MERCATO DEI VINI FIVI 2025: APERTA LA BIGLIETTERIA ONLINE

Si avvicina la 14a edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, in programma dal 15 al 17 novembre 2025 a BolognaFiere, e da oggi apre la biglietteria online.
Intanto, BolognaFiere e FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti annunciano di aver sottoscritto un accordo che porterà il Mercato dei Vini nei padiglioni della Fiera di Bologna per altri tre anni.

Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere, commenta così l’estensione della fruttuosa partnership con FIVI: «Siamo orgogliosi di poter confermare BolognaFiere come la casa dei Vignaioli Indipendenti fino al 2028. Il Mercato dei Vini è un appuntamento che unisce qualità, cultura e passione, e che ogni anno arricchisce la nostra città di un pubblico attento e competente. Questo rinnovo rafforza una collaborazione che valorizza il territorio e il lavoro dei produttori italiani, contribuendo a rendere BolognaFiere un punto di riferimento anche per il settore vitivinicolo e l’enoturismo».

L’attesa è adesso rivolta al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti numero 14, che animerà i padiglioni di BolognaFiere per tre giorni di festa.
Anche quest’anno, numeri importanti: ad accogliere il pubblico saranno circa 1.000 vignaioli, provenienti da ogni regione italiana, insieme a 3 delegazioni di vignaioli europeiin rappresentanza delle associazioni nazionali appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, e a 32 soci di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti.

«Non vediamo l’ora di riaprire le porte del Mercato dei Vini per accogliere il nostro pubblico di appassionati e operatori e, per tre giorni, divertirci insieme a loro», spiega sorridendo Rita Babini, Vignaiola e Presidente della FIVI. «Lo dico col sorriso sulle labbra e con la giusta leggerezza, e non è una provocazione, tutt’altro. Il vino è leggerezza, ma quanta gravità a volte si trova sul groppone. Il vino è per tutti, ma troppo spesso è stato raccontato come qualcosa di esclusivo, e quindi escludente. Il vino è piacere, sorprendente perché effimero, ma suo malgrado viene caricato di significati che lo rendono incomprensibile. Parafrasando il mio conterraneo Arrigo Sacchi, che ovviamente parlava del calcio, il vino è la cosa più importante delle cose meno importanti. Ecco, noi Vignaioli vogliamo provare a riportare il vino al suo posto: prodotto contadino che può elevarsi a nobiltà, ma senza perdere di vista ciò che è e da dove viene. E siamo le persone giuste per farlo, perché conosciamo tutto del vino: la terra e la vigna, le presse e le botti, chi lo vende e chi lo consuma. Al Mercato dei Vini produttori, venditori, consumatori e appassionati potranno guardarsi negli occhi, fermarsi a riflettere e condividere una nuova strada. Non c’è altro luogo dove questa piccola rivoluzione possa avvenire».

Per ospitare espositori e pubblico, BolognaFiere mette a disposizione una superficie di quasi 40.000 metri quadrati, distribuiti su 4 padiglioni: ai vignaioli saranno riservati il 29 eil 30, mentre il 26 e il 28 saranno dedicati al food e ai servizi al pubblico. Nella galleria centrale troveranno spazio i partner e gli sponsor del Mercato dei Vini, e l’immancabile stand istituzionale FIVI, con le t-shirt e altri gadget firmati ‘Vignaioli Indipendenti’.

Rispetto alle scorse edizioni, non hanno subito alcun aumento i biglietti di ingresso, che possono essere acquistati in prevendita da oggi, 1° settembre, sul sito www.mercatodeivini.it; invariate anche le riduzioni per i sommelier e gli operatori, alle quali si affiancano quelle per gli abbonati al Bologna Football Club 1909, novità dell’edizione 2025.

Tra le conferme, il servizio di carrelli e trolley del Mercato, indispensabili per portare fino al parcheggio le bottiglie comprate. E per chi farà molti acquisti, in Fiera sarà disponibile un pratico servizio di spedizioni.

La centralità di Bologna permetterà al pubblico di raggiungere agevolmente il Mercato dei Vini non solo con l’automobile, ma anche con i mezzi pubblici: una scelta di sicurezza e sostenibilità in linea con lo spirito della manifestazione.

A questo proposito, per migliorare l’esperienza dei visitatori, BolognaFiere ha predisposto l’apertura dell’ingresso di Piazza Costituzione, in aggiunta al tradizionale ingresso Nord. Oltre a facilitare l’arrivo dei visitatori a piedi o con i mezzi, ciò consentirà di utilizzare sia il parcheggio di Piazza Costituzione che i 5.500 posti auto del multipiano Michelino, comodamente accessibile dall’uscita autostradale ‘Bologna Fiera’.

