Come anticipato nella recente “Chianti Classico Collection”, dal 1 luglio è diventato legge il decreto che introduce le modifiche al disciplinare di produzione del Chianti Classico e riguardano principalmente la tipologia ” Gran Selezione” che rappresenta il vertice qualitativo della denominazione.

Due le modifiche; la prima riguarda la possibilità di riportare in etichetta il nome di una delle 11 Unità Geografiche Aggiuntive (San Casciano, Montefioralle, Panzano, San Donato in Poggio, Castellina, Vagliagli, Greve, Lamole, Radda, Gaiole e Castelnuovo Berardenga, ), la seconda è una modifica ampelografica della tipologia, con la percentuale minima di sangiovese che, a partire dalla vendemmia 2027, salirà al 90% (attualmente 80%) e potrà essere completata da un massimo del 10% di altri vitigni autoctoni ammessi.

Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, l’evento di FIVI giunto alla 12ª edizione e ora organizzato da BolognaFiere, ha già raccolto l’adesione a partecipare di oltre 1.000 Vignaioli e Vignaiole da ogni regione italiana. 

L’appuntamento per appassionati e operatori del settore è dal 25 al 27 novembre 2023 a BolognaFiere, per ricreare all’interno di un nuovo spazio lo spirito che da sempre contraddistingue questa manifestazione. 

I Vignaioli e le Vignaiole riconoscono nel Mercato dei Vini la propria manifestazione ideale. Non è una questione commerciale, ma identitaria. Il Mercato dei Vini è,da un lato, il loro luogo di incontro e un importante momento associativo, costruito secondo i loro desideri e aspettative, e dall’altro la sede in cui incontrare il pubblico. Piace immaginarlo, di fatto, come un’estensione delle loro cantine: uno spazio a immagine e somiglianza di Vignaioli e Vignaiole, dove accogliere chi vuole conoscere il loro lavoro e i loro vini.  

Saremo più di 1.000, a Bologna – dichiara Lorenzo Cesconi, Presidente FIVI, per un evento che si preannuncia come il principale appuntamento dei produttori di vino italiano, nell’accezione che è giusto dare a questo termine. Per noi ‘italiano’ non è un mero dato geografico, men che meno un orpello formale, ma è un aggettivo che può essere associato solo a un vino che rappresenta l’identità e la vocazione di un territorio, prodotto nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente, intrinsecamente connesso in un complesso sistema di relazioni culturali, economiche e sociali. Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, in questo senso, è l’evento più rilevante del vino italiano”. 

L’annuncio del traguardo superato è, insieme, l’occasione per presentare il manifesto dell’edizione 2023, che vede la conferma della collaborazione con Corraini Edizioni e con il maestro Guido Scarabottolo, illustratore e graficodalla personalità e dal tratto che ben rispondono alla natura della FIVI. A sua firma la locandina illustrata, un omaggio all’infinita varietà dei Vignaioli attraverso la citazione delle bottiglie di Giorgio Morandi, il noto pittore bolognese del Novecento. 

“Sono sempre stato affascinato dalle variazioni. Tutte le variazioni – racconta Scarabottolo –. Da quelle infinite su un tema musicale da parte dello stesso musicista o di musicisti diversi, a quelle infinite sul tema del latte cagliato (formaggio) o sul tema dell’uva fermentata… Per chi disegna, poi, le variazioni sono quasi un obbligo, oltre che un divertimento. Così l’immagine FIVI di quest’anno è nata quasi in modo automatico. La varietà di persone che animano l’associazione; le infinite sfumature del prodotto degli associati; le innumerevoli forme possibili delle bottiglie; il trasferimento della fiera a Bologna, città che vede la presenza ancora attualissima di un pittore (Morandi) che per tutta la vita ha dipinto le stesse bottiglie in (quasi) infinite variazioni… Viva le differenze!”.

