“IL MIO NOME È TOSCANA”: NUOVA IDENTITÀ PER L’IGT TOSCANA

È stato presentato oggi a Vinitaly 2026, presso lo stand della Regione Toscana a “Casa Toscana”, un passaggio definito “storico” per il Consorzio Vino Toscana: la modifica del disciplinare che introduce la nuova denominazione unica “Toscana IGT” e apre ufficialmente alla produzione di vini spumanti. Con una produzione media di circa 90 milioni di bottiglie, “Toscana IGT” – che copre l’intero territorio regionale –rafforza la propria identità e il proprio posizionamento sui mercati, interpretando l’evoluzione dei consumi e le nuove esigenze del settore.

Stefano Campatelli, Stefania Saccardi e Cesare Cecchi
Stefano Campatelli, Stefania Saccardi e Cesare Cecchi

Un’identità più forte e condivisa

“Il mio nome è Toscana” è il messaggio che accompagna questo cambiamento e ne sintetizza il valore: una denominazione che supera il tecnicismo per diventare espressione piena del territorio, della sua storia e del suo patrimonio ambientale, artistico e culturale. La modifica del disciplinare rappresenta un passaggio strategico capace di generare valore economico e sviluppo sociale, rafforzando il ruolo del vino come ambasciatore del lifestyle toscano nel mondo. Un successo importante che rende il vino “Toscana IGT” protagonista di un forte e chiaro messaggio identitario. 

Le istituzioni: valore economico e sociale

Alla presentazione sono intervenuti Stefania Saccardi, Presidente del Consiglio regionale della Toscana, Cesare Cecchi, Presidente del Consorzio Vino Toscana e Stefano Campatelli, Direttore del Consorzio Vino Toscana.

“La ratifica approvata dal Comitato Nazionale Vini del Masaf – ha dichiarato la presidente Stefania Saccardi – completa un percorso avviato già nel 2024 con l’approvazione delle Giunta regionale toscana. Il Consorzio Vino Toscana rappresenta oggi una realtà in forte crescita, passata da 40 soci all’avvio del rinnovamento guidato dal presidente Cecchi ai 450 soci che raggiungono il numero di oltre 1.700 considerando i viticoltori afferenti alle cooperative. Si tratta di un progetto strategico che crea valore sul prodotto e nuove prospettive di mercato. Ma ha anche un valore sociale che riconosce ai viticoltori un ruolo fondamentale nella tutela del territorio e delle comunità. Una tutela quindi – quella del Consorzio Vino Toscana – non solo del prodotto ma di una collettività e di una civiltà”.  

Cecchi: un sistema in crescita, identità e sviluppo

“Siamo l’unico Consorzio che rappresenta l’intero territorio regionale – ha sottolineato il presidente Cesare Cecchi  con una produzione di circa 90 milioni di bottiglie, un valore prossimo ai 500 milioni di euro e una quota export del 69%. Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione dei consumi e rafforzano l’identità del “Toscana IGT”, aprendo nuove opportunità di sviluppo, in particolare con la tipologia spumante nasce da una esigenza concreta dei produttori e rappresenta una reale opportunità di sviluppo. È un’evoluzione che apre a un mercato sempre più orientato alla diversificazione e alla qualità. Ma soprattutto – conclude il presidente – diventa un’operazione culturale che mette l’identità territoriale al centro del messaggio e mostra la capacità di rinnovarsi dei vignaioli toscani conquistando un settore – quello degli spumanti – impensato solo pochi decenni fa”.

Campatelli: nuove prospettive per le imprese e accrescimento di valore

“Queste due modifiche al disciplinare non sono solo tecniche, ma rappresentano una opportunità di accrescimento del valore del comparto vino della Toscana – ha spiegato il direttore Stefano Campatelli – Inoltre i Consorzio è fortemente impegnato nella tutela del nome geografico “Toscana”, attraverso attività di monitoraggio, difesa legale e controllo del rispetto del disciplinare, con l’obiettivo di preservarne valore, autenticità e reputazione sui mercati nazionali e internazionali”.

Il nuovo assetto contribuirà inoltre a rafforzare le attività di tutela del nome “Toscana”, anche grazie alla registrazione in classe 33, contrastando usi impropri e contraffazioni.

Consorzio Vino Toscana

Le novità del disciplinare

Il nuovo disciplinare prevede:

• l’adozione della denominazione unica “Toscana” (in sostituzione di “Toscano o Toscana”)

• la conferma delle tipologie già esistenti:

o Bianco, Rosato, Rosso

o Frizzante (Bianco, Rosato, Rosso)

o Passito e Vendemmia Tardiva

• l’introduzione della tipologia spumante, sia Metodo Charmat che Metodo Classico

Una scelta che punta a migliorare la riconoscibilità del prodotto e a rafforzarne il posizionamento sui mercati internazionali.

“Toscana IGT”: i numeri

• Produzione media (ultimi 5 anni): 91 milioni di bottiglie

• Valore complessivo: oltre 458 milioni di euro

• Export: 69% (62,8 milioni di bottiglie)

• Mercato Italia: 31% (28,2 milioni di bottiglie)

Mercati principali:

• Europa: 46%

• Stati Uniti: 33%

• Asia: 6%

Il contesto regionale

Con 58 Denominazioni di Origine, la Toscana rappresenta circa l’11% delle DO italiane (fonte Federdoc) e si colloca al secondo posto dopo il Piemonte. All’interno della regione, la “Toscana IGT” è la prima denominazione per volumi di imbottigliamento, con una quota del 36,27%.

