ANTEPRIMA CHIANTI LOVERS & MORELLINO DI SCANSANO, LE MIE IMPRESSIONI

Si è svolta al Padiglione Arsenale della Fortezza da Basso l’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino dove sono state presentate le nuove annate di Chianti e Morellino di Scansano: Chianti D.O.C.G. 2025, Chianti Superiore 2024, Chianti Riserva 2023, Morellino di Scansano 2025 e Riserva 2023.

L’evento riservato solo ai giornalisti italiani e stranieri è stato anche l’occasione per tracciare alcune linee guida sulle prospettive produttive e commerciali delle due denominazioni. Per quanto riguarda l’andamento del mercato, il presidente Busi del Consorzio Vino Chianti ha sottolineato che l’export resta determinante, rappresentando tra il 65% e il 70% della produzione del Chianti.
“La produzione del Chianti si è attestata quest’anno intorno ai 620 mila ettolitri, contro una previsione che parlava di circa 750 mila. Questo cambia il quadro e ridimensiona un po’ le preoccupazioni – ha commentato il presidente del Consorzio – anche perché la riduzione rispetto alle aspettative è legata soprattutto all’andamento climatico primaverile: le piogge fino a maggio e gli attacchi di peronospora hanno inciso sulle rese. In quella fase il grappolo colpito si secca e viene perso, ma non c’è stato un impatto negativo sulla qualità. Anzi, possiamo parlare di un’annata molto buona”.

Durante la manifestazione il presidente del Consorzio Morellino di Scansano, ha ufficializzato un passaggio significativo per la denominazione: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle modifiche al disciplinare che introducono la nuova menzione Superiore, approvata dall’Assemblea nel 2025 e ora pienamente efficace.

“Si tratta di un passaggio molto importante nel percorso di crescita qualitativa del Morellino di Scansano – ha sottolineato Guicciardini Calamai – È il risultato di un lavoro condiviso che punta a rafforzare ulteriormente identità, selezione e posizionamento della denominazione sui mercati”.

La nuova menzione Superiore prevede rese più contenute rispetto all’Annata e potrà uscire sul mercato a partire dal 1 gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia: questo garantirà maggiore struttura e complessità, mantenendo comunque le caratteristiche peculiari di freschezza e bevibilità, tratti distintivi del Morellino.

Oltre 120 etichette in degustazione

In degustazione oltre 120 etichette complessive. Per il Consorzio Vino Chianti, presenti 55 aziende con 103 etichette di Chianti DOCG, tra Annata 2025, Superiore 2024 e Riserva 2023 (di cui 18 tipologia Superiore, 29 Riserva). Solo 26 i vini già in bottiglia, mentre la maggior parte dei campioni proveniva da botte o vasca.

Più contenuta ma significativa la presenza del Consorzio Morellino di Scansano: 13 aziende e 22 etichette complessive, con una sola referenza imbottigliata. Un quadro rappresentativo dell’evoluzione stilistica della denominazione, ma che lascia aperti interrogativi sulla reale leggibilità dei vini in fase così precoce e si unisce, purtroppo, ai pochi Chianti imbottigliati presenti.

La prevalenza di campioni di vasca o di botte, ormai prassi consolidata, limita la possibilità per la stampa di formulare giudizi approfonditi, soprattutto in assenza di un confronto diretto con i vini già in commercio.Molti degustatori hanno concentrato l’attenzione sulle poche referenze imbottigliate, tralasciando campioni ancora lontani da un’assemblaggio finale. 

