AIS presenta a Firenze la guida ai vini Vitae 2026

L’Associazione Italiana Sommelier ha presentato oggi a Firenze, a palazzo Bastogi, presso la sede del Consiglio Regionale della Toscana, la Guida Vitae 2026 e l’evento “Vitae in deguSTAZIONE”. La novità strategica è il focus internazionale: un volume digitale in inglese con 400 selezioni e punteggi in centesimi, pensato come strumento di lavoro autorevole per buyer e operatori. Il 15 novembre a Firenze la degustazione pubblica di tutti i vini selezionati.
 
L’Associazione Italiana Sommelier (AIS) ha presentato oggi, 5 novembre, la Guida Vitae 2026 e l’evento “Vitae in deguSTAZIONE”. La conferenza stampa si è tenuta a Firenze, presso Palazzo Bastogi di Regione Toscana, alla presenza di Sandro Camilli, Presidente AIS Italia, Cristiano Cini, Presidente AIS Toscana, Gianluca Grimani, curatore della guida AIS Vitae 2026, Dott. Agr. Gennaro Giliberti, Dirigente Agricoltura Regione Toscana, Giuseppe Salvini, Segretario Generale della Camera di Commercio di Firenze, Francesco Palumbo, Direttore di Fondazione Sistema Toscana, Aldo Cursano, Presidente di PromoFirenze e Vicario nazionale FIPE-Confcommercio.
 
L’undicesima edizione, oltre a rafforzare le collaborazioni istituzionali segna una svolta strategica per l’associazione, con un chiaro obiettivo di apertura ai mercati internazionali.
Con questo progetto, AIS rafforza la sua missione come Ente del Terzo Settore. La guida non è solo uno strumento commerciale, ma un progetto culturale. L’associazione promuove così la conoscenza del vino italiano in modo indipendente e autorevole, agendo come ambasciatore dell’identità italiana” – ha detto il Presidente Nazionale AIS Sandro Camilli, mentre Gianluca Grimani, curatore della guida “Vitae 2026” ha evidenziato la novità di questa edizione: “É il nuovo volume digitale in lingua inglese, progettato specificamente per i mercati internazionali. L’obiettivo strategico è fornire a buyer, stampa e professionisti esteri uno strumento di lavoro autorevole e indipendente per orientarsi nel complesso panorama vitivinicolo italiano”.
 
“L’export continua a essere il motore del settore – quindi ben venga la guida anche in inglese – purtroppo preoccupano le possibili ripercussioni di nuovi dazi imposti dagli USA, così come il cambiamento climatico impone un ripensamento delle tecniche viticole e della gestione in cantina – ha affermato Gennaro Giliberti, dirigente del settore Agricoltura della Regione Toscana.  Nel 2024 la produzione di vino in Toscana ha raggiunto 2,6 milioni di ettolitri, con un incremento di 900mila ettolitri rispetto all’anno precedente. Il 95% della superficie vitata è destinato a vini a denominazione, ben oltre la media nazionale del 65% e la regione è anche leader nel biologico, a cui è dedicata il 38% della superficie vitata regionale. L’Assessorato all’Agricoltura da sempre lavora sui temi cari ai produttoriEsempio ne sono il BuyWine Toscana e la Settimana delle Anteprime, eventi che mettono in mostra tutte le denominazioni della Toscana e siamo certi che l’evento alla Leopolda di AIS Italia – per la seconda volta si terrà in Toscana – sarà un momento di confronto e crescita per tutto il mondo del vino, grazie alle sinergie introdotte da tutti gli attori della filiera. Del resto, il vino in Toscana è cultura, storia, socialità, valori che AIS nei suoi 60 anni di attività ha divulgato dando valore all’agricoltura, ai contadini, ai vignaioli”. 
 