Ufficio Stampa Consorzio Vino Toscana

“A Montefalco 2026”: il territorio protagonista della tre giorni di degustazioni e incontri

Montefalco accoglie la stampa nazionale, internazionale e operatori del settore in occasione di “A Montefalco”, l’iniziativa promossa dal Consorzio Tutela Vini Montefalco in programma dal 26 al 28 aprile, dedicata alle annate in commercio dei vini prodotti nei territori delle denominazioni di Montefalco e Spoleto e alla nuova annata di Montefalco Sagrantino Docg.

L’evento rappresenta un’occasione esclusiva di approfondimento e degustazione per conoscere da vicino l’identità enologica di un territorio simbolo dell’Umbria del vino, attraverso un programma articolato che coinvolgerà giornalisti e professionisti del settore tra degustazioni tecniche, masterclass e visite in cantina.

Tra gli appuntamenti più attesi la Masterclass guidata dalla Master of Wine Cristina Mercuri, dedicata all’interpretazione contemporanea dei vini di Montefalco e al loro ruolo nella gastronomia internazionale, in programma lunedì 27 aprile alle ore 18. Martedì 28 aprile alle ore 9, presso il Complesso Museale San Francesco, la presentazione dell’annata 2022 e dei produttori aderenti ad “A Montefalco” 2026. Interverranno, coordinati dal giornalista Jacopo Cossater, il sindaco di Montefalco Alfredo Gentili, il giornalista Ian D’Agata, presidente della Commissione esterna per la valutazione dell’annata, Paolo Bartoloni, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Sandro Camilli, presidente AIS Italia, Simona Meloni, assessore all’agricoltura della Regione Umbria, e Stefania Proietti, presidente Regione Umbria.

Cuore dell’iniziativa sarà la sala degustazione, dove sarà possibile degustare le annate in commercio delle principali denominazioni del territorio, tra cui Montefalco Sagrantino DOCG secco e passito, Montefalco Rosso DOC, Montefalco Rosso Riserva DOC, Montefalco Bianco DOC, Montefalco Grechetto DOC, Spoleto Trebbiano Spoletino DOC, Spoleto Trebbiano Spoletino Superiore DOC, Spoleto Trebbiano Spoletino Spumante DOC, Spoleto Trebbiano Spoletino Passito DOC, insieme alla nuova annata di Montefalco Sagrantino Docg, ovvero la 2022.

Il programma prevede anche momenti di confronto e approfondimento dedicati alla cultura del vino di Montefalco. Tra questi il “Gran Premio del Sagrantino”, il concorso nazionale dedicato ai sommelier provenienti da tutta Italia, che si sfideranno nella comunicazione e valorizzazione del Sagrantino attraverso degustazioni, abbinamenti e prove tecniche legate al servizio e alla carta dei vini.  Grande attenzione sarà dedicata anche alla presentazione dell’Etichetta d’Autore, l’opera artistica realizzata ogni anno per celebrare la nuova annata del Montefalco Sagrantino DOCG. Per l’edizione 2026 sarà presentata l’etichetta dedicata all’annata 2022, simbolo del dialogo tra vino, arte e territorio.

Parallelamente alle degustazioni e agli incontri istituzionali, le cantine del territorio apriranno le porte a giornalisti e operatori: una serie di iniziative rivolte a giornalisti, ristoratori, enotecari, sommelier e professionisti della filiera vino, dedicate alla scoperta diretta delle aziende e dei luoghi di produzione.

Saranno 31 le aziende partecipanti all’edizione 2026: Agricola Mevante, Antonelli, Arnaldo Caprai, Bocale, Cesarini-Sartori, Colle Ciocco, Colle Uncinano, Còlpetrone, Di Filippo, Dionigi, Fongoli, Goretti – Fattoria Le Mura Saracene, La Veneranda, Le Cimate, Lungarotti, Montioni, Moretti Omero, Ninni, Perticaia, Romanelli, Scacciadiavoli, Tenuta Alzatura, Tenuta Bellafonte, Tenuta di Saragano, Tenute Lunelli – Carapace, Terre de la Custodia, Terre de’ Trinci, Terre di San Felice, Tudernum e Valdangius.

L’iniziativa è organizzata dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, con il contributo del CSR Umbria SRG10, con il patrocinio dei Comuni di Montefalco e Bevagna e la collaborazione della Strada del Sagrantino.

Tutte le informazioni sul programma e sulle modalità di partecipazione sono disponibili al link: https://www.consorziomontefalco.it/amontefalco/

TOSCANA IGT, APPROVATO IL NUOVO DISCIPLINARE

?Tutto pronto per l’ultimo round alla Commissione Europea

Via libera del Comitato Nazionale Vini del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) alle modifiche del disciplinare di produzione del vino “Toscana IGT”. Un passaggio definito “storico” dal Consorzio Vino Toscana, che segna un’evoluzione significativa della Indicazione Geografica.

La ratifica è arrivata nella seduta del 17 marzo presso il dicastero di via XX Settembre, completando un percorso avviato con l’approvazione della Giunta regionale toscana nel dicembre 2024. Ora il dossier passa all’esame della Commissione Europea per l’ultimo step, pertanto per l’applicazione del nuovo Disciplinare sarà necessario attendere almeno fino alla fine del 2026.