Per ospitare i 1.000 Vignaioli ad oggi già iscritti, BolognaFiere ha messo a disposizione 30.000 metri quadrati,distribuiti su 4 padiglioni: saranno il 29 e il 30, oltre al Mall, ad accogliere i Vignaioli, mentre 28 e 36 saranno dedicati al food e ai servizi correlati al Mercato.  

“Con l’arrivo nei padiglioni di BolognaFiere del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti di FIVI, dopo le due edizioni di successo di Slow Wine Fair, Bologna si afferma come sede elettiva degli eventi del vino sostenibile e di straordinaria qualità –sottolineail Presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari. Siamo certi che questo nuovo evento espositivo ci darà grandi soddisfazioni e sarà apprezzato dalla città. BolognaFiere, con Slow Wine Fair, Marca, Sana e il Mercato dei Vini che entra a far parte del nostro calendario fieristico, rafforza il proprio posizionamento come polo espositivo leader nell’agroalimentare”. 

Nei prossimi mesi saranno comunicati la lista completa dei Vignaioli presenti e il programma dettagliato dell’evento, che – pur con molte novità – manterrà un format del tutto simile a quello consolidato in questi anni: una mostra-mercato di tre giorni (sabato, domenica e lunedì) con Vignaioli e Vignaiole da tutta Italia, disposti in ordine casuale negli ampi spazi di BolognaFiere, e con un padiglione dedicato agli artigiani del cibo. Quattro le masterclass che arricchiranno il programma, per focalizzare l’attenzione su alcuni territori ed eccellenze del mondo dei Vignaioli Indipendenti italiani. 

Il Consorzio Vino Chianti non si ferma e torna negli Stati Uniti con un programma di tre eventi in altrettante città: il 15 maggio sarà a Miami, il 17 a Houston ed infine il 18 a Los Angeles. Tre tappe fondamentali del Chianti Lovers U.S. Tour 2023, un viaggio all’interno del mercato americano, che è oggi il maggior estimatore del vino toscano nel mondo. 

Saranno due i grandi focus sul vino Chianti per questa edizione: a Miami e Houston si presenteranno i vini Chianti Riserva 2019 in degustazione orizzontale, mentre a Los Angeles i riflettori si accenderanno su un format inedito di Masterclass Chianti Vs formaggi italiani d’origine.

Il programma prevederà tre workshop giornalieri intensivi, costruiti attorno a seminari istituzionali sulla Denominazione e conditi con sessioni di incontri tra aziende toscane partecipanti e operatori locali.

“Continuiamo a rafforzare i legami internazionali, portando il brand del vino Chianti nel mondo – afferma Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – vogliamo avvicinare le nostre eccellenze locali ai numerosi appassionati e intenditori presenti anche oltreoceano dove la cultura e la sensibilità per il vino negli anni sono cresciute ed è quindi importante essere sempre più presenti. Portiamo una qualità alta e diffusa per un pubblico di professionisti che è tra i più esigenti e conoscitori del mondo”.

Per quanto riguarda i Chianti Riserva, saranno presentate e degustate batterie di sette vini (uno per ciascuna delle zone di produzioni della Denominazione), offrendo così lo spaccato più espressivo del potenziale di affinamento del vitigno Sangiovese, che nel 2019 ha beneficiato di un’ottima annata.
Mentre il ventaglio dei sette vini proposti a Los Angeles intrigherà il pubblico attraverso tutte le sue declinazioni (vini diAnnata, Governo, Superiore e Riserva) e con un abbinamento ai formaggi italiani di origine: si parte dal Pecorino Toscano e dalla Robiola di Roccaverano D.O.P., prosegue con un verace Fiore Sardo e con un Gorgonzola Piccante D.O.P., ancora passando ad un Castelmagno D.O.P. ed un magistrale Beppino Occelli al Barolo, per finire con un sontuoso Parmigiano Reggiano 48 mesi. Un incontro tra i rossi del Chianti e i formaggi tipici italiani,  perché hanno tanto in comune: eterogeneità, freschezza e quell’invidiabile capacità di abitare la tavola con gusto.