Tornando ai mezzi pubblici, grazie al rinnovo della convenzione con Trenitalia, espositori e visitatori potranno approfittare dell’‘Offerta Speciale Eventi’ e giungere a Bologna sui Frecciarossa con sconti fino al 75% rispetto al biglietto Base. I canali per usufruire della convenzione sono l’App di Trenitalia, le biglietterie, le agenzie di viaggio abilitate e il sito trenitalia.com.

Ad arricchire il programma della manifestazione saranno cinque masterclass, incentrate sul tema Vino, vigne, Vignaioli: una storia di famiglia.
In occasione del Mercato dei Vini saranno, inoltre, annunciati i vincitori del Premio Leonildo Pieropan 2025, dedicato alla memoria di uno dei pionieri di FIVI, e del Premio Vignaiolo come noi, che negli ultimi due anni è stato assegnato al cantante e musicista Stefano Belisari in arte Elio, e al capitano della Virtus Pallacanestro Bologna, Marco Belinelli.

Concours Mondial de Bruxelles 2025 Sessione Vini Rossi e Bianchi: l’Italia ottiene 15 Gran Medaglie Oro

La 32? edizione del Concours Mondial de Bruxelles si è svolta all’inizio di giugno a Yinchuan, nel cuore della regione vinicola del Ningxia, in Cina. Per tre giorni, 375 esperti internazionali provenienti da 56 paesi hanno degustato alla cieca 7.165 vini da 49 nazioni, confermando ancora una volta il CMB come il concorso enologico più internazionale al mondo.

I risultati di quest’anno riflettono la straordinaria varietà della produzione vinicola globale: sono stati premiati vini provenienti da Paesi emergenti come il Kazakistan, le Mauritius e la Bolivia, accanto a realtà consolidate come Germania, Ungheria, Libano, Messico, Slovenia, Turchia e molti altri. Tra i grandi protagonisti spicca l’Italia, che ha conquistato 15 Gran Medaglie d’Oro, uno dei riconoscimenti più ambiti dell’intero concorso.

L’Italia brilla al CMB 2025 con riconoscimenti d’eccellenza

L’Italia si conferma ancora una volta uno dei principali Paesi produttori di vino al mondo, classificandosi tra i Paesi con il maggior numero di Gran Medaglie d’Oro. Un risultato notevole, visto che meno dell’1% degli oltre 7.150 vini degustati ha ricevuto questo prestigioso riconoscimento, assegnato da una giuria internazionale di 375 esperti provenienti da 56 Paesi.

Tra le regioni più premiate, la Sicilia si distingue con 5 Grand Medaglie d’Oro su un totale di 44 medaglie: un risultato che testimonia la qualità crescente dei suoi terroir. Seguono la Toscana, con 4 Gran Medaglie d’Oro su un totale di 77 riconoscimenti complessivi, e il Veneto, che brilla con 2 Gran Medaglie d’Oro su 27 medaglie, grazie soprattutto all’eccellenza dei suoi Amarone.

A completare il quadro delle regioni premiate troviamo l’Abruzzo (1 medaglia su 20), la Calabria (1 su 11), la Puglia (1 su 48) e il Trentino-Alto Adige (1 su 10): segnali chiari di una viticoltura ricca e dinamica capace di attrarre e conquistare anche i palati più esperti.

Tra i vini italiani più acclamati, spicca il Cima Caponiera Riserva 2018 della Società Agricola Ca’ Rugate (Veneto), premiato come Rivelazione Italiana 2025. Questo Amarone della Valpolicella Classico, certificato biologico dal 2024, nasce da vigne coltivate a mano sui ripidi pendii della Valpolicella, dove la pendenza supera il 35%: una viticoltura eroica che aggiunge una forte valore umano e ambientale all’eccellenza enologica.

Scoprite tutti i vini italiani premiati qui

Le 2 Rivelazioni Internazionali CMB 2025

Nella categoria Vini Rossi, il titolo di miglior vino del concorso è andato allo spagnolo Les Sorts Vinyes Velles 2020, frutto della passione di un giovane enologo franco-spagnolo per la Grenache. Un rosso intenso e fine, già emerso nella precedente edizione, che conferma quest’anno il suo potenziale conquistando la giuria e portando prestigio alla cantina cooperativa che lo produce.