Tra le novità più rilevanti, il cambio di denominazione da “Toscano o Toscana” a “Toscana”, scelta che punta a rafforzare riconoscibilità e posizionamento sul mercato. Introdotta inoltre la categoria del vino spumante, che apre nuove prospettive produttive per il comparto vitivinicolo regionale. Con il nuovo Disciplinare sarà possibile produrre spumanti metodo Charmat e metodo Classico, sia Bianchi che Rosati.

Adesso è tutto pronto per affrontare l’ultimo passaggio, quello dell’approvazione da parte della Commissione Europea, afferma Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana. Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione degli stili di consumo e alle esigenze del mercato. Tra le principali novità, desidero sottolineare l’introduzione della categoria vino spumante, che rappresenta un’importante opportunità di sviluppo per le aziende vitivinicole toscane. Non meno rilevante è la possibilità di usare in etichetta il solo il nome geografico “Toscana IGT” eliminando “Toscano” che non ha più ragione di essere usato, con ulteriore rafforzamento dell’identità del vino che si consolida come vero e proprio marchio di qualità, capace di valorizzare l’eccellenza delle produzioni regionali”.

L’Indicazione Geografica Tipica “Toscana” comprende oggi diverse tipologie di vino: Bianco, Rosato, Rosso, i vini frizzanti nelle versioni Bianco, Rosato e Rosso. Sono inoltre previste le tipologie da uve appassite (Passito) e da uve stramature (Vendemmia Tardiva). Quando sarà approvato il nuovo Disciplinare la gamma si completerà con le due tipologie di spumante.

L’introduzione delle due tipologie di vino spumante, spiega Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana, è nata dalla richiesta di molti produttori toscani che da tempo sono impegnati in questo tipo di produzione e rappresenta una concreta opportunità di sviluppo per il comparto, che, pur restando ancorato alla tradizione, si apre a nuove prospettive in linea con un mercato sempre più orientato alla qualità e alla diversificazione? dei prodotti. La modifica relativa all’uso del solo nome geografico Toscana permetterà anche di rafforzare l’opera che il Consorzio sta facendo per far rispettare il Disciplinare di Produzione e per opporsi, anche grazie alla registrazione del nome ‘Toscana’ in classe 33, alla registrazione di marchi che richiamano impropriamente l’Indicazione Geografica”.
 
I NUMERI DELLA DEL VINO “TOSCANA IGT”
La produzione media degli ultimi cinque anni è pari a circa 91 milioni di bottiglie. Il valore complessivo della produzione supera i 458 milioni di euro: il 31% (28,2 milioni di bottiglie) è destinato al mercato italiano, mentre il restante 69% (62,8 milioni di bottiglie) è esportato. L’Europa rappresenta il principale mercato di riferimento (46% dell’export), seguita dagli Stati Uniti (33%) e dall’Asia (6%).
Il Consorzio Vino Toscana, che nel 2019 contava circa 70 soci all’avvio del progetto di rinnovamento guidato dal presidente Cesare Cecchi, oggi rappresenta 450 soci, che superano i 1700 considerando anche i viticoltori afferenti alle cooperative.

 
Ufficio Stampa Consorzio Vino Toscana
Marte Comunicazione, info@martecomunciazione.com

AL VIA BUYWINE TOSCANA 2026, LA VETRINA INTERNAZIONALE DEL VINO TOSCANO

Firenze diventa per due giorni vetrina internazionale del vino made in Tuscany. Con 190 produttori toscani coinvolti, 175 buyerprovenienti da 47 diversi Paesi e oltre 3.500 incontri in programma per quasi 1300 etichette presenti, si apre alla Stazione Leopolda la sedicesima edizione di BuyWine Toscana. La manifestazione, nata con l’obiettivo strategico di potenziare l’export delle eccellenze vitivinicole regionali attraverso un consolidato format di incontri BtoB, è promossa da Regione Toscana in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze, l’organizzazione di PromoFirenze e il coordinamento della comunicazione, l’ufficio stampa e i social curati da Fondazione Sistema Toscana.

Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, l’assessore regionale all’Economia e agricoltura Leonardo Marras, il presidente e il segretario generale della Camera di Commercio di Firenze , rispettivamente Massimo Manetti e Giuseppe Salvini , il presidente di PromoFirenze Aldo Cursano e il direttore di Fondazione Sistema Toscana Francesco Palumbo.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani ha dichiarato “Qui si celebrano qualità ed export. Questa manifestazione conferma la capacità della Toscana di immettere eccellenza nel sistema internazionale del vino, anche grazie alla capacità di innovare delle nostre aziende, che riescono oggi a intercettare nuove fasce di interesse. A questa cultura, d’impresa e d’identità, si lega la capacità del territorio di creare condizioni che favoriscano incontri di conoscenza e di scambio tra cantine e operatori. Un aspetto centrale di interesse nelle politiche della Regione”.

L’assessore regionale all’Economia e agricoltura Leonardo Marras ha dichiarato : “L’importanza di Bywine si legge nei numeri della manifestazione che conferma la capacità di selezionare e promuovere l’eccellenza locale nel quadro internazionale. E’ ben nota a tutti la capacità del turismo enologico di produrre ricchezza e richiamo, unendo la scoperta di gusti a quella di aziende e territori, di vigneti, cultura e tradizioni locali. Un riconoscimento che merita centralità nelle politiche regionali sempre attente a salute e ambiente, anche grazie a quelle aziende che assicurano certificazione biologica e di sostenibilità”.

