PER LA PRIMA VOLTA NEL CARCERE DI SIENA, CINQUE DETENUTI DIVENTANO SOMMELIER AIS  

L’iniziativa, a cura di AIS Toscana e AIS Italia, porta per la prima volta il corso sommelier nella Casa Circondariale di Santo Spirito. Un percorso rigoroso concluso con l’esame finale per offrire una reale opportunità professionale a fine pena

Hanno affrontato le stesse, rigorose prove scritte e orali previste per tutti i corsisti d’Italia, ma lo hanno fatto all’interno della Casa Circondariale Santo Spirito di Siena. Nella mattina di martedì 23 giugnocinque detenuti hanno ufficialmente sostenuto l’esame per conseguire il diploma di sommelier AIS, segnando la felice conclusione del progetto “Vite Libera”: si tratta del primo corsoper sommelier mai realizzato all’interno del sistema penitenziario italiano da AIS Italia e AIS Toscana.
A certificare questo traguardo inedito, insieme al Direttore della struttura Graziano Pujia, erano presenti i vertici nazionali e regionali dell’Associazione Italiana Sommelier: il Presidente di AIS Italia Sandro Camilli, il Vicepresidente di AIS Toscana (e delegato di Siena) Marcello Vagini, e il commissario d’esame Gianluca Grimani.

CINI, AIS TOSCANA: PROGETTO CON REALE POSSIBILITÀ DI RISCATTO. «”Vite Libera” è un progetto che coniuga cultura, dignità e reale possibilità di riscatto, ha commentato a margine delle prove Cristiano Cini, Presidente di AIS Toscana. Sono orgoglioso di aver accolto l’intuizione del nostro vicepresidente, Marcello Vagini, e di averla trasformata in realtà grazie alla stretta collaborazione con la dirigenza della Casa Circondariale. Offrire a un detenuto la possibilità di studiare da sommelier non è solo un percorso didattico: è un atto di fiducia nel potere educativo del sapere e una scommessa sulla rinascita delle persone. Siamo fieri di essere la prima regione italiana a lanciare un’iniziativa che offre competenze concrete e direttamente spendibili nel mondo del lavoro».

CAMILLI, AIS ITALIA: GIORNATA STORICA. Un entusiasmo condiviso dai vertici nazionali, che hanno supportato l’idea fin dal primo momento. «È una giornata storica per la sommellerie italiana, sottolinea Sandro Camilli, Presidente di AIS Italia. Nel DNA della nostra Associazione c’è da sempre la divulgazione della cultura del vino, intesa come percorso educativo che insegna non solo la degustazione, ma il rispetto delle regole e il lavoro di squadra. Questo progetto rappresenta uno strumento formidabile di crescita personale e di reinserimento sociale. L’esito positivo di questa iniziativa ci spinge a lavorare affinché il format possa essere replicato in futuro».

VAGINI, AIS SIENA: UNA DELLE ESPERIENZE PIÙ INTENSE DELLA MIA VITA. Promotore del progetto sul territorio è stato Marcello Vagini, Vicepresidente di AIS Toscana e delegato di Siena, che ha seguito le lezioni in ogni singolo aspetto. «Tutto è nato quasi per caso, da un confronto con il Direttore del Santo Spirito, Graziano Pujia, e il Comandante della Guardia di Finanza, Colonnello Pietro Sorbello, racconta. Oggi, al traguardo di questo percorso educativo inedito, posso affermare che è stata una delle esperienze umane più intense della mia vita. I partecipanti si sono applicati con un’attenzione e un interesse sorprendenti, comprendendo fin da subito il valore di questa opportunità: acquisire una qualifica ufficiale che, una volta usciti, fornirà loro uno strumento reale per reinserirsi nel tessuto sociale e lavorativo».

PUJIA, CASA CIRCONDARIALE DI SIENA: INTERESSE ANCHE DAL GIAPPONE.  Chiude il cerchio Graziano Pujia, Direttore della Casa Circondariale Santo Spirito, che sottolinea la portata eccezionale del percorso: «un progetto talmente innovativo che ha attirato l’attenzione persino di una rivista giapponese. Portare il corso sommelier AIS all’interno della nostra struttura comportava non pochi ostacoli organizzativi, ma la forte motivazione legata al territorio, unita alla tenacia di Marcello Vagini e di tutta l’AIS, ci ha spinto ad andare fino in fondo: era un’iniziativa troppo importante per rinunciarvi. L’attenzione e la dedizione che i detenuti hanno dimostrato ci hanno ampiamente ripagato delle responsabilità assunte. E il percorso non si ferma qui: stiamo già lavorando per sviluppare ulteriormente il progetto attivando una collaborazione con l’Università di Firenze».   