Gli ha fatto eco il direttore di Fondazione Sistema Toscana, Francesco Palumbo: “penso sia un sodalizio quanto mai azzeccato quello con AIS – ha dichiarato il direttore di Fondazione Sistema Toscana, Francesco Palumbo –  che si consolida e offre ulteriori spunti di racconto per i nostri molteplici canali. A partire dall’ecosistema digitale di Visittuscany che con il sito web e i canali social ha ottenuto oltre 56 milioni di visualizzazioni negli ultimi 12 mesi. E poi i format di intoscana.it, dai podcast di ‘Toscana Bella e Buona’ alle puntate di ‘Storie di Moderni Contadini’ ora anche “in cucina” e la narrazione su www.vetrina.toscana.it. Mi preme ricordare il nuovo Destination Management System cui si accede da make.visittuscany.com, uno strumento per le imprese che punta a migliorare la gestione dell’offerta turistica anche in ambito agroalimentare, favorendo maggiore integrazione tra operatori, territori e strumenti digitali“.
 
Una sinergia condivisa anche da Camera di Commercio di Firenze come ha messo in evidenza Giuseppe Salvini, Segretario Generale: “come Camera di commercio siamo orgogliosi di contribuire alla pubblicazione di questa ‘bibbia’ del vino italiano, opera dell’Associazione italiana sommelier, che con il proprio lavoro, specialistico e selettivo, ha contribuito negli anni ad elevare la qualità della produzione vitivinicola nazionale. Il volume è frutto di un lavoro certosino, meticoloso, scrupoloso, rigoroso, governato dalla competenza dei sommelier dell’AIS. È una guida imprescindibile del settore, sia per navigati appassionati che per neofiti. La finale del concorso nazionale miglior sommelier d’Italia, con la proclamazione del vincitore che ci onoriamo di ospitare, e la presentazione della guida Vitae si inseriscono in questo percorso di valorizzazione del vino”.
 
È intervenuto Aldo Cursano, Presidente PromoFirenze e Vicario nazionale FIPE-Confcommercio affermando: “ristorazione e vino sono le due facce d’una stessa medaglia. Fanno parte della nostra cultura e della nostra identità anche in tempi di profondo cambiamento come quelli che stiamo vivendo ora. Qualità, conoscenza, esperienzialità sono i punti cardinali che dobbiamo seguire sia come ristoratori che come produttori e professionisti del mondo del vino. La ristorazione non può fare a meno del vino, il vino non può fare a meno della ristorazione. Da qui occorre partire per immaginare nuove modalità di collaborazione che siano a vantaggio dell’intera filiera. Esprimo forte apprezzamento per lo straordinario lavoro che da sempre AIS porta avanti a favore della diffusione della cultura del vino”.
 
Per supportare il nuovo focus internazionale e garantire la massima leggibilità, la guida adotta un sistema di punteggi in centesimi per i vini di fascia alta. Questa scelta fornisce un dato universale e immediato, facilitando la comprensione nel contesto globale.
 
IL CUORE DELLA GUIDA: LE 400 SELEZIONI. Il volume digitale si concentra su 400 selezioni speciali. Non si tratta di una classifica dei 400 vini con il punteggio più alto in assoluto. È, invece, una precisa scelta editoriale curata tra tutte le etichette che hanno ottenuto un punteggio minimo di 90 punti. Le selezioni sono state divise in quattro percorsi di lettura da 100 vini ciascuno, pensati per guidare l’operatore internazionale attraverso diverse chiavi interpretative: 100 Grandi Vini: include le etichette “iconiche”, riconosciute per posizionamento, notorietà e valore assoluto. 100 Migliori Vini di Territorio: celebra l’espressione più autentica e fedele del terroir, del vitigno e della zona di produzione. 100 Vini Innovativi/Rivelazione: accende i riflettori sul coraggio, premiando nuove interpretazioni, approcci inediti e territori emergenti. 100 Vini Valore/Prezzo: sottolinea l’importanza della sostenibilità economica, selezionando etichette dall’acquisto accessibile ma dall’elevato valore organico. L’elenco completo delle 400 etichette, anticipato nei giorni scorsi, è in allegato.
 
L’EVENTO: 400 VINI IN DEGUSTAZIONE Il lancio culminerà nell’evento “Vitae in deguSTAZIONE”. L’appuntamento è per il 15 novembre alla Stazione Leopolda di Firenze. Sarà un’occasione unica per degustare le 400 etichette selezionate e incontrare i produttori. La giornata ospiterà anche la finale del concorso Miglior Sommelier d’Italia – Premio Trentodoc.
 