I relatori delle degustazioni guidate saranno: Lyn Farmer WSET Educator per Miami, Jeremy Parzen Ph. D. ed autore specializzato sul vino, Diego Meraviglia Presidente dell’Associazione Sommelier Nordamericana, coordinati da Luca Alves, Wine Ambassador del Consorzio.

La cinquantaquattresima edizione del Vinitaly rappresenta il ritorno alla normalità dopo le passate edizioni segnate dal Covid-19. Gli incrementi in termini numerici sono stati notevoli, specialmente quelli relativi alle presenze di buyer esteri. Circa 93 mila presenze totali di cui un terzo è rappresentato dagli ingressi di buyer esteri provenienti da 143 paesi. Le provenienze da alcuni di questi paesi segnano incrementi addirittura in tripla cifra derivanti però dal semplice fatto che un anno fa era praticamente impossibile muoversi verso l’Italia. Gli esempi più lampanti sono il Giappone con un +143% e l’Australia con un +130%. Gli Stati Uniti rimangono per distacco la nazione che fa segnare più presenze, seguiti da Germania, Regno Unito e Canada.

Dati alla mano direi che il successo di questa edizione non si debba ritrovare sotto l’aspetto quantitativo ma su quello qualitativo.

La strada che Vinitaly sta percorrendo ormai da alcuni anni è chiara e lo si nota anche semplicemente passeggiando per i padiglioni. Si capisce guardandosi intorno, si capisce affacciandosi negli stand, si vede attraverso le presenze alle numerose iniziative praticamente tutte sold out.

Gli aumenti dei prezzi dei biglietti, le restrizioni volte a favorire gli operatori del settore, le masterclass, le aziende che sempre di più prediligono ricevere su appuntamento per dedicare la giusta attenzione al vero scopo della fiera e cioè al business. Molto viene fatto anche per il semplice appassionato ma tutto è studiato per intrattenerlo in attività interne e sopratutto esterne (vedi Vinitaly in The City) in modo da lasciare spazio ai buyer e dare la possibilità alle aziende di intrattenere rapporti commerciali.

Cosa ha funzionato al Vinitaly 2023

Da un punto di vista di offerta, Vinitaly 2023 ha dato il meglio di sé per quanto riguarda convegni, masterclass e degustazioni. Molte, interessanti, condotte da professionisti di spicco. Questi eventi nell’evento non hanno lasciato spazio a critiche né per qualità, tantomeno per quantità. Hanno impreziosito la manifestazione personaggi importanti del mondo dell’enogastronomia, sport e istituzioni. Le aziende espositrici si sono preparate al meglio per comunicare al pubblico la loro filosofia, la loro storia, tradizione e top di gamma. E’ stato bello parlare con i produttori ed ascoltare i loro aneddoti, le loro vite. Spesso ho trovato nei vari stand le stesse persone che sono in vigna, specialmente nelle aziende più piccole, ed è lì che si è espresso al massimo il vero valore aggiunto del confronto.

La fiera scaligera ha ribadito che quando si parla di business il Vinitaly è l’appuntamento imprescindibile per chi vuole andare alla scoperta delle produzioni italiane di spessore. Non solo, Vinitaly ha ribadito con forza che se vuoi far parte di questo mondo del vino, qualunque sia la tua posizione: professionista o semplice appassionato non puoi mancare a quella che io definisco l’evento dell’anno.

Il Consorzio Vino Chianti è pronto per un ritorno in grande stile al Vinitaly di Verona. La 55esima edizione del salone internazionale del vino e dei distillati è in programma dal 2 al 5 aprile negli spazi di Veronafiere.  40 aziende con un proprio desk, un bancone istituzionale con più di 170 etichette di vino Chianti d.o.c.g., prodotte da oltre 90 aziende, e un secondo bancone istituzionale con 45 etichette di Vin Santo del Chianti d.o.c. in assaggio, in rappresentanza di 38 aziende del territorio. Il Consorzio Vino Chianti è pronto per un ritorno in grande stile al Vinitaly di Verona. La 55esima edizione del salone internazionale del vino e dei distillati è in programma dal 2 al 5 aprile negli spazi di Veronafiere. 

