IL CONSORZIO VINO TOSCANA RICONOSCIUTO DAL MASAF REFERENTE DI TUTTI I PRODUTTORI TOSCANI, ANCHE NON SOCI, PER I VINI “TOSCANA IGT”

4000 aziende vitivinicole per oltre 90 milioni di bottiglie avranno un unico punto di riferimento per far valere i loro interessi con le istituzioni italiane ed europee 

Il Consorzio Vino Toscana è stato riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste quale organismo di tutela per tutti i produttori dell’Indicazione Geografica Tipica Toscana.

Il Consorzio Vino Toscana ha iniziato il percorso di rilancio della denominazione con l’obiettivo di raggiungere il riconoscimento che riguarda tutti i produttori che rivendicano Toscana IGT, quale premessa alla realizzazione di una struttura in grado di operare al meglio per la tutela, la gestione, la vigilanza e la valorizzazione delle produzioni dei vini Toscana IGT.

Con il Decreto che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, il Masaf ha certificato che il Consorzio Vino Toscana ha raggiunto i numeri per avere il riconoscimento a norma del comma 4 dell’articolo 41 della legge 238/2026 (minimo 66% della produzione e 40% dei produttori), il cosiddetto “erga omnes”, che significa essere rappresentativi della IGT Toscana ed essere referenti di tutti i produttori, anche non soci, che rivendicano Toscana IGT in una o più delle tre fasi della viticoltura, della vinificazione e dell’imbottigliamento.

Oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo importantissimo di avere uno strumento, quale è il Consorzio Vino Toscana che ha tutti i requisiti per operare nei modi e nei tempi che i soci ritengono più opportuni e questo vale ancora di più in una situazione di mercato complessa ed articolata come quella che stiamo vivendo  – ha affermato  Cesare Cecchi, il Presidente del Consorzio Vino Toscana Questo riconoscimento segue di poco tempo un altro risultato, quello della revisione della disciplinare di produzione approvato nel mese di marzo scorso e che, oltre a tanti altri cambiamenti, ha portato il cambiamento di denominazione da “Toscano o Toscana” a “ Toscana ”, scelta che punta a rafforzare la riconoscibilità e posizionamento sul mercato e ad inoltre introdurre la categoria del  vino spumante , che apre nuove prospettive per il comparto vitivinicolo regionale. Siamo adesso nella condizione di gestire la nostra denominazione favorendo le attività delle vitivinicole toscane.     

Per dare un’idea di cosa significa questo riconoscimento è importante sapere che ogni anno in Toscana un numero superiore a 4.000 aziende vitivinicole, praticamente tutte, producono per la commercializzazione oltre 90 milioni di bottiglie di vino Toscana IGT e che da adesso avranno un unico punto di riferimento per far valere i propri interessi e dare indirizzi collaborando con le istituzioni regionali nazionali ed europee.

Un risultato eccellente  – afferma  Leonardo Marras , Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana –  e ringrazio il Presidente Cecchi e il Direttore Campatelli, uomini di grande esperienza nel campo vitivinicolo, che hanno saputo con determinazione creare coesione e fare squadra per un obiettivo che porterà valore al vino toscano. Le strategie che il Consorzio Vino Toscana potrà mettere in campo qualità salvaguarderanno ancora di più la e l’immagine del vino toscano proteggendo non solo il prodotto ma tutto anche il territorio ei suoi agricoltori capacità di trasformare la tradizione e la passione in valore economico. Lavoriamo ogni giorno per proteggere e valorizzare questo patrimonio unico sostenendo una filiera, e in questo caso il Consorzio, rappresentativo di tutta la produzione a IGT della regione, che non è solo economia, ma l’anima stessa del nostro territorio”.   

Il Consorzio Vino Toscana, dal suo riconoscimento, meno di tre anni fa, è stato molto attivo anche nella tutela del nome  Toscana  opponendosi agli utilizzi impropri a livello nazionale ed internazionale e registrando nel mondo un marchio così iconico, come ad esempio in USA. Il tutto in un’ottica di valorizzazione e tutela di una denominazione che annovera tra i suoi prodotti i vini più riconosciuti al mondo e che, senza ombra di dubbio, rappresenta una zona di produzione tra le più importanti del mondo. 