Questi alcuni assaggi che mi hanno più convinto:

Chianti 2025

  • Salcheto – Biskero
  • Fattoria Lavacchio
  • Marini
  • Bonacchi – Gentilesco
  • Poggiotondo di Lorenzo Massart – Le Rancole

Chianti colli Aretini 2025 Paterna

Chianti Colli Senesi 2025 Pietraserena – Torri

Chianti Superiore 2024

  • Colognole – Sinodie
  • Malenchini Tenuta Sette Ponti – Vigna di Pallino

Chianti Rufina 2024

  • Frascole
  • Villa Travignoli

Chianti Riserva 2023 Fattoria Poggio Alloro – Amico

Chianti Rufina Riserva 2023

  • Borgo Macereto
  • Frascole
  • Villa Travignoli

Morellino di Scansano 2025

  • Antonio Camillo
  • Bruni
  • Poggio Maestrino – Spiaggiole

Morellino di Scansano Riserva 2023 Morisfarms

La Gran Selezione di Chianti Classico compie dieci anni

Durante la manifestazione Chianti Classico Collection 2024 si è tenuto il seminario “10 anni di Gran Selezione”, un affascinante viaggio attraverso il tempo dei primi dieci anni di questa prestigiosa categoria condotto da Antonio Boco e Paolo De Cristofaro con l’assaggio di nove etichette provenienti da varie zone del Chianti Classico, per leggere nel bicchiere le caratteristiche e le particolarità di questa tipologia.

Era il 17 febbraio del 2014 quando nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio l’allora presidente del Consorzio, Sergio Zingarelli, presentò alla stampa sia italiana che internazionale, la nascita di questa nuova tipologia, sicuramente un unicum in Italia, che si posizionava al vertice della piramide della denominazione, la curiosità fu molta, così come un certo scetticismo da parte di una fetta della critica di allora. Utilizzo del sangiovese per almeno l’80% (oggi portato al 90%), l’eventuale saldo solo con uve autoctone a bacca rossa autorizzati ( ciliegio, colorino, mammolo, malvasia nera, pugnitello, ecc ) prodotto esclusivamente da vigneti di proprietà o in affitto condotti direttamente, 30 mesi di affinamento, di cui 3 in bottiglia: insomma, irrompeva nella denominazione un’idea di Chianti Classico più territoriale rispetto al passato.

Secondo l’opinione dei due giornalisti le motivazioni, sia interne che esterne che portarono alla nascita della Gran Selezione, a 10 anni di distanza sembrano essere state confermate dai numeri certamente più che positivi.  Infatti se al debutto furono solo 33 i produttori che scommisero su questa nuova tipologia, oggi il numero è salito a 169 per un totale di 213 etichette presenti sul mercato. La Gran Selezione rappresenta solo il 5% di tutta la denominazione (circa due milioni di bottiglie) ma però, a valore valgono il 12%.
Tra i tanti cambiamenti avvenuti negli ultimi 10 anni quello più importante è stata la nascita delle UGA (Unità Geografiche Aggiuntive), approvate dai soci nel 2021 e pubblicate in Gazzetta ufficiale a luglio dell’anno scorso. Il legame di queste ultime alla sola tipologia Gran Selezione ha di fatto cementato il rapporto con il territorio, tanto che sono nate Gran Selezioni provenienti anche da una singola vigna.

La degustazione

UGA Castellina

Chianti Classico Gran Selezione Sergio Zingarelli 2010 – Rocca delle Macìe
90% Sangiovese, 10% Colorino. Produzione media annua: 5170

Le uve del vino di Rocca delle Macìe provengono dalla zone Ovest di Castellina che è caratterizzata da suoli argillosi e sassosi. Granato, olfatto complesso con sentori di confettura di frutta rossa, viola appassita, sottobosco, tostatura e tocchi mediterranei di erbe officinali. Al palato ha sapidità con tannini di ben misurati, equilibrato e persistente.

UGA Radda

Chianti Classico Gran Selezione Il Solatio 2010 – Castello di Albola
100% Sangiovese. Produzione media annua: 3000

La zona si trova a ridosso dei monti del Chianti ed è solitamente caratterizzata da un clima fresco con dei vigneti più elevate. Le uve provengono dal settore Nord, quello più densamente vitato. Granato scarico,le sensazioni olfattive si evolvono da note di frutta nera in confettura e una spaziatura che ricorda il pepe nero, liquirizia, tabacco e ricordi balsamici. Al palato ha freschezza, verticalità nel sorso, sfumature mentolate e una persistenza di grande lunghezza, con un finale che ricorda la dolcezza vanigliata del legno.

