Grandi Langhe 2026: il 26 e il 27 gennaio alle Ogr Torino

Il 26 e 27 gennaio 2026 torna alle OGR di Torino Grandi Langhe e il Piemonte del Vino, la manifestazione professionale dedicata all’eccellenza vitivinicola piemontese, nata dall’iniziativa dei Consorzi Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani e del Roero, con il supporto del Consorzio Piemonte Land of Wine.

L’evento si articola in due giornate di degustazioni riservate a operatori, stampa e professionisti del settore, con la presenza di produttori provenienti dalle Langhe, Roero e da tutte le principali aree vitivinicole del Piemonte. Comprese le denominazioni di Alto Piemonte, Monferrato, Astigiano e le realtà specializzate in spumanti metodo classico e charmat.

L’edizione 2026 amplia ulteriormente la rappresentazione dei territori, infatti saranno presenti anche realtà vitivinicole come Tortonese, Ovadese, Chierese e Canavese, aree in crescita per valore, volumi e riconoscibilità. Un coinvolgimento che consolida il ruolo della manifestazione come appuntamento “en primeur” dell’intero Piemonte vinicolo.

Accanto ai grandi rossi di Langa Barolo e Barbaresco, trovano spazio quindi i vini del Roero e l’insieme delle denominazioni piemontesi in una proposta che valorizza identità, diversità e complementarità dei territori. La presentazione unitaria del Piemonte del vino, spiegano gli organizzatori, risponde all’esigenza di rafforzare la presenza sui mercati internazionali attraverso una massa critica rappresentativa dell’intero comparto regionale.

Saranno oltre 700 le etichette dedicate alla sala stampa, riservata esclusivamente agli ospiti media, con servizio di assistenza e guida affidato a sommelier professionisti. Le degustazioni si svolgeranno dalle 10 alle 19 in entrambe le giornate. L’ingresso è riservato ai professionisti del settore previa registrazione, già attiva sul sito ufficiale www.grandilanghe.com.

La satira sul vino, le vignette più belle di Spirito di Vino 2025

Ventiseiesima edizione di Spirito di Vino, il Concorso internazionale di satira enoica nato nel 2000 grazie al Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia. Lo scopo è dare la possibilità a tutti i vignettisti, di raccontare il mondo del vino in modo originale attraverso il linguaggio graffiante della satira.

Circa 300 le vignette arrivate da tutto il mondo e vagliate dalla prestigiosa giuria riunitasi a fine settembre al Rigolo di Milano. L’italiano Tommaso Gianno, con “Peace and wine” per la categoria over 30, e Ameen Alhabarah dall’Arabia Saudita, con l’opera “Prisoner of the bottle” per quella under 35,  sono i vincitori di questa edizione.

PRIMO CLASSIFICATO OVER 35 – Tommaso Gianno – Peace And Wine

PRIMO CLASSIFICATO UNDER 35 – Ameen Alhabarah – Prisoner Of The Bottle

Tra i 30 finalisti sono stati premiati anche, nella categoria under 35, Malika Giovannievna Romanova (Italia) con “Veni vini vici” (seconda classificata) e Mojtaba Heiderpanah (Iran) con “I’m tipsy” (terzo classificato).

SECONDA CLASSIFICATA UNDER 35 – Malika Giovannievna Romanova – Veni Vini Vici

TERZO CLASSIFICATA UNDER 35 – Mojtaba Heidarpanah – I’m tipsy

Nella categoria over 35 invece il secondo premio è stato assegnato all’ucraino Oleksy Kustovsky con la vignetta “Dove of wine”, mentre il terzo posto è stato attribuito ex aequo agli italiani Lamberto Tomassini con “Vini italiani in USA” ed Elisa Vallarino con “Bianchi”. Il Premio speciale – Premio Cover è andato al messicano Arturo Rosas per l’opera “Kiss”.

SECONDO CLASSIFICATO OVER 35 – Oleksy Kustovsky – Dove Of Wine

TERZO CLASSIFICATO OVER 35 – Lamberto Tomassini – Vini italiani in USA

TERZA CLASSIFICATA OVER 35 – Elisa Vallarino – Bianchi

Premio speciale – Premio Cover è andato al messicano Arturo Rosas per l’opera Kiss.

