Concorso mondiale di Bruxelles 2026 Sessione Vini Rosati: l’Italia conquista la Rivelazione Internazionale

L’Italia si aggiudica il riconoscimento Vinolok Trophy – Rivelazione Internazionale Vini Rosati 2026, al Concorso Mondiale di Bruxelles assegnato al Talamonti Rosé 2025 dell’Azienda Vinicola Talamonti (Abruzzo), oltre a questo prestigioso trofeo, l’Italia conferma il proprio ruolo di protagonista sulla scena enologica internazionale, con una crescita significativa nel numero di Medaglie d’Oro e Grandi Medaglie d’Oro che testimoniano la qualità e la costanza della sua produzione.

Dopo tre giorni di intense degustazioni, dal 27 al 29 marzo, sono stati ufficialmente annunciati i risultati della Sessione Vini Rosati del Concours Mondial de Bruxelles | CMB 2026.
Organizzata a Cirò, in Calabria, questa edizione ha riunito 50 degustatori internazionali che hanno valutato alla cieca quasi 1.100 vini rosati provenienti da 33 Paesi.

L’Italia protagonista con la Rivelazione Internazionale Vini Rosati 2026

Paese ospitante della sessione, l’Italia conferma il suo ruolo di primo piano sulla scena internazionale dei vini rosati. Nonostante una lieve diminuzione del numero complessivo di medaglie, resta fortemente rappresentata e continua a distinguersi per la qualità della sua produzione.

Ancora più significativa è la progressione ai vertici della classifica, con un aumento delle Medaglie d’Oro e delle Grandi Medaglie d’Oro.

La regione Abruzzo si distingue in modo particolare, conquistando due Medaglie d’Oro e soprattutto il massimo riconoscimento della competizione: il Vinolok Trophy – Rivelazione Internazionale Vini Rosati 2026, assegnato al Talamonti Rosé 2025 dell’Azienda Vinicola Talamonti.

Un risultato che conferma la capacità dell’Italia di produrre rosati di altissimo livello, sempre più apprezzati sulla scena internazionale.

La Francia regina del medagliere 2026

Tra tutti i Paesi partecipanti, la Francia emerge con decisione, mostrando un sensibile miglioramento dei risultati.

La percentuale di vini premiati passa dal 33% nel 2025 a quasi il 47% nel 2026: una performance di grande rilievo, accompagnata anche da un avanzamento ai vertici della classifica, con 7 Grandi Medaglie d’Oro nel 2026 contro le 4 dell’anno precedente.

Questa dinamica positiva è sostenuta dagli eccellenti risultati di alcune grandi regioni:

  • Languedoc-Roussillon: forte crescita con 43 medaglie, di cui 19 d’Oro e 23 d’Argento (contro rispettivamente 11 e 12 nel 2025).
  • Provenza: si conferma riferimento mondiale con 74 medaglie (di cui 3 Grandi Medaglie d’Oro), in netto aumento rispetto alle 51 dell’anno scorso.
  • Valle del Rodano: in evidenza con due Grandi Medaglie d’Oro e la Rivelazione Francia Vini Rosati, assegnata al RS Rosé 2025 della Famille Vermeersch.

Altre regioni, come la Corsica e la Valle della Loira, completano questo quadro di eccellenza, confermando la ricchezza e la qualità dell’offerta francese.

Spagna, Portogallo, Romania: mercati solidi e in evoluzione

Se Francia e Italia guidano questa edizione, anche gli altri grandi Paesi produttori confermano il loro peso sulla scena internazionale:

  • Spagna: una stabilità complessiva che riflette un mercato strutturato e competitivo, con rosati ben posizionati a livello internazionale.

Rivelazione Spagna: Salvueros 2025 – Bodegas Hijos de Marcos Gómez SL, Cigales

  • Portogallo: crescita moderata ma concreta nel numero di medaglie, a testimonianza del continuo lavoro qualitativo dei produttori.

Rivelazione PortogalloVinha da Valentina Premium Rosé 2025 – Casa Ermelinda Freitas – Vinhos

  • Romania: conferma la propria regolarità e il suo potenziale, con il 33% dei vini premiati.