UGA San Donato in Poggio

Chianti Classico Gran Selezione Vigneto Il Poggio 2014 – Castello di Monsanto
95% Sangiovese, 3% Colorino e 2% Canaiolo. Produzione media annua: 7000

La UGA San Donato in Poggio unisce il territorio di due comuni, Barberino Tavarnelle e Poggibonsi, quindi è caratterizzata da un territorio molto eterogeneo. La zona Sud, nella quale sono allevate le uve di questo vino è ricca di alberese, sabbie e argille. Questo è uno storico cru del Chianti Classico infatti la sua prima annata di produzione risale al 1962. Si presenta rubino carico con riflessi granata, olfatto elegante e complesso con sentori floreali che ricordano la rosa e la viola, sfodera un frutto ricco, fruttato, amarena sottospirito, arancia rossa, liquirizia e leggero sottobosco.In bocca presenta tannini levigati che si intrecciano a sapidità e freschezza ben equilibrati con la componente alcolica. Il sorso è lunghissimo con ritorni di agrumi e spezie.

UGA Lamole

Chianti Classico Gran Selezione Lamole 2015 – I Fabbri
100% Sangiovese. Produzione media annua: 1500

Lamole è UGA di altura, con vigneti che superano anche i 700 metri di altitudine. Qui domina una certa omogeneità con la presenza di solo Macigno, ovvero arenarie non calcaree. Questa Gran Selezione, che proviene da vigneti posti nella zona settentrionale mostrano subito un tratto tipico del sangiovese locale, che sa essere ferroso, quasi ematico, con delicate note floreali, note di piccoli frutti e sfumature terrose e rugginose. Al palato, sebbene molto grintoso, fresco, con un tannino a tratti nervoso e spigoloso, mostra comunque un’ottima struttura complessiva.

UGA Gaiole

Chianti Classico Gran Selezione Castello di Brolio 2016 – Ricasoli
97% Sangiovese, 3% Abrusco. Produzione media annua: 50.000

Gaiole è una delle UGA più difficili da schematizzare vista la grandissima eterogeneità presente al suo interno. Siamo nella zona meridionale è un territorio di transizione dal punto di vista geologico dal Macigno a sabbie e conglomerati marini. Rubino di media concentrazione. Elegante nel frutto e nel rovere, con tocchi ferrosi, legno di cedro, violetta, chiodi di garofano, cuoio, caffè.In bocca è fresco, tessitura tannica elegante ben contrapposta a nota calorica importante. Persistente.

UGA Vagliagli

Chianti Classico Gran Selezione Vigna di Sessina 2016 – Dievole
100% Sangiovese. Produzione media annua: 7000

L’UGA Vagliagli si trova nel comune di Castelnuovo Berardenga è tendenzialmente calda e precoce, anche se al suo interno ci sono svariate eccezioni. In questo caso le uve provengono dal settore Nord-Est, che si trova più in alto e differisce dal resto della UGA per la prevalenza di Macigno. Rubino lucente, al naso l‘impatto è molto mediterraneo con note di di erbe aromatiche, pino ,eucalipto, che si alternano ad un frutto sottile e delicato di ciliegia. Al palato è sia ricco e potente che severo e di grande verticalità.   

UGA San Casciano

Chianti Classico Gran Selezione Il Torriano 2019 – La Sala del Torriano
100% Sangiovese. Produzione media annua: 2000

La UGA di San Casciano è tra le più omogenee e uniformi, con un clima caldo, altitudini contenute e vendemmie precoci. Siamo nel settore Sud-Ovest, con pendenze importanti e suoli ricchi di depositi fluviali antichi. Rubino intenso. Fragranze di erbe aromatiche, amarene, viola e macchia mediterranea. Corpo pieno, tannini morbidi ed un finale di precisa forma e qualità di sorso.

UGA Gaiole

Chianti Classico Gran Selezione Vigna Gittori 2019 – Riecine
100% Sangiovese. Produzione media annua: 3233

Si ritorna a Gaiole, questa volta nel settore settentrionale, una delle zone più fresche dell’intera denominazione, con una grande variabilità altimetrica e geologica. Rubino scarico con riflessi violacei, ha un naso di grande eleganza, con un frutto delicato di ciliegia, lampone, terra e violette. Gusto sapido, caldo, ben bilanciato con un finale di grande persistenza e piacevolmente amarognolo.