“Spirito di Vino – ha commentato la presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, Elda Felluga – conferma la sua vocazione, che è quella di unire vino, cultura e satira in un unico palcoscenico internazionale, dove ogni vignetta è un brindisi alla libertà di pensiero e al piacere di guardare la realtà con un pizzico di ironia”.

La giuria
I vincitori, sono stati selezionati dalla giuria internazionale del concorso composta dal presidente in carica Alfio Krancic (vignettista), Emilio Giannelli (vignettista), Valerio Marini (vignettista), Gianluigi Colin (art and cover editor La Lettura Corriere della Sera), Aldo Colonetti (filosofo Politecnico di Milano), Fede & Tinto (conduttori Decanter — Rai Radio 2), Carlo Cambi (giornalista enogastronomico), Franz Botré (direttore Spirito di Vino), Enzo Rizzo (vicedirettore Spirito di Vino), Silvestro Serra (direttore Touring) ed Elda Felluga (presidente Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia).

Un corner speciale é stato dedicato a uno tra i più grandi maestri della satira italiana, Giorgio Forattini da sempre vicino alla manifestazione. 

“Per noi Forattini non è stato solo un presidente onorario – prosegue Elda Felluga –, ma un vero compagno di viaggio. Con il suo sguardo tagliente, curioso e ironico ha accompagnato la crescita di Spirito di Vino, contribuendo a farne un punto di riferimento internazionale. Dedicargli uno spazio nella mostra è il nostro modo per dirgli grazie e per continuare a far vivere il suo spirito, che resta impresso in tante delle pagine più significative del concorso”.

Come ogni anno, dalle vignette selezionate è nato anche il Calendario “Spirito di Vino”, diventato nel tempo un oggetto da collezione. La copertina di questa edizione è dedicata a via Rastello, una delle vie di Gorizia, oggi simbolo di creatività e rinascita culturale. 


Il Recioto, vino storico della Valpolicella diventa Presidio Slow Food

IL Recioto della Valpolicella entra ufficialmente tra i Presìdi Slow Food. A sostenerne la rinascita sono sette cantine veronesi – Mizzon, Venturini, Roccolo Grassi, Corte Merci, La Dama, Giovanni Ederle e Novaia – decise a restituire dignità e futuro a un vino dalla storia millenaria, citato già da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C.

Considerato il “padre” dell’Amarone, il Recioto è stato per secoli l’espressione più autentica della Valpolicella. Ma il successo internazionale del suo “parente” secco ha cambiato gli equilibri, spingendo molti produttori a destinare le uve migliori all’Amarone e lasciando il Recioto ai margini della produzione. A pesare, negli ultimi anni, anche la contrazione dei consumi di vini dolci, che ha reso sempre più difficile mantenerne viva la tradizione. 

Il Presidio nasce per valorizzare l’impegno di produttori che desiderano perpetrare la produzione di questo vino prezioso, preservando e rispettando il paesaggio viticolo e destinando ad esso le proprie uve migliori, che devono provenire da vigne di almeno 15 anni, allevate in conduzione diretta e senza il ricorso al diserbo chimico. A integrazione delle varietà obbligatorie previste dal disciplinare di produzione (Corvina, Corvinone e Rondinella) sono ammesse, nella misura massima del 10%, altre varietà autoctone a bacca rossa come Molinara, Oseleta, Pelara, Dindarella, Spigamonti, Turchetta.
L’uva deve appassire in fruttaio per almeno 100 giorni, un elemento davvero notevole considerando il cambiamento del clima che costringe i produttori a vendemmiare a temperature sempre più elevate. La Comunità del Presidio non ha voluto rinunciare a questo traguardo, perché solo nel corso di un lungo e lento appassimento, oltre alla perdita di peso in acqua degli acini di circa il 40% e alla conseguente concentrazione di zuccheri e acidi, si originano all’interno del chicco nuove sostanze aromatiche che rendono peculiare e unico il profilo organolettico del vino. 
La fermentazione dev’essere possibilmente spontanea e l’affinamento deve durare come minimo 5 anni; può avvenire in legno o in anfora e, per almeno, un anno in bottiglia. Il contenuto di solfiti alla fine dell’affinamento non dovrà superare i 110 mg/L di anidride solforosa. 
Il Recioto della Valpolicella Presidio Slow Food offre suadenti sensazioni derivanti dall’appassimento, come uvetta, noce, fico e nocciola che si fondono alla ciliegia, alla violetta e alla rosa rossa in un sorso vellutato in cui la dolcezza è sempre ben bilanciata dalla freschezza e dalla sapidità. 

