Slow Wine Fair a BolognaFiere dal 22 al 24 febbraio 2026

Dal 22 al 24 febbraio 2026 torna a Bologna la Slow Wine Fair, organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food e il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, e di Confcommercio Ascom Bologna.

Il vino giusto: il tema della Slow Wine Fair 2026 La Slow Wine Fair è stata presentata oggi a Milano in una conferenza stampa. Il sito slowinefair.slowfood.it presenta già un catalogo dei primi 500 di oltre 1000 produttori che saranno presenti a BolognaFiere, insieme alla possibilità di acquistare i biglietti di ingresso, la domenica per il pubblico di appassionati e il lunedì e il martedì con un taglio b2b. Per la sua quinta edizione, la Slow Wine Fair apre un nuovo fronte di riflessione e confronto: quello del vino giusto, approfondendo la dimensione sociale della filiera vitivinicola. Dopo aver indagato la salute del suolo, il packaging e la logistica come elementi chiave della sostenibilità, l’edizione 2026 amplia ulteriormente lo sguardo, mettendo al centro non solo la qualità organolettica e ambientale del vino, ma anche il suo impatto sulle persone e sulle comunità. Un vino davvero buono e pulito, secondo la visione di Slow Food, deve essere anche giusto: prodotto senza sfruttare lavoratori e territori, capace di generare valore condiviso, lavoro dignitoso, inclusione e nuove opportunità. È su questi temi che la Slow Wine Fair 2026 diventa terreno di dialogo tra produttori, esperti, ricercatori, consorzi, istituzioni, buyer e professionisti dell’Horeca. Attraverso conferenze e incontri – sia online a partire da gennaio sia nei tre giorni in fiera – l’evento invita a riflettere sul ruolo sociale del vino come strumento di integrazione dei lavoratori stranieri, di promozione dell’imprenditoria femminile e giovanile, e di rigenerazione delle Terre Alte, spesso marginalizzate ma ricche di potenzialità. Una sfida complessa, che non ha risposte univoche ma richiede visione, alleanze e scelte produttive coraggiose.

Gianpiero Calzolari, Presidente BolognaFiere: «Slow Wine Fair si conferma una piattaforma che unisce valore culturale, visione internazionale e una filiera sempre più attenta alla sostenibilità. Il tema del vino giusto amplia lo sguardo sulla dimensione sociale del settore, mettendo al centro lavoro dignitoso, inclusione e responsabilità verso i territori. Per BolognaFiere, Slow Wine Fair e SANA Food rappresentano appuntamenti chiave dedicati al canale Horeca e alla qualità dei consumi fuori casa, ambiti nei quali vogliamo generare contenuti, connessioni e nuove opportunità di business. La sinergia con Slow Food rafforza questo percorso per la costruzione di un ecosistema che promuove competenze, responsabilità e una cultura del cibo e del vino capace di creare valore per l’intera filiera».

Federico Varazi, Vicepresidente Slow Food Italia: «Con l’edizione 2026 della Slow Wine Fair vogliamo affermare con chiarezza che la qualità del vino non può essere separata dalla qualità del lavoro. Parlare di un vino “buono, pulito e giusto” significa assumersi una responsabilità politica verso i territori e le persone che li abitano. Oggi, in un sistema economico che premia la competizione al ribasso, non è accettabile che proprio l’agricoltura e la ristorazione, settori simbolo della nostra identità culturale, siano tra i più esposti allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. Difendere il lavoro agricolo significa difendere le comunità rurali, garantire dignità ai lavoratori migranti, creare opportunità per i giovani e per le donne che vogliono costruire impresa nelle aree interne e nelle Terre Alte. Significa anche rivendicare un modello diverso di sviluppo, capace di generare ricchezza diffusa e non profitti concentrati in poche aziende. Ogni bottiglia di vino racconta tutto questo: il modo in cui si coltiva la vigna, le relazioni tra chi produce e chi lavora, la cura o l’abbandono dei territori. Per questo chiediamo a chi beve vino di compiere una scelta politica e culturale, non solo gastronomica. Perché giustizia sociale e ambientale non sono un elemento accessorio del vino: sono la sua sostanza». 

