Calici della Castellina in Chianti 2026

Calici di Stelle a Castellina si fa in cinque. Da giovedì 6 agosto a lunedì 10 agosto, in centro, cinque giornate e tanti appuntamenti protagonisti del cartellone “Calici della Castellina in Chianti”. Obiettivo, raccontare il vino del territorio rigorosamente sotto le stelle, in tante e diverse espressioni: alcuni celebri gemellaggi, musica, arte, shopping, gastronomia, i tanti volti del Sangiovese e gli scorci che dalla Torre si possono ammirare. Con un prologo: mercoledì 12 agosto l’osservazione dell’eclissi parziale di Sole dai Giardini di Crocefiorentina.

Prende il via già da giovedì prossimo tutto il programma organizzato dal Centro Commerciale Naturale con il patrocinio e il contributo del Comune di Castellina in Chianti, la collaborazione del Movimento Turismo Vino, il Gruppo Idea Giovani, Fc Castellina, Città del Vino, Camminando a Quercegrossa Aps, Società Filarmonica di Castellina, il Museo Archeologico del Chianti e la Fisar Siena Valdelsa.

“E’ un lavoro corale, il cartellone I Calici della Castellina è un impegno che unisce tante e diverse realtà e soggetti a cui dico grazie, senza di loro non sarebbe possibile fare questo – fa notare Chiara Polvani, assessore al Turismo e Cultura del Comune di Castellina in Chianti – Un lavoro che vuole presentare il vino nei suoi linguaggi tradizionali e non solo, fargli incontrare i giovani con il Dj set e la musica, unirlo allo shopping nei negozi e all’arte del Museo e della mostra Ritorno nel Chianti con le sue opere del ‘3-‘400 fiorentino, rimaste per 25 anni nei depositi e ora qui, al nostro Museo Archeologico. Sono tante e diverse le occasioni in cui poter degustare un ottimo calice di vino”.

Tutto il programma

Giovedì 6 agosto, alle 18 in piazza del Comune, Calici della Castellina prende il via con Aspettando Calici di Stelle. E in attesa, c’è una bella escursione in programma al tramonto da Castellina, facile, adatta a tutte e tutti coloro che hanno un sufficiente allenamento e predisposizione a camminare in strade sterrate e sentieri di bosco. Da Castellina in Chianti, lungo la Via Romea Sanese, l’escursione va verso  Tregole, attraversando il sito Etrusco del Poggino per poi raggiungere Fonterutoli, una terrazza naturale sul tramonto. La Via Romea Sanese riporterà tutti gli escursionisti a Castellina per un tempo stimato di 3 ore circa ed 11,5 km da percorrere. La cena al sacco è a cura di ogni partecipante con dolce e vino offerti dal Centro Commerciale Naturale di Castellina. Per prenotarsi, si può riempiere il questionario a questo link https://forms.gle/xSScD9JCv9dS4dwv8.

Venerdì 7 agosto, alle 19.30, al Parco delle Casce, Il Vino si degusta con la Ciccia, mentre alle 21.30, in piazza del Comune Carpe Diem in Concerto, la musica e la poesia dei grandi cantautori italiani. Sabato 8 agosto alle 22, in piazza del Comune, Dj Set con un dress code di colore rosa. E poi si entra nel vivo. Domenica 9 agosto dalle 18, in piazza del Comune, Calici d’Italia, con la degustazione di vini Igt, Doc e Docg  che arrivano da Lombardia, Liguria, Puglia, Trentino Alto Adige, Toscana ed Emilia. Ci saranno 20 etichette circa. Insieme, street food dei ristoratori di Castellina che proporranno pane salsiccia, la schiacciata, le tradizionali pappa al pomodoro, ribollita, panzanella e la schiacciata con l’uva. Alle 19, al Museo Archeologico del Chianti, Dalle Torri nella Torre, degustazione guidata alla scoperta de La Vernaccia di San Gimignano, con l’enologa Alessandra Ticci, si potranno scoprire i vini di Poderi Arcangelo Vernaccia di San Gimignano Docg 2025 “Dama Bianca”, Fattoria Poggio Alloro Vernaccia di San Gimignano Docg 2025, Signano Vernaccia di San Gimignano Docg 2025 “Poggiarelli”, Cappellasantandrea Vernaccia di San Gimignano Docg Riserva 2024 “Rialto”, Casa alle Vacche Vernaccia di San Gimignano Docg Riserva 2023 “Crocus”, Vagnoni Vernaccia di San Gimignano Docg Riserva 2023 “I Mocali”. Alle 21, Calici Fashion, nelle vie e nelle piazze i negozi di Castellina  presenteranno i loro prodotti pronti per i diversi contesti di uso all’interno di quadri scenici pensati ad hoc. Ci sarà la proposta di dress code per il picnic, ad esempio, così come per la sera al ristorante.  E dalle 19 alle 23, apertura straordinaria e gratuita del Museo Archeologico del Chianti per visitare “Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo”.