UNA RISPOSTA AL “LABOR SHORTAGE” DELLA RISTORAZIONE. Il progetto “Vite Libera” non si limita all’aspetto rieducativo, ma risponde a una precisa esigenza macroeconomica: la carenza strutturale di personale qualificato che affligge il settore dell’accoglienza. Secondo i dati Unioncamere, in Italia la ricerca di personale specializzato per la sala fallisce in oltre il 50% dei casi. Formare nuovi sommelier in carcere significa fornire non solo un diploma, ma uno dei mestieri più richiesti dal mercato, garantendo prospettive di assunzione quasi certe a fine pena. Per mantenere alto il prestigio della qualifica, il programma non ha subìto sconti: la didattica ha concentrato in 30 lezioni intensive tutto il programma dei tre livelli ufficiali AIS, alternando aula e simulazioni pratiche “on the job” per garantire la totale spendibilità delle competenze acquisite.

LE PROSPETTIVE FUTURE. L’esame di oggi non è un punto di arrivo, ma la traduzione in pratica della missione di AIS nella sua veste di Ente del Terzo Settore. L’Associazione e la Casa Circondariale stanno infatti lavorando per creare un vero e proprio “ponte” con l’esterno, stringendo accordi con enoteche regionali, Consorzi e istituzioni. L’obiettivo è duplice: facilitare il placement dei neo-diplomati e trasformare “Vite Libera” in un format esportabile in altre strutture penitenziarie italiane, a dimostrazione di come la cultura del vino possa generare un reale impatto sociale e inclusivo.

Picnic Gourmet tra i Vigneti di Montefioralle

Torna il consueto appuntamento estivo che unisce i vini dei produttori di Montefioralle alla cucina dello chef Niccolò Palumbo del ristorante PACA di Prato, insignito di una stella Michelin nel 2026.
Quest’anno l’esperienza si rinnova con un format ancora più dinamico e coinvolgente.
Non ci sarà più il classico scrigno a tre piani: il picnic diventa una vera gourmet experience, con un cestino pensato per accompagnare la serata e una parte del menu impiattata direttamente dallo chef al banco.
Nel tuo cestino gourmet troverai pane a lievito madre, taralli, fette biscottate salate, finto fegato grasso spalmabile e lardo spalmabile.
Durante la serata, lo chef completerà il percorso gastronomico con piatti preparati e serviti al momento:Tacos di mais, chili di sedano rapa e lenticchie, yogurt ed erbetteTubetti freddi “Pastificio Fabbri”, melanzana bruciata, menta e bottarga della Laguna di OrbetelloRoastbeef di coscia di pecora, mostarda di mela e fondo d’arrostoGelato di abete, caramello salato e meringa all’abete

Il tutto accompagnato dalla degustazione libera dei vini dei viticoltori di Montefioralle, con una selezione di etichette tra bianchi, rosati, rossi e vinsanto.
Prenota ora il tuo Picnic Gourmet
Potrai vivere l’esperienza ai piccoli tavoli apparecchiati tra i vigneti oppure seduto su una coperta tra i filari, immerso nella natura e nella luce del tramonto, con vista sul borgo medievale di Montefioralle.

Sono disponibili varianti vegetariane gluten free da richiedere al momento della prenotazione.
Per maggiori informazioni e/o prenotazioni: viticoltorimontefioralle.com

IL CONSORZIO VINO TOSCANA RICONOSCIUTO DAL MASAF REFERENTE DI TUTTI I PRODUTTORI TOSCANI, ANCHE NON SOCI, PER I VINI “TOSCANA IGT”

4000 aziende vitivinicole per oltre 90 milioni di bottiglie avranno un unico punto di riferimento per far valere i loro interessi con le istituzioni italiane ed europee 

Il Consorzio Vino Toscana è stato riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste quale organismo di tutela per tutti i produttori dell’Indicazione Geografica Tipica Toscana.