Giancarlo Gariglio, Coordinatore Slow Wine Coalition: «Giunti alla presentazione della quinta edizione della Slow Wine Fair, possiamo fare un primo punto sull’identità che la fiera sta assumendo. Per prima cosa la qualità altissima delle cantine coinvolte, selezionate sia dal punto di vista dei vini sia per le pratiche agricole ed enologiche impiegate. Altrettanto distintiva è la percentuale di realtà certificate biologiche, biodinamiche o in conversione, che oltrepassa il 60%. Questa grandissima omogeneità degli espositori fa sì che la Fair attiri ormai un parterre di operatori dell’Horeca italiana di alto livello – anche in forza del Premio carta vini terroir e spirito Slow che riscuote un successo sempre crescente sia come numero di candidati sia come premiati – e sia sempre più in crescita anche l’interesse da parte degli operatori stranieri che hanno compreso come stia accadendo qualcosa di importante a Bologna. Ma la Fair non è solo vino. Anche per le altre filiere il nostro impegno è volto all’eccellenza, come per la selezione di amari, per i roaster che portano alla Slow Wine Fair alcuni dei migliori caffè italiani e non solo, per l’offerta sia dei sidri sia degli spirits, in crescita anche quest’anno. Accanto all’unicità dei prodotti presentati, la Slow Wine Fair si distingue perché avvia il dibattito sui temi legati alla sostenibilità ambientale, alla tutela del paesaggio e alla giustizia sociale in ambito agricolo. E inoltre, avvicina un pubblico di appassionati giovani, proprio quel segmento di consumatori per pare essere meno vicino al consumo di vino, ma che forse ha solo bisogno di conoscere il prodotto da un punto di vista più affine alle loro idee».

Brunella Saccone, ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha sottolineato l’avanguardia di temi e tendenze che fa emergere la Slow Wine Fair. Nelle quattro edizioni precedenti la manifestazione è cresciuta a livello di interesse internazionale, con un’attenzione da parte dei buyer sempre più significativa, perché a Bologna davvero si creano le condizioni per un momento di conoscenza concreto di piccole realtà che possiamo definire eroiche: piccolissime aziende, a cui la fiera di Bologna dà la possibilità di creare nuove connessioni commerciali.

 I numeri dell’edizione 2025 Slow Wine Fair 2025, svoltasi lo scorso febbraio per la prima volta in contemporanea con SANA Food, aperta al pubblico nella giornata di domenica e con accesso riservato agli operatori lunedì e martedì, ha registrato 15.000 ingressi, con una crescita di oltre il 20% rispetto all’edizione precedente. La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 1000 cantine espositriciprovenienti da tutte le regioni italiane e da 32 Paesi. Più di 750 le cantine certificate biologiche, biodinamiche o in conversione. I visitatori hanno potuto degustare 6.000 etichette, partecipare a 17 masterclass, seguire 21 conferenze, incontri e presentazioni in fiera e prendere parte a 58 degustazioni tra Mixology Lab, nell’area della Fiera dell’Amaro d’Italia, e negli spazi istituzionali. Sul fronte B2B, oltre 2.000 appuntamenti professionali hanno messo in contatto cantine e produttori di food specialties, con 300 buyer internazionaliselezionati grazie alla collaborazione con ICE.

Fonte Ufficio stampa Slow Wine Fair 2026
BolognaFiere: Daniela Modonesi – 366 6659090 – daniela.modonesi@bolognafiere.it
Slow Food: Elisa Virgillito – 345 2598615, Elena Coccia – 348 0120860, Valter Musso 335 7422962stampa@slowfood.it 

STORIA, IDENTITA’ E VALORE: IL VINO TOSCANA IGT CELEBRA IL TRENTENNALE DELLA DENOMINAZIONE

Un momento di confronto per ripercorrere le tappe che hanno portato l’Indicazione Geografica a diventare un simbolo di eccellenza enologica ed innovazione. Tra i protagonisti, i fondatori del Consorzio – Antinori, Frescobaldi e Folonari.