Per il Vini Bianchila Rivelazione Internazionale arriva dall’Ungheria con il Kancellár SomlAI Cuvée2021, della tenuta Kancellár Birtok nella regione vulcanica di Somló. Un vino elegante, caratterizzato da note minerali, miele e un finale lungo e persistente, che ha colpito i degustatori per la sua raffinatezza.

Scopri tutti i vini premiati su : https://results.concoursmondial.com/it/risultati

Fivi, il mercato dei vignaioli torna a Bologna dal 15 al 17 novembre

Un legame virtuoso con la città che lo ospita: è sempre più questa la direzione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI, che dal 15 al 17 novembre 2025 torna per il terzo anno di fila – su quattordici edizioni totali – nei padiglioni di BolognaFiere.

Il rapporto con la città di Bologna e il suo tessuto economico e culturale quest’anno si consolida ulteriormente grazie alla partnership stretta da FIVI con il Biografilm, il festival cinematografico dedicato alle storie di vita e al cinema di qualità che si svolge fino al 16 giugno. Nell’ambito di questa partnership, mercoledì 11 giugno, nel Chiostro del Complesso di Santa Cristina “della Fondazza”, la degustazione di una selezione di vini dei Vignaioli Indipendenti ha preceduto la proiezione di The Mountain Won’t Move di Petra Seliškar (Slovenia, Macedonia del Nord, Francia / 2025 / 91′).

Il programma completo di Biografilm, inclusi gli eventi presto il Chiostro di Santa Cristina “della Fondazza”, sul sito www.biografilm.it.

A questo link, una selezione di immagini della serata di ieri, scattate dal fotografo Dario Maccariello.

L’appuntamento è stato l’occasione per presentare il manifesto ufficiale della 14ª edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti (in allegato), realizzato dall’illustratrice bolognese Sarah Mazzetti, che ha messo il suo talento a disposizione dei Vignaioli Indipendenti grazie alla rinnovata collaborazione del Mercato dei Vini con Corraini Edizioni.

Per l’illustrazione del manifesto del Mercato sono partita dal lavoro intorno all’uva e ai vigneti, soggetti che nei poster degli anni precedenti non erano stati protagonisti, perché ho pensato fosse importante tenere insieme l’ambiente naturale e il vino” – spiega Sarah Mazzetti –. “Facendo un po’ di ricerca sulle coltivazioni sostenibili e gli animali presenti in vigna, nella direzione della cosiddetta ‘naturalizzazione del vigneto’ ho trovato un po’ di approfondimenti sugli uccelli ‘buoni’ per il vino, ovvero quelli insettivori che mangiano i parassiti, contribuendo a mantenere in equilibrio il vigneto. Nel manifesto ho voluto, quindi, rappresentare i grappoli circondati dalla loro fauna ‘buona’: l’upupa, il torcicollo, l’averla e le farfalle”.

Nata a Bologna nel 1985, Sarah Mazzetti lavora come illustratrice a livello internazionale per testate quali il New York Times, il New Yorker, la MIT Technology Review, Die Zeit, Esquire, Vanity Fair e Wired. Ha ricevuto diversi premi per il suo lavoro, fra i quali una Golden Medal della Society of Illustrators di NY e l’Award for Illustration della Bologna Children Book Fair/FUNDACIÓN SM. Ha disegnato storie a fumetti per, fra gli altri, Canicola Edizioni, Linus Magazine, Kus! e Il Sole 24 Ore. Oltre a lavorare da free lance, ha insegnato Illustrazione allo IED di Milano ed è ora docente all’ISIA di Urbino e allo IUAV di Venezia.

La 14a edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti si svolgerà a BolognaFiere da sabato 15 a lunedì 17 novembre 2025. Ad accogliere il pubblico saranno circa 1.000 vignaioli, provenienti da ogni regione italiana, insieme a diverse delegazioni di vignaioli europei in rappresentanza delle associazioni nazionali appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, e a più di 30 soci di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti, con cui è confermata l’alleanza nel nome delle produzioni agricole territoriali e di qualità.

In un mondo del vino sempre più complesso, nel quale cambiano prospettive di produzione e modelli di consumo, con sempre meno certezze e tante incognite in più, i Vignaioli e le Vignaiole hanno la speranza di poter rappresentare concretamente alcuni punti fermi: il vino è territorio, il vino è cultura, il vino è socialità e relazioni, e i Vignaioli Indipendenti ne sono i principali interpreti” –dice Rita Babini, Vignaiola e Presidente FIVI . Noi siamo certi che saranno proprio le aziende vitivinicole verticali ad affermarsi come il modello più in grado di rispondere alle sfide produttive e di mercato: perché il consumatore cerca originalità, autenticità, genuinità, e i nostri vini sono come noi, veri e propri custodi del territorio. Il nostro compito è farci trovare pronti per queste nuove sfide, supportando i nostri soci a crescere e strutturarsi in modo sempre più solido, ma soprattutto stimolando il legislatore – ad ogni livello – a garantire che i Vignaioli possano competere ad armi pari con gli altri attori della filiera. Il Mercato dei Vini rappresenta per noi un momento fondamentale, quindi, per affermare il nostro ruolo non solo nel mondo del vino, ma nel quadro della miriade di economie territoriali su cui si regge il nostro Paese”.

