La cinquantaquattresima edizione del Vinitaly rappresenta il ritorno alla normalità dopo le passate edizioni segnate dal Covid-19. Gli incrementi in termini numerici sono stati notevoli, specialmente quelli relativi alle presenze di buyer esteri. Circa 93 mila presenze totali di cui un terzo è rappresentato dagli ingressi di buyer esteri provenienti da 143 paesi. Le provenienze da alcuni di questi paesi segnano incrementi addirittura in tripla cifra derivanti però dal semplice fatto che un anno fa era praticamente impossibile muoversi verso l’Italia. Gli esempi più lampanti sono il Giappone con un +143% e l’Australia con un +130%. Gli Stati Uniti rimangono per distacco la nazione che fa segnare più presenze, seguiti da Germania, Regno Unito e Canada.

Dati alla mano direi che il successo di questa edizione non si debba ritrovare sotto l’aspetto quantitativo ma su quello qualitativo.

La strada che Vinitaly sta percorrendo ormai da alcuni anni è chiara e lo si nota anche semplicemente passeggiando per i padiglioni. Si capisce guardandosi intorno, si capisce affacciandosi negli stand, si vede attraverso le presenze alle numerose iniziative praticamente tutte sold out.

Gli aumenti dei prezzi dei biglietti, le restrizioni volte a favorire gli operatori del settore, le masterclass, le aziende che sempre di più prediligono ricevere su appuntamento per dedicare la giusta attenzione al vero scopo della fiera e cioè al business. Molto viene fatto anche per il semplice appassionato ma tutto è studiato per intrattenerlo in attività interne e sopratutto esterne (vedi Vinitaly in The City) in modo da lasciare spazio ai buyer e dare la possibilità alle aziende di intrattenere rapporti commerciali.

Cosa ha funzionato al Vinitaly 2023

Da un punto di vista di offerta, Vinitaly 2023 ha dato il meglio di sé per quanto riguarda convegni, masterclass e degustazioni. Molte, interessanti, condotte da professionisti di spicco. Questi eventi nell’evento non hanno lasciato spazio a critiche né per qualità, tantomeno per quantità. Hanno impreziosito la manifestazione personaggi importanti del mondo dell’enogastronomia, sport e istituzioni. Le aziende espositrici si sono preparate al meglio per comunicare al pubblico la loro filosofia, la loro storia, tradizione e top di gamma. E’ stato bello parlare con i produttori ed ascoltare i loro aneddoti, le loro vite. Spesso ho trovato nei vari stand le stesse persone che sono in vigna, specialmente nelle aziende più piccole, ed è lì che si è espresso al massimo il vero valore aggiunto del confronto.

La fiera scaligera ha ribadito che quando si parla di business il Vinitaly è l’appuntamento imprescindibile per chi vuole andare alla scoperta delle produzioni italiane di spessore. Non solo, Vinitaly ha ribadito con forza che se vuoi far parte di questo mondo del vino, qualunque sia la tua posizione: professionista o semplice appassionato non puoi mancare a quella che io definisco l’evento dell’anno.

Si è conclusa da poco l’edizione numero 54 della della fiera dei vini e dei distillati più famosa d’Italia, quella della ripartenza, ma anche quella delle novità, la più importante delle quali vede la manifestazione più orientata verso il business, con i winelovers spostati agli eventi svolti in città dove si è svolto Vinitaly and the city. Che dire la forte riduzione del numero delle presenze dovuta sia al Covid che alla guerra, ma soprattutto a una politica degli accessi e dei biglietti molto restrittiva,  avrà fatto felici molti stand notoriamente super affollati ma certo non sarà piaciuta a chi nell’arco dei 4 giorni ha raccolto magari trenta presenze al proprio stand. Certamente la qualità del pubblico è migliorata, così come la qualità dei contatti per le aziende, si è persa però la sensazione di vivere un evento mediatico importante e forse, più correttamente , si è passati a una fiera molto più professionale. Se questo era l’intento, il risultato è stato raggiunto. La sensazione di un Vinitaly diverso l’ho avuta già all’uscita dell’autostrada e al parcheggio dove non ho trovato nessuna coda. Anche all’interno pochi assembramenti nei padiglioni e piena vivibilità agli stand, con alcune eccezioni veramente contenute. In alcune regioni molti espositori soli nei propri stand o in attesa di appuntamenti prefissati: insomma, un’altra storia rispetto al passato.Molte le iniziative che proposte all’interno del Vinitaly, degustazioni, convegni e conferenze, ma purtroppo io potevo essere presente solo il lunedì, quindi ho preferito incontrare i produttori nei vari padiglioni. Ho iniziato dagli spumanti metodo classico, in particolare i Franciacorta e i Trentodoc, poi un passaggio in Umbria ad assaggiare il Montefalco Sagrantino, un salto in Alto Adige, Toscana e Sicilia. Breve sosta per mangiare qualcosa e dopo mi sono recato al nuovo padiglione Micro Mega Wines dove ho conosciuto vini e produttori nuovi con prodotti veramente interessanti. Un salto nel padiglione del bio e dei vini naturali, poi avevo messo in programma di visitare anche il padiglione del Sol & Agrifood ma ormai era già l’ora di uscire, il prossimo anno rimarrò più giorni.