I MERCATI INTERNAZIONALI. Le delegazioni più numerose per l’edizione 2026 provengono da USA e Canada, che si confermano tra i Paesi di maggiore interesse nonostante una fase di prudenza del mercato interno, pur mantenendo alto il gradimento verso i vini toscani. Rilevante la presenza di operatori dai Paesi del Mercosur e dall’America Latina. L’Asia è rappresentata sia da mercati consolidati come Cina, Singapore, Giappone e Corea del Sud, sia da Paesi emergenti quali Thailandia, Vietnam e Malesia. Si conferma inoltre la tendenza europea con un crescente interesse nei Paesi dell’Europa centro-orientale in particolare Polonia e Repubblica Ceca, e nell’Area Scandinava (Danimarca, Svezia e Norvegia).
Questa edizione si colloca in un contesto internazionale in cui gli accordi di libero scambio stanno contribuendo a ridurre in maniera significativa le barriere tariffarie per i prodotti agroalimentari europei. L’accordo UE-Mercosur prevede la riduzione dei dazi favorendo l’accesso ai mercati di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, mentre i negoziati con l’India aprono prospettive in un mercato ad alto potenziale.

DENOMINAZIONI E SOSTENIBILITÀ. 1271 etichette presenti e 46 le denominazioni tra cui la più rappresentata è il Toscana IGT, seguita da Chianti Classico DOCG e Chianti DOCG. Il profilo delle imprese partecipanti testimonia l’impegno verso modelli produttivi responsabili: circa la metà è certificata biologica, mentre sono ben 40 le aziende che vantano certificazioni di sostenibilità.

IL FORMAT. Nell’edizione 2025 furono più di 20.000 i wine tasting degli incontri BtoB che registrarono un livello di soddisfazione di buyer e seller del 90%. Il successo ormai consolidato del format della manifestazione si fonda sull’opportunità data dalla Regione Toscana alle cantine che producono vini di qualità, esclusivamente in Toscana, di incontrare i buyer provenienti da numerosi Paesi esteri selezionati accuratamente da PromoFirenze. Gli incontri BtoB sono programmati sulla base delle preferenze espresse in precedenza da cantine e operatori per garantire appuntamenti mirati alla creazione di reali rapporti commerciali.

TREND DI CONSUMO E INNOVAZIONE. L’innovazione è la parola chiave in un contesto mutevole per cambiamento nei consumi, fattori geopolitici e dazi. Gli operatori cercano prodotti nuovi per avvicinarsi ai gusti della domanda, con attenzione a packaging e regole nazionali. Chi sceglie di partecipare a BuyWine Toscana lo fa per la profonda fiducia nel prodotto toscano, considerato ancora capace di esercitare un forte appeal sulla clientela internazionale. Tuttavia, gli operatori chiedono oggi alle aziende un supporto più strutturato per affrontare le nuove sfide globali, sollecitando investimenti strategici anche nei settori del marketing e della comunicazione.


WINE TOUR E CONOSCENZA DEL TERRITORIO. Al termine delle degustazioni, l’esperienza prosegue con 6 Wine Tour scelti dai buyer per visitare i territori di origine, un aspetto che registra un interesse crescente negli anni.
Tre tour sono organizzati con il supporto della Camera di Commercio di Firenze e i Consorzi Chianti Classico, Chianti Colli Fiorentini e Vino Toscana. Due tour, con visite e masterclass, sono realizzati con Promovito(associazione di undici consorzi regionali) e uno grazie alla Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest.

IL PRESTIGIO DEL CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES. Per le aziende partecipanti a BuyWine Toscana torna la possibilità di far partecipare i propri vini al prestigioso Concours Mondial de Bruxelles, uno dei più autorevoli premi enologici al mondo. A conferma dell’altissimo profilo qualitativo dei vini regionali, i dati del Concorso mostrano un trend in costante crescita per le etichette partecipanti e la relativa assegnazione delle medaglie. Nel 2025, su 65 vini presentati, sono state assegnate ben 24 le medaglie (1 Gran Gold Medal, 12 Gold Medal e 11 Silver Medal), con una percentuale di medagliati del 36,92%, percentuale in continua crescita negli ultimi 3 anni, così come il numero di vini partecipanti. Si tratta di un riconoscimento che garantisce credibilità internazionale e un immediato impatto commerciale, in grado di attirare buyer e consumatori grazie alla garanzia data dal rigoroso sistema di degustazione alla cieca effettuato da professionisti provenienti da 56 Paesi.

FonteUfficio Stampa BuyWine Toscana 2026

Eccellenza di Toscana2026: a Firenze si presentano i migliori vini della regione

Il 7 e 8 marzo 2026 alla Stazione Leopolda di Firenze torna l’evento di AIS Toscana dedicato ai grandi vini del territorio

ECCELLENZA DI TOSCANA PRESENTATA A PALAZZO STROZZI SACRATI LA 24ma EDIZIONE

Mercoledì 4 marzo una straordinaria anteprima dedicata a “101 WINE – I MIGLIORI 101 VINI DELLA TOSCANA 2026” ideata da AIS Toscana e organizzata da Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze e Promo Firenze Firenze, 2 marzo 2026. –Presentata stamani a Palazzo Strozzi Sacrati la 24ª edizione di Eccellenza di Toscana e “101 WINE – I migliori 101 vini della Toscana 2026 ”, alla presenza del presidente della Regione, Eugenio Giani, di Leonardo Marras , assessore all’Agricoltura, Economia e Turismo della Regione Toscana, di Marcello Vagini , vicepresidente di AIS Toscana, Massimo Manetti , presidente della Camera di Commercio di Firenze, Aldo Cursano , presidente PromoFirenze, e Francesco Palumbo , direttore Fondazione Sistema Toscana.