Rivelazione RomaniaVin Issa Pinot Noir Rosé 2025 (Aiud, Transilvania)

Una nuova distinzione: il CMB Merit

L’edizione 2026 segna anche l’introduzione di un nuovo riconoscimento qualitativo: il CMB MERIT.

Attribuito ai vini che ottengono un punteggio pari o superiore a 86 punti senza conquistare una medaglia, il CMB MERIT mira a valorizzare etichette di qualità che meritano l’attenzione del mercato. Questo riconoscimento consente inoltre ai produttori di accedere a strumenti di comunicazione e marketing dedicati messi a disposizione dal CMB.

Maggiori informazioni su CMB MERIT

Il Concours Mondial de Bruxelle

Il Concours Mondial de Bruxelles è una competizione itinerante di fama internazionale, articolata in Selezioni e in quattro Sessioni tematiche, tra cui la Sessione Vini Rosati.

Ogni anno, oltre 15.000 vini provenienti da tutto il mondo vengono degustati e valutati da una giuria di esperti internazionali, con l’obiettivo di premiare esclusivamente vini di altissimo livello qualitativo, senza pregiudizi legati all’etichetta o al prestigio della denominazione.

Scopri tutti i risultati: concoursmondial.com

SUMMA 2026 – Vino, Diversità e Sostenibilità

La fiera enologica SUMMA ha riscosso anche quest’anno grande successo, confermandosi ancora una volta come un importante punto di incontro per il panorama vitivinicolo internazionale. L’11 e il 12 aprile 2026 circa 2.400 appassionati di vino, sommelier, professionisti della ristorazione e giornalisti provenienti da 33 Paesi si sono riuniti presso la Tenuta Alois Lageder a Magrè, in Alto Adige, per scoprire la varietà e la qualità dei vini presentati.

Da oltre 25 anni, SUMMA offre uno spazio dedicato allo scambio e all’innovazione nel settore del vino e dell’agricoltura sostenibile. Nel 2026 hanno partecipato 115 vignaioli provenienti da nove Paesi, tra cui cantine di Italia, Germania, Francia, Austria,Svizzera, Portogallo e Libano.“SUMMA vive grazie al dialogo tra le persone“, afferma Alois Clemens Lageder. “Lo scambio diretto tra vignaioli internazionali e ospiti, i diversi punti di vista e le esperienze nella viticoltura sostenibile sono al centro dell’evento. È così che ogni anno si crea un’atmosfera speciale, che conferisce a SUMMA il suo carattere di festa del vino aperta e internazionale.

Tra le cantine partecipanti nel 2026 figurano, tra le altre, Pian Dell’Orino, Arianna Occhipinti, Giulia Negri, Gravner e Frank Cornelissen dall’Italia, così come Dr. Bürklin-Wolf, Bernhard Ott, Georg Breuer, Nikolaihof Wachau e Jurtschitsch per l’area germanofona. A livello internazionale erano presenti anche Champagne Tarlant, Otronia dalla Patagonia e Château Musar dal Libano. Una varietà che si è riflessa anche nei numerosi tasting. Il programma è stato arricchito da masterclass e degustazioni guidate da esperti di alto livello e rinomate aziende vitivinicole. Interventi di sommelier e giornalisti del vino di fama come Willi Schlögl della celebre enoteca berlinese Freundschaft e Christine Mayr, sommelier WSET ed ex presidente dell’AIS Alto Adige, insieme ai contributi di cantine come Maso Martis, Sattlerhof, Battenfeld Spanier e Castello dei Rampolla, hanno offerto ulteriori prospettive sui temi attuali del settore.

Come negli anni precedenti, anche nel 2026 è stato sostenuto un progetto sociale: per il secondo anno consecutivo, una parte dei proventi è stata destinata al giornale di strada zebra. dell’OEW – Organizzazione per un Mondo Solidale. Il progetto offre a persone in situazioni difficili un’occupazione dignitosa e la possibilità di ottenere un piccolo reddito. La prossima edizione di SUMMA si terrà il 10 e l’11 aprile 2027.