Questo risultato – afferma Stefano Campatelli, Direttore del Consorzio Vino Toscana –   non deve essere letto solo come un traguardo raggiunto, ma come la creazione di una base solida su cui costruire prospettive e programmi che diano ai produttori la soddisfazione che meritano nello svolgimento delle proprie attività” . 

In pratica il riconoscimento assegna al Consorzio Vino Toscana potere decisionale in tutte le politiche di valorizzazione nel territorio toscano riferite ai vini a Indicazione Geografica Tipica con un ruolo di supervisione e coordinamento. Infatti il ??Consorzio Vino Toscana non agirà più nell’interesse dei soli soci ma di tutti coloro che producono vini a Indicazione Geografica Tipica in Toscana. Al contempo, il decreto mette a disposizione del Consorzio gli strumenti per poter fruire del sostegno economico di tutti i produttori compresi nell’area: in sintesi, corresponsabilità di tutte le aziende e allargamento del budget per piani di tutela, valorizzazione e comunicazione. 

CHE COSA SIGNIFICA ERGA OMNES
L’espressione  erga omnes  (dal latino, “nei confronti di tutti”) nel mondo del vino indica l’estensione dell’autorità e degli obblighi dei Consorzi a tutti i produttori di una specifica denominazione (DOC, DOCG o IGT), indipendentemente dalla loro iscrizione al consorzio stesso. Questo principio comporta regole e implicazioni ben precise per la filiera vitivinicola. 

Ufficio Stampa Consorzio Vino Toscana

Vino, dal Rosé alla sottozona “Terre di Vinci”: ecco le novità del nuovo disciplinare del Chianti Docg

Entrano in vigore le nuove regole della denominazione: nasce il Chianti Rosé Docg, debutta la sottozona Terre di Vinci e si rafforzano controlli e tracciabilità. Busi, Consorzio Vino Chianti: “Punto di equilibrio tra identità e innovazione”

Il Chianti Docg si rafforza e rilancia con l’entrata in vigore del nuovo disciplinare di produzione, approvato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. È il più significativo aggiornamento degli ultimi anni, frutto del percorso avviato dal Consorzio Vino Chianti nel 2020 per adeguare la denominazione all’evoluzione del settore.

Debutta il Chianti Rosé Docg, una nuova tipologia pensata per ampliare l’offerta della denominazione in un segmento in costante crescita sul mercato italiano e su quelli internazionali. E viene introdotta la nuova sottozona “Terre di Vinci”, che entra ufficialmente nella geografia del Chianti Docg valorizzando un’area di grande rilievo storico e vitivinicolo, legata alla terra natale di Leonardo da Vinci, dopo un lungo percorso voluto fermamente dalle aziende del territorio.

Si rafforzano i controlli a tutela della trasparenza e dei consumatori. Diventa obbligatorio ottenere il certificato di idoneità dell’Organismo di Controllo prima del trasferimento delle partite di Chianti e Chianti Superiore destinate alla commercializzazione. È inoltre prevista la comunicazione preventiva allo stesso organismo per il trasferimento di vino nuovo ancora in fermentazione destinato alla Docg.

“Queste modifiche rappresentano il punto di equilibrio tra identità e innovazione – commenta Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti –. Da una parte continuiamo a difendere gli elementi che hanno reso il Chianti uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo; dall’altra introduciamo strumenti che consentono alle aziende di affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato e del cambiamento climatico”.

“Il nuovo Rosé ci permette di entrare in un segmento in espansione, tanto più in un periodo particolare come quello estivo in cui solitamente il Chianti subisce un naturale rallentamento nelle vendite. Questo nuovo disciplinare – conclude Busi – è il risultato di un lavoro condiviso con la filiera che guarda al futuro senza rinunciare alla nostra storia”.

“Armonie Senza Tempo”: il Lugana conquista Bologna con grande partecipazione di pubblico e operatori  

Sold out per il debutto bolognese del Consorzio Tutela Lugana DOC: oltre 600 partecipanti per un evento che ha raccontato l’unione tra il bianco del Garda e la capitale del gusto.   