Il Consorzio Vino Toscana ha iniziato il percorso di rilancio della denominazione con l’obiettivo di raggiungere il riconoscimento che riguarda tutti i produttori che rivendicano Toscana IGT, quale premessa alla realizzazione di una struttura in grado di operare al meglio per la tutela, la gestione, la vigilanza e la valorizzazione delle produzioni dei vini Toscana IGT.

Con il Decreto che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, il Masaf ha certificato che il Consorzio Vino Toscana ha raggiunto i numeri per avere il riconoscimento a norma del comma 4 dell’articolo 41 della legge 238/2026 (minimo 66% della produzione e 40% dei produttori), il cosiddetto “erga omnes”, che significa essere rappresentativi della IGT Toscana ed essere referenti di tutti i produttori, anche non soci, che rivendicano Toscana IGT in una o più delle tre fasi della viticoltura, della vinificazione e dell’imbottigliamento.

Oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo importantissimo di avere uno strumento, quale è il Consorzio Vino Toscana che ha tutti i requisiti per operare nei modi e nei tempi che i soci ritengono più opportuni e questo vale ancora di più in una situazione di mercato complessa ed articolata come quella che stiamo vivendo  – ha affermato  Cesare Cecchi, il Presidente del Consorzio Vino Toscana Questo riconoscimento segue di poco tempo un altro risultato, quello della revisione della disciplinare di produzione approvato nel mese di marzo scorso e che, oltre a tanti altri cambiamenti, ha portato il cambiamento di denominazione da “Toscano o Toscana” a “ Toscana ”, scelta che punta a rafforzare la riconoscibilità e posizionamento sul mercato e ad inoltre introdurre la categoria del  vino spumante , che apre nuove prospettive per il comparto vitivinicolo regionale. Siamo adesso nella condizione di gestire la nostra denominazione favorendo le attività delle vitivinicole toscane.     

Per dare un’idea di cosa significa questo riconoscimento è importante sapere che ogni anno in Toscana un numero superiore a 4.000 aziende vitivinicole, praticamente tutte, producono per la commercializzazione oltre 90 milioni di bottiglie di vino Toscana IGT e che da adesso avranno un unico punto di riferimento per far valere i propri interessi e dare indirizzi collaborando con le istituzioni regionali nazionali ed europee.

Un risultato eccellente  – afferma  Leonardo Marras , Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana –  e ringrazio il Presidente Cecchi e il Direttore Campatelli, uomini di grande esperienza nel campo vitivinicolo, che hanno saputo con determinazione creare coesione e fare squadra per un obiettivo che porterà valore al vino toscano. Le strategie che il Consorzio Vino Toscana potrà mettere in campo qualità salvaguarderanno ancora di più la e l’immagine del vino toscano proteggendo non solo il prodotto ma tutto anche il territorio ei suoi agricoltori capacità di trasformare la tradizione e la passione in valore economico. Lavoriamo ogni giorno per proteggere e valorizzare questo patrimonio unico sostenendo una filiera, e in questo caso il Consorzio, rappresentativo di tutta la produzione a IGT della regione, che non è solo economia, ma l’anima stessa del nostro territorio”.   

Il Consorzio Vino Toscana, dal suo riconoscimento, meno di tre anni fa, è stato molto attivo anche nella tutela del nome  Toscana  opponendosi agli utilizzi impropri a livello nazionale ed internazionale e registrando nel mondo un marchio così iconico, come ad esempio in USA. Il tutto in un’ottica di valorizzazione e tutela di una denominazione che annovera tra i suoi prodotti i vini più riconosciuti al mondo e che, senza ombra di dubbio, rappresenta una zona di produzione tra le più importanti del mondo. 

Questo risultato – afferma Stefano Campatelli, Direttore del Consorzio Vino Toscana –   non deve essere letto solo come un traguardo raggiunto, ma come la creazione di una base solida su cui costruire prospettive e programmi che diano ai produttori la soddisfazione che meritano nello svolgimento delle proprie attività” . 