La prima tappa ufficiale di questo percorso sarà la Slow Wine Fair 2026, in programma a Bologna dal 22 al 24 febbraio, dove il nuovo Presidio verrà presentato al pubblico.

AIS presenta a Firenze la guida ai vini Vitae 2026

L’Associazione Italiana Sommelier ha presentato oggi a Firenze, a palazzo Bastogi, presso la sede del Consiglio Regionale della Toscana, la Guida Vitae 2026 e l’evento “Vitae in deguSTAZIONE”. La novità strategica è il focus internazionale: un volume digitale in inglese con 400 selezioni e punteggi in centesimi, pensato come strumento di lavoro autorevole per buyer e operatori. Il 15 novembre a Firenze la degustazione pubblica di tutti i vini selezionati.
 
L’Associazione Italiana Sommelier (AIS) ha presentato oggi, 5 novembre, la Guida Vitae 2026 e l’evento “Vitae in deguSTAZIONE”. La conferenza stampa si è tenuta a Firenze, presso Palazzo Bastogi di Regione Toscana, alla presenza di Sandro Camilli, Presidente AIS Italia, Cristiano Cini, Presidente AIS Toscana, Gianluca Grimani, curatore della guida AIS Vitae 2026, Dott. Agr. Gennaro Giliberti, Dirigente Agricoltura Regione Toscana, Giuseppe Salvini, Segretario Generale della Camera di Commercio di Firenze, Francesco Palumbo, Direttore di Fondazione Sistema Toscana, Aldo Cursano, Presidente di PromoFirenze e Vicario nazionale FIPE-Confcommercio.
 
L’undicesima edizione, oltre a rafforzare le collaborazioni istituzionali segna una svolta strategica per l’associazione, con un chiaro obiettivo di apertura ai mercati internazionali.
Con questo progetto, AIS rafforza la sua missione come Ente del Terzo Settore. La guida non è solo uno strumento commerciale, ma un progetto culturale. L’associazione promuove così la conoscenza del vino italiano in modo indipendente e autorevole, agendo come ambasciatore dell’identità italiana” – ha detto il Presidente Nazionale AIS Sandro Camilli, mentre Gianluca Grimani, curatore della guida “Vitae 2026” ha evidenziato la novità di questa edizione: “É il nuovo volume digitale in lingua inglese, progettato specificamente per i mercati internazionali. L’obiettivo strategico è fornire a buyer, stampa e professionisti esteri uno strumento di lavoro autorevole e indipendente per orientarsi nel complesso panorama vitivinicolo italiano”.
 
“L’export continua a essere il motore del settore – quindi ben venga la guida anche in inglese – purtroppo preoccupano le possibili ripercussioni di nuovi dazi imposti dagli USA, così come il cambiamento climatico impone un ripensamento delle tecniche viticole e della gestione in cantina – ha affermato Gennaro Giliberti, dirigente del settore Agricoltura della Regione Toscana.  Nel 2024 la produzione di vino in Toscana ha raggiunto 2,6 milioni di ettolitri, con un incremento di 900mila ettolitri rispetto all’anno precedente. Il 95% della superficie vitata è destinato a vini a denominazione, ben oltre la media nazionale del 65% e la regione è anche leader nel biologico, a cui è dedicata il 38% della superficie vitata regionale. L’Assessorato all’Agricoltura da sempre lavora sui temi cari ai produttoriEsempio ne sono il BuyWine Toscana e la Settimana delle Anteprime, eventi che mettono in mostra tutte le denominazioni della Toscana e siamo certi che l’evento alla Leopolda di AIS Italia – per la seconda volta si terrà in Toscana – sarà un momento di confronto e crescita per tutto il mondo del vino, grazie alle sinergie introdotte da tutti gli attori della filiera. Del resto, il vino in Toscana è cultura, storia, socialità, valori che AIS nei suoi 60 anni di attività ha divulgato dando valore all’agricoltura, ai contadini, ai vignaioli”. 
 