 L’agricoltura è ciò che crea il futuro del pianeta e il vino ne è una parte culturale ed economica importante, per noi toscani importantissima – dichiara il presidente della Regione, Eugenio Giani – La sfida che abbiamo di fronte è difendere e accrescerne il valore, garantendo una remunerazione adeguata ai viticoltori e rafforzando il posizionamento competitivo delle nostre denominazioni nei mercati internazionali. La Guida AIS che sarà presentata a Eccellenza di Toscana, con oltre 450 aziende recensite e più di 2.100 vini descritti, restituiscono l’immagine di un panorama vitivinicolo capace e dinamico.Le iniziative come quelle promosse da AIS Toscana in collaborazione con le Istituzioni rappresentano uno strumento fondamentale per consolidare la cultura del vino e formare consumatori più consapevoli.Il ruolo dei sommelier e delle associazioni di settore è strategico nella costruzione di valore, perché contribuisce a creare identità, competenza e autenticità. Toscani DOCG”.

Leonardo Marras, assessore regionale all’Agricoltura, Economia e Turismo afferma: “Nel nostro vino scorrono identità e cultura, salute ed economia. In Toscana il 97% della superficie vitata è iscritta a denominazioni DOP, a fronte di una media nazionale del 65% e sempre qui, in Toscana, vantiamo un primato nella sostenibilità, grazie al 38% del vigneto coltivato regionale a biologico, pari al 17% dell’intera superficie vitata biologica italiana. È un primato garantito anche dal presidio del territorio e dalla responsabilità ambientale che anima la nostra agricoltura. Il lavoro del comparto ha favorito anche la crescita dell’enoturismo, una componente strutturale dell’economia regionale, con migliaia di strutture coinvolte e un’offerta integrata che unisce vino, ospitalità e paesaggio.
 
Solo così l’eccellenza potrà tradursi in valore duraturo per le imprese, per i territori e per le comunità che credono nell’agricoltura come leva economica e sociale  . 2026 alla Stazione Leopolda di Firenze , per celebrare qualità, territorio e cultura enologica, confermandosi come uno dei momenti più attesi del panorama vitivinicolo regionale. ” Eccellenza di Toscana – afferma Marcello Vagini, Vicepresidente di AIS Toscana – si presenta al pubblico per la sua 24ma edizione, è la manifestazione più longeva nel panorama regionale dedicato ai produttori toscani organizzata da AIS Toscana. In questo quasi quarto di secolo e non solo, abbiamo contribuito alla divulgazione della cultura del vino della Toscana, i numeri delle passate edizioni ci indicano che questa è la strada giusta da seguire. Abbiamo distribuito 194 mila bicchieri, 27 mila vini in degustazione e 3400 produttori presenti La Toscana vanta più di 4400 soci risultando una tra le regioni italiane più numerose e vantiamo numerosi sommelier che hanno conquistato il podio come Miglior Sommelier d’Italia”. “ Eccellenza di Toscana ” si aprirà sabato 7 marzo alle ore 10.00 con l’inaugurazione ufficiale e l’apertura del percorso di degustazione al pubblico alla presenza delle Istituzioni cittadine, regionali e del Sottosegretario di Stato Ministero Agricoltura, Sovranità alimentare e forestale Patrizio Giacomo La Pietra. Anche per il 2026 è confermata la formula che ha decretato il successo dell’evento: centinaia di etichette in degustazione ai banchi d’assaggio, percorsi guidati con sommelier AIS, pillole formative e approfondimenti tematici e quest’anno con l’anteprima dei “101 WINE”. Infatti sarà la  Camera di Commercio di Firenze  la location che ospiterà la straordinaria anteprima “101 WINE – I migliori 101 vini della Toscana 2026 ”, resa possibile grazie all’organizzazione di PromoFirenze e della stessa Camera di Commercio di Firenze, in programma per  mercoledì 4 marzo  alle 17 presso l’auditorium in piazza Mentana 2. La selezione nasce dal lavoro svolto per la guida “ Eccellenza di Toscana 2026 ”, (2145 vini valutati da 86 sommelier degustatori) per premiare i produttori che hanno ricercato la produzione di vini ai vertici della qualità, attraverso l’innovazione, non solo enologica ma di pensiero. Marcello Vagini è anche intervenuto al riguardo: “ Eccellenza di Toscana” è un evento che racconta la vitalità del comparto vitivinicolo regionale e che, anno dopo anno, consolida il ruolo di AIS Toscana come punto di riferimento per la cultura del vino e la divulgazione della produzione di qualità arricchita da “101 WINE” che premia in ogni territorio il valore di quei vini fatti di artigianalità, dinamismo, qualità e innovazione”.  

Ed è proprio sul valore del vino toscano che è intervenuto Massimo Manetti Presidente della Camera di Commercio di Firenze: “La premiazione de ‘I migliori 101 vini della Toscana’ sta diventando un evento rituale e prestigioso per la Camera di commercio di Firenze che lo ospita con orgoglio. È un’occasione per consegnare un riconoscimento all’eccellenza produttiva e alla capacità di innovazione di cui il settore vitivinicolo avverte un’assoluta necessità. Di fronte all’instabilità dei mercati internazionali ma soprattutto di fronte al cambiamento delle abitudini di consumo, sperimentazione e innovazione in campo enologico diventano fondamentali per ricercare prodotti che vanno incontro ai desiderata dei consumatori senza tradire l’eccellenza caratteristica delle nostre bottiglie E questo evento celebra appunto il cambiamento di qualità che avviene nel solco della tradizione di più alta gamma”.     
    