 

ALLO SCRITTORE ENRICO BRIZZI IL PREMIO “VIGNAIOLO COME NOI” 2025

Un riconoscimento a chi «ha deciso di fare il narratore e non ha mai smesso di emozionarsi per il suo mestiere», si legge nella motivazione del Premio istituito dalla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

Dopo il musicista e il campione di basket, la terza edizione del Premio “Vignaiolo come noi”, istituito dalla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, va a uno scrittore di talento: Enrico Brizzi, originario di Bologna, autore del celeberrimo romanzo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, uno degli esordi più impattanti della letteratura italiana del dopoguerra.

Il riconoscimento è nato per premiare ogni anno un uomo o una donna del mondo della cultura, del giornalismo, dello sport, dell’economia o dello spettacolo che, pur non esercitando il mestiere di Vignaiolo, mette al centro del proprio lavoro i valori della qualità, dell’originalità, della professionalità e l’amore per le cose fatte bene, eseguite con passione e cura artigiana. Nel 2023 fu assegnato al cantante, compositore e artista Stefano Belisari, in arte Elio e nel 2024 al cestista della Virtus Pallacanestro Bologna Marco Belinelli, primo italiano a vincere un titolo NBA.

La consegna a Enrico Brizzi del Premio “Vignaiolo come noi”, una splendida targa realizzata dal maestro artigiano trentino Mastro7, avvenuta a Como il 4 novembre presso il Punto d’Affezione Rive Enoteca, rappresenta una nuova tappa di avvicinamento al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che sabato 15 novembre apre il sipario sulla 14ª edizione, in programma a BolognaFiere fino a lunedì 17, con i suoi 1.000 vignaioli pronti ai banchi d’assaggio, per una festa che non ha eguali nel settore.

“Dagli abbracci con la vodka ghiacciata del vecchio Alex, indimenticabile protagonista di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, ne è passata di acqua, vino e birra, sotto i ponti italiani – si legge nella motivazione del Premio a Brizzi con riferimento al romanzo del 1994, quando ancora era ventenne- Per lo scrittore sono passati anche tanti chilometri, un numero difficilmente misurabile, tra lunghi cammini e avventure in bicicletta, in Italia, in Europa e in altri angoli del mondo. E poi libri, tanti, tra romanzi e racconti di viaggio, guide e biografie, libri illustrati e narrativa per ragazzi. Sempre in movimento, sempre guardando avanti ma con i piedi saldi in ciò che è stato, in un passato che non è un mito stanco ma una storia da conoscere, capire, trasmettere. E dagli abbracci con la vodka si arriva in un attimo al puntalone delle paltadore della Manifattura Tabacchi di Modena (ndr il riferimento è al romanzo “Enzo, storia di un ragazzo” sulla giovinezza di Enzo Ferrari)scorrazzando nel tempo e nello spazio. Nell’anno 2025, i Vignaioli indipendenti italiani sono onorati di attribuire il Premio “Vignaiolo come noi” a Enrico Brizzi, che ha deciso di fare il narratore e non ha mai smesso di emozionarsi per il suo mestiere”.

«Abbiamo tutti amato il romanzo di esordio di Brizzi, ma ancora di più abbiamo apprezzato la sua capacità di non rimanere mai fermo nell’appagamento del successo, ma di cercare sempre nuove vie, pur fedele al proprio stile. Anche noi Vignaioli, a modo nostro, cerchiamo di rinnovarci senza perdere la nostra identità. È un onore per noi premiare quest’anno un grande scrittore come Enrico Brizzi, ed è un piacere dare continuità a un Premio che, nato quasi per gioco, speriamo possa essere un modo per fare incontrare mondi diversi e dare un po’ di brio alla comunicazione del vino italiano» dice Rita Babini, Vignaiola e Presidente FIVI.

Intanto, a BolognaFiere, il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti si prepara ad accogliere il pubblico in 40mila metri quadrati di area espositiva su 4 padiglioni, con oltre 1.000 vignaioli provenienti da tutte le regioni italiane, 3 delegazioni di vignaioli europei, in rappresentanza di alcune associazioni nazionali appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, e 28 olivicoltori soci di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti.

