Il miglior Sauvignon d’Italia dell’annata 2024 viene da Caldaro
Nell’edizione di quest’anno del Concorso del Sauvignon Blanc d’Italia svoltasi a Penone, il titolo di miglior Sauvignon dell’annata 2024 è stato assegnato al Quintessenz Sauvignon Alto Adige DOC della Cantina Kaltern. Il secondo posto è andato alla Tenuta Tiefenbrunner – Schlosskellerei Turmhof di Niclara che ha partecipato alla competizione con il suo Turmhof Sauvignon Alto Adige DOC. Al terzo posto si è classificato il Raif Sauvignon Vigneti delle Dolomiti IGT di Castelfeder.
Anche quest’anno i produttori altoatesini sono dunque i grandi protagonisti e non solo sul podio. Tra i dieci migliori vini del concorso, infatti, ben nove provengono dall’Alto Adige, nonostante la concorrenza proveniente da altre sei regioni vinicole italiane fosse particolarmente agguerrita. “Il livello qualitativo è stato complessivamente elevato, complice anche un 2024 relativamente fresco che ha favorito decisamente il Sauvignon”, spiega Andreas Kofler, presidente del Comitato organizzatore del Concorso del Sauvignon Blanc d’Italia.
Anche Peter Dipoli, vicepresidente del Comitato organizzatore, si dimostra entusiasta dell’ottimo risultato – e della stilistica dei Sauvignon presentati: “Con grande piacere abbiamo constatato che la ‘classica’ espressione, caratterizzata da note vegetali, è ormai sempre più rara e viene sostituita da una nuova, con note mature di frutta a polpa gialla” afferma Dipoli.
Come ogni anno, gli 85 vini in gara sono stati degustati alla casa sociale di Penone. La vera novità di questa edizione è stata una giuria composta da dodici membri di altissimo livello tra enologi, esperti del settore e giornalisti provenienti da tutta Italia. “In questo modo diamo al Concorso basi ancora più solide e ribadiamo il nostro ruolo di evento di riferimento centrale per i produttori di Sauvignon su tutto il territorio nazionale”, dichiara il presidente del Comitato organizzatore.
Andreas Kofler sottolinea con orgoglio l’ottimo successo raggiunto dai vini altoatesini anche in veste di presidente del Consorzio Vini Alto Adige, l’ente di riferimento del settore vitivinicolo della regione. “Il fatto che i nostri produttori riescano sempre a imporsi, anche a fronte di una forte concorrenza da parte delle altre regioni vinicole, dimostra non solo il grande know how che possediamo in vigna e in cantina, ma anche quanta esperienza, passione e dedizione ci siano dietro ai nostri vini”, afferma Andreas Kofler.
La classifica dell’8° Concorso del Sauvignon Blanc d’Italia
Presentata una indagine in anteprima di Studio Impresa su 130 società vitivinicole: ricavi a 1,431 miliardi di euro, margini in calo per il 63% del campione, ma 64 aziende crescono e 28 di queste migliorano anche la redditività. “I Bilanci del Vino” a Firenze con L’Accademia Italiana della Vite e del Vino e Le Donne del Vino Toscana
Una anteprima su un campione di 130 società vitivinicole toscane mette a fuoco, con dati economici e finanziari, lo stato di salute delle cantine regionali. La fotografia, finora mai realizzata con questa ampiezza e scattata dal Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, mostra un settore che nel complesso tiene, ma con margini sotto pressione e maggiori difficoltà per le imprese più piccole. I risultati preliminari sono stati presentati venerdì 23 ottobre, nella Sala del Gonfalone del Consiglio Regionale della Toscana a Firenze, durante l’incontro di educazione finanziaria “I bilanci del vino”, promosso dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dalla Delegazione Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Stefania Saccardi, presidente del Consiglio Regionale della Toscana: «In una fase caratterizzata da cambiamenti nei mercati internazionali e nelle abitudini di consumo – ha detto la presidente -, è importante continuare a sostenere le nostre imprese, valorizzandone la qualità, la capacità di innovazione e la vocazione all’export. La Regione Toscana è impegnata da tempo nella promozione del sistema produttivo regionale, anche attraverso iniziative come Buy Wine e Buy Tuscany, che favoriscono l’incontro tra le aziende e gli operatori internazionali. Occasioni di confronto e approfondimento come questa sono preziose per condividere competenze, analizzare gli scenari e individuare strumenti utili ad accompagnare il settore nelle sfide future».