UGA Panzano

Chianti Classico Gran Selezione Terrazze di San Leonino 2020 – Fontodi
100% Sangiovese. Produzione media annua: 5000

Si conclude con una UGA molto nota come quella di Panzano. In questo caso siamo a Ovest nella famosa “Conca d’oro”, il grand cru di Panzano.Rubino carico, olfatto con note di liquirizia e un frutto maturo di ciliegia e prugna. Si avvertono le note legate alla maturazione nel legno piccolo, e poi ancora sfumature di pepe e anice stellato. In bocca è caldo, con un tannino potente ma di tessitura fine e buona freschezza. Chiude lasciandolabocca piacevolmente asciutta.

Chianti lovers & Rosso Morellino 2024

Oltre 100 aziende del territorio e più di 200 etichette sono state le protagoniste del Chianti Lovers & Rosso Morellino 2024, l’anteprima che si è tenuta il 18 Febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze.
Circa 250 i giornalisti alla fine accreditati per l’evento e numerosi gli operatori del settore che hanno avuto modo di approfondire la conoscenza delle aziende e delle loro eccellenze.

Due denominazioni diverse, per dimensioni, territorio e base ampelografica, ma che hanno scelto un cammino comune. Il Consorzio Vino Chianti (istituito nel 1927) comprende oggi 3.500 aziende vinicole che lavorano 15.000 ettari di vigneto, la denominazione è suddivisa nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, da cui derivano le diverse menzioni aggiuntive: Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Rùfina e Montespertoli. Un territorio vasto che produce oltre 100 milioni di bottiglie l’anno, di cui il 65% va all’estero. Per la denominazione storica della Maremma, il Consorzio Tutela Morellino di Scansano nasce nel 1992 e diventa Docg nel 2007. Oggi conta su 220 soci e su 1.500 ettari a vigneto iscritti alla denominazione (di cui il 15% iscritto a biologico), distribuito su di un territorio vasto 65.000 ettari che coinvolge i comuni di Grosseto, Magliano, Campagnatico, Roccalbegna, Semproniano e Manciano.

In degustazione la difficile vendemmia 2023 che oltre al caldo prolungato a partire da giugno,ha fatto registrare anche una preoccupante e diffusa carenza idrica. Scarse le precipitazioni in primavera, sono arrivate abbondanti a maggio e ottobre su terreni secchi e quindi poco propensi ad assorbirle.Altro dato da registrare è l’eccezionale attacco di peronospora che ha interessato tutto il paese.  Il risultato nei bicchieri è di vini sottili che mancano di equilibrio e soprattutto nel Chianti con alto apporto alcolico e tannini particolarmente duri. Molto più convincenti i Morellino di Scansano che presentano più frutto morbidezza e maggior equilibrio. Inoltre i 2023 assaggiati sono tutti campioni da botte e dunque il giudizio rimane sospeso fino a successivi assaggi.

Chianti 2023

Podere Ghisone

Salcheto

Bindi Sergardi

Morellino di Scansano 2023

Bruni

Cantina Vignaioli di Scansano – Vignabenefizio

Fattoria Le Pupille

Santa Lucia

Terenzi

Val delle Rose

Nella sala dove erano presenti i produttori,oltre ai vini Chianti e Morellino di Scansano già in commercio si potevano assaggiare anche alcuni Vin Santo del Chianti. Questi sono quelli che mi hanno convinto maggiormente:

Vin Santo del Chianti ” Vinsanto di Meri ” 2015- Marzocco di Poppiano

Vin Santo del Chianti ” Vecchietto degli Accarigi” 2015 – Il Sosso

Vin Santo del Chianti “Collefresco” 2012 – Poggiotondo di Lorenzo Massart

Vin Santo del Chianti “Caratello” 2010 – Beconcini Winery

Vin Santo del Chianti Riserva “Marini” 2017 – Az.Ag. Marini Giuseppe

Vin Santo del Chianti Colli Fiorentini 2010- Lanciola

Vin Santo Bianco dell’Empolese 2010 – Piazzano

L’ Altra Toscana 2024

Terza edizione dell’ anteprima L’Altra Toscana che si è svolta nel Palazzo degli Affari di Firenze dove 18 Denominazioni hanno portato in degustazione le loro nuove annate. Circa 350 etichette che raccontano sfaccettature diverse e forse meno conosciute della Toscana enologica. 