Storia, identità e valore del vino Toscana IGT: trent’anni della Indicazione Geografica celebrati stamattina a Palazzo Strozzi Sacrati di Firenze, nella sede della Regione Toscana, con un incontro che ha inteso ripercorrere attraverso questi tre principali elementi le tappe che hanno portato il vino Toscana a diventare un simbolo di eccellenza e di innovazione, grazie all’impegno dei produttori e alla forza di un territorio unico.

A introdurre gli interventi è stato il Presidente del Consorzio Vino Toscana Cesare Cecchi, il quale ha intrapreso un racconto sull’excursus compiuto dalla denominazione nel corso degli anni.
L’odierna celebrazione infatti si basa sulla ricorrenza trentennale dall’emanazione del Disciplinare di Produzione del vino Toscana IGT con DM 9/10/1995 G.U. 250 del 25/10/1995, facendo seguito alla Legge 164/1992 che introduceva per la prima volta la classificazione Indicazione Geografica Tipica per i vini.

“Negli anni ’80 del secolo scorso – ha spiegato Cecchi – si sviluppò l’idea di riunire i produttori in una casa comune e con tale scopo il 22 novembre 1984 nacque l’Ente Tutela Vini dei Colli della Toscana Centrale i cui tre soci fondatori furono Piero Antinori, Vittorio Frescobaldi e Ambrogio Folonari. Ente che è rimasto tale fino al 27 luglio 1995, quando ha cambiato nome in “Ente Tutela Vini di Toscana”, in previsione dell’arrivo del Disciplinare del vino Toscana IGT, nell’ottobre dello stesso anno. È stato solo più recentemente, il 10 giugno 2019, che – ha aggiunto – l’Ente è stato poi trasformato in “Consorzio Vino Toscana”.

Il Consorzio ad oggi riunisce 404 soci e, se si considerano anche i soci delle 14 cooperative di primo grado esistenti in Toscana e associate, si arriva a superare i 1.600 associati. Una rappresentatività che stando ai predetti numeri si attesta attualmente al 40% dei produttori e al 62% della produzione, motivo per cui ha ottenuto il riconoscimento dal Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con l’auspicio di arrivare presto all’erga omnes per operare per tutti i produttori e imbottigliatori della Indicazione Geografica.
Nell’intervento di Cecchi, anche un cenno all’importante lavoro di modifica del Disciplinare recentemente occorso e attualmente in attesa dell’approvazione del Comitato Nazionale per poter iniziare l’iter comunitario, i cui punti principali sono la modifica del nome e l’introduzione della possibilità di produrre vini Spumante.
Ciò premesso, quello che emerge dall’odierna iniziativa è che oggi i produttori stanno utilizzando tutte le possibilità fornite dal Disciplinare del Toscana IGT – più attuale che mai – che per loro rappresenta un importante strumento per affrontare un mercato non sempre facile. “Sta a tutti noi – ha concluso il Presidente Cecchi – utilizzare al meglio il nome geografico “Toscana”, svilupparne le potenzialità e assecondarne la naturale evoluzione in funzione delle opportunità che le aziende vitivinicole toscane possono cogliere. Come Consorzioil nostro primo impegno è la tutela del nome geografico “Toscana” da contraffazioni, usi illeciti e usi impropri, ma siamo attivi anche nel campo della valorizzazione dei vini Toscana IGT attraverso l’organizzazione di iniziative a supporto delle aziende associate”.