Trionfo della Sicilia alla Sessione Vini Dolci e Fortificati del CMB

L’ultima sessione del CMB 2025 interamente dedicata ai vini dolci e fortificati si è svolta a Catania dal 16 al 19 di settembre.

Al concorso hanno partecipato 350 vini provenienti da 37 paesi, con importanti riconoscimenti per PortogalloFranciaItalia e Spagna, autentici pilastri della produzione mondiale di vini dolci e fortificati.

L’Italia, in particolare, ha ribadito il suo ruolo di protagonista della categoria con ben 26 medaglie, tra cui 3 Gran Medaglie d’Oro e il prestigioso Trofeo Rivelazione Vini Fortificati 2025!

Anche i paesi emergenti hanno fatto la loro parte: AzerbaijanCiproCanadaPolonia Ucrainahanno conquistato medaglie di rilievo, a testimonianza del crescente dinamismo internazionale in questo settore.

Sicilia protagonista assoluta
Regione ospite dell’edizione 2025, la Sicilia ha celebrato un vero trionfo con 14 medaglie, tra cui 3 Gran Medaglie d’Oro e il Trofeo Rivelazione Vini Fortificati!

  • Rivelazione Internazionale Vini Fortificati 2025: Single Barrel N° 018 – Cantina Pellegrino (Marsala)

Un vino d’eccezione che ha conquistato la giuria internazionale grazie al suo bouquet complesso e raffinato di matrice empireumatica dove predominano il tabacco elegante e le note affumicate, accompagnate da sfumature tostate, di cioccolato e carruba. L’arancia apporta un delicato equilibrio agrumato, mentre la frutta secca (noci, nocciole, anacardi) completa questo bouquet complesso. Al palato, il vino dispiega un’ampiezza equilibrata unita a una notevole morbidezza e a una finezza costante, offrendo una persistenza aromatica molto lunga.

  • Gran Medaglie d’Oro:
  • Ben Ryé 2022 – Donnafugata (Passito di Pantelleria DOC)
  •  Marsala Superiore Ambra Secco 2011 – Cantine Lombardo

L’Italia oltre la Sicilia
Oltre al successo siciliano, diverse altre regioni italiane si sono distinte:

  • Toscana, premiata per i suoi vini dolci e per il Vin Santo del Chianti Classico
  • Piemonte, con il suo iconico Moscato d’Asti
  • Veneto, grazie al Recioto di Soave e ad altre specialità dolci
  • SardegnaCampania e Liguria, che hanno conquistato la giuria con vini originali e identitari

Un risultato che sottolinea la straordinaria ricchezza e varietà dei terroir italiani.

I riflettori sull’estero

  • Grecia: il vino Estate Argyros Vinsanto Late Release si è aggiudicato la Rivelazione Internazionale Vini Dolci 2025, portando Santorini al centro della scena internazionale.
  • Francia: con 16 medaglie complessive (2 Gran Medaglie d’Oro, 6 d’Oro e 8 d’Argento), ha brillato in particolare con:
    • Prestige 2022 – Cave du Jurançon
    • Gewürztraminer Sélection Grains Nobles 2022 – Famille Cattin

Anche le denominazioni del Roussillon – Maury, Rivesaltes e Muscat de Rivesaltes – hanno ottenuto importanti riconoscimenti, un’anteprima significativa in vista della prossima edizione del concorso, che si terrà proprio in questa regione francese nell’ottobre 2026.

  • Cipro, con una Gran Medaglia d’Oro, AzerbaijanCanadaPolonia e Ucraina hanno arricchito ulteriormente il medagliere internazionale, confermando l’apertura e il dinamismo della scena mondiale, anche in una categoria così specifica e rinomata come quella dei vini dolci e fortificati.

L’elenco dei premiati è disponibile al seguente link

Expo Chianti Classico 2025

Oltre 15mila presenze, distribuite in quattro giorni, per brindare all’edizione numero 53 dell’Expo Chianti Classico.

Dall’11 al 14 settembre Greve in Chianti ha ospitato la 53esima edizione dell’Expo del Chianti Classico: 64 produttori e oltre 200 etichette riunite nel padiglione collettivo hanno animato piazza Matteotti e la numerosa partecipazione di esperti e appassionati alla rassegna sono la testimonianza dell’importanza della manifestazione.