Oltre alla classica degustazione al tavolo quest’anno gestita dai sommelier Fisar e presso i banconi consortili, sono stati proposti, durante l’evento, cinque diversi percorsi di degustazione per meglio destreggiarsi tra i numerosi assaggi disponibili:

  • Assemblaggi Di Sangiovese: vini rossi e rosati in assemblaggio con altre varietà autoctone e/o internazionali;
  • Gli Internazionali: sia in purezza che in assemblaggio tra loro;
  • I Bianchi di Toscana: interessantissimo percorso che ha aperto una vetrina su di una produzione a volte bistrattata, ottenuta sia da vitigni autoctoni che da varietà internazionali;
  • Il Sangiovese: la purezza del vitigno maggiormente prodotto;
  • Gli Altri Autoctoni: alla scoperta delle varietà, in maggior parte prodotte in purezza come Ciliegiolo, Alicante, Pugnitello, Canaiolo, Montepulciano d’Abruzzo.

Tra le proposte di degustazione anche una masterclass guidata da Daniele Cernilli dal titolo “Valdarno di Sopra, dalle modifiche al disciplinare ai vini “Vigna”, l’evoluzione di una D.O. basata su vocazione territoriale, viticoltura bio e qualità”.

Alcuni tra gli assaggi più convincenti:

Vini Bianchi

Maremma Toscana Vermentino Melacce 2023 – Collemassari

Maremma Toscana Vermentino Superiore 2022 – Belguardo

Valdarno Di Sopra Chardonnay Baltea 2022 – Campo del Monte

Toscana bianco Riesling 2021 – Maestà della Formica

Chianti Rùfina

Chianti Rùfina Riserva Vigneto Quona Terraelectae 2020 – I Veroni

Chianti Rùfina Riserva Vigna Poggio Diamante Terraelectae 2020 – Tenuta Bossi, Marchesi Gondi