E sono stati proprio i produttori “storici”, quelli che hanno contribuito a suo tempo alla fondazione dell’Ente Tutela Vini – oggi Consorzio Vino Toscana – a raccontare questo percorso. Le testimonianze delle aziende fondatrici del Consorzio hanno infatti coinvolto Piero Antinori per la Marchesi Antinori, Lamberto Frescobaldi per la Marchesi Frescobaldi e Giovanni Folonari per le tenute Ambrogio e Giovanni Folonari, Ruffino all’epoca della fondazione del Consorzio.

Nel medesimo contesto sono intervenuti altresì il Presidente di Federdoc Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, il Presidente di Avito Andrea Rossi ed il Professor Alberto Mattiacci dell’Università La Sapienza, il quale ha sottolineato come la denominazione si trovi di fronte ad una visione del futuro ottimistica e a tratti radiosa: “il futuro richiede positività e lo possiamo costruire solo noi con le nostre azioni e visioni. Il seme c’è e sembra che stia germogliando bene, tuttavia è necessario per costruirsi notorietà, tradizione e reputazione, capire su quale segmento declinarli, se nel Premium o nel Mas Market. La sensazione è che sia necessario avere il coraggio di puntare su una clientela sempre più orientata al Premium: una comunità già numerosa e ancora in crescita che, se adeguatamente sollecitata è in grado di rispondere con una domanda stabile e robusta”.

A concludere l’incontro, che si è tenuto nella suggestiva Sala delle Esposizioni, è stato il dott. Gennaro Giliberti, Dirigente Agricoltura Regione Toscana.

I NUMERI DEL TOSCANA IGT– Sul piatto, alcuni dati relativi alla denominazione, che nel 2024 ha restituito una produzione a valore di 470 milioni di euro. La produzione media rivendicata è infatti di 640mila ettolitri, che valgono il 27% della produzione di vino in Toscana; la superficie media annua di vigneto è di 13.500 ettari e i produttori interessati oltre 4000.
La distribuzione dell’IGT Toscana negli ultimi dieci anni ha fatto registrare una crescita nelle esportazioni e dunque non è strano se a fare la parte del leone sono soprattutto i mercati esteri, dove arriva il 69% della produzione totale. In Europa la fetta più sostanziosa delle esportazioni con il 46% del totale, seguita dagli Stati Uniti con il 33%. Solo terzo il mercato interno italiano, con il 31% della produzione. Il restante 21% si distribuisce tra Asia (6%) e altre aree (15%).

 

Autoctono si nasce il 12 Novembre a Firenze

Le eleganti sale dello Starhotels Michelangelo ospiteranno un parterre selezionato di cantine presenti in sala per incontrare direttamente il pubblico, mentre altre aziende saranno protagoniste in una speciale Enoteca. Un percorso di degustazione che esalta la biodiversità del vigneto italiano.

Al centro dell’evento c’è la ricchezza del nostro patrimonio vitivinicolo: storie, territori, vitigni unici da nord a sud del Paese.

Ecco l’elenco delle cantine che animeranno il banco d’assaggio

Assuli – Mazara del Vallo (Tp); Cantina del Mandrolisai – Sorgono (Nu); 
Cantine del Notaio – Rionero in Vulture (Pz); Cantine San Marco – Frascati (Rm); 
Cascina Castlet – Costigliole d’Asti (At); Cave des Onze Communes – Aymavilles (Ao); 
Costa Catterina – Castagnito (Cn); Crivelli – Castagnole Monferrato (At); 
Marisa Cuomo – Furore (Sa); Fattoria di Poggiopiano – Fiesole (Fi); 
Felline – Manduria (Ta); Fiorini – Terre Roveresche (Pu); 
Fontanavecchia – Torrecuso (Bn); Il Feuduccio di Santa Maria d’Orni – Orsogna (Ch); 
Il Pianzio – Galzignano Terme (Pd); Ippolito 1845 – Cirò Marina (Kr); 
La Source – Saint Pierre (Ao); La Romiglia – Verona; 
Lunae Bosoni – Castelnuovo Magra (Sp); Massucco Fratelli – Castagnito (Cn); 
Montecappone – Jesi (An); Moris Farms – Massa Marittima (Gr); 
Pasetti – Francavilla al Mare (Ch); Pian del Pino – Terranuova Bracciolini (Ar); 
Poderi Moretti – Monteu Roero (Cn); Poggio di Bortolone – Chiaramonte Gulfi (Rg); 
Ricchi F.lli Stefanoni – Monzambano (Lago di Garda); Savigliano Fratelli – Diano d’Alba (Cn); 
Scubla – Premariacco (Ud); Stanig – Prepotto (Ud); 
Tenuta Iuzzolini – Cirò Marina (Kr); Tenuta Sant’Antonio – Mezzana di Sotto (Vr); 
Tenuta Secolo IX – Castiglione a Casauria (Pe); Terre Rosse Vallania – Zola Predosa (Bo); 
Villa Simone – Monte Porzio Catone (Rm).