L’Expo del Chianti Classico rappresenta un’ottima occasione per conoscere il vino Chianti Classico nel suo territorio di produzione, una manifestazione che dalla sua prima edizione negli anni settanta (allora si chiamava Mostra Mercato) rimane senza dubbio l’appuntamento più importante per conoscere il mondo del vino chiantigiano.

Non solo vino, a celebrare il suo territorio c’è stato anche un ricco programma di iniziative culturali e di eventi inaugurali, allestito dall’assessorato al turismo.

Centro Studi Assaggiatori apre Sensorium, il primo dizionario di analisi sensoriale: oltre 700 termini per esprimere la percezione

Oltre 700 termini per esprimere la percezione, 70 opere consultate per inserire le definizioni di altri autori, le molecole che generano gli stimoli e le vie di formazione, approfondimenti sulla classificazione degli odori, classificazione dei descrittori per la creazione delle schede sensoriali e molto altro: dopo 20 anni in cui è stato creato e utilizzato solo per uso interno, adesso il Centro Studi Assaggiatori rende disponibile a tutti “Sensorium”, il primo dizionario di analisi sensoriale.
“Circa 20 anni fa abbiamo cominciato a riunire i termini che utilizzavamo in analisi sensoriale per i test che si andavano via via facendo. Provenivano da giudici di diversa estrazione: scolarizzati del gusto (sommelier, assaggiatori di varie scuole, cultori della materia), tecnici (enologi, tecnologi, accademici ecc.) e persone normali che si avvicinavano al nostro mondo anche attraverso i test sui consumatori – spiega Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori – nasceva così “Sensorium”, lo spazio in cui il dato sensoriale si fa parola, il luogo in cui la percezione prende forma attraverso il lessico, la memoria, la cultura e la relazione con l’altro. Per molti anni abbiamo mantenuto lo strumento per uso interno, perfezionandolo e ampliandolo, anche con l’aiuto di uno stuolo di studenti che facevano con noi la tesi di laurea o di master. L’idea di aprirlo a quanti si occupano di scienze sensoriali era presente fin dalla prima ora perché la percezione è rilevata nella quasi totalità dei casi attraverso la parola. E da questo punto di vista non solo le diverse scuole si trovano spesso in disaccordo e molte volte utilizzano espressioni gergali incomprensibili per il largo pubblico, ma a complicare le cose sono intervenute, in certi casi in modo pesante, errate traduzioni di termini inglesi. Cammin facendo ci siamo resi conto che “Sensorium” non terminerà mai, perché anche il linguaggio sensoriale evolve. Non solo: abbiamo anche abbandonato la supponenza di riuscire a fare un dizionario senza errori. Ecco perché invitiamo quanti lo utilizzeranno a intervenire comunicandoci perfezionamenti”.
“Sensorium” nasce con l’obiettivo di essere di aiuto a tutti, ma in particolare agli scolarizzati del gusto, agli operatori del marketing e della comunicazione, ai responsabili qualità e ricerca e sviluppo che molte volte nelle aziende sono chiamati a creare schede di valutazione, guidare panel e redigere report. Una parte del dizionario è infatti accessibile a tutti, per la consultazione intera è richiesto un contributo annuale di sostegno. E la ricerca dell’interazione con la comunità sensoriale comincia subito, con un agile test. A quanti lo compileranno entro il 15 ottobre 2025 sarà inviato in omaggio il libro e-book “Food: strumenti grafici per il trasferimento della conoscenza”.
Il Centro Studi Assaggiatori, fondato nel 1990 per operare in chiave metodologica e di trasferimento della conoscenza nell’ambito delle scienze sensoriali, svolge, anche in partnership con Good Senses, la sua attività in cinque aree: edizioni, test di analisi sensoriale, formazione, gestione di organizzazioni non profit e ricerca. Editore de L’Assaggio, Sensory News, Coffee Taster e di oltre venti libri, ogni anno svolge test su centinaia di prodotti e percorsi formativi per centinaia di allievi.