Bologna, giugno 2026 – Si è conclusa con grande partecipazione “Armonie Senza Tempo”, il debutto nel capoluogo emiliano dell’evento firmato Consorzio Tutela Lugana DOC che l’8 giugno ha trasformato Villa Benni in un luogo di incontro e degustazione dedicato al racconto del Lugana contemporaneo.

Con 50 produttori presenti e oltre 150 etichette in degustazione, l’evento ha richiamato oltre 600 ospiti tra operatori del settore, stampa specializzata, ristoratori, enotecari e wine lover, confermando l’interesse crescente verso una denominazione che continua a distinguersi per identità territoriale, eleganza stilistica e capacità evolutiva.

Per la prima volta riuniti nel capoluogo emiliano sotto un’unica visione condivisa, i produttori del Lugana hanno portato a Bologna un racconto corale fatto di territorio, cultura del vino e coesione produttiva. Una partecipazione compatta che ha restituito l’immagine di una denominazione capace di parlare con una voce unica pur nella ricchezza delle sue interpretazioni.

Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC, commenta: “Bologna ha risposto con un entusiasmo che è andato oltre le nostre aspettative. Abbiamo percepito grande curiosità da parte del pubblico e degli operatori, ma soprattutto il desiderio di approfondire l’identità del Lugana attraverso il contatto diretto con i produttori. Questo evento ha dimostrato quanto sia importante presentarsi come un comparto unito. Non siamo qui soltanto come singole aziende, ma come un sistema-territorio capace di dialogare con i grandi attori della distribuzione e della ristorazione bolognese”.

Particolarmente partecipate anche le due masterclass guidate da Fabio Giavedoni, giornalista e wine expert, che hanno accompagnato media e professionisti del settore in un percorso di approfondimento. “L’impronta del Lago: Geologia e Visione” e “I volti del Lugana: Identità e Avanguardia” hanno raccontato la pluralità della denominazione attraverso il dialogo tra tradizione e innovazione. Con questi due appuntamenti, si sono approfondite le influenze pedoclimatiche di quest’area, un terroir dove coesistono realtà eterogenee di artigiani storici, produttori pionieri e giovani leve, mettendo in luce il grande lavoro quotidiano frutto di dedizione e passione per questo territorio.

“Il grande valore emerso durante la giornata è stata la capacità del Lugana di raccontarsi come un territorio vivo, sfaccettato e riconoscibile,” afferma Fabio Giavedoni“Il pubblico bolognese ha scoperto un Lugana profondo, sapido, capace di passare dalla freschezza immediata alla complessità di riserve che non temono il passare degli anni. È emersa l’anima di un vino che non è solo piacevole, ma intellettuale e gastronomico”.

Questo dialogo tra approfondimento tecnico e dimensione esperienziale ha trovato la sua naturale prosecuzione nel walk around tasting serale, cuore pulsante dell’evento, che ha animato Villa Benni con degustazioni, incontri diretti con le cantine e momenti di confronto tra professionisti e appassionati. Un’occasione concreta per esplorare le diverse espressioni della Turbiana e comprendere la versatilità di un bianco capace di spaziare dai profili più immediati e vibranti alle interpretazioni più profonde e longeve.

Con “Armonie Senza Tempo”, il Consorzio Tutela Lugana DOC conferma il proprio impegno nella valorizzazione di un territorio che ha saputo costruire la propria riconoscibilità internazionale mantenendo saldo il legame con le origini. L’evento di Bologna rappresenta un nuovo tassello nel percorso di promozione della denominazione e nella costruzione di un dialogo sempre più diretto con il mercato italiano, gli operatori e il pubblico degli enoappassionati. Il viaggio del Lugana continua, con la consapevolezza di aver trovato a Bologna una nuova, accogliente casa. 

Presentato a Bologna Il 15° Mercato dei Vignaioli Indipendenti

21-23 novembre 2026, BolognaFiere. Le coordinate dell’evento FIVI, organizzato da BolognaFiere, sono state annunciate ieri sera nella cornice del Biografilm. 

Presentato il manifesto ufficiale del Mercato dei Vini 2026, realizzato quest’anno da uno degli illustratori italiani più apprezzati, riconosciuti e premiati al mondo: Emiliano Ponzi. Un racconto per immagini che parla di rapporto diretto con la terra, di paesaggio rurale e di accoglienza, elementi fondanti dei Vignaioli Indipendenti.