Vinonovo con le cantine:
Cantina Col di Rocca – Susegana (Tv); Castello di Barbailla – Montaione (Fi);
Franchini Agricola – Negrar (Vr).

Programma, orari, costi e modalità di prenotazione:

Gli ingressi saranno suddivisi per turni (a cui sarà obbligatorio attenersi) e su prenotazione, da riceversi entro le ore 12 di mercoledì 12 novembre.

Orari e turni di degustazione
Ore 16,30-18,00: Anteprima: degustazione riservata esclusivamente ad operatori professionali qualificati (giornalisti del settore enogastronomico, soggetti riconosciuti che operano in enoteche, ristoranti, wine bar: due persone per locale).
La richiesta di accredito avviene tramite mail. Go Wine verificherà e confermerà l’accredito per iscritto. 
Ore 18,00-22,00: turno di apertura del banco d’assaggio al pubblico di enoappassionati.

Il costo della degustazione per il pubblico è di € 20,00 (€ 13,00 Soci Go Wine, € 16,00 Soci associazioni di settore), con degustazioni illimitate dei vini presenti all’evento. 
E’ aperta la vendita online del biglietto a € 18,00 (con riduzione di € 2,00) per il pubblico.

L’ingresso sarà gratuito per coloro che decidono di associarsi a Go Wine (benefit non valido per i soci familiari). L’iscrizione sarà valevole fino al 31 dicembre 2026. 
E’ possibile indicare già all’atto della prenotazione la volontà di associarsi.

Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI 2025.

Dal 15 al 17 novembre tre giorni di festa a Bologna!

Si avvicina la 14a edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, in programma dal 15 al 17 novembre 2025 a BolognaFiere, e sono già aperte le biglietterie online.

Anche quest’anno, numeri importanti: ad accogliere il pubblico saranno circa 1.000 Vignaioli, provenienti da ogni regione italiana, insieme a 3 delegazioni di Vignaioli europei in rappresentanza delle associazioni nazionali appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, e a 28 soci di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti.

«Non vediamo l’ora di riaprire le porte del Mercato dei Vini per accogliere il nostro pubblico di appassionati e operatori e, per tre giorni, divertirci insieme a loro», spiega sorridendo Rita Babini, Vignaiola e Presidente della FIVI. «Lo dico col sorriso sulle labbra e con la giusta leggerezza, e non è una provocazione, tutt’altro. Il vino è leggerezza, ma quanta gravità a volte si trova sul groppone. Il vino è per tutti, ma troppo spesso è stato raccontato come qualcosa di esclusivo, e quindi escludente. Il vino è piacere, sorprendente perché effimero, ma suo malgrado viene caricato di significati che lo rendono incomprensibile. Parafrasando il mio conterraneo Arrigo Sacchi, che ovviamente parlava del calcio, il vino è la cosa più importante delle cose meno importanti. Ecco, noi Vignaioli vogliamo provare a riportare il vino al suo posto: prodotto contadino che può elevarsi a nobiltà, ma senza perdere di vista ciò che è e da dove viene. E siamo le persone giuste per farlo, perché conosciamo tutto del vino: la terra e la vigna, le presse e le botti, chi lo vende e chi lo consuma. Al Mercato dei Vini produttori, venditori, consumatori e appassionati potranno guardarsi negli occhi, fermarsi a riflettere e condividere una nuova strada. Non c’è altro luogo dove questa piccola rivoluzione possa avvenire».