Gli ha fatto eco il direttore di Fondazione Sistema Toscana, Francesco Palumbo: “penso sia un sodalizio quanto mai azzeccato quello con AIS – ha dichiarato il direttore di Fondazione Sistema Toscana, Francesco Palumbo –  che si consolida e offre ulteriori spunti di racconto per i nostri molteplici canali. A partire dall’ecosistema digitale di Visittuscany che con il sito web e i canali social ha ottenuto oltre 56 milioni di visualizzazioni negli ultimi 12 mesi. E poi i format di intoscana.it, dai podcast di ‘Toscana Bella e Buona’ alle puntate di ‘Storie di Moderni Contadini’ ora anche “in cucina” e la narrazione su www.vetrina.toscana.it. Mi preme ricordare il nuovo Destination Management System cui si accede da make.visittuscany.com, uno strumento per le imprese che punta a migliorare la gestione dell’offerta turistica anche in ambito agroalimentare, favorendo maggiore integrazione tra operatori, territori e strumenti digitali“.
 
Una sinergia condivisa anche da Camera di Commercio di Firenze come ha messo in evidenza Giuseppe Salvini, Segretario Generale: “come Camera di commercio siamo orgogliosi di contribuire alla pubblicazione di questa ‘bibbia’ del vino italiano, opera dell’Associazione italiana sommelier, che con il proprio lavoro, specialistico e selettivo, ha contribuito negli anni ad elevare la qualità della produzione vitivinicola nazionale. Il volume è frutto di un lavoro certosino, meticoloso, scrupoloso, rigoroso, governato dalla competenza dei sommelier dell’AIS. È una guida imprescindibile del settore, sia per navigati appassionati che per neofiti. La finale del concorso nazionale miglior sommelier d’Italia, con la proclamazione del vincitore che ci onoriamo di ospitare, e la presentazione della guida Vitae si inseriscono in questo percorso di valorizzazione del vino”.
 
È intervenuto Aldo Cursano, Presidente PromoFirenze e Vicario nazionale FIPE-Confcommercio affermando: “ristorazione e vino sono le due facce d’una stessa medaglia. Fanno parte della nostra cultura e della nostra identità anche in tempi di profondo cambiamento come quelli che stiamo vivendo ora. Qualità, conoscenza, esperienzialità sono i punti cardinali che dobbiamo seguire sia come ristoratori che come produttori e professionisti del mondo del vino. La ristorazione non può fare a meno del vino, il vino non può fare a meno della ristorazione. Da qui occorre partire per immaginare nuove modalità di collaborazione che siano a vantaggio dell’intera filiera. Esprimo forte apprezzamento per lo straordinario lavoro che da sempre AIS porta avanti a favore della diffusione della cultura del vino”.
 
Per supportare il nuovo focus internazionale e garantire la massima leggibilità, la guida adotta un sistema di punteggi in centesimi per i vini di fascia alta. Questa scelta fornisce un dato universale e immediato, facilitando la comprensione nel contesto globale.
 
IL CUORE DELLA GUIDA: LE 400 SELEZIONI. Il volume digitale si concentra su 400 selezioni speciali. Non si tratta di una classifica dei 400 vini con il punteggio più alto in assoluto. È, invece, una precisa scelta editoriale curata tra tutte le etichette che hanno ottenuto un punteggio minimo di 90 punti. Le selezioni sono state divise in quattro percorsi di lettura da 100 vini ciascuno, pensati per guidare l’operatore internazionale attraverso diverse chiavi interpretative: 100 Grandi Vini: include le etichette “iconiche”, riconosciute per posizionamento, notorietà e valore assoluto. 100 Migliori Vini di Territorio: celebra l’espressione più autentica e fedele del terroir, del vitigno e della zona di produzione. 100 Vini Innovativi/Rivelazione: accende i riflettori sul coraggio, premiando nuove interpretazioni, approcci inediti e territori emergenti. 100 Vini Valore/Prezzo: sottolinea l’importanza della sostenibilità economica, selezionando etichette dall’acquisto accessibile ma dall’elevato valore organico. L’elenco completo delle 400 etichette, anticipato nei giorni scorsi, è in allegato.
 
