Grande successo per la CHIANTI CLASSICO COLLECTION 2026

La 33esima Chianti Classico Collection si chiude con un risultato che supera ogni aspettativa, riaffermando il ruolo della denominazione come una delle realtà più solide e riconosciute del vino italiano. Ad accogliere i visitatori alla Stazione Leopolda è stato un Bacco alto tre metri, manifesto del messaggio che ha guidato l’edizione 2026: “il vino è cultura”. Un concetto che riassume non solo il valore enologico del Gallo Nero, ma anche il suo peso identitario, storico e sociale.

I numeri raccontano il successo dell’evento: 223 aziende espositrici, record assoluto, hanno dato voce alla complessità territoriale del Chianti Classico, confermando la capacità della Collection di rappresentare, anno dopo anno, tutte le sfumature della denominazione.

Il tema Wine is Culture non è stato solo uno slogan. Dal 1716, anno di definizione dei confini storici del Chianti Classico, il vino è espressione di un sistema complesso fatto di paesaggio, architettura rurale, ville-fattoria, conoscenze agrarie e memoria collettiva. Un patrimonio che oggi conta oltre 150 ville storiche e più di 300 siti tutelati, custoditi da viticoltori che sono al tempo stesso produttori e garanti di un’eredità culturale condivisa.

In questo quadro si inserisce la candidatura del Chianti Classico a Patrimonio Mondiale UNESCO, attualmente in fase avanzata di valutazione tecnica da parte dell’ICOMOS. Il progetto riguarda il Sistema delle Ville-Fattoria, inteso come paesaggio culturale unico, sostenuto dalla Regione Toscana, dai Comuni del Gallo Nero e coordinato dalla Fondazione per la Tutela del Territorio.

Sul piano economico, il bilancio della denominazione è nettamente positivo. In un contesto internazionale segnato da incertezze geopolitiche e contrazioni dei consumi, il Chianti Classico cresce ancora in volume, superando di oltre un punto percentuale il risultato dell’anno precedente. Ancora più significativo il dato sul valore: la crescita è continua e strutturale, trainata dalle tipologie Riserva e Gran Selezione che oggi rappresentano il 43% dei volumi e oltre il 55% del fatturato.

Nonostante la forte vocazione all’export, il mercato italiano resta centrale, con una quota del 19% delle vendite. Qui emerge chiaramente un cambiamento nei comportamenti di consumo, sintetizzato dallo slogan “bere meno, bere meglio”, che premia in particolare la Gran Selezione, riconosciuta come vertice qualitativo della denominazione e sempre più valorizzata anche nel prezzo medio.

All’estero, gli Stati Uniti consolidano la leadership salendo al 37% dei volumi, mentre il Canada registra una crescita del 33%, spinta soprattutto da Riserva e Gran Selezione. In Europa, Germania e Paesi Scandinavi mostrano un’importante crescita in valore, segnale di mercati maturi e sempre più consapevoli. Da segnalare il caso della Svezia, in aumento di quasi il 7%, dove la tipologia Annata continua a fungere da efficace biglietto da visita.

Comportamento singolare quello del mercato asiatico: Cina, Singapore e Hong Kong non incidono ancora sui volumi, ma mostrano un alto valore medio, frutto di strategie promozionali mirate. Sul fronte europeo, spicca infine la Francia, dove la Gran Selezione registra una vera impennata: un riconoscimento simbolico forte, proprio nel mercato dei “cugini” d’Oltralpe.

La Chianti Classico Collection 2026 si è chiusa con la consapevolezza che in questo territorio il vino non è solo un prodotto agricolo, ma il risultato vivo di una cultura millenaria che continua a generare valore, identità e futuro.

Taste 2026 il racconto contemporaneo del gusto italiano

Dal 7 al 9 febbraio 2026, Firenze torna ad essere al centro del gusto italiano con Taste parlare la, il salone firmato Pitti Immagine, che porta avanti un’idea di enogastronomia fatta di contenuti, relazioni e visione, lontana dalla logica degli slogan.

Il filo conduttore della nuova edizione è “True Food”. Un’espressione che Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, ha utilizzato per descrivere ciò che i buyer cercano – e trovano – a Taste. Un cibo che racconta storie, persone e territori, che nasce da scelte precise e che riesce a dialogare con il mondo senza perdere il proprio accento. Più che un tema, una bussola che orienta l’intero progetto e che attraversa il salone, i talk, gli eventi e il calendario diffuso del Fuori di Taste, coinvolgendo il Padiglione delle Ghiaia e diversi luoghi della città.