Ed eccoci a lunedì 10 agosto. Dalle 18, in piazza del Comune, Calici di Stelle, degustazione dei vini del territorio. Ci saranno solo vini  Chianti Classico Docg e insieme lo Street Food dei ristoratori di Castellina. Alle 19, al Museo Archeologico, Sangiovese: i mille volti di un grande vitigno, degustazione guidata alla scoperta del Sangiovese con il consulente enologico Calogero Portanese. In degustazione ci saranno tre cantine di Radda, Castellina e San Casciano, per l’esattezza Tenute Selvolini, Nardi Viticoltori e Capaccioli. Dalle 19 alle 23 si potranno anche visitare Museo e mostra Ritorno nel Chianti gratuitamente. Alle 21.30, concerto della Filarmonica, in piazza del Comune.

E siamo al prologo. Mercoledì 12 agosto, dalle 18 alle 21, ai Giardini pubblici di Crocefiorentina, Osservazione dell’eclissi parziale di Sole a cura dell’Unione degli Astrofili Senesi.

PER LA PRIMA VOLTA NEL CARCERE DI SIENA, CINQUE DETENUTI DIVENTANO SOMMELIER AIS  

L’iniziativa, a cura di AIS Toscana e AIS Italia, porta per la prima volta il corso sommelier nella Casa Circondariale di Santo Spirito. Un percorso rigoroso concluso con l’esame finale per offrire una reale opportunità professionale a fine pena

Hanno affrontato le stesse, rigorose prove scritte e orali previste per tutti i corsisti d’Italia, ma lo hanno fatto all’interno della Casa Circondariale Santo Spirito di Siena. Nella mattina di martedì 23 giugnocinque detenuti hanno ufficialmente sostenuto l’esame per conseguire il diploma di sommelier AIS, segnando la felice conclusione del progetto “Vite Libera”: si tratta del primo corsoper sommelier mai realizzato all’interno del sistema penitenziario italiano da AIS Italia e AIS Toscana.
A certificare questo traguardo inedito, insieme al Direttore della struttura Graziano Pujia, erano presenti i vertici nazionali e regionali dell’Associazione Italiana Sommelier: il Presidente di AIS Italia Sandro Camilli, il Vicepresidente di AIS Toscana (e delegato di Siena) Marcello Vagini, e il commissario d’esame Gianluca Grimani.

CINI, AIS TOSCANA: PROGETTO CON REALE POSSIBILITÀ DI RISCATTO. «”Vite Libera” è un progetto che coniuga cultura, dignità e reale possibilità di riscatto, ha commentato a margine delle prove Cristiano Cini, Presidente di AIS Toscana. Sono orgoglioso di aver accolto l’intuizione del nostro vicepresidente, Marcello Vagini, e di averla trasformata in realtà grazie alla stretta collaborazione con la dirigenza della Casa Circondariale. Offrire a un detenuto la possibilità di studiare da sommelier non è solo un percorso didattico: è un atto di fiducia nel potere educativo del sapere e una scommessa sulla rinascita delle persone. Siamo fieri di essere la prima regione italiana a lanciare un’iniziativa che offre competenze concrete e direttamente spendibili nel mondo del lavoro».

CAMILLI, AIS ITALIA: GIORNATA STORICA. Un entusiasmo condiviso dai vertici nazionali, che hanno supportato l’idea fin dal primo momento. «È una giornata storica per la sommellerie italiana, sottolinea Sandro Camilli, Presidente di AIS Italia. Nel DNA della nostra Associazione c’è da sempre la divulgazione della cultura del vino, intesa come percorso educativo che insegna non solo la degustazione, ma il rispetto delle regole e il lavoro di squadra. Questo progetto rappresenta uno strumento formidabile di crescita personale e di reinserimento sociale. L’esito positivo di questa iniziativa ci spinge a lavorare affinché il format possa essere replicato in futuro».