“IL MIO NOME È TOSCANA”: NUOVA IDENTITÀ PER L’IGT TOSCANA

È stato presentato oggi a Vinitaly 2026, presso lo stand della Regione Toscana a “Casa Toscana”, un passaggio definito “storico” per il Consorzio Vino Toscana: la modifica del disciplinare che introduce la nuova denominazione unica “Toscana IGT” e apre ufficialmente alla produzione di vini spumanti. Con una produzione media di circa 90 milioni di bottiglie, “Toscana IGT” – che copre l’intero territorio regionale –rafforza la propria identità e il proprio posizionamento sui mercati, interpretando l’evoluzione dei consumi e le nuove esigenze del settore.

Stefano Campatelli, Stefania Saccardi e Cesare Cecchi
Stefano Campatelli, Stefania Saccardi e Cesare Cecchi

Un’identità più forte e condivisa

“Il mio nome è Toscana” è il messaggio che accompagna questo cambiamento e ne sintetizza il valore: una denominazione che supera il tecnicismo per diventare espressione piena del territorio, della sua storia e del suo patrimonio ambientale, artistico e culturale. La modifica del disciplinare rappresenta un passaggio strategico capace di generare valore economico e sviluppo sociale, rafforzando il ruolo del vino come ambasciatore del lifestyle toscano nel mondo. Un successo importante che rende il vino “Toscana IGT” protagonista di un forte e chiaro messaggio identitario. 

Le istituzioni: valore economico e sociale

Alla presentazione sono intervenuti Stefania Saccardi, Presidente del Consiglio regionale della Toscana, Cesare Cecchi, Presidente del Consorzio Vino Toscana e Stefano Campatelli, Direttore del Consorzio Vino Toscana.

“La ratifica approvata dal Comitato Nazionale Vini del Masaf – ha dichiarato la presidente Stefania Saccardi – completa un percorso avviato già nel 2024 con l’approvazione delle Giunta regionale toscana. Il Consorzio Vino Toscana rappresenta oggi una realtà in forte crescita, passata da 40 soci all’avvio del rinnovamento guidato dal presidente Cecchi ai 450 soci che raggiungono il numero di oltre 1.700 considerando i viticoltori afferenti alle cooperative. Si tratta di un progetto strategico che crea valore sul prodotto e nuove prospettive di mercato. Ma ha anche un valore sociale che riconosce ai viticoltori un ruolo fondamentale nella tutela del territorio e delle comunità. Una tutela quindi – quella del Consorzio Vino Toscana – non solo del prodotto ma di una collettività e di una civiltà”.  

Cecchi: un sistema in crescita, identità e sviluppo

“Siamo l’unico Consorzio che rappresenta l’intero territorio regionale – ha sottolineato il presidente Cesare Cecchi  con una produzione di circa 90 milioni di bottiglie, un valore prossimo ai 500 milioni di euro e una quota export del 69%. Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione dei consumi e rafforzano l’identità del “Toscana IGT”, aprendo nuove opportunità di sviluppo, in particolare con la tipologia spumante nasce da una esigenza concreta dei produttori e rappresenta una reale opportunità di sviluppo. È un’evoluzione che apre a un mercato sempre più orientato alla diversificazione e alla qualità. Ma soprattutto – conclude il presidente – diventa un’operazione culturale che mette l’identità territoriale al centro del messaggio e mostra la capacità di rinnovarsi dei vignaioli toscani conquistando un settore – quello degli spumanti – impensato solo pochi decenni fa”.

Campatelli: nuove prospettive per le imprese e accrescimento di valore

“Queste due modifiche al disciplinare non sono solo tecniche, ma rappresentano una opportunità di accrescimento del valore del comparto vino della Toscana – ha spiegato il direttore Stefano Campatelli – Inoltre i Consorzio è fortemente impegnato nella tutela del nome geografico “Toscana”, attraverso attività di monitoraggio, difesa legale e controllo del rispetto del disciplinare, con l’obiettivo di preservarne valore, autenticità e reputazione sui mercati nazionali e internazionali”.

Il nuovo assetto contribuirà inoltre a rafforzare le attività di tutela del nome “Toscana”, anche grazie alla registrazione in classe 33, contrastando usi impropri e contraffazioni.