Un vino bianco per la Toscana

Autoctono, resistente ai cambiamenti climatici, complesso ma facile da bere, che racconti il territorio di produzione. Sono i primi ingredienti del progetto di individuazione di un vino bianco per la Toscana interna che nella giornata di venerdì 18 luglio,nella sede dell’Enoteca Italiana Siena guidata da Elena D’Aquanno, ha visto a confronto il mondo scientifico e quello produttivo. Il risultato è la formazione di un tavolo di lavoro che avrà come sede di riferimento l’Enoteca Italiana Siena, l’Accademia Italiana della Vite e del Vino, l’associazione Donne del Vino della Toscana, i sommelier di AIS Toscana con il contributo del Consorzio Vino Toscana.

“È il bianco la risposta al futuro e in una terra di grandi rossi come la Toscana interna possiamo giocarci la partita producendo un grande vino di riferimento per i consumatori internazionali”, ha introdotto Donatella Cinelli Colombini, delegata delle Donne del Vino della Toscana. “Se al Nord è stata fisiologica una crescita delle coltivazioni dei bianchi, al centro si è assistito a una contrazione, ma l’unico vitigno tra i bianchi autoctoni a resistere è stato il Trebbiano che è sì il quinto vitigno più coltivato in Italia, ma in Toscana ha delle varianti autoctone che potrebbero essere prese in considerazione“, conclude Donatella Cinelli Colombini ricordando le varianti di Brucanico nel senese, Bobiano a Lucca, Albano ad Arezzo, Biancone a Cortona. Durante l’incontro, è stato evidenziato come i vitigni bianchi autoctoni non solo abbiano un potenziale enologico ancora inespresso, ma siano anche più resilienti agli attacchi fungini e ai cambiamenti climatici rispetto ai rossi. Lo ha ribadito Rosario Di Lorenzo, presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, supportato dalle relazioni scientifiche di accademici delle università di Pisa, Firenze e del CREA di Arezzo.

Per Elena D’Aquanno, presidente della Fondazione Enoteca Italiana Siena, questo primo tavolo di lavoro rappresenta “un passo fondamentale verso una nuova stagione per la viticoltura toscana”. L’obiettivo è ambizioso: fare del vino bianco toscano un simbolo di innovazione, sostenibilità e identità culturale, capace di affermarsi sui mercati internazionali e rispondere con forza alla crisi dell’export, aggravata anche dai dazi imposti dagli Stati Uniti.

Nel corso della giornata si è svolta una degustazione di 11 vini bianchi guidata dal presidente AIS Toscana Cristiano Cini, che ha messo in luce la varietà e la qualità di questi vini, tutti realizzati da produttrici dell’associazione Donne del Vino della Toscana.

Questi i vini assaggiati: 

Tenuta Valdipiatta: Nibbiano 2024, uvaggio Sangiovese 80%, Trebbiano, Grechetto, Malvasia 20%.
Tenuta di Capezzana: Trebbiano di Capezzana 2024, 100% Trebbiano.
Cantine Dei: Martiena 2023, uvaggio Malvasia Bianca Lunga 60%, Chardonnay 30%, Grechetto 5%, Sauvignon Blanc 5%.
Azienda Agricola Borgo Prunatelli: Canaiolo Bianco – Borgo Prunatelli 2018, 100% Canaiolo Bianco. Fattoria La Maliosa: La Maliosa Uni 2023, 100% Procanico.
Corte dei Venti: Coccole 2024, 100% Sangiovese.
Podere Casaccia di Moretti e Mori Lucia S.S.: Sine Felle Bianco 2023, uvaggio Malvasia Bianca 40%, Vermentino 40%, Trebbiano 20%.
Tenuta di Artimino: Artumes 2024, uvaggio Trebbiano Toscano 70%, Petit Manseng 30%.
Dianella: Orpicchio 2021, 100% Orpicchio.
Fattoria Sardi: Vallebuia Bianco 2023, 100% Trebbiano.
Cantina del Testimone: Fortunato 2024, uvaggio Malvasia 33%, Trebbiano 33%, Grechetto 33%.

La sfida è lanciata. La Toscana del vino guarda oltre il rosso e punta su un bianco capace di raccontare una nuova, affascinante identità territoriale.