Il libro 100 custodi per 100 vitigni conquista l’OIV Award 2025

l100 custodi per 100 vitigni, la Biodiversità Viticola in Italia, il libro di G.R.A.S.P.O. che racconta le più belle storie di conservazione del nostro originale patrimonio ampelografico, ha conquistato l’Award 2025 nella categoria ” Viticoltura ” del prestigioso concorso internazionale promosso dall’O.I.V.( International Organisation of Vine and Wine).


OIV Awards rappresenta il massimo riconoscimento a livello internazionale ai lavori scientifici presentati nelle diverse categorie.
La Giuria dei Premi OIV, composta da esperti dei paesi membri, ha decretato i vincitori, basando le proprie decisioni sulle valutazioni fornite dai lettori di tutto il mondo. L’eccellenza scientifica e tecnica sono al centro del processo di selezione, garantendo che vengano premiate solo le opere di altissima qualità.
Un prestigioso premio quindi che arricchisce di ulteriore valore il lavoro di G.R.A.S.P.O. (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e Preservazione dell’Originalità Viticola) giovane ma dinamica Associazione Veronese che si occupa della tutela a livello mondiale dei vitigni rari.

Quello che rende unico il volume “100 custodi per 100 vitigni” è l’approccio narrativo scelto dagli autori. I dati ampelografici, le analisi genetiche e le descrizioni organolettiche dei vini si intrecciano con le storie personali di chi custodisce questi vitigni. Emerge così un affresco dell’Italia viticola che va ben oltre la semplice catalogazione scientifica: ogni varietà diventa il protagonista di una storia che parla di territorio, tradizione, resilienza e passione. La narrazione documenta non solo le caratteristiche tecniche di ogni vitigno, ma anche il contesto storico e culturale in cui si è sviluppato, restituendo al lettore la consapevolezza di trovarsi di fronte a un autentico patrimonio culturale e genetico oggi minacciato dalla crisi climatica e dall’omologazione produttiva.

Le frodi del vino raccontate da Rebecca Gibb

E’ uscito da poco in libreria “Crimini d’annata – Le frodi nella storia del vino” di Rebecca Gibb MW, un libro originale e affascinante che indaga con intelligenza e ironia il mondo delle frodi vitivinicole, un tema tanto antico quanto il vino stesso. Con uno stile scorrevole e coinvolgente, l’autrice porta alla luce un universo di inganni, contraffazioni e personaggi controversi, intrecciando storia, enologia e investigazione.

Dal dolcificante tossico dell’antica Roma alle bottiglie contraffatte che hanno fatto scandalo nel mondo moderno, Rebecca Gibb esplora come le frodi abbiano influenzato l’enologia e il nostro rapporto con il vino. Il libro non si limita a raccontare aneddoti curiosi o scioccanti, ma pone domande profonde: cosa rende un vino autentico? Perché lo beviamo davvero?

“Crimini d’annata” ci accompagna in un viaggio tra truffatori ingegnosi e figure meno conosciute che hanno lottato per preservare l’onestà e la qualità nel mondo del vino. Da scrupolosi commercianti a scienziati rivoluzionari, questi protagonisti rappresentano il lato positivo di un settore che troppo spesso si trova a confrontarsi con un lato oscuro.

Le vie del vino

Le vie del vino è un piacevole libro scritto da Jonathan Nossiter(autore del documentario "Mondovino " con il quale ha vinto la Palma d'oro al festival del cinema di Cannes nel 2004) e parla di un viaggio tra vitigni, cantine ed enoteche e riflette, parlando di cinema, letteratura, arte. Nossiter sostiene che nella globalizzazione imperante, oltre alla cultura rischia anche il vino.Ed è un rischio "politico", perchè l'omologazione crescente farà scomparire la mano e il sudore, il sole, l'acqua e la terra, il piacere e il lavoro dell'uomo: storia, cultura e tradizioni.La speranza ha un nome: vini naturali (prodotti senza l'utilizzo di sostanze chimiche di sintesi ). Scettico su questo modo di vinificare Nossiter ammette di aver cambiato idea. Ricorrendo a un parallelo cinematografico scrive: ora credo che si possa paragonare il movimento dei vini naturali a una sintesi un pò pazza tra l'umanesimo e la trasparenza del Neorealismo e la sperimentazione estetica della Novelle Vague.Secondo Nossiter non solo va modificato il procedimento di vinificazione ma occorre anche una profonda mutazione nel sistema di chi beve i vini naturali:al posto della seduzione diretta, della rotondità e della chiarezza visuale di un vino convenzionale ( buono o cattivo che sia ) molti dei vini naturali hanno una testura un pò ruvida, letteralmente impura ( con la presenza di un deposito naturale ) e torbida. Un bevitore senza esperienza li può trovare primitivi, non finiti e zeppi di errori tecnici, proprio come sembravano i film di Fassbinder nei primi anni settanta a chi li guardava e li paragonava alla levigatezza dei film di Hollywood.Alla fine di questo viaggio sulle vie del vino naturale Nossiter lancia il suo manifesto: la difesa del terroir non è sinonimo di attaccamento reazionario e ostinato alla tradizione, ma difesa della nostra memoria storica, la sola garanzia in grado di proteggerci dalle menzogne devastatrici del marketing e dallo sfruttamento cinico del mercato, della cultura e della politica mondiale.