VAGINI, AIS SIENA: UNA DELLE ESPERIENZE PIÙ INTENSE DELLA MIA VITA. Promotore del progetto sul territorio è stato Marcello Vagini, Vicepresidente di AIS Toscana e delegato di Siena, che ha seguito le lezioni in ogni singolo aspetto. «Tutto è nato quasi per caso, da un confronto con il Direttore del Santo Spirito, Graziano Pujia, e il Comandante della Guardia di Finanza, Colonnello Pietro Sorbello, racconta. Oggi, al traguardo di questo percorso educativo inedito, posso affermare che è stata una delle esperienze umane più intense della mia vita. I partecipanti si sono applicati con un’attenzione e un interesse sorprendenti, comprendendo fin da subito il valore di questa opportunità: acquisire una qualifica ufficiale che, una volta usciti, fornirà loro uno strumento reale per reinserirsi nel tessuto sociale e lavorativo».

PUJIA, CASA CIRCONDARIALE DI SIENA: INTERESSE ANCHE DAL GIAPPONE.  Chiude il cerchio Graziano Pujia, Direttore della Casa Circondariale Santo Spirito, che sottolinea la portata eccezionale del percorso: «un progetto talmente innovativo che ha attirato l’attenzione persino di una rivista giapponese. Portare il corso sommelier AIS all’interno della nostra struttura comportava non pochi ostacoli organizzativi, ma la forte motivazione legata al territorio, unita alla tenacia di Marcello Vagini e di tutta l’AIS, ci ha spinto ad andare fino in fondo: era un’iniziativa troppo importante per rinunciarvi. L’attenzione e la dedizione che i detenuti hanno dimostrato ci hanno ampiamente ripagato delle responsabilità assunte. E il percorso non si ferma qui: stiamo già lavorando per sviluppare ulteriormente il progetto attivando una collaborazione con l’Università di Firenze».   

UNA RISPOSTA AL “LABOR SHORTAGE” DELLA RISTORAZIONE. Il progetto “Vite Libera” non si limita all’aspetto rieducativo, ma risponde a una precisa esigenza macroeconomica: la carenza strutturale di personale qualificato che affligge il settore dell’accoglienza. Secondo i dati Unioncamere, in Italia la ricerca di personale specializzato per la sala fallisce in oltre il 50% dei casi. Formare nuovi sommelier in carcere significa fornire non solo un diploma, ma uno dei mestieri più richiesti dal mercato, garantendo prospettive di assunzione quasi certe a fine pena. Per mantenere alto il prestigio della qualifica, il programma non ha subìto sconti: la didattica ha concentrato in 30 lezioni intensive tutto il programma dei tre livelli ufficiali AIS, alternando aula e simulazioni pratiche “on the job” per garantire la totale spendibilità delle competenze acquisite.

LE PROSPETTIVE FUTURE. L’esame di oggi non è un punto di arrivo, ma la traduzione in pratica della missione di AIS nella sua veste di Ente del Terzo Settore. L’Associazione e la Casa Circondariale stanno infatti lavorando per creare un vero e proprio “ponte” con l’esterno, stringendo accordi con enoteche regionali, Consorzi e istituzioni. L’obiettivo è duplice: facilitare il placement dei neo-diplomati e trasformare “Vite Libera” in un format esportabile in altre strutture penitenziarie italiane, a dimostrazione di come la cultura del vino possa generare un reale impatto sociale e inclusivo.

Picnic Gourmet tra i Vigneti di Montefioralle

Torna il consueto appuntamento estivo che unisce i vini dei produttori di Montefioralle alla cucina dello chef Niccolò Palumbo del ristorante PACA di Prato, insignito di una stella Michelin nel 2026.
Quest’anno l’esperienza si rinnova con un format ancora più dinamico e coinvolgente.
Non ci sarà più il classico scrigno a tre piani: il picnic diventa una vera gourmet experience, con un cestino pensato per accompagnare la serata e una parte del menu impiattata direttamente dallo chef al banco.
Nel tuo cestino gourmet troverai pane a lievito madre, taralli, fette biscottate salate, finto fegato grasso spalmabile e lardo spalmabile.
Durante la serata, lo chef completerà il percorso gastronomico con piatti preparati e serviti al momento:Tacos di mais, chili di sedano rapa e lenticchie, yogurt ed erbetteTubetti freddi “Pastificio Fabbri”, melanzana bruciata, menta e bottarga della Laguna di OrbetelloRoastbeef di coscia di pecora, mostarda di mela e fondo d’arrostoGelato di abete, caramello salato e meringa all’abete

