono state divise in quattro percorsi di lettura da 100 vini ciascuno, pensati per guidare l’operatore internazionale attraverso diverse chiavi interpretative: 100 Grandi Vini: include le etichette “iconiche”, riconosciute per posizionamento, notorietà e valore assoluto. 100 Migliori Vini di Territorio: celebra l’espressione più autentica e fedele del terroir, del vitigno e della zona di produzione. 100 Vini Innovativi/Rivelazione: accende i riflettori sul coraggio, premiando nuove interpretazioni, approcci inediti e territori emergenti. 100 Vini Valore/Prezzo: sottolinea l’importanza della sostenibilità economica, selezionando etichette dall’acquisto accessibile ma dall’elevato valore organico. L’elenco completo delle 400 etichette, anticipato nei giorni scorsi, è in allegato.
     
    L’EVENTO: 400 VINI IN DEGUSTAZIONE Il lancio culminerà nell’evento “Vitae in deguSTAZIONE”. L’appuntamento è per il 15 novembre alla Stazione Leopolda di Firenze. Sarà un’occasione unica per degustare le 400 etichette selezionate e incontrare i produttori. La giornata ospiterà anche la finale del concorso Miglior Sommelier d’Italia – Premio Trentodoc.