Per ospitare espositori e pubblico, BolognaFiere mette a disposizione una superficie di oltre 30.000 metri quadrati, distribuiti su 4 padiglioni: ad accogliere i Vignaioli saranno il 29 e il 30, mentre il 28 e il 26 saranno dedicati al food e ai servizi correlati al Mercato.

Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti – osserva Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere – è molto più di una manifestazione fieristica: è un momento autentico di incontro tra territori, persone e culture. BolognaFiere è orgogliosa di ospitare per il terzo anno consecutivo questo evento che celebra la qualità, la sostenibilità e il valore delle filiere agricole indipendenti. Il legame sempre più stretto con la città, la collaborazione con il Biografilm e le novità logistiche introdotte per migliorare l’esperienza dei visitatori confermano la volontà di far crescere ulteriormente questa manifestazione, che rappresenta un’eccellenza italiana”.

Tra le novità alle quali si riferisce il Presidente Calzolari, l’apertura dell’ingresso di Piazza Costituzione in aggiunta al tradizionale ingresso Nord, per facilitare l’arrivo dei visitatori a piedi o con i mezzi pubblici, e consentire l’utilizzo – oltre al multipiano Michelino – del parcheggio di Piazza Costituzione.

La centralità di Bologna permetterà al pubblico di raggiungere agevolmente il Mercato dei Vini non solo con l’automobile, ma anche con i mezzi pubblici, a partire dal treno: una scelta di sicurezza e sostenibilità in linea con lo spirito della manifestazione. In questo senso, è rinnovata anche per il 2025 – grazie alla convenzione con Trenitalia l’offerta ‘Speciale Eventi’, per arrivare a Bologna sui Frecciarossa con sconti fino al 75% rispetto al biglietto Base.

CESARE CECCHI CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSORZIO VINO TOSCANA

ll Presidente Cecchi rieletto per il terzo triennio consecutivo già al lavoro con i vicepresidenti Ancillotti e Frescobaldi ed il rinnovato Consiglio: “dopo il riconoscimento del Consorzio e la modifica del Disciplinare, lavoreremo per rafforzare la territorialità e per accrescere il valore e la tutela del nome geografico “Toscana” sia a livello nazionale che internazionale. Dal 2019 la crescita dei soci è stata del 577,14%
Cesare Cecchi sarà il Presidente del Consorzio Vino Toscana per il terzo mandato consecutivo.

A nominarlo il nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio, eletto dall’assemblea lo scorso 23 maggio, che si è riunito per la prima volta ieri pomeriggio – martedì 10 giugno – nella nuova sede a Barberino – Tavernelle inaugurata proprio in occasione dell’assemblea. Il Consiglio ha anche eletto i due Vicepresidenti: Davide Ancillotti (Chiantigiane coop) e Lamberto Frescobaldi (Frescobaldi).

Sono onorato ed anche emozionato per questa conferma alla presidenza – ha affermato il Presidente Cesare Cecchi – ringrazio il Consiglio per la rinnovata fiducia e per non avermi mai fatto mancare il prezioso supporto dei suoi membri per sviluppare insieme questo nuovo progettoCon Stefano Campatelli  – mio braccio destro fino dall’inizio di questa impresa – abbiamo lavorato su più fronti: primo fra tutti il riconoscimento del Consorzio da parte del MIPAAF che abbiamo ottenuto il 21 agosto 2023 e sul coinvolgimento dei produttori che ad oggi è cresciuto del 577,14% a riprova dell’interesse suscitato nel settore del Vino “Toscana” IGT e della necessità di fare sistema”.  
 

Infatti dal 2019, anno in cui l’assemblea dei produttori del Vino “Toscana” IGT, riunitasi a Firenze, decise unanimemente di trasformare l’Ente Tutela Vini di Toscana nel Consorzio Vino Toscana, che ha lavorato incessantemente sulla partecipazione dei produttori con l’obiettivo di dare sempre più valore al settore. I soci dai 70 di allora oggi sono 404 con una crescita del 577,14% posizionando la denominazione Vino “Toscana” IGT al primo posto per i volumi di imbottigliamento con il 36,27% nella Regione.
 