Il tutto accompagnato dalla degustazione libera dei vini dei viticoltori di Montefioralle, con una selezione di etichette tra bianchi, rosati, rossi e vinsanto.
Prenota ora il tuo Picnic Gourmet
Potrai vivere l’esperienza ai piccoli tavoli apparecchiati tra i vigneti oppure seduto su una coperta tra i filari, immerso nella natura e nella luce del tramonto, con vista sul borgo medievale di Montefioralle.

Sono disponibili varianti vegetariane gluten free da richiedere al momento della prenotazione.
Per maggiori informazioni e/o prenotazioni: viticoltorimontefioralle.com

IL CONSORZIO VINO TOSCANA RICONOSCIUTO DAL MASAF REFERENTE DI TUTTI I PRODUTTORI TOSCANI, ANCHE NON SOCI, PER I VINI “TOSCANA IGT”

4000 aziende vitivinicole per oltre 90 milioni di bottiglie avranno un unico punto di riferimento per far valere i loro interessi con le istituzioni italiane ed europee 

Il Consorzio Vino Toscana è stato riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste quale organismo di tutela per tutti i produttori dell’Indicazione Geografica Tipica Toscana.

Il Consorzio Vino Toscana ha iniziato il percorso di rilancio della denominazione con l’obiettivo di raggiungere il riconoscimento che riguarda tutti i produttori che rivendicano Toscana IGT, quale premessa alla realizzazione di una struttura in grado di operare al meglio per la tutela, la gestione, la vigilanza e la valorizzazione delle produzioni dei vini Toscana IGT.

Con il Decreto che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, il Masaf ha certificato che il Consorzio Vino Toscana ha raggiunto i numeri per avere il riconoscimento a norma del comma 4 dell’articolo 41 della legge 238/2026 (minimo 66% della produzione e 40% dei produttori), il cosiddetto “erga omnes”, che significa essere rappresentativi della IGT Toscana ed essere referenti di tutti i produttori, anche non soci, che rivendicano Toscana IGT in una o più delle tre fasi della viticoltura, della vinificazione e dell’imbottigliamento.

Oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo importantissimo di avere uno strumento, quale è il Consorzio Vino Toscana che ha tutti i requisiti per operare nei modi e nei tempi che i soci ritengono più opportuni e questo vale ancora di più in una situazione di mercato complessa ed articolata come quella che stiamo vivendo  – ha affermato  Cesare Cecchi, il Presidente del Consorzio Vino Toscana Questo riconoscimento segue di poco tempo un altro risultato, quello della revisione della disciplinare di produzione approvato nel mese di marzo scorso e che, oltre a tanti altri cambiamenti, ha portato il cambiamento di denominazione da “Toscano o Toscana” a “ Toscana ”, scelta che punta a rafforzare la riconoscibilità e posizionamento sul mercato e ad inoltre introdurre la categoria del  vino spumante , che apre nuove prospettive per il comparto vitivinicolo regionale. Siamo adesso nella condizione di gestire la nostra denominazione favorendo le attività delle vitivinicole toscane.     

Per dare un’idea di cosa significa questo riconoscimento è importante sapere che ogni anno in Toscana un numero superiore a 4.000 aziende vitivinicole, praticamente tutte, producono per la commercializzazione oltre 90 milioni di bottiglie di vino Toscana IGT e che da adesso avranno un unico punto di riferimento per far valere i propri interessi e dare indirizzi collaborando con le istituzioni regionali nazionali ed europee.

Un risultato eccellente  – afferma  Leonardo Marras , Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana –  e ringrazio il Presidente Cecchi e il Direttore Campatelli, uomini di grande esperienza nel campo vitivinicolo, che hanno saputo con determinazione creare coesione e fare squadra per un obiettivo che porterà valore al vino toscano. Le strategie che il Consorzio Vino Toscana potrà mettere in campo qualità salvaguarderanno ancora di più la e l’immagine del vino toscano proteggendo non solo il prodotto ma tutto anche il territorio ei suoi agricoltori capacità di trasformare la tradizione e la passione in valore economico. Lavoriamo ogni giorno per proteggere e valorizzare questo patrimonio unico sostenendo una filiera, e in questo caso il Consorzio, rappresentativo di tutta la produzione a IGT della regione, che non è solo economia, ma l’anima stessa del nostro territorio”.   