Qualità che crea valore anche attraverso un sistema che fa sinergia e crea sviluppo nella ristorazione, negli agriturismi, e in tutti quei luoghi di produzione di prodotti di qualità in cui la comunicazione e la divulgazione diventano asset strategici come la collaborazione che si rinnova con Fondazione Sistema Toscana. Il Direttore Francesco Palumbo, ha affermato: ” Fondazione Sistema Toscana lavora al fianco della Regione per valorizzare le eccellenze del territorio attraverso i suoi asset digitali: dalla testata  intoscana.it  con i suoi format, al sito di Vetrina Toscana, fino al portale ufficiale del turismo Visittuscany.com. La collaborazione con AIS, ormai consolidata per PrimAnteprima, nell’ultimo anno si è ulteriormente rafforzata: la nostra redazione ha seguito i momenti chiave dell’associazione, dai 60 anni di AIS a Pistoia fino alla Guida Vitae 2026. Il 4 marzo cureremo moderazione e copertura giornalistica della premiazione ‘Le migliori 101 etichette di vino della Toscana’, mentre il 7 e 8 marzo saremo in Leopolda per raccontare Una sinergia che ha potenziato la condivisione integrata dei contenuti tra intoscana, Vetrina e AIS, moltiplicando le finestre narrative delle nostre eccellenze agroalimentari”..

Nel week end dedicato a “ Eccellenza di Toscana ”, confermata la formula collaudata con degustazioni ai banchi d’assaggio delle oltre  1000 etichette  proposte da oltre  150 produttori  – da scoprire in autonomia oppure attraverso gli AIS Tour per piccoli gruppi guidati da sommelier professionisti e le pillole di degustazione di vino con le AIS Wine School . Spazio alla grande spumantistica italiana con la Master Class TRENTODOC “Pas Dosé: la purezza del TRENTODOC” e ai vini del territorio con la Master Class del Consorzio Tutela Vini Elba DOC. Non solo vino: il programma 2026 amplia ulteriormente l’offerta con le Beer School , le degustazioni guidate di distillati con ANAG School , le Chocolate School by Catinari, l’ AIS Tè School , che esplora il mondo del tè tra storia e degustazione e AIS Oil School in collaborazione con  OlioOfficina. A completare il gusto della Toscana la presenza dell’Associazione QUORE associazione che promuove e valorizza le produzioni agro-alimentari toscane che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario DOP e IGP. Domenica 8 marzo il percorso di degustazione riaprirà alle ore 10.00 con un’agenda altrettanto intensa che culminerà alle 17.30 con la Premiazione AIS Wine Contest . Tra gli appuntamenti di rilievo, la Master Class TRENTODOC dedicata alle Riserve e la Master Class “ Le Donne del Vino – I vini rari delle Donne del Vino Toscane ”, in calendario proprio nella giornata simbolica dell’8 marzo. “ Eccellenza di Toscana ” si conferma così non solo una grande vetrina per le produzioni vitivinicole regionali, ma anche un momento di formazione, confronto e promozione integrata del patrimonio agroalimentare toscano, in dialogo con birra artigianale, distillati, cioccolato e tè e quest’anno guarda anche alla solidarietà infatti parte dell’incasso sarà devoluto in beneficenza alla “Fondazione ANT Franco Pannuti ETS ” che fornisce assistenza medico specialistica gratuita a casa dei malati di tumore senza alcun costo per le famiglie. In base alle risorse reperite sul territorio, ANT offre inoltre progetti di prevenzione oncologica gratuiti.
L’Eccellenza di Toscana 2026 porta con sé anche altre importanti collaborazioni, tra cui quella con Vudoo per la vendita online dei prodotti presenti tramite la piattaforma esclusiva AIS WINE SHOP realizzata appositamente per l’evento.
Ufficio Stampa AIS Toscana 
Marte Comunicazione snc di Morganti e Tempestini
cell. 3356130800
 ;  marzia.morganti@gmail.com ;
cella. 3398655400;  
ntempestini@gmail.com