Il rapporto con la città di Bologna e il suo tessuto culturale, economico e sociale si conferma un asset centrale per il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI, che per questo ha scelto nuovamente il suo partner Biografilm – il festival cinematografico internazionale dedicato alle biografie e alle storie di vita – per lanciare le date dell’edizione 2026: appuntamento nei padiglioni di BolognaFiere da sabato 21 a lunedì 23 novembre.

Ieri sera (martedì 9 giugno, ndr), prima della proiezione del film Spirit Animal di Yuri Pirondi e Inês von Bonhorst, nel Chiostro del Complesso di Santa Cristina “della Fondazza” il Biografilm ha ospitato la degustazione di una selezione di vini dei Vignaioli Indipendenti, cui è seguita la presentazione del manifesto ufficiale della 15ª edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. A realizzarlo, uno degli illustratori e artisti visivi italiani più apprezzati, riconosciuti e premiati al mondo: Emiliano Ponzi. Grazie alla rinnovata collaborazione del Mercato dei Vini con Corraini Edizioni, che nelle ultime edizioni ha portato artisti del calibro di Guido Scarabottolo (2023), Steven Guarnaccia (2024) e Sarah Mazzetti (2025) a creare l’immagine della manifestazione, Ponzi ha messo a disposizione dei Vignaioli Indipendenti la propria creatività e il proprio stile distintivo, che unisce profondità concettuale e precisione.

«Con questa immagine bucolica – spiega Ponzi da New York, dove risiede –, immersa tra vigne e grappoli d’uva, ho voluto rappresentare la cura e l’artigianalità che caratterizzano la produzione vinicola indipendente. I protagonisti non sono soltanto il vino e l’uva, ma anche gli elementi che ne rendono possibile la crescita: il paesaggio, la luce che è fonte di vita, e soprattutto la presenza umana. La figura femminile che sfiora la vite incarna l’attenzione costante del vignaiolo, segnando una netta differenza rispetto alla produzione industriale. Qui il vino nasce da un rapporto diretto e quotidiano con la terra: le vigne sono osservate, seguite e comprese attraverso lo sguardo di chi se ne prende cura. Nell’immagine, il gesto del guardare e tendere la mano assume un valore simbolico. La donna osserva la vite e in questo scambio silenzioso emerge il tema della presenza e della vicinanza: l’importanza di essere visti e riconosciuti, in un dialogo che va dalla persona alla pianta e dalla pianta alla persona. È proprio in questa relazione di attenzione reciproca che risiede l’essenza dei Vignaioli Indipendenti».

Emiliano Ponzi lavora in ambito editoriale e pubblicitario. Vanta collaborazioni con grandi brand globali come Apple, Louis Vuitton, Armani e il MoMA. I suoi lavori sono apparsi su autorevoli testate, quali The New York Times e The New Yorker. Tra i numerosi premi internazionali ricevuti, spiccano l’ADC Gold Cube e il contributo a un progetto Premio Pulitzer. È autore di cinque libri di successo, tra i quali The Great New York Subway Map e il recente saggio Work in Progress. Tiene regolarmente conferenze in istituzioni accademiche e culturali tra New York, Milano e Shanghai. Le sue opere sono incluse in prestigiose collezioni permanenti, tra le quali quella del Ministero degli Affari Esteri. Espone regolarmente in gallerie e musei internazionali, da Parigi a Seul fino alla Philippe Labaune Gallery di New York. Firma spesso importanti installazioni d’arte per eventi di rilievo come il Salone del Mobile e il Fuorisalone di Milano.

«Che bello immaginare illustrazioni, sapori, vini e mondi con i Vignaioli Indipendenti – prosegue Pietro Corraini, editore –. A partire da un libro libero e leggero che abbiamo fatto insieme e che racconta una Breve storia che ogni bambino può leggere a un vignaiolo indipendente e viceversa, siamo felici di continuare a collaborare ogni anno, coinvolgendo sempre nuovi creatori di immagini per rappresentare lo spirito di indomiti creatori di vini».