 

 Si è svolto nel fine settimana del 25 e 26 novembre a Piacenza la settima edizione della Mostra mercato dei vini dei vignaioli indipendenti organizzata dalla FIVI. Una formula azzeccata che permette all’appassionato di poter assaggiare i vini, parlare direttamente con la persona che si occupa della produzione, e di poter acquistare i vini che più gli piacciono. La partecipazione del pubblico è stata numerosa, così come quella dell’aziende, erano presenti infatti circa 500 produttori provenienti da tutte le regioni d’Italia.Io ero presente il sabato e ho fatto numerosi assaggi, trovando vinimolto interessanti che non conoscevo oppure trovando conferme positive da parte di prodotti che già conoscevo.In particolare mi sono piaciuti gli spumanti di Bosio, Handerburg ormai una delle migliori aziende produttrici di spumanti, i vini dell’azienda freccia rossa, il Riesling e il Pinot nero Giorgio Odero, Moroder, La Monacesca, IL Poggio, Ca’la Bionda, Lis fadis, Palmento Costanzo, Istine, San Lorenzo,Capolino Berlingeri, Crivelli, Ciabot Berton.

 

 

 

Ci siamo, domani apre la 51 edizione di Vinitaly, la più importante manifestazione dedicata al mondo del vino. Vinitaly non è solo una fiera del vino, ma è un contenitore di eventi a cui possono partecipare sia gli addetti ai lavori sia i winelovers. Quest’anno ci sono molte novità sia negli eventi sia nella partecipazione di aziende italiane e straniere, inoltre è stato ampliato anche la parte del fuori  salone che si svolge nel centri di Verona con delle esperienze all’insegna del buon cibo, arte, musica e divertimento. Certo c’è anche il lato negativo ed è quello che riguarda le interminabili file da fare con l’auto sia per raggiungere la fiera sia per entrare ed uscire dai parcheggi. Comunque vale sempre la pena di visitarlo. Buon Vinitaly a tutti.

Alla stazione Leopolda di Firenze si è svolta la manifestazione Chianti Classico Collection 2010 dove sono stati presentati i vini dell'annata 2008 e le Riserve del 2007.La vendemmia 2008 nel Chianti Classico non è stata certo eccezionale, ma i vini assaggiati mi hanno comunque ben impressionato.In generale la qualità dei vini è migliorata, non  più  vini  con colori carichi, profondi, odori di frutta rossa matura, vaniglia e grande struttura al gusto, ma vini più freschi, eleganti, equilibrati e con un utilizzo del legno meno invasivo rispetto a prima. Vini più legati al territorio , di media struttura e più facili da bere.Circa 130 i prodotti presentati della vendemmia 2008 alcuni dei quali erano prelevati dalla botte, tra quelli degustati mi sono piaciuti: San Giusto a Rentennano, Badia a Coltibuono, Bibbiano, Castello di Monsanto, San Pancrazio, Felsina,Isole e Olena, Rocca di Montegrossi, Pieve di Campoli.Tra le Riserve 2007: San Pancrazio,Felsina, San Giusto a Rentennano "Le Baroncole".