Voci da Slow Wine Fair 2026

Dal 22 al 24 febbraio i padiglioni di BolognaFiere ospitano la quinta edizione della Slow Wine Fair, con oltre 1100 produttori di vino selezionati da Slow Food, provenienti da tutta Italia e da 27 Paesi – tra cui Messico, Bulgaria, Ucraina, Georgia, Giappone, Grecia e Argentina –, e un programma di  incontri per approfondire tematiche centrali legate al mondo del vino, scoprire nuovi Presìdi o partecipare alle Masterclass in programma. 
La quinta edizione della Slow Wine Fair – afferma Giancarlo Gariglio, curatore della Guida Slow Wine e coordinatore della Slow Wine Coalition – sarà attraversata da alcune tematiche fondamentali che ne definiscono l’identità. Non siamo e non vogliamo essere una semplice fiera B2B, ma uno spazio di riflessione capace di offrire spunti concreti per orientare il futuro del vino italiano e internazionale. A Bologna parleremo del vino come fenomeno economico, culturale e sociale, un aspetto che troppo spesso viene dato per scontato. La produzione vitivinicola ha un impatto profondo sull’economia delle nostre campagne e sulle comunità che le abitano: gran parte della manodopera impiegata nei vigneti è composta da lavoratori stranieri, in larga misura extracomunitari, una realtà che apre a sfide complesse e non più rinviabili. Da un lato emergono criticità e vere e proprie piaghe, come il caporalato e le condizioni di sfruttamento; dall’altro, però, il vino può e deve diventare un motore di inclusione, dignità del lavoro e crescita sociale. È su questo equilibrio, fragile ma decisivo, che vogliamo accendere il confronto».  Vino che rispetta i lavoratori, perché la piaga dello sfruttamento in agricoltura colpisce il ricco settore vitivinicolo in qualsiasi regione. Di questo si discute nella conferenza Il mondo in vigna, il giusto nel bicchiere, il 22 febbraio alle 14. Ma gli esempi di vino  “giusto”, quello che rispetta la sostenibilità umana, a Slow Wine Fair non mancano: «Tra i nostri dipendenti – racconta Lorenzo Marotti Campi della cantina Marotti Campi nelle Marche – ci sono persone che con la nostra azienda hanno una storia da quattro generazioni. Il capo d’opera, per esempio, è figlio e nipote dei capi d’opera precedenti; ora anche suo figlio sta lavorando con noi. Paghiamo stipendi sopra la media, perché abbiamo bisogno di instaurare rapporti di lungo termine e di fiducia. Per noi è importante anche perché siamo un’azienda totalmente verticale: ogni processo dalla vigna all’imbottigliamento è condotto da noi, e dunque abbiamo controllo totale su ogni aspetto del lavoro che facciamo. Molti produttori commerciali non possono dire lo stesso».  La sensibilità verso l’essere umano va a braccetto con quella verso il mondo di cui siamo ospiti. E allora il vino ci presenta progetti come quello dello “Sciacchetrà del migrante” a Riomaggiore: «Siamo riusciti a recuperare un ettaro di terra che stava per franare verso il mare, perché non va dimenticato che senza la coltivazione della vite, la bellezza delle Cinque Terre sarebbe a rischio – spiega Samuele Heydi Bonanini titolare dell’Azienda Agricola Possa –. A permettere questi risultati, dieci ragazzi immigrati impiegati in modo continuativo presso le aziende del territorio. Alcuni di loro oggi vivono stabilmente in zona, contribuendo anche a contrastare la piaga dello spopolamento. Il percorso di inserimento ha dato risultati molto positivi, perché i ragazzi, individuati con l’aiuto della Caritas di La Spezia, si sono dimostrati interessati e vogliosi di apprendere un lavoro, mossi da una grande passione. Il primo risultato tangibile è l’immissione sul mercato di un centinaio di bottiglie di Sciacchetrà: per ora sono poche, ma stiamo crescendo. Crediamo molto in questo progetto, che tutela terreni fragili, ma produttivi, promuove l’inserimento sociale e lavorativo di persone immigrate e, non ultimo, ci permette di incrementare la produzione di qualità di sciacchetrà». Bonanini è tra i relatori, martedì 24 alle 11, della conferenza Terre Alte: quando il vino si fa comunità.  Gli espositori italiani Per il visitatore della Slow Wine Fair il vero valore aggiunto è la possibilità di incontrare i produttori presenti al loro banco d’assaggio, ascoltare le loro storie e conoscere la loro filosofia produttiva, scoprendo che il vino degustato non è solo buono, ma porta con sé una spinta sociale importante e un’attenzione concreta alla tutela della natura. Ecco alcune delle loro voci in un’anteprima dai padiglioni della Slow Wine Fair. «Produciamo vini nel rispetto della natura e con il coinvolgimento del territorio. Non puntiamo alla quantità, e cerchiamo di mantenere la biodiversità che ci circonda fatta di viti, pascoli e boschi. Immaginare  una campagna in cui la fauna trovi il suo spazio, perché anche l’apporto degli animali – cinghiali esclusi – è fondamentale, in un’ottica di fertilità del suolo» affermano i Garagisti di Sorgono in Sardegna, Pietro Uras, Simone Murru e Renzo Manca.  «Il mio modo di fare viticoltura è ispirato da un sentimento di amore – sottolinea Angelo Muto, alla guida delle Cantine dell’Angelo in Campania –. Un amore per il processo di produzione naturale e per le nostre viti che mi è stato trasmesso dai nonni. Le viti sono esseri viventi, e il nostro lavoro consiste anzitutto nel comprenderne le necessità e nell’intervenire in modo puntuale laddove sono i problemi. Capire, studiare, osservare sono tutte azioni fondamentali per il processo di produzione naturale, per il quale lavoriamo insieme alle vigne, le accompagniamo senza forzarle, per ricavarne il risultato migliore in termini quantitativi».  