Come da tradizione, protagonista assoluto sarà il Made in Italy gastronomico: piccole e medie realtà artigianali, aziende familiari, interpreti del gusto che fanno della qualità, della ricerca e della sostenibilità i propri tratti distintivi. Accanto alle eccellenze consolidate, Taste continua a essere un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze, sui linguaggi emergenti del gusto e sulle contaminazioni tra mondi diversi: dalla cucina al design, dal vino agli spirits, fino all’alta artigianalità alimentare.

Tra le novità più interessanti, il progetto dedicato ai vini eroici da terre estreme, un viaggio nella viticoltura che resiste e si reinventa in contesti complessi: pendii ripidi, microclimi difficili, vendemmie fuori stagione e affinamenti in ambienti non convenzionali.

Oltre all’assaggio dei prodotti enogastronomici, ci saranno i Taste Ring curati da Davide Paolini e i Taste Talks, spazi di confronto su temi che attraversano oggi la cultura gastronomica.  Si parlerà di formazione e nuove generazioni con “True Food for Future”, mettendo in dialogo scuole, studenti e giovani talenti premiati dal Grande Cucina Talent Prize. Si discuterà di “True Food/Fake Food” e di come orientarsi nel mare degli alimenti ultra-processati, della percezione del made in Italy nel mondo con “True Food Ambassadors” e dell’impatto del cambiamento climatico sulla filiera con “True Food for Change”. Il programma toccherà anche fermentazioni, fragranze nel piatto, trasparenza degli ingredienti e modi diversi di rileggere le radici gastronomiche attraverso tecniche e approcci contemporanei.

Durante i giorni di Taste, la città tornerà ad accendersi di gusto con gli appuntamenti Fuori di Taste: cene, degustazioni, incontri ed esperienze uniche che vedranno protagonisti ristoranti, cocktail bar e locali storici.

Wine&Siena I Capolavori del Gusto 2026

Dal 31 gennaio al 2 febbraio 2026 Siena torna protagonista come capitale del vino italiano ospitando l’undicesima edizione di Wine&Siena, manifestazione che inaugura il calendario degli eventi enogastronomici nazionali. L’evento valorizza le eccellenze selezionate dalle commissioni d’assaggio di The WineHunter Award, punto di riferimento per la qualità certificata nel settore vitivinicolo e gastronomico.La sede confermata è il complesso museale del Santa Maria della Scala, insieme a Palazzo Squarcialupi, luoghi simbolo della città che diventano fulcro di un percorso esperienziale tra degustazioni, cultura e dialogo professionale. La cornice storica rafforza il ruolo di Siena come centro d’eccellenza nel panorama enologico nazionale.

Omaggio a Giulio Gambelli, maestro del Sangiovese

L’edizione 2026 dedica un tributo speciale a Giulio Gambelli, storico interprete del Sangiovese, nel centenario della sua nascita. Conosciuto come il “Bicchierino”, Gambelli ha lasciato un’impronta indelebile nell’enologia italiana, influenzando generazioni di produttori. Wine&Siena celebra la sua eredità attraverso un percorso che ripercorre alcune delle etichette storiche da lui firmate, testimoniando uno stile riconoscibile e una visione profondamente legata alla terra e alle uve. Un omaggio che sottolinea il valore culturale e identitario del vino.

Il calendario dell’evento

Il programma di Wine&Siena si sviluppa su tre giornate. Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, dalle 11 alle 18, sono dedicati al percorso degustazioni di prodotti enogastronomici, con oltre 100 cantine e produttori nazionali. Vini, specialità gastronomiche, spirits, birre artigianali, Extrawine e Consorzi di tutela raccontano territori, storie e interpretazioni del gusto. Lunedì 2 febbraio è riservato agli operatori del settore e alla stampa, confermando la vocazione professionale della manifestazione e la sua funzione di osservatorio privilegiato sulle tendenze del mercato.

Masterclass

Il gin dal carattere senese, le bollicine italiane e la storia dello Champagne Encry prodotto da due italiani insieme al loro “vigneron” (Récoltant-Manipulant e “chef the cave”), un’esclusiva verticale di Sangiovese, vitigno simbolo della Toscana, i grandi vini del Friuli e le Pievi del Nobile di Montepulciano Docg.