Consorzio Vino Toscana

Le novità del disciplinare

Il nuovo disciplinare prevede:

• l’adozione della denominazione unica “Toscana” (in sostituzione di “Toscano o Toscana”)

• la conferma delle tipologie già esistenti:

o Bianco, Rosato, Rosso

o Frizzante (Bianco, Rosato, Rosso)

o Passito e Vendemmia Tardiva

• l’introduzione della tipologia spumante, sia Metodo Charmat che Metodo Classico

Una scelta che punta a migliorare la riconoscibilità del prodotto e a rafforzarne il posizionamento sui mercati internazionali.

“Toscana IGT”: i numeri

• Produzione media (ultimi 5 anni): 91 milioni di bottiglie

• Valore complessivo: oltre 458 milioni di euro

• Export: 69% (62,8 milioni di bottiglie)

• Mercato Italia: 31% (28,2 milioni di bottiglie)

Mercati principali:

• Europa: 46%

• Stati Uniti: 33%

• Asia: 6%

Il contesto regionale

Con 58 Denominazioni di Origine, la Toscana rappresenta circa l’11% delle DO italiane (fonte Federdoc) e si colloca al secondo posto dopo il Piemonte. All’interno della regione, la “Toscana IGT” è la prima denominazione per volumi di imbottigliamento, con una quota del 36,27%.

Ufficio Stampa Consorzio Vino Toscana

“A Montefalco 2026”: il territorio protagonista della tre giorni di degustazioni e incontri

Montefalco accoglie la stampa nazionale, internazionale e operatori del settore in occasione di “A Montefalco”, l’iniziativa promossa dal Consorzio Tutela Vini Montefalco in programma dal 26 al 28 aprile, dedicata alle annate in commercio dei vini prodotti nei territori delle denominazioni di Montefalco e Spoleto e alla nuova annata di Montefalco Sagrantino Docg.

L’evento rappresenta un’occasione esclusiva di approfondimento e degustazione per conoscere da vicino l’identità enologica di un territorio simbolo dell’Umbria del vino, attraverso un programma articolato che coinvolgerà giornalisti e professionisti del settore tra degustazioni tecniche, masterclass e visite in cantina.

Tra gli appuntamenti più attesi la Masterclass guidata dalla Master of Wine Cristina Mercuri, dedicata all’interpretazione contemporanea dei vini di Montefalco e al loro ruolo nella gastronomia internazionale, in programma lunedì 27 aprile alle ore 18. Martedì 28 aprile alle ore 9, presso il Complesso Museale San Francesco, la presentazione dell’annata 2022 e dei produttori aderenti ad “A Montefalco” 2026. Interverranno, coordinati dal giornalista Jacopo Cossater, il sindaco di Montefalco Alfredo Gentili, il giornalista Ian D’Agata, presidente della Commissione esterna per la valutazione dell’annata, Paolo Bartoloni, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Sandro Camilli, presidente AIS Italia, Simona Meloni, assessore all’agricoltura della Regione Umbria, e Stefania Proietti, presidente Regione Umbria.

Cuore dell’iniziativa sarà la sala degustazione, dove sarà possibile degustare le annate in commercio delle principali denominazioni del territorio, tra cui Montefalco Sagrantino DOCG secco e passito, Montefalco Rosso DOC, Montefalco Rosso Riserva DOC, Montefalco Bianco DOC, Montefalco Grechetto DOC, Spoleto Trebbiano Spoletino DOC, Spoleto Trebbiano Spoletino Superiore DOC, Spoleto Trebbiano Spoletino Spumante DOC, Spoleto Trebbiano Spoletino Passito DOC, insieme alla nuova annata di Montefalco Sagrantino Docg, ovvero la 2022.

Il programma prevede anche momenti di confronto e approfondimento dedicati alla cultura del vino di Montefalco. Tra questi il “Gran Premio del Sagrantino”, il concorso nazionale dedicato ai sommelier provenienti da tutta Italia, che si sfideranno nella comunicazione e valorizzazione del Sagrantino attraverso degustazioni, abbinamenti e prove tecniche legate al servizio e alla carta dei vini.  Grande attenzione sarà dedicata anche alla presentazione dell’Etichetta d’Autore, l’opera artistica realizzata ogni anno per celebrare la nuova annata del Montefalco Sagrantino DOCG. Per l’edizione 2026 sarà presentata l’etichetta dedicata all’annata 2022, simbolo del dialogo tra vino, arte e territorio.