La centralità di Bologna permetterà al pubblico di raggiungere agevolmente il Mercato dei Vini non solo con l’automobile, ma anche con i mezzi pubblici: una scelta di sicurezza e sostenibilità in linea con lo spirito della manifestazione.

A questo proposito, per migliorare l’esperienza dei visitatori, BolognaFiere ha predisposto l’apertura dell’ingresso di Piazza Costituzione, in aggiunta al tradizionale ingresso Nord. Oltre a facilitare l’arrivo dei visitatori a piedi o con i mezzi (senza la necessità della navetta interna), ciò consentirà di utilizzare sia il parcheggio di Piazza Costituzione che i 5.500 posti auto del multipiano Michelino, comodamente accessibile dall’uscita autostradale ‘Bologna Fiera’.

Rispetto alle scorse edizioni, non hanno subito alcun aumento i biglietti di ingresso, che possono essere acquistati in prevendita sul sito www.mercatodeivini.it; invariate anche le riduzioni per i sommelier e gli operatori, alle quali si affiancano quelle per gli abbonati al Bologna Football Club 1909, novità dell’edizione 2025.

Visita il sito, scopri le Vignaiole e i Vignaioli FIVI che incontrerai al Mercato e pianifica il tuo viaggio a Bologna!

Il mondiale dei vini estremi 2025

La 33esima edizione del Mondial des Vins Extrêmes, concorso organizzato annualmente dal CERVIM (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana), ha nuovamente acceso i riflettori sulla viticoltura eroica, celebrando la caparbietà e la qualità dei produttori che operano in condizioni estreme: montagna, forte pendenza o piccole isole. Le commissioni di degustazione, riunitesi a Sarre (Aosta), hanno assegnato un numero significativo di riconoscimenti, confermando la crescita e l’importanza globale di questa nicchia produttiva.

Numeri e new entry: la crescita globale del concorso L’edizione 2025 ha registrato un notevole successo, con oltre 1000 vini in concorso. La giuria ha assegnato 77 Grandi Medaglie d’Oro e 221 Medaglie d’Oro, testimoniando l’eccellenza raggiunta dai vini prodotti nelle aree “eroiche”. Un dato particolarmente rilevante è il debutto dell’Albania nella competizione, con due etichette che hanno subito ottenuto una Medaglia d’Oro, segnale del potenziale di crescita e dell’espansione geografica del concorso. Nicola Abbrescia, Presidente del CERVIM, ha sottolineato l’importanza del concorso in questa chiave: “Di anno in anno, di edizione in edizione, il Mondial des Vins Extrêmes ci ricorda quanto la viticoltura eroica sia stimolante e affascinante. I vignaioli che prendono parte al nostro concorso internazionale affrontano vendemmie sfidanti e territori unici, creando vini di qualità e carattere. La quota di oltre 1000 etichette e il debutto dell’Albania, piccolo ma interessante produttore con forte potenziale di crescita, confermano come questa competizione sia globale e in continua espansione”.

I vini premiati La Spagna emerge infatti con un numero significativo di premi, a partire dalle 44 Gran Medaglie d’Oro conquistate, grazie soprattutto al lavoro che si sta portando avanti alle Canarie. In seconda posizione l’Italia, con 20 massimi riconoscimenti nell’edizione 2025 per un totale di 123 medaglie, incluse anche quelle d’Oro. Più distanziati gli altri Paesi: quattro Gran Medaglie d’Oro sono andate alla Germania, tre alla Svizzera, due a Francia e Portogallo e una ad Armenia ed Austria.