«La cultura economica e finanziaria è essenziale anche per le imprese del vino, soprattutto in una fase in cui cambiano consumi, mercati e costi, con questo incontro, per il quale ringraziamo in maniera sentita la Presidente del Consiglio Regionale, Stefania Saccardi, per la sensibilità nel volerlo ospitare e supportare, abbiamo voluto offrire una chiave di lettura basata su strumenti concreti per conoscere meglio le proprie aziende, tutelarne il valore e prendere decisioni in maniera più consapevole», ha dichiarato Donatella Cinelli Colombini, Delegata Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.
«Leggere correttamente bilanci, margini e struttura patrimoniale significa comprendere la solidità presente delle aziende e costruirne il futuro. L’Accademia promuove il confronto tra ricerca, competenze manageriali e mondo produttivo affinché il settore vitivinicolo possa affrontare il cambiamento con strumenti adeguati e una visione di lungo periodo», ha dichiarato Rosario Di Lorenzo, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.
Cantinetoscane, fotografia in chiaro scuro, ma ci sono le soluzioni.Luca Castagnetti, del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, ha presentato i primi risultati dell’analisi su 130 società vitivinicole toscane: nel 2025 i ricavi complessivi hanno raggiunto 1,431 miliardi di euro con una lievissima flessione dello 0,2% sul 2024, pur restando superiori del 2,2% al 2023. Il margine EBITDA è calato per circa il 63% delle imprese analizzate, ma di contro 64 aziende hanno aumentato il fatturato e di queste 28 hanno migliorato anche il margine. Un dato tuttavia da non drammatizzare, alla luce della crisi internazionale che sta penalizzando i vini rossi, la tipologia che caratterizza la maggior parte della produzione vitivinicola regionale. «Per affrontare la selezione tra le cantine servono numeri chiari e decisioni tempestive: prima la continuità finanziaria, poi una strategia su mercati, investimenti e creazione di valore», ha indicato nel suo intervento Castagnetti, specificando che i risultati sono preliminari e che il campione, ancora incompleto, sarà ampliato per analizzare le dinamiche del settore vitivinicolo anche a livello nazionale.
Controllo di gestione: così le piccole-medie imprese del settore possono cambiare le carte in tavola. Davide Gaeta, professore dell’Università di Verona, ha indicato nello stato patrimoniale e nel controllo di gestione due strumenti decisivi per valutare solidità aziendale, sostenibilità degli investimenti e redditività delle produzioni. Una lettura integrata del bilancio consente di misurare patrimonio netto, struttura finanziaria e capacità di sostenere gli investimenti nel tempo. Gaeta si è soffermato anche sul costo della produzione: analizzare i centri di costo, dal vigneto al marketing, permette di calcolare il costo pieno e il margine reale di ciascun prodotto. Dati puntuali su costi e ricavi consentono infine di determinare il break-even point, cioè il volume minimo di vendite necessario a raggiungere l’equilibrio economico. Saper leggere bilanci, indicatori e costi sarà quindi essenziale per migliorare l’efficienza e sostenere la crescita delle imprese vitivinicole rispondendo all’attuale contingenza economica. Il sistema bancario, non solo attraverso il credito, ma anche con consulenze dirette, è già in grado di sostenere questo percorso come ha sottolineato nel suo intervento Emanuele Fontana, Coordinatore Agricoltura di Crédit Agricole Italia
L’incontro, dunque, ha offerto un quadro aggiornato delle sfide economiche e finanziarie del comparto, in una fase segnata dalla trasformazione dei mercati, dalle tensioni geopolitiche e dagli effetti del cambiamento climatico. Il confronto ha evidenziato la necessità di affiancare alla qualità produttiva una gestione più consapevole di liquidità, patrimonio, costi, margini, mercati e investimenti.