Sono questi i vini che troveremo sui tavoli di degustazione delle Masterclass di Wine&Siena 2026. Come negli altri anni ci saranno infatti sei eventi esclusivi in programma tra sabato e domenica al Santa Maria della Scala.

Si inizia sabato 31 gennaio 2026 alle 11.30 con Bollicine di Italia, alla scoperta dei nuovi territori della spumantizzazione in Italia. Un viaggio, che risponde anche ad una domanda di bollicine in crescita costante da alcuni anni. Alle 14.30, invece, verticale di Sangiovese, il vero spirito della Toscana, Sangiovese che Giulio Gambelli ha saputo interpretare al meglio di questo vitigno molto particolare. Alle 16.30, Gin e Siena. La produzione di Gin sul territorio di Siena e provincia è una vera e propria esplosione di questi ultimi anni. E Wine&Siena lo farà conoscere al suo meglio con queste aziende: Man Gin, Gin Citto, Taz  con Iddu gin, il Liquorificio Valdorcia con Chelor, Amici un Bolla con il SangIN. Il programma di domenica 1 febbraio 2026 inizia alle 11.30 con la Master Class dedica alla storia dello Champagne Encry che vede come protagonisti Enrico e la sua compagna Nadia. Due italiani, un fatto insolito per la zona che realizzano lo champagne insieme al loro “vigneron”. Alle 14.30, i vini tutti da scoprire e assaporare del Friuli con la storia e i prodotti di Alessio Komjanc, uno dei primi a capire il valore del Collio. Infine, domenica 1 febbraio, alle 16.30 Masterclass con le Pievi del Nobile di Montepulciano.

Tutta la Manifestazione

Wine&Siena inizia il 30 gennaio con il taglio del nastro alle 18 a Palazzo Patrizi e Small Plates dinneralle 20, al Santa Maria della Scala, sempre il 30 gennaio. I percorsi sensoriali si terranno sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio dalle 11 alle 18. Con Wine&Siena 2026 torna la giornata di lunedì 2 febbraio dedicata agli operatori del settore e alla stampa. Torna anche la collaborazione con l’Archivio di Stato e l’apertura straordinaria e le visite guidate alla mostra “Pietro Leopoldo, un palio per il Granduca” e del Museo delle Biccherne dalle 10 alle 13, con visita guidata alle 11 del 31 Gennaio e del 2 Febbraio. E’ necessaria la prenotazione alla mail as-si.comunicazione@cultura.gov.it.

Sabato 31 gennaio la Fondazione Monte dei Paschi di Siena aprirà straordinariamente le porte della sua sede storica Palazzo Sansedoni per due visite guidate, alle 12 e alle 17, con ingresso gratuito e accesso al cuore del patrimonio artistico e culturale senese. Il percorso si snoderà attraverso il museo della Fondazione, con opere d’arte che coprono un arco cronologico dal XIV al XIX secolo, offrendo una preziosa occasione per ammirare capolavori della tradizione artistica senese oltre alla ricca collezione museale. Palazzo Sansedoni, edificio storico affacciato su Piazza del Campo, è testimonianza dell’evoluzione artistica e architettonica cittadina e sede della Fondazione stessa. Un elemento di particolare interesse di questa apertura è la possibilità di visitare la mostra di monete etrusche intitolata “Monete etrusche in terra di Siena. Pietro Piccolomini Clementini e il suo Museo”, che racconta, attraverso rarissimi esemplari numismatici, il legame millenario tra la civiltà etrusca e il territorio senese. Le visite guidate a Palazzo Sansedoni si svolgeranno con guide esperte pronte a raccontare non solo le opere d’arte custodite, ma anche la storia straordinaria dell’edificio e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, istituzione fondamentale per la vita culturale e sociale della città. Le visite sono gratuite, consigliata la prenotazione inviandone comunicazione a Vernice Progetti Culturali 0577 246081 info@verniceprogetti.it.

I partner di Wine&Siena

L’evento è voluto da The WineHunter Helmuth Köcher e dal presidente di Confcommercio Siena Stefano Bernardini. Wine&Siena trasforma gli spazi storici della città in un palcoscenico dedicato ai capolavori del gusto. Preziose le collaborazioni con il Comune di Siena, la Camera di Commercio di Arezzo-Siena, Banca Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Monte dei Paschi, Università degli Studi di Siena. La manifestazione ha inoltre ilpatrocinio della Regione Toscana.