«Un manifesto che è un inno alla vite, a ciò che significa per noi Vignaiole e Vignaioli che la curiamo e coltiviamo, a ciò che riesce a ispirare gli amanti del vino che la ammirano – dice Rita Babini, Vignaiola e Presidente di FIVI Le geometrie dei vigneti, che siano le pergole dei terrazzamenti del Nord Piemonte a cui si è ispirato Emiliano Ponzi, i girapoggio dei vigneti di collina o le linee parallele delle spalliere, sono uno degli elementi più iconici del paesaggio rurale italiano, frutto del lavoro di generazioni e della stratificazione di decenni, talvolta di secoli, di interventi umani attenti, consapevoli e coerenti: per questo il paesaggio vitato è, quasi per definizione, a tutti gli effetti paesaggio culturale, dove si intrecciano memoria e cultura, e dove si riflette l’identità di un luogo. Custodi del territorio, custodi del paesaggio: questo siamo noi Vignaiole e Vignaioli, a partire dalla cura dei nostri vigneti e di ciò che li circonda».

La locandina disegnata da Ponzi non rappresenta solo un’immagine bucolica, ma parla di un paesaggio rurale terrazzato con vigne pergolate che spesso caratterizza la viticoltura di collina e di montagna, ovvero quella che l’81% delle aziende FIVI pratica ogni giorno nelle aree di versante (cfr. l’indagine di Nomisma Wine Monitor Il modello socio-economico dei Vignaioli Indipendenti per la sostenibilità della filiera vitivinicola italiana, 2024). Vignaioli che incarnano la presenza umana sul territorio, di cui sono custodi, e che aprono le loro cantine al pubblico, invitandolo a vivere un’esperienza diretta del vino. I Vignaioli Indipendenti, cioè le aziende vitivinicole che seguono in prima persona tutta la filiera della produzione del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento e alla vendita, sono tra i soggetti agricoli più radicati sul territorio, con cui hanno un rapporto profondo, basato su una conoscenza che spesso si tramanda da generazioni. Questo perché il territorio non è solo una denominazione sull’etichetta delle loro bottiglie, ma è ciò che contribuisce a definire il carattere, l’unicità e l’autenticità dei vini.

«L’immagine di questa edizione rappresenta con grande efficacia l’identità del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti: un luogo in cui il rapporto diretto tra persona, territorio e produzione torna ad essere centrale – sottolinea Rossano Bozzi, Direttore Business Unit Heritage di BolognaFiere . Per BolognaFiere, questo appuntamento è molto più di un evento: è una piattaforma viva che connette filiere, comunità e cultura, interpretando in modo contemporaneo l’evoluzione del consumo e delle esperienze legate al vino, anche come canale privilegiato di relazione e di vendita diretta tra vignaioli e pubblico. La scelta di presentarlo all’interno del Biografilm rafforza ulteriormente questo posizionamento: il vino, come il cinema, è racconto di vite, di territori e di visioni, e trova il suo senso più pieno quando coinvolge il pubblico in un’esperienza autentica e consapevole, capace di valorizzare anche l’enoturismo come espressione concreta dei territori custoditi dai vignaioli. In questa direzione, il Mercato dei Vini conferma Bologna come punto di riferimento per la cultura enologica e per le produzioni indipendenti, dando forma a un modello in cui qualità, relazione e radicamento territoriale diventano valore condiviso».

Al 15° Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, il pubblico sarà accolto da 1.000 vignaioli provenienti da ogni regione italiana, insieme a diversedelegazioni di vignaioli europei in rappresentanza delle associazioni nazionali appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, e a più di 30 soci di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti, con cui è confermata l’alleanza nel nome delle produzioni agricole territoriali e di qualità.

Come sempre, accanto alle degustazioni e allo shopping con i tradizionali carrelli e trolley, il Mercato dei Vini offrirà un ricco programma di masterclass.

Per ospitare espositori e pubblico, BolognaFiere mette a disposizione una superficie di 40.000 metri quadrati, distribuiti su 4 padiglioni: ad accogliere i vignaioli saranno il 29 e il 30, mentre il 26 e il 28 saranno dedicati al food e ai servizi ai visitatori.