In prospettiva – continua il Presidente Cecchi – continueremo nell’opera di coinvolgimento e inclusione dei produttori con l’obiettivo di apportare sempre più valore sul prodotto, e la denominazione “Toscana”, recentemente avvenuta con la modifica del disciplinare, aiuterà in questo accrescimento. Inoltre non dobbiamo dimenticare che aumentare la remunerazione di un prodotto vuol dire contribuire a creare un sistema sociale solido che va di pari passo con il prendersi cura del territorio. Essendo la denominazione dell’IGT Toscana estesa su tutto il territorio regionale questo è un valore di grande rilevanza”.      
 

Inoltre per il Presidente Cesare Cecchi, per il Consiglio e per il Direttore Stefano Campatelli,  l’obiettivo prioritario sarà quello di continuare ad occuparsi della vigilanza sulla produzione e commercializzazione del prodotto non solo in Italia ma anche nei Paesi di tutto il mondo per un’efficace azione contro le imitazioni e le contraffazioni per difendere la tutela del nome geografico “Toscana”,  sia a livello nazionale che internazionale per rafforzare sempre di più la distintività e la territorialità. A tale riguardo sono già state portate avanti le registrazioni in alcuni paesi che non hanno accordi con l’UE per la protezione delle DO e delle IG, primo fra tutti gli USA.

“Questo nuovo triennio – conclude il Presidente Cesare Cecchi –  spero possa consolidare quanto fatto guardando alle sfide future del nostro settore che riguarderanno il consolidamento dei mercati, ma anche una nuova visione del vino pensata per creare nuove opportunità per i produttori come l’inserimento delle categorie “Vino Spumante” e “Vino Spumante di Qualità”. Inoltre introdurremo dei format di confronto e formazione per essere più vicini ai produttori e implementeremo l’invio delle informazioni per tenere aggiornati tutti i nostri soci di ciò che accade dal punto di vista istituzionale nel mondo del vino”.
 

Il Consiglio di amministrazione 2025-2027
Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Vino Toscana per il triennio 2025-2027 è così composto: Cecchi Cesare (Agricola Villa Cerna) Presidente, Ancillotti Davide (Chiantigiane coop) Vicepresidente, Frescobaldi  Lamberto  (Frescobaldi) Vicepresidente, Baragli Ritano (Cantina coop Colli Fiorentini), Cesani Letizia (Cesani), Corsini Duccio (Principe Corsini), Cotarella Renzo (Antinori),  Galgani Valentino (Cantina coop Vivito),  Maralli Rodolfo (Banfi), Piccini Mario (Tenute Piccini), Sartor Sandro (Ruffino), Vieri Donata (Cantina coop I Vini di Maremma), Zanette Alessandro (Cantina coop Melini – Gruppo Italiano Vini).
 

Il mercato del Vino “Toscana” IGT 
Il valore della produzione del Vino “Toscana” IGT, ammonta in media oltre a 495 milioni di euro, di cui il 31% – corrispondente a 27,5 milioni di bottiglie commercializzate – viene assorbito sul mercato italiano. Il restante 69% è indirizzato all’export, con l’Europa mercato principale con il 46% dell’export, seguita dagli Stati Uniti con il 33% e l’Asia con il 6%. Tutte le altre aree geografiche messe insieme vanno a formare il restante 15%. Negli ultimi dieci anni si è assistito ad una sensibile crescita delle esportazioni, arrivando a segnare un +126%.

Ufficio Stampa Consorzio Vino Toscana
Marte Comunicazione, info@martecomunciazione.com

I vincitori del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2025

Sono 71 le Gran Medaglie d’Oro e 330 le Medaglie d’Oro assegnate al XXIII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino che si è tenuto a Siena, dal 6 all’8 giugno nei locali del Bastione San Filippo della Fortezza Medicea, rinnovata sede di Enoteca Italiana di Siena. Il concorso è organizzato dall’Associazione Nazionale Città del Vino, di cui fanno parte oltre 500 Comuni a vocazione vitivinicola.