Come ogni anno, a un mese esatto dal Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti di Bologna, torna Essere Vignaioli. Storie di vigne e di vini, l’evento diffuso più atteso e amato dagli amanti del vino dei Vignaioli.
Da lunedì 19 a domenica 25 ottobre un grande numero di Punti di affezione FIVI (enoteche, osterie e ristoranti amici dei Vignaioli) in tutta Italia aspettano amici, ospiti e appassionati bevitori con momenti d’incontro dedicati al “bere indipendente”.
Ciò che è speciale e coinvolgente, è che in ogni locale, uno o più soci della FIVI racconteranno innanzitutto che cosa significa essere un Vignaiolo Indipendente e qual è lo spirito e il manifesto della associazione, presentando poi e facendo degustare i vini diuno o più colleghi, il tutto in un clima di amicizia e collaborazione, nonché di festa.
Un vignaiolo di montagna potrebbe allora presentare il collega che ha vigne a picco sul mare, la vignaiola di un’isola potrebbe dialogare con la collega che ha vigne in collina, da nord a sud, passando per Sicilia e Sardegna, intorno a un calice di vino. La manifestazione, che un tempo si svolgeva nell’arco di una sola giornata, ora è diffusa oltre che nei luoghi, nel tempo: da lunedì 19 a domenica 25 ottobre tutti i Punti diaffezione FIVI aderenti – enoteche, osterie e ristoranti amici dei Vignaioli e dei loro vini lungo lo stivale, hanno ideato il loro appuntamento, mostrando un interesse anche per le fasce orarie diurne, quasi a sancire una nuova tendenza: quest’anno infatti ci sono diversibrunch domenicali e merende, come accade a Vercelli, nel Salento a Leverano o in Sicilia, a Palermo.
Tanti gli aperitivi con abbinamento di piattini, le classiche cene, o persino la combinazione di due Punti d’Affezione che collaborano nell’organizzazione della stessa serata, ma c’è chi si è voluto proprio divertire proponendo una cena dalle 5 F (5 vitigni e 5 ingredienti che iniziano con la stessa lettera di FIVI). E ancora, accompagnamenti musicali da vinile, chi si concentra su un solo vitigno del territorio, chi lancia la degustazione alla cieca, o sceglie bottiglie di vecchie annate.
Essere Vignaioli avrà qualcosa da proporre a tutti, mantenendo quello stesso spirito che fra un mese si ritroverà tra i banchi del Mercato dei Vini.
L’elenco dei Punti di Affezione FIVI aderenti è disponibile sul sito web della FIVI in ordine alfabetico per regione, mentre le informazioni specifiche sulle diverse iniziative e attività si potranno trovare sui canali social e sui siti dei singoli Punti di Affezione.
Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti 2026, eventl Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti 2026, evento FIVI organizzato da BolognaFiere, con il patrocinio del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna e di Ascom Bologna, si svolgerà a Bologna dal 21 al 23 novembre. Anche quest’anno numeri importanti: ad accogliere il pubblico saranno circa 1.000 vignaioli, provenienti da ogniregione italiana, insieme a 3 delegazioni di vignaioli europei in rappresentanza delle associazioni nazionali appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, e una nutrita rappresentanza di soci di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti.
L’evento è in programma lunedì 19 ottobre presso Villa Tolomei: un parterre di cantine incontrerà direttamente il pubblico, altre parteciperanno presentando i vini in una speciale Enoteca.
Go Wine torna a Firenze con un’ importante appuntamento legato al tour di “Autoctono si nasce…” dedicato ai vitigni autoctoni italiani. Al centro dell’evento la ricchezza del vigneto italiano, fatto di tante realtà legate per storia e cultura a diversi territori che vanno da nord a sud del Paese.
Saranno oltre 60 le varietà rappresentate, da cantine provenienti da ben 15 diverse regioni italiane: un’occasione straordinaria di assaggio anche per il profilo complessivo delle cantine che partecipano.
Nel programma generale è prevista una masterclass che sarà curata per Go Wine dal giornalista fiorentino Leonardo Romanelli.