L’EVENTO: 400 VINI IN DEGUSTAZIONE Il lancio culminerà nell’evento “Vitae in deguSTAZIONE”. L’appuntamento è per il 15 novembre alla Stazione Leopolda di Firenze. Sarà un’occasione unica per degustare le 400 etichette selezionate e incontrare i produttori. La giornata ospiterà anche la finale del concorso Miglior Sommelier d’Italia – Premio Trentodoc.
 

 

ALLO SCRITTORE ENRICO BRIZZI IL PREMIO “VIGNAIOLO COME NOI” 2025

Un riconoscimento a chi «ha deciso di fare il narratore e non ha mai smesso di emozionarsi per il suo mestiere», si legge nella motivazione del Premio istituito dalla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

Dopo il musicista e il campione di basket, la terza edizione del Premio “Vignaiolo come noi”, istituito dalla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, va a uno scrittore di talento: Enrico Brizzi, originario di Bologna, autore del celeberrimo romanzo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, uno degli esordi più impattanti della letteratura italiana del dopoguerra.

Il riconoscimento è nato per premiare ogni anno un uomo o una donna del mondo della cultura, del giornalismo, dello sport, dell’economia o dello spettacolo che, pur non esercitando il mestiere di Vignaiolo, mette al centro del proprio lavoro i valori della qualità, dell’originalità, della professionalità e l’amore per le cose fatte bene, eseguite con passione e cura artigiana. Nel 2023 fu assegnato al cantante, compositore e artista Stefano Belisari, in arte Elio e nel 2024 al cestista della Virtus Pallacanestro Bologna Marco Belinelli, primo italiano a vincere un titolo NBA.

La consegna a Enrico Brizzi del Premio “Vignaiolo come noi”, una splendida targa realizzata dal maestro artigiano trentino Mastro7, avvenuta a Como il 4 novembre presso il Punto d’Affezione Rive Enoteca, rappresenta una nuova tappa di avvicinamento al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che sabato 15 novembre apre il sipario sulla 14ª edizione, in programma a BolognaFiere fino a lunedì 17, con i suoi 1.000 vignaioli pronti ai banchi d’assaggio, per una festa che non ha eguali nel settore.

“Dagli abbracci con la vodka ghiacciata del vecchio Alex, indimenticabile protagonista di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, ne è passata di acqua, vino e birra, sotto i ponti italiani – si legge nella motivazione del Premio a Brizzi con riferimento al romanzo del 1994, quando ancora era ventenne- Per lo scrittore sono passati anche tanti chilometri, un numero difficilmente misurabile, tra lunghi cammini e avventure in bicicletta, in Italia, in Europa e in altri angoli del mondo. E poi libri, tanti, tra romanzi e racconti di viaggio, guide e biografie, libri illustrati e narrativa per ragazzi. Sempre in movimento, sempre guardando avanti ma con i piedi saldi in ciò che è stato, in un passato che non è un mito stanco ma una storia da conoscere, capire, trasmettere. E dagli abbracci con la vodka si arriva in un attimo al puntalone delle paltadore della Manifattura Tabacchi di Modena (ndr il riferimento è al romanzo “Enzo, storia di un ragazzo” sulla giovinezza di Enzo Ferrari)scorrazzando nel tempo e nello spazio. Nell’anno 2025, i Vignaioli indipendenti italiani sono onorati di attribuire il Premio “Vignaiolo come noi” a Enrico Brizzi, che ha deciso di fare il narratore e non ha mai smesso di emozionarsi per il suo mestiere”.

«Abbiamo tutti amato il romanzo di esordio di Brizzi, ma ancora di più abbiamo apprezzato la sua capacità di non rimanere mai fermo nell’appagamento del successo, ma di cercare sempre nuove vie, pur fedele al proprio stile. Anche noi Vignaioli, a modo nostro, cerchiamo di rinnovarci senza perdere la nostra identità. È un onore per noi premiare quest’anno un grande scrittore come Enrico Brizzi, ed è un piacere dare continuità a un Premio che, nato quasi per gioco, speriamo possa essere un modo per fare incontrare mondi diversi e dare un po’ di brio alla comunicazione del vino italiano» dice Rita Babini, Vignaiola e Presidente FIVI.