La rappresentanza del Consorzio Chianti sarà nel padiglione 9, stand C11 e C12. Negli spazi a marchio Consorzio Vino Chianti saranno allestiti desk personalizzati, uno per ogni azienda presente: si tratta di produttori provenienti da tutte le sei province di produzione ricadenti nella denominazione Chianti, che offriranno a operatori e semplici appassionati uno spaccato variegato e di grande qualità. In particolare, nello stand C12 a marchio Consorzio Vino Chianti saranno presenti i consorzi di sottozona: Consorzio Chianti Colli Fiorentini, Consorzio Chianti Rùfina, Consorzio Chianti Colli Senesi. Ognuno di loro avrà una propria area istituzionale dedicata. 

“Il Consorzio Vino Chianti torna al Vinitaly con una folta rappresentanza a conferma dell’impegno delle aziende per la promozione della denominazione e per la ricerca di nuovi rapporti commerciali con i buyer italiani e internazionali – commenta Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti -. Siamo orgogliosi dell’ampia offerta che porteremo a Verona dal 2 al 5 aprile. Sottolineo, in particolare, la presenza del bancone istituzionale dedicato al Vin Santo che rappresenta un vero e proprio unicum per la manifestazione”. 

Dal 14 al 16 marzo, 1210 vini Sauvignon provenienti da tutto il mondo si sono contesi le ambite medaglie del Concours Mondial du Sauvignon. 50 degustatori internazionali hanno premiato con medaglie d’argento e d’oro i vini in concorso provenienti da 20 diverse nazioni produttrici. Per la prima volta nella sua storia, il concorso si è svolto fuori dall’Europa, a Franschhoek, in Sudafrica.

I risultati completi sono disponibili su: https://resultats.cmsauvignon.com/it/risultati/2023

L’Austria conferma la sua posizione di primo piano
Il miglior Sauvignon del concorso proviene dalla Stiria: il Trofeo Dubourdieu viene assegnato al Sauvignon Blanc Sieme Eichberg di Adam-Lieleg. Con ben 85 medaglie, di cui 45 d’oro e 40 d’argento, l’Austria conferma l’alta qualità della sua produzione nel mondo del Sauvignon Blanc.

Di fronte alle avversità, la Loira si distingue
Nonostante la difficile annata 2022, La Loira ha comunque ottenuto 77 medaglie (28 d’oro, 49 d’argento). Si tratta di una bella ricompensa per i produttori della regione che hanno dovuto fare i conti con condizioni meteorologiche avverse. La Francia ha vinto anche il Trofeo Internazionale per il miglior assemblaggio con un vino guascone, il Saint-Lannes Sauvignon Chardonnay di Duffour Père & Fils.

La Spagna mantiene la sua posizione
Con ben 12 medaglie, di cui quattro d’oro. La Castiglia e León è chiaramente una terra privilegiata per questo vitigno, ma nell’elenco dei vincitori sono presenti anche altre zone di produzione come la Catalogna, l’Aragona, la Navarra e la Mancia.

L’Italia si è aggiudicata 14 medaglie d’oro e 17 d’argento, con il Friuli-Venezia Giulia che si conferma territorio di produzione leader della penisola, seguito dall’Alto Adige. È d’altronde il produttore altesino Castefeder che con il suo 2021 Raif vince uno dei più importanti riconoscimenti della competizione, il trofeo Rivelazione per il miglior vino italiano

Il Sudafrica fa grandi progressi
Il Sudafrica è ormai una delle principali regioni produttrici di Sauvignon Blanc. Durante il concorso ha vinto ben 56 medaglie, di cui 26 d’oro e 30 d’argento, oltre a un trofeo internazionale. Infatti, Villiera Bush Vine di Villiera Wines ha ricevuto il trofeo Tonnellerie Sylvain per il miglior vino invecchiato in botti di rovere.

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Benoît Carion
benoit.carion@vinopres.com