I vini italiani premiati con la Gran Medaglia d’Oro

Sudtirol Doc Lagrein Gries Riserva “Anton” – 2022Tenuta Schmid OberrautnerAlto Adige
Calabria IGT Santa Trada – 2024Casa Vinicola CriseràCalabria
Costa d’Amalfi Doc Ravello Bianco Selva delle Monache – 2024Ettore SammarcoCampania
Costa d’Amalfi Doc Ravello Rosso Riserva – 2021Marisa CuomoCampania
Campania Igp Coda di Volpe IGP – 2024Masseria FrattasiCampania
VSQ Bàsura Obscura Metodo Classico – 2019DurinLiguria
Ormeasco di Pornassio Superiore – 2022FontanacotaLiguria
Colli di Luni DOC Vermentino Cavagino – 2024Lunae BosoniLiguria
Valtellina Superiore Inferno Al Carmine Riserva – 2019CavenLombardia
Tintilia del Molise DOC Herero.16 – 2021HereroMolise
Doc Sicilia Nero d’Avola Nero d’Altura – 2022Lombardo ViniSicilia
Igt Terre Siciliane Zibibbo Passito Zhabib – 2024Hibiscus (Ustica)Sicilia
Igt Terre Siciliane Grotta dell’Oro – 2024Hibiscus (Ustica)Sicilia
Malvasia delle Lipari Nona Espressione – 2022PollastriSicilia
Igt Terre Siciliane Capriccio 600 – 2022Mimmo PaoneSicilia
Candia dei Colli Apuani DOC Cybo – 2022Vini ApuaniToscana
Trentino Doc Müller Thurgau – 2024Cantina AldenoTrentino
Vigneti delle Dolomiti IGT Solaris – 2024Cantina AldenoTrentino
Trentino Doc Pinot Nero “Pendici del Baldo” – 2022Mori Colli ZugnaTrentino
Valle d’Aosta Doc Chambave Muscat Mines – 2023La Crotta di VegneronValle d’Ao

I Premi Speciali

Oltre alle medaglie, le commissioni hanno attribuito diversi Premi Speciali.

Gran Premio CERVIM

  • DOP Valle de Güímar Brumas de Ayosa Blanco Seco 2024 (Sat Viticultores Comarca de Güímar, Tenerife – Spagna)

Premio Speciale CERVIM

  • Terres des Templiers (Francia)
  • Weingut Reis – Feine Weine! (Germania)
  • La Crotta di Vegneron (Valle d’Aosta)
  • SAT Viticultores Comarca de Güímar (Tenerife)
  • Domaine Jean-René Germanier (Svizzera)

Premio Eccellenza Cervim

  • Aop Banyuls Traditionnel Fauve 2014 (Terres des Templiers, Francia)
  • Moselgold Rieslig Fruchtig Süß 2021 (Weingut Reis – Feiene Weiene!, Germania)
  • Calabria Igt Santa Rarda 2024 (Casa Vinicola Criserà, Calabria, Italia)
  • Aoc Valais Amigne de Vetroz Mitis 2022 (Domaine Jean-Rene Germanier, Svizzera)

Premio CERVIM Futuro

  • Federico Broglia di Domaine Valleise (Arnad, Valle d’Aosta)

Premio CERVIM Piccole Isole

  • Igt Terre Siciliane Grotta dell’Oro 2024 (Az. Agricola Hibiscus, Ustica- Sicilia)

In questa edizione sono stati valutati oltre 1000 vini,

Premio Donna Cervim

  • Maria Antonietta Melis (Eminas, Mamoiada – Sardegna)

Premio CERVIM Originale 2025

  • Dop Islas Canarias Conatvs Airam 2024 (Bodegas Conatvs – Lajares, Fuerteventura – Spagna)