Storie dal mondo a BolognaFiere Anche quest’anno il mondo del vino si dà appuntamento alla Slow Wine Fair. Sono oltre 150 le cantine provenienti da 27 Paesi. Accanto a realtà storiche come Francia e Germania, con denominazioni note a livello internazionale, trovano spazio anche produzioni meno conosciute ma di grande interesse, provenienti da Paesi come Messico, Bulgaria e Ucraina.Non mancano i produttori della Natural Wine Association della Georgia, insieme a interessanti esperienze dalla Grecia, dai Paesi dell’America Latina e dagli Stati Uniti. Tornano inoltre gli Slow Sake dal Giappone e una selezione di produttori di sidro, a testimonianza della crescente diversità del panorama fermentato. Tra i protagonisti da non perdere – sia per la degustazione dei vini sia per le storie che li accompagnano – segnaliamo Juan e Susana Piqueras García, che dopo aver lasciato la vita cittadina sono tornati nel loro paese natale, Campo Arcís in Spagna, per fondare Bodega Pigar. Il loro progetto si concentra sul recupero di parcelle vitate abbandonate, restituendo valore agricolo, dignità al lavoro contadino e nuova vita a paesaggi dimenticati. Nel sud dell’Ucraina, nella storica regione vitivinicola della Bessarabia, Kostiantyn Tintulov produce vini naturali con vigneti di proprietà, un uso minimo di input chimici ed energia solare. Anche in contesti geopolitici complessi, la sua cantina guarda al futuro, condividendo pratiche rinnovabili e strategie di resilienza attraverso la Slow Wine Coalition, e affermando il ruolo del vino come ponte tra le comunità. Dalla California arriva l’esperienza di Líderes Campesinas, rappresentata da Irene de Barracuia e Yunuen Ibarra: un movimento di base che promuove i diritti e l’empowerment delle donne, spesso migranti, impiegate in agricoltura, dimostrando come inclusione e sostenibilità possano crescere insieme. La si può incontrare nella conferenza Il mondo in vigna, il giusto nel bicchiere, il 22 febbraio alle 14. In Argentina, a quasi 2000 metri sul livello del mare, in uno dei vigneti più alti del mondo, Claudio Zucchino produce vini che parlano di resistenza ed equilibrio. Parte della comunità Slow Food per l’enoturismo sostenibile nella Quebrada de Humahuaca, il suo progetto mostra come la viticoltura possa proteggere ecosistemi fragili e creare opportunità in territori remoti. Dall’Australia, infine, Amelia Birch, sommelier e fondatrice a Sydney di Famelia, wine bar ed enoteca dedicati esclusivamente ai vini prodotti da donne, un progetto che unisce ospitalità, visibilità e cambiamento culturale in un settore ancora segnato da forti squilibri di genere. Amelia è una delle relatrici della conferenza L’uva è donna, il 22 febbraio alle 16.30.  Il viaggio delle Annate Storiche della Banca del Vino Oltre alla possibilità di scoprire nuovi vini insieme ai produttori presenti alla Slow Wine Fair e partecipare alle numerose Masterclass, c’è una novità assoluta: l’area Banca del Vino – Annate storiche. «Portare in degustazione etichette uscite dal commercio da cinque o dieci anni significa offrire al pubblico un’occasione concreta di educazione all’evoluzione del vino, superando il pregiudizio che spesso accompagna quelle più mature – ci introduce nella filosofia dello spazio Federico Piemonte, amministratore delegato della Banca del Vino –. Allo stesso tempo, vogliamo creare uno spazio di confronto tra produttori e operatori del settore sulle potenzialità di invecchiamento, un momento di dialogo che spesso manca nelle fiere di settore. Quest’area nasce dall’esperienza della Banca del Vino di Pollenzo (Bra, Cn), che da oltre vent’anni valorizza il tempo come elemento distintivo della cultura del vino». L’appello di Carlo Petrini ai giovani Per una crescita del settore che guardi al futuro con speranza, strategico è l’apporto delle nuove generazioni: «Da anni incontro studenti di ogni tipo di scuola per parlare del forte legame che lega la nostra vita al cibo, e chiedo loro quanti immaginano il proprio futuro nella produzione agroalimentare – chiosa Carlo Petrini, fondatore di Slow Food –. Le mani che si alzano sono sempre pochissime. Mi è capitato che, davanti a oltre 500 ragazze e ragazzi, solo uno si dicesse interessato. È il segno di un profondo distacco dalla terra e dai saperi tradizionali, che un tempo rappresentavano una vera educazione alimentare. Eppure questi giovani dimostrano una grande sensibilità verso le tematiche ambientali e sociali. Dare loro gli strumenti per comprendere il ruolo centrale del cibo e dell’agricoltura è fondamentale per tutelare la biodiversità, rafforzare le economie locali, contrastare l’abbandono dei territori e costruire una società capace di seminare un futuro più buono, pulito e giusto per tutte e tutti». Nuove generazioni, agricoltura e ambiente è il tema della chiacchierata di Carlo Petrini e del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), con giovani vignaioli presenti alla Slow Wine Fair, lunedì 23 alle 14. Insomma Slow Wine Fair è un appuntamento con il vino da vivere a 360°: con la testa, l’olfatto, il gusto e, soprattutto, il cuore. La fiera gode del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, e di Confcommercio Ascom Bologna. Con il supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, della Regione Emilia-Romagna e di FIPE. In collaborazione con Amaroteca e ANADI – Associazione Nazionale Amaro d’Italia, Demeter e Drink Factory. Main partner: Guala Closures, Reale Mutua e WinterHalter. In kind partner: Acqua S. Bernardo, Bormioli Luigi, Gruppo Saida, IP Industrie del Freddo Professionale, Pefc Italia, Pulltex e Wolf System. Media partner: Affaritalian.it, Bar.it, Green Retail, Horecanews.it, I Grandi Vini, Il Gusto Gruppo Gedi, Italy Export, Luxury Food & Beverage Magazine, Premiata Salumeria Italiana, QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, TecnAlimentaria Beverage Industry.
Ufficio stampa Slow Wine Fair 2026BolognaFiere: Daniela Modonesi – 366 6659090 – daniela.modonesi@bolognafiere.itSlow Food: Elisa Virgillito – 345 2598615, Elena Coccia – 348 0120860, Valter Musso 335 7422962stampa@slowfood.it