Il Recioto, vino storico della Valpolicella diventa Presidio Slow Food

IL Recioto della Valpolicella entra ufficialmente tra i Presìdi Slow Food. A sostenerne la rinascita sono sette cantine veronesi – Mizzon, Venturini, Roccolo Grassi, Corte Merci, La Dama, Giovanni Ederle e Novaia – decise a restituire dignità e futuro a un vino dalla storia millenaria, citato già da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C.

Considerato il “padre” dell’Amarone, il Recioto è stato per secoli l’espressione più autentica della Valpolicella. Ma il successo internazionale del suo “parente” secco ha cambiato gli equilibri, spingendo molti produttori a destinare le uve migliori all’Amarone e lasciando il Recioto ai margini della produzione. A pesare, negli ultimi anni, anche la contrazione dei consumi di vini dolci, che ha reso sempre più difficile mantenerne viva la tradizione. 

Il Presidio nasce per valorizzare l’impegno di produttori che desiderano perpetrare la produzione di questo vino prezioso, preservando e rispettando il paesaggio viticolo e destinando ad esso le proprie uve migliori, che devono provenire da vigne di almeno 15 anni, allevate in conduzione diretta e senza il ricorso al diserbo chimico. A integrazione delle varietà obbligatorie previste dal disciplinare di produzione (Corvina, Corvinone e Rondinella) sono ammesse, nella misura massima del 10%, altre varietà autoctone a bacca rossa come Molinara, Oseleta, Pelara, Dindarella, Spigamonti, Turchetta.
L’uva deve appassire in fruttaio per almeno 100 giorni, un elemento davvero notevole considerando il cambiamento del clima che costringe i produttori a vendemmiare a temperature sempre più elevate. La Comunità del Presidio non ha voluto rinunciare a questo traguardo, perché solo nel corso di un lungo e lento appassimento, oltre alla perdita di peso in acqua degli acini di circa il 40% e alla conseguente concentrazione di zuccheri e acidi, si originano all’interno del chicco nuove sostanze aromatiche che rendono peculiare e unico il profilo organolettico del vino. 
La fermentazione dev’essere possibilmente spontanea e l’affinamento deve durare come minimo 5 anni; può avvenire in legno o in anfora e, per almeno, un anno in bottiglia. Il contenuto di solfiti alla fine dell’affinamento non dovrà superare i 110 mg/L di anidride solforosa. 
Il Recioto della Valpolicella Presidio Slow Food offre suadenti sensazioni derivanti dall’appassimento, come uvetta, noce, fico e nocciola che si fondono alla ciliegia, alla violetta e alla rosa rossa in un sorso vellutato in cui la dolcezza è sempre ben bilanciata dalla freschezza e dalla sapidità. 

La prima tappa ufficiale di questo percorso sarà la Slow Wine Fair 2026, in programma a Bologna dal 22 al 24 febbraio, dove il nuovo Presidio verrà presentato al pubblico.