UN CONCORSO DA RECORD

“È stata un’edizione da record – commenta il presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino Angelo Radica – che ha visto la partecipazione di circa 1.500 campioni di vino provenienti da tutta Italia e da 11 Paesi esteri, peraltro arricchita dal VI Grappa Award. La prima volta di questo nostro importante evento, il concorso enologico, fu proprio a Siena, nel 2001, sempre in Enoteca Italiana; allora furono poche centinaia i campioni di vino italiani esaminati; oggi sono circa 1.500 campioni tra i quali molti stranieri. Un numero che, di fatto, fa del Concorso enologico di Città del Vino uno dei più importanti in Italia. Questa crescita testimonia la validità della nostra iniziativa, nonostante il mondo del vino stia vivendo un momento difficile, determinato da vicende politiche internazionali che si riflettono sull’andamento dei mercati, che non hanno nulla a che vedere con la qualità dei nostri vini che resta sempre alta e apprezzata nel mondo. Non è un caso, infatti, che il nostro Concorso riesca a premiare soltanto Gran Medaglie d’Oro e Medaglie d’Oro, a dimostrazione della crescita costante della qualità dei vini”.

Quest’anno la soglia si è ulteriormente alzata: il punteggio per ottenere una Medaglia d’Oro si è innalzato a 87,6/100; un valore che testimonia quanto sia sempre più ampia l’offerta di vini di qualità e al tempo stesso impedisca a molti vini di raggiungere un analogo attestato, visto che il regolamento dei concorsi pone come limite minimo di punteggio per ottenere una Medaglia d’Oro a 85/100.

TREDICI COMMISSIONI INTERNAZIONALI

Le Commissioni internazionali che hanno valutato i vini in rassegna provenivano da Georgia, Corea del Sud, Croazia, Germania, Olanda, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Lussemburgo, cuba, Francia, Polonia, Albania, Libano, Cile, Israele, Austria, Moldova, Gracia, Romania. Sono state assegnate 71 Gran Medaglie d’Oro (vini che hanno ottenuto il punteggio da 92/100 in poi), e 330 Medaglie d’Oro a partire dal punteggio di 87,6/100; un valore quindi alto, che testimonia la diffusa qualità dei vini e che rappresenta solo il 30% dei campioni valutati, come impone l’O.I.V., Organizzazione Internazionale Vite e Vino che pretende di premiare i vini migliori in assoluto.

I vitigni “autoctoni” che più di altri si sono resi protagonisti di questa edizione del Concorso sono, in rigoroso ordine alfabetico: Aglianico, Barbera, Cagnulari, Cannonau, Glera, Malvasia di Candia, Montepulciano d’Abruzzo, Moscato (nelle sue varie declinazioni), Nebbiolo, Nero d’Avola, Primitivo, Sangiovese, oltre ai “soliti” Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, e molti altri.

I riconoscimenti, come da esclusiva peculiarità del Concorso di Città del Vino, sono assegnati sia alle aziende sia ai sindaci dei Comuni dove le aziende operano e hanno i vigneti; una caratteristica che, come ormai più volte ribadito, intende valorizzare e promuovere il rapporto tra vino e territorio, tra aziende e Comuni, tra impresa privata e pubblica amministrazione. Il Sindaco, quindi, è idealmente il “padrino” dei vini del proprio territorio, tanto che alla premiazione, che si svolgerà a Roma il prossimo 5 luglio in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, parteciperanno sia i rappresentanti delle Aziende premiate, sia i Sindaci dei Comuni coinvolti.

I MIGLIORI VINI PREMIATI

Il miglior vino in assoluto è portoghese: si tratta del vino liquoroso Camolas Moscatel de Setúbal Reserva Barrel Aged, dell’azienda Adega Camolas & Matos di Palmela (95,8/100); a questo vino va anche il premio speciale Iter Vitis itinerario culturale del Consiglio d’Europa dedicato ai vini stranieri in Concorso.

Il miglior vino passito è il Castel San Lorenzo Moscato Passito DOP 2018 “Rachìa” di Chiara Morra di Felitto (Salerno) Gran Medaglia d’Oro con il punteggio di 95/100.

Il Vinho Caves Santa Marta Porto 10 Anos Tawny dell’azienda Caves Santa Marta di Santa Marta de Penaguião (Portogallo) è il miglior vino dolce, gran Medaglia d’Oro con 93,6/100.

Il miglior vino rosso in assoluto è il portoghese Património au léu 100% Touriga Nacional annata 2023 dell’azienda Bonifácio e Filhos di Lisbona, Gran Medaglia d’Oro (9,6/100).

Per la categoria vini frizzanti, spicca il Moscato d’Asti DOCG 2024 “Bric dl’Arsura” dell’Azienda Cascina delle Rocche di Montecucco a Santo Stefano Belbo (Cuneo), Gran Medaglia d’Oro (94/100).