L’evento è rivolto sia soci Go Wine e simpatizzanti e ai professionisti del settore.
Programma
Per garantire il miglior afflusso dei partecipanti e per permettere a un numero maggiore di persone di accedere al banco di assaggio, gli ingressi saranno suddivisi per turni (a cui sarà obbligatorio attenersi) e su prenotazione, da riceversi entro le ore 12 di lunedì 19 ottobre.
Ore 15:00 – 18:00 Anteprima: degustazione riservata esclusivamente ad operatori professionali qualificati (giornalisti del settore enogastronomico, soggetti riconosciuti che operano in enoteche, ristoranti, wine bar: due persone per locale).
La richiesta di accredito avviene tramite mail. Go Wine verificherà e confermerà l’accredito per iscritto.
Ore 17:30 – 22:00 Turno di apertura del banco d’assaggio al pubblico di enoappassionati.
Torna Barolo en primeur, il progetto di responsabilità sociale promosso da Fondazione CRC e Fondazione CRC Donare ETS con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani: l’appuntamento con la sesta edizione dell’asta benefica internazionale è per venerdì 23 ottobre 2026 al Castello di Grinzane Cavour. Il progetto riparte dopo il record di 1.130.300 euro del 2025 e dal totale di oltre 4,5 milioni di euro raccolti in cinque edizioni, a sostegno di quasi 100 progetti sociali e culturali in Italia e nel mondo. Una crescita ininterrotta: dai 666 mila euro del 2021 agli 834 mila del 2022, dagli 877 mila del 2023 al milione e 27 mila del 2024, fino al traguardo dello scorso anno.
Sotto il martelletto di Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia, saranno battute 14 barrique di Barolo Gustava dell’annata 2025, provenienti dalla storica vigna situata ai piedi del Castello di Grinzane Cavour e già vitata all’epoca del Conte Camillo Benso. L’asta si svolgerà in diretta con Londra e New York, le due capitali mondiali del consumo di fine wine, a conferma della proiezione internazionale del progetto, mentre la quindicesima barrique verrà battuta domenica 8 novembre durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, sempre da Grinzane, in collegamento live con Hong Kong. A scandire la serata dell’asta confermata la presenza di Federico Basso, artista performativo che con i suoi interventi non convenzionali accompagnerà l’assegnazione dei lotti.
Accanto alle barrique, la sesta edizione porta in asta una novità: per la prima volta Barolo en primeur propone anche bottiglie storiche, 31 pezzi con annate che risalgono fino al 1996 passando per le celebrate 2010 e 2016, una verticale di tre annate consecutive di Cannubi (2009-2011) e il 5 litri di Bussia 2012. Le bottiglie fanno parte dei 7 lotti comunali di Barolo e Barbaresco frutto delle donazioni di 39 cantine del Consorzio: 6 lotti dedicati ai grandi comuni del Barolo — Barolo, La Morra, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Castiglione Falletto, Verduno e Novello — e un lotto di Barbaresco dai comuni di Barbaresco, Neive e Treiso. In tutto 681 bottiglie, per oltre 660 litri di vino, tra bordolesi, 112 magnum, 28 doppi magnum e un esemplare da 5 litri, con etichette che attraversano le menzioni geografiche più celebri delle due denominazioni, da Cannubi a Bussia, da Villero a Vignarionda, dalle Rocchedell’Annunziata a Ginestra. Con 630 litri in asta, la protagonista dei lotti comunali rimane comunque l’annata 2025. Il ricavato dei lotti comunali contribuirà, insieme a quello delle barrique, ai progetti solidali sostenuti da Barolo en primeur.
Confermata anche per il 2026 l’attenzione a garantire l’autenticità delle bottiglie di Vigna Gustava: ogni bottiglia sarà dotata del tag NFC di certificazione digitale “Autentico NFC“, realizzato da Tesisquare attraverso il suo IoT Competence Center Elision in collaborazione con la PMI innovativa Autentico Srl. Invisibile sotto l’etichetta e leggibile da qualsiasi smartphone, il tag contiene un codice univoco e crittografato, impossibile da clonare, che garantisce origine, tracciabilità e integrità di ogni bottiglia e dà accesso a una scheda digitale con le note organolettiche di Donato Lanati, il giudizio en primeur di Antonio Galloni e una webcam live sulla Vigna Gustava e sul Castello.