La centralità di Bologna permetterà di raggiungere agevolmente il Mercato dei Vini non solo con l’automobile, ma anche con i mezzi pubblici, a partire dal treno: una scelta di sicurezza e sostenibilità in linea con lo spirito della manifestazione. Grazie alla convenzione con Trenitalia, si potrà usufruire dell’offerta ‘Speciale Eventi’ e arrivare a Bologna sui Frecciarossa con sconti fino al 75% rispetto al biglietto Base. Confermati, poi, i doppi ingressi di Piazza Costituzione e Nord, a beneficio di chi giungerà al Mercato dei Vini a piedi, con i mezzi o in automobile: i due accessi consentiranno, infatti, di utilizzare sia il parcheggio di Piazza Costituzione, sia i 5.500 posti autodel multipiano Michelino, situato a poca distanza dall’uscita autostradale ‘Bologna Fiera’. 

Appuntamento con il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti a BolognaFiere dal 21 al 23 novembre 2026!

I migliori Pinot Nero d’Italia: tutti altoatesini

Il miglior Pinot Nero d’Italia dell’annata 2023 è il Riserva Abtei Muri della Tenuta | Cantina Convento Muri-Gries. Si è imposto su oltre 100 vini provenienti da tutte le regioni vinicole d’Italia al Concorso nazionale del Pinot Nero, che precede le Giornate del Pinot Nero a Egna e Montagna. I Pinot Nero altoatesini si confermano protagonisti della graduatoria, conquistando anche le posizioni dal 2° al 5° posto.

Quest’anno le Giornate altoatesine del Pinot Nero sono giunte alla 28ª edizione e, come di consueto, si apriranno con la premiazione dei vini vincitori del Concorso nazionale del Pinot Nero venerdì 15 maggio. Il Concorso, che si è svolto in questi giorni sotto la direzione di Ulrich Pedri del Centro di Sperimentazione Laimburg, ha visto in gara oltre 100 vini dell’annata 2023, provenienti da dieci regioni vinicole italiane.

A prevalere, infine, è stato il Pinot Nero Riserva Abtei Muri della Tenuta | Cantina Convento Muri-Gries, che si è affermato miglior Pinot Nero d’Italia dell’annata 2023. Al secondo posto si è classificato il Pinot Nero Riserva Sanct Valentin della Cantina Produttori San Michele Appiano, seguito dal Pinot Nero Riserva Linticlarus di Tiefenbrunner | Schlosskellerei Turmhof al terzo. Anche il quarto e il quinto posto sono stati conquistati da vini altoatesini, rispettivamente il Pinot Nero Riserva Monticol della Cantina Terlano e il Pinot Nero Riserva Lahn di Bergmannhof.

È tradizione anche premiare il vincitore regionale, ossia il migliore Pinot Nero delle regioni vinicole partecipanti. Per l’Alto Adige, ovviamente, si è aggiudicata questo titolo la Tenuta | Cantina Convento Muri-Gries, per il Trentino la Cantina Mori Colli Zugna, per la Valle d’Aosta Grosjeans Vins, per il Piemonte il Castello di Gabiano, per la Lombardia la Tenuta Conte Vistarino, per il Veneto Borgo Stajnbech, per il Friuli Venezia-Giulia il Castello di Spessa, per l’Emilia Romagna La Collina del Tesoro, per la Toscana la Fattoria di Cortevecchia e per l’Umbria la Tenuta Poggio Petroso.

Hanno raggiunto la finale anche i vini di Cantina Bellaveder, Cantina Valle Isarco, Cantina Girlan, Glassierhof, Tenuta Gottardi, Tenuta Hochegg, Cantina Kaltern, Manincor,  K. Martini & Sohn, Cantina Sankt Pauls, Pfitscher, Tenuta Pföstl, Cantina Pisoni, Tenuta Prackfol, Tenuta Romen, Castel Sallegg, Azienda Agricola Stroblhof, Elena Walch e Peter Zemmer.