In pratica il riconoscimento assegna al Consorzio Vino Toscana potere decisionale in tutte le politiche di valorizzazione nel territorio toscano riferite ai vini a Indicazione Geografica Tipica con un ruolo di supervisione e coordinamento. Infatti il ??Consorzio Vino Toscana non agirà più nell’interesse dei soli soci ma di tutti coloro che producono vini a Indicazione Geografica Tipica in Toscana. Al contempo, il decreto mette a disposizione del Consorzio gli strumenti per poter fruire del sostegno economico di tutti i produttori compresi nell’area: in sintesi, corresponsabilità di tutte le aziende e allargamento del budget per piani di tutela, valorizzazione e comunicazione. 

CHE COSA SIGNIFICA ERGA OMNES
L’espressione  erga omnes  (dal latino, “nei confronti di tutti”) nel mondo del vino indica l’estensione dell’autorità e degli obblighi dei Consorzi a tutti i produttori di una specifica denominazione (DOC, DOCG o IGT), indipendentemente dalla loro iscrizione al consorzio stesso. Questo principio comporta regole e implicazioni ben precise per la filiera vitivinicola. 

Ufficio Stampa Consorzio Vino Toscana

Vino, dal Rosé alla sottozona “Terre di Vinci”: ecco le novità del nuovo disciplinare del Chianti Docg

Entrano in vigore le nuove regole della denominazione: nasce il Chianti Rosé Docg, debutta la sottozona Terre di Vinci e si rafforzano controlli e tracciabilità. Busi, Consorzio Vino Chianti: “Punto di equilibrio tra identità e innovazione”

Il Chianti Docg si rafforza e rilancia con l’entrata in vigore del nuovo disciplinare di produzione, approvato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. È il più significativo aggiornamento degli ultimi anni, frutto del percorso avviato dal Consorzio Vino Chianti nel 2020 per adeguare la denominazione all’evoluzione del settore.

Debutta il Chianti Rosé Docg, una nuova tipologia pensata per ampliare l’offerta della denominazione in un segmento in costante crescita sul mercato italiano e su quelli internazionali. E viene introdotta la nuova sottozona “Terre di Vinci”, che entra ufficialmente nella geografia del Chianti Docg valorizzando un’area di grande rilievo storico e vitivinicolo, legata alla terra natale di Leonardo da Vinci, dopo un lungo percorso voluto fermamente dalle aziende del territorio.

Si rafforzano i controlli a tutela della trasparenza e dei consumatori. Diventa obbligatorio ottenere il certificato di idoneità dell’Organismo di Controllo prima del trasferimento delle partite di Chianti e Chianti Superiore destinate alla commercializzazione. È inoltre prevista la comunicazione preventiva allo stesso organismo per il trasferimento di vino nuovo ancora in fermentazione destinato alla Docg.

“Queste modifiche rappresentano il punto di equilibrio tra identità e innovazione – commenta Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti –. Da una parte continuiamo a difendere gli elementi che hanno reso il Chianti uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo; dall’altra introduciamo strumenti che consentono alle aziende di affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato e del cambiamento climatico”.

“Il nuovo Rosé ci permette di entrare in un segmento in espansione, tanto più in un periodo particolare come quello estivo in cui solitamente il Chianti subisce un naturale rallentamento nelle vendite. Questo nuovo disciplinare – conclude Busi – è il risultato di un lavoro condiviso con la filiera che guarda al futuro senza rinunciare alla nostra storia”.

“Armonie Senza Tempo”: il Lugana conquista Bologna con grande partecipazione di pubblico e operatori  

Sold out per il debutto bolognese del Consorzio Tutela Lugana DOC: oltre 600 partecipanti per un evento che ha raccontato l’unione tra il bianco del Garda e la capitale del gusto.   

Bologna, giugno 2026 – Si è conclusa con grande partecipazione “Armonie Senza Tempo”, il debutto nel capoluogo emiliano dell’evento firmato Consorzio Tutela Lugana DOC che l’8 giugno ha trasformato Villa Benni in un luogo di incontro e degustazione dedicato al racconto del Lugana contemporaneo.

Con 50 produttori presenti e oltre 150 etichette in degustazione, l’evento ha richiamato oltre 600 ospiti tra operatori del settore, stampa specializzata, ristoratori, enotecari e wine lover, confermando l’interesse crescente verso una denominazione che continua a distinguersi per identità territoriale, eleganza stilistica e capacità evolutiva.