Chianti Rùfina Riserva Vigna Conneto Terraelectae  2020 – Villa Travignoli

Chianti Rùfina Riserva Vigneto Erchi Terraelectae 2020 – Fattoria Selvapiana

Chianti Rùfina Riserva Vigna Alla Stele Terraelectae 2020 – Frascole

Carmignano

Carmignano Carmione 2022 – Fabrizio Pratesi

Carmignano Il Sasso 2022 – Piaggia

Carmignano Santa Cristina a Mezzana 2022 – Il Sassolo

Carmignano 2021 – Tenuta Le Farnete

Carmignano Riserva Trefiano 2019 – Tenuta di Capezzana

Montecucco

Montecucco Sangiovese La Fonte  2020 – Pianirossi

Montecucco Sangiovese Montenero  2019 – Montenero

Montecucco Sangiovese Carta Canta 2020 – Basile

Montecucco Sangiovese Riserva 2019 – Campinuovi

Montecucco Sangiovese Riserva Impostino 2017 – Tenuta Impostino

Montecucco Sangiovese Riserva Poggio Lombrone 2018 – Collemassari

Montecucco Sangiovese Riserva Cenere 2015 – Amiata

VINO TOSCANA IGT

Toscana Rosso IGT Siepi 2021 – Fonterutoli

Toscana Rosso IGT Mormoreto 2021 – Marchesi Frescobaldi

Toscana Rosso IGT Ripa delle More 2021 – Castello di Vicchiomaggio

Toscana Rosso IGT Luenzo 2020 – Cesani

Toscana Rosso IGT Modus 2020 – Ruffino

Toscana Rosso IGT Vas Oro 2019 – Villa a Sesta

Toscana Rosso IGT Summus 2019 – Banfi

Toscana Rosso IGT Olmaia 2018 – Col d’Orcia

Benvenuto Brunello 2023 i miei assaggi

Trentaduesima edizione di Benvenuto Brunello in presentazione l’annata 2019 del Brunello di Montalcino e la Riserva 2018.Le cantine aderenti sono state 118, con oltre 300 referenze in degustazione fra: Brunello di Montalcino Docg 2019 “annata”, selezione e vigna; Brunello di Montalcino Docg Riserva 2018; Rosso di Montalcino Doc 2022 e 2021; Sant’Antimo; Moscadello di Montalcino Doc.

Erano molte le aspettative per la presentazione dell’annata 2019 del Brunello di Montalcino dopo i due millesimi 2017 e 2018?che per ragioni diverse?sono stati molto complicati con aspetti non sempre positivi?che poi sono stati evidenziati nei vini. Certamente la 2019 è una delle migliori annate possibili da quando i mutamenti climatici sono diventati sempre più difficili da gestire, l’assenza di questi fenomeni e un andamento climatico più o meno regolare la collocano certamente in alto. Nel calice le impressioni sono buone, i vini hanno corpo e profondità, ottima freschezza e tannini rigidi ma nobili che li rendono ben equilibrati e in grado di essere apprezzati da subito. Purtroppo?tre ore per assaggiare i vini sono poche e inoltre il giorno in cui ho partecipato non mi è stato possibile assaggiare i vini di alcune aziende anche importanti perché erano terminati i campioni in degustazione

Questi i miei migliori assaggi della vendemmia 2019:

Uccelliera

San Lorenzo

Gianni Brunelli

Pietroso

Tenuta La Fuga

Sancarlo

Canalicchio?di Sopra – Vigna Montosoli

Tiezzi – Vigna Soccorso

Tenuta San Giorgio – Ugolforte

Patrizia Cencioni – Ofelio

Ciacci Piccolomini – Pianrosso

La Fiorita – Fiore di No

FCO Sauvignon 2021- Petrucco

L’azienda agricola Petrucco è situata nella zona D.O.C. dei Colli Orientali del Friuli, in località Buttrio in Monte.La proprietà si estende su un’area di 35 ettari, di cui 20 coltivati a vite, con una produzione di circa 100.000 bottiglie l’anno. Sono complessivamente 16 le etichette in produzione, di cui 8 bianchi (Sauvignon, Friulano, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Pinot Grigio Ramato, Ribolla Gialla, Chardonnay, Malvasia), 3 rossi (Merlot, Cabernet Franc, Refosco dal Peduncolo Rosso) ed il Brut. A concludere i riserva, una linea di vini chiamata Ronco di Paolo, in omaggio al fondatore dell’Azienda, Paolo Petrucco, che comprende un Pignolo, un Merlot, un Refosco dal Peduncolo Rosso ed il Bianco Cabas: quest’ultimo nasce da un particolare assemblaggio di vini pensato dall’enologo Flavio Cabas nel 2015 e ne riporta il nome su volere della stessa famiglia Petrucco.

IL VINO

Il vino è ottenuto dalla vinificazione in purezza di uve Sauvignon raccolte manualmente e lavorate con cura, in modo da rispettarne l’integrità fino alla pressatura e alla fermentazione che avviene a temperatura controllata. Il vino così ottenuto riposa sui lieviti in vasche d’acciaio per almeno 6 mesi prima dell’imbottigliamento.

Nel calice si presenta con un bel giallo paglierino lucente dai riflessi verdolini. Olfatto ampio e complesso di estrema pulizia in cui emergono sentori di erbe aromatiche come salvia e rosmarino, note vegetali di foglia di pomodoro, floreale di fiori di sambuco e acacia, accompagnati da note fruttate di pesca bianca e agrumi.Al gusto, la morbida avvolgenza dell’ingresso è sostenuta da una gradevole componente fresco-sapida che non abbandona il sorso fino alla chiusura su trame di erbe aromatiche.