Aperta a chiunque, sarà possibile effettuare offerte scritte o partecipare telefonicamente all’asta, scaricando gli appositi moduli dal sito www.fondazionecrcdonare.it
“In cinque edizioni abbiamo raccolto oltre 4,5 milioni di euro e sostenuto quasi cento progetti che mettono al centro le persone e operano in ambito sanitario, sociale, educativo e culturale” dichiara Giuliano Viglione, Presidente di Fondazione CRC Donare ETS. “Barolo en primeur nasce con un forte radicamento territoriale e ha saputo aprirsi al mondo, come dimostrano le offerte che ogni anno arrivano da New York, Londra e Hong Kong. La sesta edizione conferma un modello di filantropia di comunità che non ha eguali: qui ogni euro battuto all’asta si trasforma interamente in valore sociale“.
“Il vino sta attraversando un momento di profondo cambiamento: consumi in evoluzione e mercati storici più complessi da leggere”, afferma Sergio Germano, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. “Ma è proprio in momenti come questo che si misura la forza di una denominazione: l’indice Liv-ex Italy 100, quello relativo ai fine wine italiani, è in positivo mentre il mercato mondiale arretra, con i produttori nostrani nella classifica dei più influenti al mondo che sono raddoppiati in sette anni. Anche la vigna ci dà fiducia: quest’anno la vendemmia ha premesse molto interessanti. Il nostro compito è quindi quello di raccontare il vino come alimento, cultura e territorio. Barolo en primeur è la sintesi più alta di questa visione: le Langhe che fanno squadra e mettono il proprio vino al servizio della solidarietà“.
Il Barolo Vigna Gustava e l’annata 2025
Le barrique portano la firma dell’enologo Donato Lanati – un’autorità internazionale nel proprio settore – che ha parcellizzato la Vigna Gustava in base a esposizione, altitudine ed età delle viti, vinificando ogni porzione separatamente per conferire a ciascuna una personalità unica. Ogni barrique darà origine a 270 bottiglie di Barolo che, al termine dei 38 mesi minimi di invecchiamento previsti dal disciplinare, potranno essere consumate o immesse nel mercato.
Ad attestare la qualità dell’annata è intervenuto Antonio Galloni, CEO di Vinous e critico enologico di fama internazionale: il 2025 segna il ritorno a una stagione regolare ed equilibrata, senza il caldo intenso e la siccità del 2022 né le piogge a ridosso della vendemmia che avevano segnato il 2024. Il Nebbiolo è stato raccolto il 29 settembre, con tutte le parcelle vendemmiate in un solo giorno: ne nasce un’annata che punta su freschezza, tensione e nitidezza espressiva, capace di restituire con chiarezza le differenze di esposizione, altitudine e suolo delle singole parcelle di Vigna Gustava.
L’etichetta d’artista
Sin dalla prima edizione, Barolo en primeur ha sempre avuto un forte legame con l’arte. Ogni etichetta è stata infatti firmata da un artista internazionale: Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Otobong Nkanga, Susan Philipsz e Giulia Cenci. L’etichetta 2026 porta la firma di Sol Calero (Caracas, 1982), artista venezuelana di base a Berlino: finalista del Preis der Nationalgalerie nel 2017, ha partecipato alla 60ª Biennale di Venezia (2024) ed esposto in istituzioni come la Tate Liverpool e il MASP di San Paolo. Al Piemonte la lega già un’opera permanente, “La Cantina de Guarene”, nel Parco d’Arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, nel Roero. L’opera, intitolata “Paisaje de vino“, è una veduta notturna delle Langhe: colline e filari si dischiudono in livelli sovrapposti di verde, turchese, viola e blu, con una luna luminosa al centro e forme dorate e lavanda che evocano stelle e grappoli. La scelta dell’artista nasce dalla collaborazione con Alba Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027, che accompagnerà anche la prossima edizione di Barolo en Primeur
Da venerdì 25 a domenica 27 settembre torna Montefioralle Divino, il wine festival organizzato dall’Associazione Viticoltori di Montefioralle, che ogni anno porta i vini del territorio nel cuore dell’antico borgo medievale di Montefioralle, nel comune di Greve in Chianti.