Per la prima volta riuniti nel capoluogo emiliano sotto un’unica visione condivisa, i produttori del Lugana hanno portato a Bologna un racconto corale fatto di territorio, cultura del vino e coesione produttiva. Una partecipazione compatta che ha restituito l’immagine di una denominazione capace di parlare con una voce unica pur nella ricchezza delle sue interpretazioni.

Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC, commenta: “Bologna ha risposto con un entusiasmo che è andato oltre le nostre aspettative. Abbiamo percepito grande curiosità da parte del pubblico e degli operatori, ma soprattutto il desiderio di approfondire l’identità del Lugana attraverso il contatto diretto con i produttori. Questo evento ha dimostrato quanto sia importante presentarsi come un comparto unito. Non siamo qui soltanto come singole aziende, ma come un sistema-territorio capace di dialogare con i grandi attori della distribuzione e della ristorazione bolognese”.

Particolarmente partecipate anche le due masterclass guidate da Fabio Giavedoni, giornalista e wine expert, che hanno accompagnato media e professionisti del settore in un percorso di approfondimento. “L’impronta del Lago: Geologia e Visione” e “I volti del Lugana: Identità e Avanguardia” hanno raccontato la pluralità della denominazione attraverso il dialogo tra tradizione e innovazione. Con questi due appuntamenti, si sono approfondite le influenze pedoclimatiche di quest’area, un terroir dove coesistono realtà eterogenee di artigiani storici, produttori pionieri e giovani leve, mettendo in luce il grande lavoro quotidiano frutto di dedizione e passione per questo territorio.

“Il grande valore emerso durante la giornata è stata la capacità del Lugana di raccontarsi come un territorio vivo, sfaccettato e riconoscibile,” afferma Fabio Giavedoni“Il pubblico bolognese ha scoperto un Lugana profondo, sapido, capace di passare dalla freschezza immediata alla complessità di riserve che non temono il passare degli anni. È emersa l’anima di un vino che non è solo piacevole, ma intellettuale e gastronomico”.

Questo dialogo tra approfondimento tecnico e dimensione esperienziale ha trovato la sua naturale prosecuzione nel walk around tasting serale, cuore pulsante dell’evento, che ha animato Villa Benni con degustazioni, incontri diretti con le cantine e momenti di confronto tra professionisti e appassionati. Un’occasione concreta per esplorare le diverse espressioni della Turbiana e comprendere la versatilità di un bianco capace di spaziare dai profili più immediati e vibranti alle interpretazioni più profonde e longeve.

Con “Armonie Senza Tempo”, il Consorzio Tutela Lugana DOC conferma il proprio impegno nella valorizzazione di un territorio che ha saputo costruire la propria riconoscibilità internazionale mantenendo saldo il legame con le origini. L’evento di Bologna rappresenta un nuovo tassello nel percorso di promozione della denominazione e nella costruzione di un dialogo sempre più diretto con il mercato italiano, gli operatori e il pubblico degli enoappassionati. Il viaggio del Lugana continua, con la consapevolezza di aver trovato a Bologna una nuova, accogliente casa. 

Presentato a Bologna Il 15° Mercato dei Vignaioli Indipendenti

21-23 novembre 2026, BolognaFiere. Le coordinate dell’evento FIVI, organizzato da BolognaFiere, sono state annunciate ieri sera nella cornice del Biografilm. 

Presentato il manifesto ufficiale del Mercato dei Vini 2026, realizzato quest’anno da uno degli illustratori italiani più apprezzati, riconosciuti e premiati al mondo: Emiliano Ponzi. Un racconto per immagini che parla di rapporto diretto con la terra, di paesaggio rurale e di accoglienza, elementi fondanti dei Vignaioli Indipendenti.

Il rapporto con la città di Bologna e il suo tessuto culturale, economico e sociale si conferma un asset centrale per il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI, che per questo ha scelto nuovamente il suo partner Biografilm – il festival cinematografico internazionale dedicato alle biografie e alle storie di vita – per lanciare le date dell’edizione 2026: appuntamento nei padiglioni di BolognaFiere da sabato 21 a lunedì 23 novembre.