Il Frascati Superiore DOCG 2024 Vigneto Santa Teresa di Fontana Candida (Gruppo Italiano Vini spa) di Monte Porzio Catone (Roma) è in assoluto il miglior vino bianco, Gran Medaglia d’Oro (93,2/100).

“Violette” Incrocio Manzoni Moscato 13.0.25 Rosé VSAQ Extra Dry è il miglior spumante rosatoMetodo Martinotti (Gran Medaglia d’Oro – 92,6/100) dell’Azienda Agricola Conte Collalto di Susegana (Treviso), che si aggiudica anche il premio speciale Oro Rosa.

Il miglior spumante Metodo Classico è il Vidi Brut Trentodoc 2018 di Tenute Vidi, Val di Cembra (Trento).

Il Ribolla Gialla Brut Millesimato 2022 dell’Azienda Agricola Trebes di Princic Mitja di San Floriano del Collio (Gorizia) è il miglior spumante bianco Metodo Martinotti, Gran Medaglia d’Oro (92,2/100).

L’azienda Vigna Ròda di Gianni Strazzacappa di Vo’ (Padova) con il Praesèo Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG 2024 Moscato Giallo si aggiudica il premio di miglior spumante dolce Medaglia d’Oro (90,2/100).

L’Azienda Vitivinicola Casa di Grazia, di Francesco Maria Grazia di Gela (Caltanisetta) produce il miglior vino rosato: si tratta del “Per Mari” Frappato Rosato Sicilia DOC 2024, una Gran Medaglia d’Oro (92,2/100).

Per leggere tutti i risultati: https://concorsoenologicocittadelvino.it/

CONSORZIO VINO TOSCANA E OLIO LAUDEMIO, UNA NUOVA SEDE PER DUE

Le due prestigiose realtà, ispirate dagli stessi principi di tutela della qualità e del territorio, hanno scelto di condividere uno spazio istituzionale con l’intento di offrire un punto d’incontro stabile per i produttori. Assessora Saccardi: “La Toscana si conferma ancora una volta terra di eccellenze”

l taglio del nastro con Cesare Cecchi, Presidente Consorzio Vino Toscana, Stefania Saccardi, Vice presidente e assessora Regione Toscana, David Baroncelli, Sindaco di Tavarnelle, Diana Frescobaldi, Presidente Ludemio 


Una nuova sede per due. Per il Consorzio Vino Toscana e per Laudemio srl Consortile, due realtà di prestigio nel panorama agroalimentare del Granducato che da ieri condividono, oltre ai principi ispiratori, la mission e la figura di Stefano Campatelli nel ruolo di Direttore, anche uno spazio istituzionale, in via Michelangelo a Barberino Tavarnelle (FI), con l’intento di creare un punto d’incontro fisico e stabile per i produttori.

L’inaugurazione della sede condivisa, si è svolta ieri pomeriggio sono intervenuti Diana Frescobaldi Presidente di Laudemio srl Consortile, Cesare Cecchi Presidente del Consorzio Vino Toscana l’Assessora regionale all’Agricoltura e vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi, il Sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli ed erano presenti il Presidente della CCIAA di Firenze Massimo Manetti, il Presidente di Unioncamere Toscana nonché dell’Unione Camere di Commercio Arezzo e Siena Massimo Guasconi  e i rappresentanti dei Consorzi di Tutela e delle associazioni agricole. Dopo il taglio del nastro, un aperitivo a base di prodotti tipici toscani ed in particolare Finocchiona IGP, Pecorino Toscano DOP e Prosciutto Toscano DOP, offerti dai rispettivi Consorzi.
La condivisione della nuova sede rappresenta una unione non solo di indirizzo, ma anche di intenti che può essere premiante, anche in virtù del fatto che l’interazione tra due realtà d’eccellenza della Toscana altro non fa che promuovere sotto diversi profili il territorio ed il paesaggio rurale toscano.

“La Toscana – ha detto la vicepresidente e assessora all’agricoltura Stefania Saccardi – si conferma ancora una volta terra di eccellenze, non solo per la qualità straordinaria dei suoi prodotti, ma anche per la capacità dei suoi attori di fare sistema. L’inaugurazione di questa nuova sede condivisa tra il Consorzio Vino Toscana e Laudemio rappresenta un segnale importante di collaborazione e visione comune. Due realtà diverse per storia e prodotto, ma profondamente unite dalla volontà di tutelare e promuovere il nostro patrimonio agricolo, paesaggistico e culturale. Come Regione, continueremo a sostenere tutte quelle iniziative che mettono al centro la filiera, il territorio e la qualità, perché sono questi i valori su cui si costruisce il futuro dell’agricoltura toscana.”