I vincitori della classifica generale, i vincitori regionali, i finalisti e tutti gli altri vini della competizione possono essere degustati durante le Giornate del Pinot Nero da venerdì 15 a lunedì 18 maggio nell’Ospizio di San Floriano a Laghetti. È possibile prenotarsi sul sito https://www.blauburgunder.it/it/programma/. “Non si tratta solo di una degustazione: il nostro evento è un viaggio attraverso i migliori Pinot Nero d’Italia”, precisa Ines Giovanett, presidente del Comitato organizzatore. “Con queste giornate offriamo a tutti gli enoestimatori l’opportunità di approfondire il panorama varietale del Pinot Nero e di sperimentare in prima persona come queste etichette riflettano il terroir, la tradizione e lo stile.”

Anche quest’anno il Comitato organizzatore ha predisposto un programma completo che include due masterclass, una del Sommelier Raffaele Fischetti con un focus sui vincitori regionali e una dedicata ai Pinot Nero di Pfitscher. Non manca la “Pinot Noir Experience”, un’escursione guidata sul Sentiero del Pinot Nero attraverso Gleno, Pinzano e Mazzon – con tutte le informazioni su questi particolari terroir e sulle varietà di vitigni, altrettanto speciali, che vi prosperano. Chi preferisce pedalare, può godersi il tour guidato “Pinot Noir & Bike”sul tracciato dell’ex ferrovia della Val di Fiemme. 

In parallelo alle Giornate del Pinot Nero, fino al 18 maggio si svolgono anche le Notti del Pinot NeroIn ristoranti selezionati vengono serviti Pinot Nero particolari in abbinamento a piatti della tradizione regionale. Sono in programma anche un Pinot Nero Picnic e un Pinot Nero Party.

Gusto Lovers arriva a Siena in piazza del Mercato

Gusto Lovers, ideato e organizzato da Leonardo Fiorenzani, chefeJRE Jeunes Restaurateurs Italia e del ristorante La Sosta del Cavaliere a Sovicille, vicino a Siena, ha con sé protagonisti dell’altissima ristorazione di tutta Italia. Co-organizzatori della manifestazione, insieme a Fiorenzani, sono Confcommercio Siena e il Comune di Siena.

Nuova location per Gusto Lovers. Nella sua terza edizione l’evento, che unisce chef stellati e JRE Jeunes Restaurateurs Italiain un percorso di degustazione food & beverage con proposte di grande eccellenza, arriva per la prima volta a Siena, il 24 maggio prossimo, in piazza del Mercato, nel Tartarugone, storicamente sede del foro boario della città.

L’evento, ideato e organizzato da Leonardo Fiorenzani, chefeJRE Jeunes Restaurateurs Italia e del ristorante La Sosta del Cavaliere a Sovicille, vicino a Siena, ha con sé protagonisti dell’altissima ristorazione di tutta Italia. Insieme a Fiorenzani ci sono Confcommercio Siena e il Comune di Siena, co-organizzatori della manifestazione.

“Eventi come ‘Gusto Lovers’ rappresentano un valore aggiunto importante per la promozione turistica di Siena, perché uniscono la qualità dell’enogastronomia italiana alla valorizzazione dei nostri luoghi più identitari – dice Vanna Giunti, assessore al Turismo del Comune di Siena – In piazza del Mercato, nel suggestivo Tartarugone, a pochi passi da piazza del Campo, arrivano chef di alto livello e professionisti della ristorazione provenienti da tutta Italia: significa rafforzare l’immagine della città come destinazione capace di offrire esperienze autentiche e di eccellenza. Questa iniziativa contribuisce ad arricchire il calendario degli appuntamenti primaverili, attirando visitatori e appassionati e generando ricadute positive per il tessuto economico locale. Siena continua così a investire su eventi di qualità, in grado di coniugare tradizione e innovazione, cultura e gusto, confermando il proprio ruolo di riferimento nel panorama turistico nazionale e internazionale, inserendosi nel percorso di valorizzazione della cucina italiana, diventata patrimonio Unesco dal 2025”.

“Questa è una terza edizione, ma la prima che facciamo a Siena –  fa notare Leonardo Fiorenzani, che ha contattato e selezionato gli chef e i JRE  – Sono davvero orgoglioso di questo progetto, il mood è l’alta qualità della proposta culinaria & wine. Gli chef che avremo ospiti sono davvero il top della sperimentazione, della capacità di fare una proposta di altissimo livello. Questo è il nostro format. Questo è ciò in cui crediamo e che presentiamo. Una proposta apprezzata nelle prime edizioni a Sovicille e sono certo farà successo anche a Siena”.