Grandi Langhe 2026: il 26 e il 27 gennaio alle Ogr Torino

Il 26 e 27 gennaio 2026 torna alle OGR di Torino Grandi Langhe e il Piemonte del Vino, la manifestazione professionale dedicata all’eccellenza vitivinicola piemontese, nata dall’iniziativa dei Consorzi Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani e del Roero, con il supporto del Consorzio Piemonte Land of Wine.

L’evento si articola in due giornate di degustazioni riservate a operatori, stampa e professionisti del settore, con la presenza di produttori provenienti dalle Langhe, Roero e da tutte le principali aree vitivinicole del Piemonte. Comprese le denominazioni di Alto Piemonte, Monferrato, Astigiano e le realtà specializzate in spumanti metodo classico e charmat.

L’edizione 2026 amplia ulteriormente la rappresentazione dei territori, infatti saranno presenti anche realtà vitivinicole come Tortonese, Ovadese, Chierese e Canavese, aree in crescita per valore, volumi e riconoscibilità. Un coinvolgimento che consolida il ruolo della manifestazione come appuntamento “en primeur” dell’intero Piemonte vinicolo.

Accanto ai grandi rossi di Langa Barolo e Barbaresco, trovano spazio quindi i vini del Roero e l’insieme delle denominazioni piemontesi in una proposta che valorizza identità, diversità e complementarità dei territori. La presentazione unitaria del Piemonte del vino, spiegano gli organizzatori, risponde all’esigenza di rafforzare la presenza sui mercati internazionali attraverso una massa critica rappresentativa dell’intero comparto regionale.

Saranno oltre 700 le etichette dedicate alla sala stampa, riservata esclusivamente agli ospiti media, con servizio di assistenza e guida affidato a sommelier professionisti. Le degustazioni si svolgeranno dalle 10 alle 19 in entrambe le giornate. L’ingresso è riservato ai professionisti del settore previa registrazione, già attiva sul sito ufficiale www.grandilanghe.com.

La satira sul vino, le vignette più belle di Spirito di Vino 2025

Ventiseiesima edizione di Spirito di Vino, il Concorso internazionale di satira enoica nato nel 2000 grazie al Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia. Lo scopo è dare la possibilità a tutti i vignettisti, di raccontare il mondo del vino in modo originale attraverso il linguaggio graffiante della satira.

Circa 300 le vignette arrivate da tutto il mondo e vagliate dalla prestigiosa giuria riunitasi a fine settembre al Rigolo di Milano. L’italiano Tommaso Gianno, con “Peace and wine” per la categoria over 30, e Ameen Alhabarah dall’Arabia Saudita, con l’opera “Prisoner of the bottle” per quella under 35,  sono i vincitori di questa edizione.

PRIMO CLASSIFICATO OVER 35 – Tommaso Gianno – Peace And Wine

PRIMO CLASSIFICATO UNDER 35 – Ameen Alhabarah – Prisoner Of The Bottle

Tra i 30 finalisti sono stati premiati anche, nella categoria under 35, Malika Giovannievna Romanova (Italia) con “Veni vini vici” (seconda classificata) e Mojtaba Heiderpanah (Iran) con “I’m tipsy” (terzo classificato).

SECONDA CLASSIFICATA UNDER 35 – Malika Giovannievna Romanova – Veni Vini Vici

TERZO CLASSIFICATA UNDER 35 – Mojtaba Heidarpanah – I’m tipsy

Nella categoria over 35 invece il secondo premio è stato assegnato all’ucraino Oleksy Kustovsky con la vignetta “Dove of wine”, mentre il terzo posto è stato attribuito ex aequo agli italiani Lamberto Tomassini con “Vini italiani in USA” ed Elisa Vallarino con “Bianchi”. Il Premio speciale – Premio Cover è andato al messicano Arturo Rosas per l’opera “Kiss”.

SECONDO CLASSIFICATO OVER 35 – Oleksy Kustovsky – Dove Of Wine

TERZO CLASSIFICATO OVER 35 – Lamberto Tomassini – Vini italiani in USA

TERZA CLASSIFICATA OVER 35 – Elisa Vallarino – Bianchi

Premio speciale – Premio Cover è andato al messicano Arturo Rosas per l’opera Kiss.

“Spirito di Vino – ha commentato la presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, Elda Felluga – conferma la sua vocazione, che è quella di unire vino, cultura e satira in un unico palcoscenico internazionale, dove ogni vignetta è un brindisi alla libertà di pensiero e al piacere di guardare la realtà con un pizzico di ironia”.