Il Consorzio Vino Toscana, dal suo riconoscimento, meno di tre anni fa, è stato molto attivo anche nella tutela del nome  Toscana  opponendosi agli utilizzi impropri a livello nazionale ed internazionale e registrando nel mondo un marchio così iconico, come ad esempio in USA. Il tutto in un’ottica di valorizzazione e tutela di una denominazione che annovera tra i suoi prodotti i vini più riconosciuti al mondo e che, senza ombra di dubbio, rappresenta una zona di produzione tra le più importanti del mondo. 

Questo risultato – afferma Stefano Campatelli, Direttore del Consorzio Vino Toscana –   non deve essere letto solo come un traguardo raggiunto, ma come la creazione di una base solida su cui costruire prospettive e programmi che diano ai produttori la soddisfazione che meritano nello svolgimento delle proprie attività” . 

In pratica il riconoscimento assegna al Consorzio Vino Toscana potere decisionale in tutte le politiche di valorizzazione nel territorio toscano riferite ai vini a Indicazione Geografica Tipica con un ruolo di supervisione e coordinamento. Infatti il ??Consorzio Vino Toscana non agirà più nell’interesse dei soli soci ma di tutti coloro che producono vini a Indicazione Geografica Tipica in Toscana. Al contempo, il decreto mette a disposizione del Consorzio gli strumenti per poter fruire del sostegno economico di tutti i produttori compresi nell’area: in sintesi, corresponsabilità di tutte le aziende e allargamento del budget per piani di tutela, valorizzazione e comunicazione. 

CHE COSA SIGNIFICA ERGA OMNES
L’espressione  erga omnes  (dal latino, “nei confronti di tutti”) nel mondo del vino indica l’estensione dell’autorità e degli obblighi dei Consorzi a tutti i produttori di una specifica denominazione (DOC, DOCG o IGT), indipendentemente dalla loro iscrizione al consorzio stesso. Questo principio comporta regole e implicazioni ben precise per la filiera vitivinicola. 

Ufficio Stampa Consorzio Vino Toscana

Vino, dal Rosé alla sottozona “Terre di Vinci”: ecco le novità del nuovo disciplinare del Chianti Docg

Entrano in vigore le nuove regole della denominazione: nasce il Chianti Rosé Docg, debutta la sottozona Terre di Vinci e si rafforzano controlli e tracciabilità. Busi, Consorzio Vino Chianti: “Punto di equilibrio tra identità e innovazione”

Il Chianti Docg si rafforza e rilancia con l’entrata in vigore del nuovo disciplinare di produzione, approvato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. È il più significativo aggiornamento degli ultimi anni, frutto del percorso avviato dal Consorzio Vino Chianti nel 2020 per adeguare la denominazione all’evoluzione del settore.

Debutta il Chianti Rosé Docg, una nuova tipologia pensata per ampliare l’offerta della denominazione in un segmento in costante crescita sul mercato italiano e su quelli internazionali. E viene introdotta la nuova sottozona “Terre di Vinci”, che entra ufficialmente nella geografia del Chianti Docg valorizzando un’area di grande rilievo storico e vitivinicolo, legata alla terra natale di Leonardo da Vinci, dopo un lungo percorso voluto fermamente dalle aziende del territorio.

Si rafforzano i controlli a tutela della trasparenza e dei consumatori. Diventa obbligatorio ottenere il certificato di idoneità dell’Organismo di Controllo prima del trasferimento delle partite di Chianti e Chianti Superiore destinate alla commercializzazione. È inoltre prevista la comunicazione preventiva allo stesso organismo per il trasferimento di vino nuovo ancora in fermentazione destinato alla Docg.

“Queste modifiche rappresentano il punto di equilibrio tra identità e innovazione – commenta Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti –. Da una parte continuiamo a difendere gli elementi che hanno reso il Chianti uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo; dall’altra introduciamo strumenti che consentono alle aziende di affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato e del cambiamento climatico”.