Intanto, a BolognaFiere, il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti si prepara ad accogliere il pubblico in 40mila metri quadrati di area espositiva su 4 padiglioni, con oltre 1.000 vignaioli provenienti da tutte le regioni italiane, 3 delegazioni di vignaioli europei, in rappresentanza di alcune associazioni nazionali appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, e 28 olivicoltori soci di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti.

Trionfo della Sicilia alla Sessione Vini Dolci e Fortificati del CMB

L’ultima sessione del CMB 2025 interamente dedicata ai vini dolci e fortificati si è svolta a Catania dal 16 al 19 di settembre.

Al concorso hanno partecipato 350 vini provenienti da 37 paesi, con importanti riconoscimenti per PortogalloFranciaItalia e Spagna, autentici pilastri della produzione mondiale di vini dolci e fortificati.

L’Italia, in particolare, ha ribadito il suo ruolo di protagonista della categoria con ben 26 medaglie, tra cui 3 Gran Medaglie d’Oro e il prestigioso Trofeo Rivelazione Vini Fortificati 2025!

Anche i paesi emergenti hanno fatto la loro parte: AzerbaijanCiproCanadaPolonia Ucrainahanno conquistato medaglie di rilievo, a testimonianza del crescente dinamismo internazionale in questo settore.

Sicilia protagonista assoluta
Regione ospite dell’edizione 2025, la Sicilia ha celebrato un vero trionfo con 14 medaglie, tra cui 3 Gran Medaglie d’Oro e il Trofeo Rivelazione Vini Fortificati!

  • Rivelazione Internazionale Vini Fortificati 2025: Single Barrel N° 018 – Cantina Pellegrino (Marsala)

Un vino d’eccezione che ha conquistato la giuria internazionale grazie al suo bouquet complesso e raffinato di matrice empireumatica dove predominano il tabacco elegante e le note affumicate, accompagnate da sfumature tostate, di cioccolato e carruba. L’arancia apporta un delicato equilibrio agrumato, mentre la frutta secca (noci, nocciole, anacardi) completa questo bouquet complesso. Al palato, il vino dispiega un’ampiezza equilibrata unita a una notevole morbidezza e a una finezza costante, offrendo una persistenza aromatica molto lunga.

  • Gran Medaglie d’Oro:
  • Ben Ryé 2022 – Donnafugata (Passito di Pantelleria DOC)
  •  Marsala Superiore Ambra Secco 2011 – Cantine Lombardo

L’Italia oltre la Sicilia
Oltre al successo siciliano, diverse altre regioni italiane si sono distinte:

  • Toscana, premiata per i suoi vini dolci e per il Vin Santo del Chianti Classico
  • Piemonte, con il suo iconico Moscato d’Asti
  • Veneto, grazie al Recioto di Soave e ad altre specialità dolci
  • SardegnaCampania e Liguria, che hanno conquistato la giuria con vini originali e identitari

Un risultato che sottolinea la straordinaria ricchezza e varietà dei terroir italiani.

I riflettori sull’estero

  • Grecia: il vino Estate Argyros Vinsanto Late Release si è aggiudicato la Rivelazione Internazionale Vini Dolci 2025, portando Santorini al centro della scena internazionale.
  • Francia: con 16 medaglie complessive (2 Gran Medaglie d’Oro, 6 d’Oro e 8 d’Argento), ha brillato in particolare con:
    • Prestige 2022 – Cave du Jurançon
    • Gewürztraminer Sélection Grains Nobles 2022 – Famille Cattin

Anche le denominazioni del Roussillon – Maury, Rivesaltes e Muscat de Rivesaltes – hanno ottenuto importanti riconoscimenti, un’anteprima significativa in vista della prossima edizione del concorso, che si terrà proprio in questa regione francese nell’ottobre 2026.

  • Cipro, con una Gran Medaglia d’Oro, AzerbaijanCanadaPolonia e Ucraina hanno arricchito ulteriormente il medagliere internazionale, confermando l’apertura e il dinamismo della scena mondiale, anche in una categoria così specifica e rinomata come quella dei vini dolci e fortificati.

L’elenco dei premiati è disponibile al seguente link