“Abbiamo accolto volentieri questa sfida di collaborare all’organizzazione di questo evento  –  spiega Daniele Pracchia, direttore Confcommercio Siena –  Siena e il Tartarugone sono location perfette per un evento di alta cucina, di degustazioni itineranti che incontrano qualità, sperimentazione, giovani che guardano avanti. Sono i valori di un modo di presentarsi in modo dinamico a chi viene qui ed è un modo che vedrete sarà capace di attrarre tante persone. Confcommercio ha esperienza nell’organizzazione di grandi eventi di wine&food e la mette a disposizione per la città, per la valorizzazione dei centri storici, delle nostre città d’arte, del turismo di qualità, per la destagionalizzazione”.

Chi sono gli chef protagonisti e i JRE Jeunes Restaurateurs Italia.

A Gusto Lovers al Tartarugone, a Siena, ci saranno Alessandro Rossi, che ha conquistato la Stella Michelin al Gabbiano 3.0 di Marina di Grosseto, Leonardo Fiorenzani, chef e JRE Jeunes RestaurateursItalia de La Sosta del Cavaliere a Sovicille, Max Mascia, chef del Ristorante San Domenico di Imola (2 Stelle Michelin e JRE-Jeunes Restaurateurs Italia), Mirko Marcelli, chef del ristorante Osmosi di  Montepulciano (1 Stella Michelin), Niccolò Palumbo, chef  Ristorante Paca di Prato (1 Stella Michelin), Juri Zanobini, chef dell’Antica Farmacia di Palaia a Pisa, JRE-Jeunes Restaurateurs Italia, Agnese Loss, chef di Osteria Contemporanea  di Gattinara, JRE-Jeunes Restaurateurs Italia, Fabio Mecchina, Soul Restaurant di Legnano, JRE-Jeunes Restaurateurs Italia, Federico Ferrettini, chef Ristorante Visibìlio nella tenuta Fontanelle Estate a Castelnuovo Berardenga (1 Stella Michelin), David Cannella, Chef del Ristorante Contrada Castel Monastero a Castelnuovo Berardenga (1 stella Michelin), Maurizio Bardotti, chef del Ristorante Oltre a Castellina in Chianti, Sergio Dondoli, maestro del gelato con la gelateria artigiana di San Gimignano, pluripremiata a livello mondiale.

Insieme agli chef Birra & Wine e non solo.

Ci sono Berlucchi, Argiano, Ridolfi, Talosa, Valle Picciola, Rocca delle Macie, Perlage Enoteca, Amici In Bolla. Tra le birre senesi ci sono La Diana, La Steccaia, Birra Bader. Ed ancora, i gin di Siena: Il Citto, Taz Gin (migliore gin d’Italia).

Come degustare le proposte di Gusto Lovers.

Gusto Lovers vedrà gli stand con chef e JRE collocati al Tartarugone, qui si potranno degustare le loro proposte, 5 euro ciascuno per food e 4 per wine&beer con la possibilità di acquistare pacchetti.

L’evento in breve.

L’evento, ideato e organizzato da Leonardo Fiorenzani, chefeJRE Jeunes Restaurateurs Italia del ristorante La Sosta del Cavaliere a Sovicille, ha con sé protagonisti dell’altissima ristorazione di tutta Italia. Insieme a Fiorenzani sono co-organizzatori della manifestazione Confcommercio Siena e il Comune di Siena. Sono partner Parmolaia Top Services, JRE-Jeunes Restaurateurs Italia, Piattoriccomicificco. Hanno dato il loro patrocinio,Enoteca Italiana, Camera di Commercio Arezzo Siena, Mens Sana 1871, DMO Siena, Regione Toscana. Gusto Lovers è parte di Vetrina Toscana, il progetto della Regione Toscana, in collaborazione con Unioncamere Toscana, che promuove il turismo enogastronomico, con la regia di Toscana Promozione Turistica coadiuvata da Fondazione Sistema Toscana.