“Il nuovo Rosé ci permette di entrare in un segmento in espansione, tanto più in un periodo particolare come quello estivo in cui solitamente il Chianti subisce un naturale rallentamento nelle vendite. Questo nuovo disciplinare – conclude Busi – è il risultato di un lavoro condiviso con la filiera che guarda al futuro senza rinunciare alla nostra storia”.

“Armonie Senza Tempo”: il Lugana conquista Bologna con grande partecipazione di pubblico e operatori  

Sold out per il debutto bolognese del Consorzio Tutela Lugana DOC: oltre 600 partecipanti per un evento che ha raccontato l’unione tra il bianco del Garda e la capitale del gusto.   

Bologna, giugno 2026 – Si è conclusa con grande partecipazione “Armonie Senza Tempo”, il debutto nel capoluogo emiliano dell’evento firmato Consorzio Tutela Lugana DOC che l’8 giugno ha trasformato Villa Benni in un luogo di incontro e degustazione dedicato al racconto del Lugana contemporaneo.

Con 50 produttori presenti e oltre 150 etichette in degustazione, l’evento ha richiamato oltre 600 ospiti tra operatori del settore, stampa specializzata, ristoratori, enotecari e wine lover, confermando l’interesse crescente verso una denominazione che continua a distinguersi per identità territoriale, eleganza stilistica e capacità evolutiva.

Per la prima volta riuniti nel capoluogo emiliano sotto un’unica visione condivisa, i produttori del Lugana hanno portato a Bologna un racconto corale fatto di territorio, cultura del vino e coesione produttiva. Una partecipazione compatta che ha restituito l’immagine di una denominazione capace di parlare con una voce unica pur nella ricchezza delle sue interpretazioni.

Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC, commenta: “Bologna ha risposto con un entusiasmo che è andato oltre le nostre aspettative. Abbiamo percepito grande curiosità da parte del pubblico e degli operatori, ma soprattutto il desiderio di approfondire l’identità del Lugana attraverso il contatto diretto con i produttori. Questo evento ha dimostrato quanto sia importante presentarsi come un comparto unito. Non siamo qui soltanto come singole aziende, ma come un sistema-territorio capace di dialogare con i grandi attori della distribuzione e della ristorazione bolognese”.

Particolarmente partecipate anche le due masterclass guidate da Fabio Giavedoni, giornalista e wine expert, che hanno accompagnato media e professionisti del settore in un percorso di approfondimento. “L’impronta del Lago: Geologia e Visione” e “I volti del Lugana: Identità e Avanguardia” hanno raccontato la pluralità della denominazione attraverso il dialogo tra tradizione e innovazione. Con questi due appuntamenti, si sono approfondite le influenze pedoclimatiche di quest’area, un terroir dove coesistono realtà eterogenee di artigiani storici, produttori pionieri e giovani leve, mettendo in luce il grande lavoro quotidiano frutto di dedizione e passione per questo territorio.

“Il grande valore emerso durante la giornata è stata la capacità del Lugana di raccontarsi come un territorio vivo, sfaccettato e riconoscibile,” afferma Fabio Giavedoni“Il pubblico bolognese ha scoperto un Lugana profondo, sapido, capace di passare dalla freschezza immediata alla complessità di riserve che non temono il passare degli anni. È emersa l’anima di un vino che non è solo piacevole, ma intellettuale e gastronomico”.

Questo dialogo tra approfondimento tecnico e dimensione esperienziale ha trovato la sua naturale prosecuzione nel walk around tasting serale, cuore pulsante dell’evento, che ha animato Villa Benni con degustazioni, incontri diretti con le cantine e momenti di confronto tra professionisti e appassionati. Un’occasione concreta per esplorare le diverse espressioni della Turbiana e comprendere la versatilità di un bianco capace di spaziare dai profili più immediati e vibranti alle interpretazioni più profonde e longeve.

Con “Armonie Senza Tempo”, il Consorzio Tutela Lugana DOC conferma il proprio impegno nella valorizzazione di un territorio che ha saputo costruire la propria riconoscibilità internazionale mantenendo saldo il legame con le origini. L’evento di Bologna rappresenta un nuovo tassello nel percorso di promozione della denominazione e nella costruzione di un dialogo sempre più diretto con il mercato italiano, gli operatori e il pubblico degli enoappassionati. Il viaggio del Lugana continua, con la consapevolezza di aver trovato a Bologna una nuova, accogliente casa.