Parallelamente alle degustazioni e agli incontri istituzionali, le cantine del territorio apriranno le porte a giornalisti e operatori: una serie di iniziative rivolte a giornalisti, ristoratori, enotecari, sommelier e professionisti della filiera vino, dedicate alla scoperta diretta delle aziende e dei luoghi di produzione.

Saranno 31 le aziende partecipanti all’edizione 2026: Agricola Mevante, Antonelli, Arnaldo Caprai, Bocale, Cesarini-Sartori, Colle Ciocco, Colle Uncinano, Còlpetrone, Di Filippo, Dionigi, Fongoli, Goretti – Fattoria Le Mura Saracene, La Veneranda, Le Cimate, Lungarotti, Montioni, Moretti Omero, Ninni, Perticaia, Romanelli, Scacciadiavoli, Tenuta Alzatura, Tenuta Bellafonte, Tenuta di Saragano, Tenute Lunelli – Carapace, Terre de la Custodia, Terre de’ Trinci, Terre di San Felice, Tudernum e Valdangius.

L’iniziativa è organizzata dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, con il contributo del CSR Umbria SRG10, con il patrocinio dei Comuni di Montefalco e Bevagna e la collaborazione della Strada del Sagrantino.

Tutte le informazioni sul programma e sulle modalità di partecipazione sono disponibili al link: https://www.consorziomontefalco.it/amontefalco/

TOSCANA IGT, APPROVATO IL NUOVO DISCIPLINARE

?Tutto pronto per l’ultimo round alla Commissione Europea

Via libera del Comitato Nazionale Vini del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) alle modifiche del disciplinare di produzione del vino “Toscana IGT”. Un passaggio definito “storico” dal Consorzio Vino Toscana, che segna un’evoluzione significativa della Indicazione Geografica.

La ratifica è arrivata nella seduta del 17 marzo presso il dicastero di via XX Settembre, completando un percorso avviato con l’approvazione della Giunta regionale toscana nel dicembre 2024. Ora il dossier passa all’esame della Commissione Europea per l’ultimo step, pertanto per l’applicazione del nuovo Disciplinare sarà necessario attendere almeno fino alla fine del 2026.

Tra le novità più rilevanti, il cambio di denominazione da “Toscano o Toscana” a “Toscana”, scelta che punta a rafforzare riconoscibilità e posizionamento sul mercato. Introdotta inoltre la categoria del vino spumante, che apre nuove prospettive produttive per il comparto vitivinicolo regionale. Con il nuovo Disciplinare sarà possibile produrre spumanti metodo Charmat e metodo Classico, sia Bianchi che Rosati.

Adesso è tutto pronto per affrontare l’ultimo passaggio, quello dell’approvazione da parte della Commissione Europea, afferma Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana. Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione degli stili di consumo e alle esigenze del mercato. Tra le principali novità, desidero sottolineare l’introduzione della categoria vino spumante, che rappresenta un’importante opportunità di sviluppo per le aziende vitivinicole toscane. Non meno rilevante è la possibilità di usare in etichetta il solo il nome geografico “Toscana IGT” eliminando “Toscano” che non ha più ragione di essere usato, con ulteriore rafforzamento dell’identità del vino che si consolida come vero e proprio marchio di qualità, capace di valorizzare l’eccellenza delle produzioni regionali”.

L’Indicazione Geografica Tipica “Toscana” comprende oggi diverse tipologie di vino: Bianco, Rosato, Rosso, i vini frizzanti nelle versioni Bianco, Rosato e Rosso. Sono inoltre previste le tipologie da uve appassite (Passito) e da uve stramature (Vendemmia Tardiva). Quando sarà approvato il nuovo Disciplinare la gamma si completerà con le due tipologie di spumante.