La giuria
I vincitori, sono stati selezionati dalla giuria internazionale del concorso composta dal presidente in carica Alfio Krancic (vignettista), Emilio Giannelli (vignettista), Valerio Marini (vignettista), Gianluigi Colin (art and cover editor La Lettura Corriere della Sera), Aldo Colonetti (filosofo Politecnico di Milano), Fede & Tinto (conduttori Decanter — Rai Radio 2), Carlo Cambi (giornalista enogastronomico), Franz Botré (direttore Spirito di Vino), Enzo Rizzo (vicedirettore Spirito di Vino), Silvestro Serra (direttore Touring) ed Elda Felluga (presidente Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia).

Un corner speciale é stato dedicato a uno tra i più grandi maestri della satira italiana, Giorgio Forattini da sempre vicino alla manifestazione. 

“Per noi Forattini non è stato solo un presidente onorario – prosegue Elda Felluga –, ma un vero compagno di viaggio. Con il suo sguardo tagliente, curioso e ironico ha accompagnato la crescita di Spirito di Vino, contribuendo a farne un punto di riferimento internazionale. Dedicargli uno spazio nella mostra è il nostro modo per dirgli grazie e per continuare a far vivere il suo spirito, che resta impresso in tante delle pagine più significative del concorso”.

Come ogni anno, dalle vignette selezionate è nato anche il Calendario “Spirito di Vino”, diventato nel tempo un oggetto da collezione. La copertina di questa edizione è dedicata a via Rastello, una delle vie di Gorizia, oggi simbolo di creatività e rinascita culturale. 


Il Recioto, vino storico della Valpolicella diventa Presidio Slow Food

IL Recioto della Valpolicella entra ufficialmente tra i Presìdi Slow Food. A sostenerne la rinascita sono sette cantine veronesi – Mizzon, Venturini, Roccolo Grassi, Corte Merci, La Dama, Giovanni Ederle e Novaia – decise a restituire dignità e futuro a un vino dalla storia millenaria, citato già da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C.

Considerato il “padre” dell’Amarone, il Recioto è stato per secoli l’espressione più autentica della Valpolicella. Ma il successo internazionale del suo “parente” secco ha cambiato gli equilibri, spingendo molti produttori a destinare le uve migliori all’Amarone e lasciando il Recioto ai margini della produzione. A pesare, negli ultimi anni, anche la contrazione dei consumi di vini dolci, che ha reso sempre più difficile mantenerne viva la tradizione. 

Il Presidio nasce per valorizzare l’impegno di produttori che desiderano perpetrare la produzione di questo vino prezioso, preservando e rispettando il paesaggio viticolo e destinando ad esso le proprie uve migliori, che devono provenire da vigne di almeno 15 anni, allevate in conduzione diretta e senza il ricorso al diserbo chimico. A integrazione delle varietà obbligatorie previste dal disciplinare di produzione (Corvina, Corvinone e Rondinella) sono ammesse, nella misura massima del 10%, altre varietà autoctone a bacca rossa come Molinara, Oseleta, Pelara, Dindarella, Spigamonti, Turchetta.
L’uva deve appassire in fruttaio per almeno 100 giorni, un elemento davvero notevole considerando il cambiamento del clima che costringe i produttori a vendemmiare a temperature sempre più elevate. La Comunità del Presidio non ha voluto rinunciare a questo traguardo, perché solo nel corso di un lungo e lento appassimento, oltre alla perdita di peso in acqua degli acini di circa il 40% e alla conseguente concentrazione di zuccheri e acidi, si originano all’interno del chicco nuove sostanze aromatiche che rendono peculiare e unico il profilo organolettico del vino. 
La fermentazione dev’essere possibilmente spontanea e l’affinamento deve durare come minimo 5 anni; può avvenire in legno o in anfora e, per almeno, un anno in bottiglia. Il contenuto di solfiti alla fine dell’affinamento non dovrà superare i 110 mg/L di anidride solforosa. 
Il Recioto della Valpolicella Presidio Slow Food offre suadenti sensazioni derivanti dall’appassimento, come uvetta, noce, fico e nocciola che si fondono alla ciliegia, alla violetta e alla rosa rossa in un sorso vellutato in cui la dolcezza è sempre ben bilanciata dalla freschezza e dalla sapidità. 

La prima tappa ufficiale di questo percorso sarà la Slow Wine Fair 2026, in programma a Bologna dal 22 al 24 febbraio, dove il nuovo Presidio verrà presentato al pubblico.