Ieri sera (martedì 9 giugno, ndr), prima della proiezione del film Spirit Animal di Yuri Pirondi e Inês von Bonhorst, nel Chiostro del Complesso di Santa Cristina “della Fondazza” il Biografilm ha ospitato la degustazione di una selezione di vini dei Vignaioli Indipendenti, cui è seguita la presentazione del manifesto ufficiale della 15ª edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. A realizzarlo, uno degli illustratori e artisti visivi italiani più apprezzati, riconosciuti e premiati al mondo: Emiliano Ponzi. Grazie alla rinnovata collaborazione del Mercato dei Vini con Corraini Edizioni, che nelle ultime edizioni ha portato artisti del calibro di Guido Scarabottolo (2023), Steven Guarnaccia (2024) e Sarah Mazzetti (2025) a creare l’immagine della manifestazione, Ponzi ha messo a disposizione dei Vignaioli Indipendenti la propria creatività e il proprio stile distintivo, che unisce profondità concettuale e precisione.

«Con questa immagine bucolica – spiega Ponzi da New York, dove risiede –, immersa tra vigne e grappoli d’uva, ho voluto rappresentare la cura e l’artigianalità che caratterizzano la produzione vinicola indipendente. I protagonisti non sono soltanto il vino e l’uva, ma anche gli elementi che ne rendono possibile la crescita: il paesaggio, la luce che è fonte di vita, e soprattutto la presenza umana. La figura femminile che sfiora la vite incarna l’attenzione costante del vignaiolo, segnando una netta differenza rispetto alla produzione industriale. Qui il vino nasce da un rapporto diretto e quotidiano con la terra: le vigne sono osservate, seguite e comprese attraverso lo sguardo di chi se ne prende cura. Nell’immagine, il gesto del guardare e tendere la mano assume un valore simbolico. La donna osserva la vite e in questo scambio silenzioso emerge il tema della presenza e della vicinanza: l’importanza di essere visti e riconosciuti, in un dialogo che va dalla persona alla pianta e dalla pianta alla persona. È proprio in questa relazione di attenzione reciproca che risiede l’essenza dei Vignaioli Indipendenti».

Emiliano Ponzi lavora in ambito editoriale e pubblicitario. Vanta collaborazioni con grandi brand globali come Apple, Louis Vuitton, Armani e il MoMA. I suoi lavori sono apparsi su autorevoli testate, quali The New York Times e The New Yorker. Tra i numerosi premi internazionali ricevuti, spiccano l’ADC Gold Cube e il contributo a un progetto Premio Pulitzer. È autore di cinque libri di successo, tra i quali The Great New York Subway Map e il recente saggio Work in Progress. Tiene regolarmente conferenze in istituzioni accademiche e culturali tra New York, Milano e Shanghai. Le sue opere sono incluse in prestigiose collezioni permanenti, tra le quali quella del Ministero degli Affari Esteri. Espone regolarmente in gallerie e musei internazionali, da Parigi a Seul fino alla Philippe Labaune Gallery di New York. Firma spesso importanti installazioni d’arte per eventi di rilievo come il Salone del Mobile e il Fuorisalone di Milano.

«Che bello immaginare illustrazioni, sapori, vini e mondi con i Vignaioli Indipendenti – prosegue Pietro Corraini, editore –. A partire da un libro libero e leggero che abbiamo fatto insieme e che racconta una Breve storia che ogni bambino può leggere a un vignaiolo indipendente e viceversa, siamo felici di continuare a collaborare ogni anno, coinvolgendo sempre nuovi creatori di immagini per rappresentare lo spirito di indomiti creatori di vini».

«Un manifesto che è un inno alla vite, a ciò che significa per noi Vignaiole e Vignaioli che la curiamo e coltiviamo, a ciò che riesce a ispirare gli amanti del vino che la ammirano – dice Rita Babini, Vignaiola e Presidente di FIVI Le geometrie dei vigneti, che siano le pergole dei terrazzamenti del Nord Piemonte a cui si è ispirato Emiliano Ponzi, i girapoggio dei vigneti di collina o le linee parallele delle spalliere, sono uno degli elementi più iconici del paesaggio rurale italiano, frutto del lavoro di generazioni e della stratificazione di decenni, talvolta di secoli, di interventi umani attenti, consapevoli e coerenti: per questo il paesaggio vitato è, quasi per definizione, a tutti gli effetti paesaggio culturale, dove si intrecciano memoria e cultura, e dove si riflette l’identità di un luogo. Custodi del territorio, custodi del paesaggio: questo siamo noi Vignaiole e Vignaioli, a partire dalla cura dei nostri vigneti e di ciò che li circonda».