L’introduzione delle due tipologie di vino spumante, spiega Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana, è nata dalla richiesta di molti produttori toscani che da tempo sono impegnati in questo tipo di produzione e rappresenta una concreta opportunità di sviluppo per il comparto, che, pur restando ancorato alla tradizione, si apre a nuove prospettive in linea con un mercato sempre più orientato alla qualità e alla diversificazione? dei prodotti. La modifica relativa all’uso del solo nome geografico Toscana permetterà anche di rafforzare l’opera che il Consorzio sta facendo per far rispettare il Disciplinare di Produzione e per opporsi, anche grazie alla registrazione del nome ‘Toscana’ in classe 33, alla registrazione di marchi che richiamano impropriamente l’Indicazione Geografica”.
 
I NUMERI DELLA DEL VINO “TOSCANA IGT”
La produzione media degli ultimi cinque anni è pari a circa 91 milioni di bottiglie. Il valore complessivo della produzione supera i 458 milioni di euro: il 31% (28,2 milioni di bottiglie) è destinato al mercato italiano, mentre il restante 69% (62,8 milioni di bottiglie) è esportato. L’Europa rappresenta il principale mercato di riferimento (46% dell’export), seguita dagli Stati Uniti (33%) e dall’Asia (6%).
Il Consorzio Vino Toscana, che nel 2019 contava circa 70 soci all’avvio del progetto di rinnovamento guidato dal presidente Cesare Cecchi, oggi rappresenta 450 soci, che superano i 1700 considerando anche i viticoltori afferenti alle cooperative.

 
Ufficio Stampa Consorzio Vino Toscana
Marte Comunicazione, info@martecomunciazione.com

AL VIA BUYWINE TOSCANA 2026, LA VETRINA INTERNAZIONALE DEL VINO TOSCANO

Firenze diventa per due giorni vetrina internazionale del vino made in Tuscany. Con 190 produttori toscani coinvolti, 175 buyerprovenienti da 47 diversi Paesi e oltre 3.500 incontri in programma per quasi 1300 etichette presenti, si apre alla Stazione Leopolda la sedicesima edizione di BuyWine Toscana. La manifestazione, nata con l’obiettivo strategico di potenziare l’export delle eccellenze vitivinicole regionali attraverso un consolidato format di incontri BtoB, è promossa da Regione Toscana in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze, l’organizzazione di PromoFirenze e il coordinamento della comunicazione, l’ufficio stampa e i social curati da Fondazione Sistema Toscana.

Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, l’assessore regionale all’Economia e agricoltura Leonardo Marras, il presidente e il segretario generale della Camera di Commercio di Firenze , rispettivamente Massimo Manetti e Giuseppe Salvini , il presidente di PromoFirenze Aldo Cursano e il direttore di Fondazione Sistema Toscana Francesco Palumbo.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani ha dichiarato “Qui si celebrano qualità ed export. Questa manifestazione conferma la capacità della Toscana di immettere eccellenza nel sistema internazionale del vino, anche grazie alla capacità di innovare delle nostre aziende, che riescono oggi a intercettare nuove fasce di interesse. A questa cultura, d’impresa e d’identità, si lega la capacità del territorio di creare condizioni che favoriscano incontri di conoscenza e di scambio tra cantine e operatori. Un aspetto centrale di interesse nelle politiche della Regione”.

L’assessore regionale all’Economia e agricoltura Leonardo Marras ha dichiarato : “L’importanza di Bywine si legge nei numeri della manifestazione che conferma la capacità di selezionare e promuovere l’eccellenza locale nel quadro internazionale. E’ ben nota a tutti la capacità del turismo enologico di produrre ricchezza e richiamo, unendo la scoperta di gusti a quella di aziende e territori, di vigneti, cultura e tradizioni locali. Un riconoscimento che merita centralità nelle politiche regionali sempre attente a salute e ambiente, anche grazie a quelle aziende che assicurano certificazione biologica e di sostenibilità”.