Per tre giorni, dalle 11:00 alle 19:00, Piazza Santo Stefano diventerà un grande spazio di degustazione a cielo aperto, dove il pubblico potrà incontrare direttamente i produttori e assaggiare le diverse interpretazioni del Chianti Classico, dall’Annata alla Riserva fino alla Gran Selezione.
Montefioralle Divino nasce proprio con l’obiettivo di raccontare il vino attraverso il luogo in cui viene prodotto. In pochi passi e attraverso i calici delle diverse aziende, il visitatore ha infatti la possibilità di confrontare vini nati all’interno dello stesso territorio, scoprendone affinità e differenze legate ad altitudine, esposizione, suoli e sensibilità dei singoli produttori.
Un’esperienza resa ancora più particolare dalla cornice di Montefioralle, borgo medievale raccolto all’interno della sua antica cinta muraria e circondato dai vigneti del Chianti Classico.
La Riserva e la Gran Selezione 2020 raccontate da Clizia Zuin
Uno degli appuntamenti centrali dell’edizione 2026 sarà la degustazione orizzontale dei Chianti Classico Riserva e Gran Selezione 2020 dei Viticoltori di Montefioralle, in programma domenica 27 settembre alle ore 11:30 e, in replica, alle ore 14:30.
Un’occasione per mettere a confronto, a distanza di sei anni dalla vendemmia, le diverse espressioni di una stessa annata e di uno stesso territorio attraverso due delle tipologie più importanti della denominazione.
A condurre la degustazione sarà Clizia Zuin, Head Sommelier e Wine Buyer del ristorante Atto di Vito Mollica di Palazzo Portinari Salviati a Firenze, ristorante insignito di una stella Michelin. Zuin, responsabile di una cantina di circa 850 etichette con una particolare attenzione alla Toscana, è stata premiata da Gambero Rosso come Miglior Sommelier nella Guida Ristoranti d’Italia 2026.
La sua conduzione accompagnerà i partecipanti in una lettura comparata dei vini, mettendo in evidenza le caratteristiche dell’annata 2020 e, soprattutto, le differenti interpretazioni che i produttori riescono a ottenere all’interno del territorio di Montefioralle.
Un festival per incontrare direttamente i vignaioli
Durante le tre giornate i visitatori potranno muoversi liberamente tra gli stand delle aziende, incontrare i vignaioli, degustare i loro vini e acquistare direttamente le bottiglie.
Il calice per la degustazione libera dei vini delle aziende presenti ha un costo di 25 euro, ridotto a 20 euro per l’acquisto online sul sito dell’Associazione Viticoltori di Montefioralle.
Ad accompagnare il vino ci sarà anche una proposta gastronomica: in Piazza Santo Stefano sarà presente lo stand di Novecento, mentre nel borgo saranno disponibili le proposte del Bar-Circolo di Montefioralle e dei ristoranti locali Il Desio, Il Guerrino e La Castellana.
Gli stand dei produttori saranno dotati di coperture e la manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo.
Navetta gratuita da Greve in Chianti
Per facilitare l’accesso al borgo, dove i parcheggi sono limitati, nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre, dalle 11:00 alle 19:00, sarà attivo un servizio gratuito di bus navetta tra Piazza Trento a Greve in Chianti e Montefioralle.
MONTEFIORALLE DIVINO 2026
Venerdì 25 settembre ore 11:00 – 19:00
Sabato 26 settembre ore 11:00 – 19:00
Domenica 27 settembre ore 11:00 – 19:00
Domenica 27 settembre – Degustazione orizzontale Chianti Classico Riserva e Gran Selezione 2020 ore 11:30 e replica ore 14:30 Conduce Clizia Zuin