La promozione dell’eccellenza produttiva di uno specifico prodotto è l’obiettivo prioritario del progetto Laudemio, che vede la luce a metà anni Ottanta grazie alla lungimiranza di Vittorio Frescobaldi il quale, riuscì a riunire in una società consortile una compagine di più agricoltori, lungimiranti custodi di alcuni fra i più nobili cru olivicoli della regione. Con quei produttori, da subito riuscì a stringere un pionieristico patto per l’eccellenza produttiva, in grande anticipo sulla legislazione nazionale ed europea, improntato a regole ferree e a un rigido controllo di qualità.

Ancora oggi, dopo quasi quarant’anni il progetto “Laudemio” che ha visto riuniti intorno a sé produttori di grande valore e tradizione, continua ad essere attraente e ancora più significativo perché rappresenta un prodotto identitario – ha affermato la Presidente di Laudemio srl Consortile Diana FrescobaldiNei decenni siamo riusciti ad aumentare la sua notorietà anche a livello internazionale grazie a ciò che rappresenta: un concentrato di storia delle aziende che lo producono, della cultura agricola, della grande tradizione olivicola toscana e non ultima la salvaguardia del territorio. Sono valori che ci accomunano – ha concluso la Presidente – e continueremo la nostra missione impegnandoci sempre di più nella promozione e nella valorizzazione”. 

Storia, tradizione, autenticità, genuinità, rispetto del territorio e dell’ambiente sono dunque i principi che orientano l’intero processo produttivo di Laudemio, dall’armoniosa conduzione degli oliveti alla raccolta selettiva del frutto nel suo perfetto stadio di maturazione, dalla frangitura alla gramolatura, all’estrazione, fino all’imbottigliamento e all’accurata conservazione del prodotto.
La difesa degli stessi principi è anche la mission del Consorzio Vino Toscana, per il quale sarà particolarmente importante, con la nuova sede, essere più vicino – anche geograficamente – ai propri produttori, che negli ultimi anni sono passati da poco più di 70 nel 2019 ai 390 di adesso. Considerando che le 15 cooperative operanti in Toscana sono tutte associate, ad oggi i soci sono circa 1600.

“Stiamo vivendo un momento piuttosto articolato dove è difficile dire se ci troviamo di fronte ad una situazione contingente o se stiamo assistendo ad un cambiamento strutturale – spiega il Presidente del Consorzio Vino Toscana Cesare Cecchi – ma in entrambi i casi il Consorzio dovrà adoperarsi per essere costruttivo a tutti i livelli e al contempo lavorare per sviluppare la percezione da parte della filiera e soprattutto dei consumatori, del prodotto Toscana IGT. Con la nuova sede contiamo di poter sfruttare al meglio la vicinanza con i produttori organizzando incontri e promovendo attività condivise: la nostra presenza dovrà essere catalizzatrice delle istanze dei soci e foriera di un messaggio sulla strategica importanza dell’identificazione territoriale e dell’unità di intenti nel contesto globale.”

Fin dal suo riconoscimento ufficiale, il Consorzio è impegnato nella tutela del nome geografico “Toscana” da contraffazioni, usi illeciti e usi impropri, sia a livello nazionale che internazionale e proprio su quest’ultimo piano sta portando avanti le registrazioni in alcuni paesi che non hanno accordi con la UE per la protezione delle DO e delle IG, primo fra tutti gli USA.  E nella promozione di una identità territoriale che passa anche attraverso la modifica del Disciplinare di produzione, il cui iter iniziato nel 2024 ha già superato l’approvazione della Regione Toscana ed attualmente si trova in esame presso il MASAF ed il Comitato Nazionale Vini.

L’insediamento nei nuovi locali è stato molto apprezzato dal Sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli “Siamo molto onorati di questa nuova apertura e di accogliere sul nostro territorio due realtà di grande prestigio della nostra regione, pertanto ci confermiamo come un luogo di dialogo e di accoglienza per il nostro territorio”. Nel giro di poche settimane il Consorzio Vino Toscana e il Laudemio srl Consortile hanno potuto già toccare con mano i vantaggi di tale scelta, che si è dimostrata lungimirante soprattutto in termini di efficienza ed operatività e di facile raggiungibilità da parte dei soci. Tra i prossimi obiettivi, il potenziamento dei servizi ai produttori nell’ambito della formazione e l’implementazione di nuove opportunità di incontro.

Ufficio Stampa Consorzio Vino Toscana
Marte Comunicazione, info@martecomunciazione.com