Premio VINOFED

  • DOP Valle de Güímar Brumas de Ayosa Blanco Seco 2024 (Sat Viticultores Comarca de Güímar, Tenerife – Spagna)

Premio Mondial Vins Extremes

  • Isole Canarie (Spagna)

In parallelo si è svolto l’Extreme Spirits International Contest, dedicato ai distillati da vinacce, fecce e vino. Tra i 61 distillati in gara da Italia, Spagna e Perù, sono state assegnate 20 Grandi Medaglie d’Oro e 2 Premi Speciali. Il Paese andino ha monopolizzato la scena con 17 riconoscimenti, mentre per l’Italia a ricevere la Gran Medaglia d’Oro è stata la Grappa Riserva Oro 24 Kt della Distilleria Pezzi di Campodenno (Tn). Il Gran Premio Extreme Spirits è andato al Valle de Güímar Brumas de Ayosa Vermut Blanco 2024 (Tenerife, Spagna), mentre il Premio Eccellenza al Pisco Viña De Los Campos Mosto Verde Italia (Perù).

L’appuntamento con Vins Extrêmes

La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 22 novembre 2025 al Forte di Bard (Aosta), in occasione di Vins Extrêmes 2025, salone internazionale dedicato alla viticoltura eroica, in programma il 22 e 23 novembre.

Montefioralle Divino 2025: il borgo del Chianti Classico celebra la vendemmia con tre giorni di vino e degustazioni

Il borgo medievale di Montefioralle, tra i più belli e caratteristici del Chianti, si prepara ad ospitare da venerdì 26 a domenica 28 settembre l’edizione 2025 di Montefioralle Divino, il festival del vino organizzato dall’Associazione Viticoltori di Montefioralle.

Per tre giorni le vie lastricate del paese si trasformeranno in una cantina a cielo aperto, dove sarà possibile incontrare i produttori locali, degustare i vini dell’UGA Montefioralle e vivere l’atmosfera autentica della vendemmia nel cuore del Chianti Classico.


Programma e novità

Durante la manifestazione i visitatori potranno:

  • Degustare i vini prodotti nel territorio di Montefioralle, dal Chianti Classico alle Riserve, dalle Gran Selezioni alle produzioni più particolari;
  • Incontrare i viticoltori dell’Associazione e conoscere da vicino la storia e le caratteristiche dell’UGA Montefioralle;
  • Partecipare alla Degustazione Orizzontale delle Riserve e Gran Selezioni 2019, guidata da Davide D’Alterio, in programma domenica 28 settembre in due sessioni;
  • Abbinare alcune proposte gastronomiche grazie allo stand food gestito dallo staff di Novecento, oppure prenotare un pranzo o una cena in uno dei ristoranti del borgo: Desio, Il Guerrino e La Castellana.
     

Aziende partecipanti

Prenderanno parte all’evento le seguenti aziende vinicole, rappresentanti dell’eccellenza del territorio di Montefioralle: Altiero, Castello di Verrazzano, Le Palaie, Montefioralle, Podere Campriano, San Cresci, Terre di Melazzano, Terreno, Podere Somigli Villa Calcinaia.  


Informazioni pratiche 

  • Orari di apertura: tutti i giorni da venerdì 26 a domenica 28 settembre, dalle 11:00 alle 19:00
  • Navetta gratuita sabato e domenica: ogni 15 minuti da Greve in Chianti (Piazza Trento).
  • Prezzo calice degustazione: €20 in prevendita online | €25 sul posto.
     

Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito ufficiale:
?https://www.viticoltorimontefioralle.com/it/pagina/show/9


Dichiarazione della Presidente

“Montefioralle Divino non è solo un festival del vino, ma un momento di incontro e condivisione che celebra la nostra comunità e la bellezza del territorio – dichiara la presidente Sofia Ruhne. – È un’occasione per degustare i vini dei nostri produttori, ma anche per scoprire un borgo unico che racchiude secoli di storia e tradizione.”