I MERCATI INTERNAZIONALI. Le delegazioni più numerose per l’edizione 2026 provengono da USA e Canada, che si confermano tra i Paesi di maggiore interesse nonostante una fase di prudenza del mercato interno, pur mantenendo alto il gradimento verso i vini toscani. Rilevante la presenza di operatori dai Paesi del Mercosur e dall’America Latina. L’Asia è rappresentata sia da mercati consolidati come Cina, Singapore, Giappone e Corea del Sud, sia da Paesi emergenti quali Thailandia, Vietnam e Malesia. Si conferma inoltre la tendenza europea con un crescente interesse nei Paesi dell’Europa centro-orientale in particolare Polonia e Repubblica Ceca, e nell’Area Scandinava (Danimarca, Svezia e Norvegia).
Questa edizione si colloca in un contesto internazionale in cui gli accordi di libero scambio stanno contribuendo a ridurre in maniera significativa le barriere tariffarie per i prodotti agroalimentari europei. L’accordo UE-Mercosur prevede la riduzione dei dazi favorendo l’accesso ai mercati di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, mentre i negoziati con l’India aprono prospettive in un mercato ad alto potenziale.

DENOMINAZIONI E SOSTENIBILITÀ. 1271 etichette presenti e 46 le denominazioni tra cui la più rappresentata è il Toscana IGT, seguita da Chianti Classico DOCG e Chianti DOCG. Il profilo delle imprese partecipanti testimonia l’impegno verso modelli produttivi responsabili: circa la metà è certificata biologica, mentre sono ben 40 le aziende che vantano certificazioni di sostenibilità.

IL FORMAT. Nell’edizione 2025 furono più di 20.000 i wine tasting degli incontri BtoB che registrarono un livello di soddisfazione di buyer e seller del 90%. Il successo ormai consolidato del format della manifestazione si fonda sull’opportunità data dalla Regione Toscana alle cantine che producono vini di qualità, esclusivamente in Toscana, di incontrare i buyer provenienti da numerosi Paesi esteri selezionati accuratamente da PromoFirenze. Gli incontri BtoB sono programmati sulla base delle preferenze espresse in precedenza da cantine e operatori per garantire appuntamenti mirati alla creazione di reali rapporti commerciali.

TREND DI CONSUMO E INNOVAZIONE. L’innovazione è la parola chiave in un contesto mutevole per cambiamento nei consumi, fattori geopolitici e dazi. Gli operatori cercano prodotti nuovi per avvicinarsi ai gusti della domanda, con attenzione a packaging e regole nazionali. Chi sceglie di partecipare a BuyWine Toscana lo fa per la profonda fiducia nel prodotto toscano, considerato ancora capace di esercitare un forte appeal sulla clientela internazionale. Tuttavia, gli operatori chiedono oggi alle aziende un supporto più strutturato per affrontare le nuove sfide globali, sollecitando investimenti strategici anche nei settori del marketing e della comunicazione.


WINE TOUR E CONOSCENZA DEL TERRITORIO. Al termine delle degustazioni, l’esperienza prosegue con 6 Wine Tour scelti dai buyer per visitare i territori di origine, un aspetto che registra un interesse crescente negli anni.
Tre tour sono organizzati con il supporto della Camera di Commercio di Firenze e i Consorzi Chianti Classico, Chianti Colli Fiorentini e Vino Toscana. Due tour, con visite e masterclass, sono realizzati con Promovito(associazione di undici consorzi regionali) e uno grazie alla Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest.

IL PRESTIGIO DEL CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES. Per le aziende partecipanti a BuyWine Toscana torna la possibilità di far partecipare i propri vini al prestigioso Concours Mondial de Bruxelles, uno dei più autorevoli premi enologici al mondo. A conferma dell’altissimo profilo qualitativo dei vini regionali, i dati del Concorso mostrano un trend in costante crescita per le etichette partecipanti e la relativa assegnazione delle medaglie. Nel 2025, su 65 vini presentati, sono state assegnate ben 24 le medaglie (1 Gran Gold Medal, 12 Gold Medal e 11 Silver Medal), con una percentuale di medagliati del 36,92%, percentuale in continua crescita negli ultimi 3 anni, così come il numero di vini partecipanti. Si tratta di un riconoscimento che garantisce credibilità internazionale e un immediato impatto commerciale, in grado di attirare buyer e consumatori grazie alla garanzia data dal rigoroso sistema di degustazione alla cieca effettuato da professionisti provenienti da 56 Paesi.

FonteUfficio Stampa BuyWine Toscana 2026