La locandina disegnata da Ponzi non rappresenta solo un’immagine bucolica, ma parla di un paesaggio rurale terrazzato con vigne pergolate che spesso caratterizza la viticoltura di collina e di montagna, ovvero quella che l’81% delle aziende FIVI pratica ogni giorno nelle aree di versante (cfr. l’indagine di Nomisma Wine Monitor Il modello socio-economico dei Vignaioli Indipendenti per la sostenibilità della filiera vitivinicola italiana, 2024). Vignaioli che incarnano la presenza umana sul territorio, di cui sono custodi, e che aprono le loro cantine al pubblico, invitandolo a vivere un’esperienza diretta del vino. I Vignaioli Indipendenti, cioè le aziende vitivinicole che seguono in prima persona tutta la filiera della produzione del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento e alla vendita, sono tra i soggetti agricoli più radicati sul territorio, con cui hanno un rapporto profondo, basato su una conoscenza che spesso si tramanda da generazioni. Questo perché il territorio non è solo una denominazione sull’etichetta delle loro bottiglie, ma è ciò che contribuisce a definire il carattere, l’unicità e l’autenticità dei vini.

«L’immagine di questa edizione rappresenta con grande efficacia l’identità del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti: un luogo in cui il rapporto diretto tra persona, territorio e produzione torna ad essere centrale – sottolinea Rossano Bozzi, Direttore Business Unit Heritage di BolognaFiere . Per BolognaFiere, questo appuntamento è molto più di un evento: è una piattaforma viva che connette filiere, comunità e cultura, interpretando in modo contemporaneo l’evoluzione del consumo e delle esperienze legate al vino, anche come canale privilegiato di relazione e di vendita diretta tra vignaioli e pubblico. La scelta di presentarlo all’interno del Biografilm rafforza ulteriormente questo posizionamento: il vino, come il cinema, è racconto di vite, di territori e di visioni, e trova il suo senso più pieno quando coinvolge il pubblico in un’esperienza autentica e consapevole, capace di valorizzare anche l’enoturismo come espressione concreta dei territori custoditi dai vignaioli. In questa direzione, il Mercato dei Vini conferma Bologna come punto di riferimento per la cultura enologica e per le produzioni indipendenti, dando forma a un modello in cui qualità, relazione e radicamento territoriale diventano valore condiviso».

Al 15° Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, il pubblico sarà accolto da 1.000 vignaioli provenienti da ogni regione italiana, insieme a diversedelegazioni di vignaioli europei in rappresentanza delle associazioni nazionali appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, e a più di 30 soci di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti, con cui è confermata l’alleanza nel nome delle produzioni agricole territoriali e di qualità.

Come sempre, accanto alle degustazioni e allo shopping con i tradizionali carrelli e trolley, il Mercato dei Vini offrirà un ricco programma di masterclass.

Per ospitare espositori e pubblico, BolognaFiere mette a disposizione una superficie di 40.000 metri quadrati, distribuiti su 4 padiglioni: ad accogliere i vignaioli saranno il 29 e il 30, mentre il 26 e il 28 saranno dedicati al food e ai servizi ai visitatori.

La centralità di Bologna permetterà di raggiungere agevolmente il Mercato dei Vini non solo con l’automobile, ma anche con i mezzi pubblici, a partire dal treno: una scelta di sicurezza e sostenibilità in linea con lo spirito della manifestazione. Grazie alla convenzione con Trenitalia, si potrà usufruire dell’offerta ‘Speciale Eventi’ e arrivare a Bologna sui Frecciarossa con sconti fino al 75% rispetto al biglietto Base. Confermati, poi, i doppi ingressi di Piazza Costituzione e Nord, a beneficio di chi giungerà al Mercato dei Vini a piedi, con i mezzi o in automobile: i due accessi consentiranno, infatti, di utilizzare sia il parcheggio di Piazza Costituzione, sia i 5.500 posti autodel multipiano Michelino, situato a poca distanza dall’uscita autostradale ‘Bologna Fiera’. 

Appuntamento con il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti a BolognaFiere dal 21 al 23 novembre 2026!