Un vino bianco per la Toscana

Autoctono, resistente ai cambiamenti climatici, complesso ma facile da bere, che racconti il territorio di produzione. Sono i primi ingredienti del progetto di individuazione di un vino bianco per la Toscana interna che nella giornata di venerdì 18 luglio,nella sede dell’Enoteca Italiana Siena guidata da Elena D’Aquanno, ha visto a confronto il mondo scientifico e quello produttivo. Il risultato è la formazione di un tavolo di lavoro che avrà come sede di riferimento l’Enoteca Italiana Siena, l’Accademia Italiana della Vite e del Vino, l’associazione Donne del Vino della Toscana, i sommelier di AIS Toscana con il contributo del Consorzio Vino Toscana.

“È il bianco la risposta al futuro e in una terra di grandi rossi come la Toscana interna possiamo giocarci la partita producendo un grande vino di riferimento per i consumatori internazionali”, ha introdotto Donatella Cinelli Colombini, delegata delle Donne del Vino della Toscana. “Se al Nord è stata fisiologica una crescita delle coltivazioni dei bianchi, al centro si è assistito a una contrazione, ma l’unico vitigno tra i bianchi autoctoni a resistere è stato il Trebbiano che è sì il quinto vitigno più coltivato in Italia, ma in Toscana ha delle varianti autoctone che potrebbero essere prese in considerazione“, conclude Donatella Cinelli Colombini ricordando le varianti di Brucanico nel senese, Bobiano a Lucca, Albano ad Arezzo, Biancone a Cortona. Durante l’incontro, è stato evidenziato come i vitigni bianchi autoctoni non solo abbiano un potenziale enologico ancora inespresso, ma siano anche più resilienti agli attacchi fungini e ai cambiamenti climatici rispetto ai rossi. Lo ha ribadito Rosario Di Lorenzo, presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, supportato dalle relazioni scientifiche di accademici delle università di Pisa, Firenze e del CREA di Arezzo.

Per Elena D’Aquanno, presidente della Fondazione Enoteca Italiana Siena, questo primo tavolo di lavoro rappresenta “un passo fondamentale verso una nuova stagione per la viticoltura toscana”. L’obiettivo è ambizioso: fare del vino bianco toscano un simbolo di innovazione, sostenibilità e identità culturale, capace di affermarsi sui mercati internazionali e rispondere con forza alla crisi dell’export, aggravata anche dai dazi imposti dagli Stati Uniti.

Nel corso della giornata si è svolta una degustazione di 11 vini bianchi guidata dal presidente AIS Toscana Cristiano Cini, che ha messo in luce la varietà e la qualità di questi vini, tutti realizzati da produttrici dell’associazione Donne del Vino della Toscana.

Questi i vini assaggiati: 

Tenuta Valdipiatta: Nibbiano 2024, uvaggio Sangiovese 80%, Trebbiano, Grechetto, Malvasia 20%.
Tenuta di Capezzana: Trebbiano di Capezzana 2024, 100% Trebbiano.
Cantine Dei: Martiena 2023, uvaggio Malvasia Bianca Lunga 60%, Chardonnay 30%, Grechetto 5%, Sauvignon Blanc 5%.
Azienda Agricola Borgo Prunatelli: Canaiolo Bianco – Borgo Prunatelli 2018, 100% Canaiolo Bianco. Fattoria La Maliosa: La Maliosa Uni 2023, 100% Procanico.
Corte dei Venti: Coccole 2024, 100% Sangiovese.
Podere Casaccia di Moretti e Mori Lucia S.S.: Sine Felle Bianco 2023, uvaggio Malvasia Bianca 40%, Vermentino 40%, Trebbiano 20%.
Tenuta di Artimino: Artumes 2024, uvaggio Trebbiano Toscano 70%, Petit Manseng 30%.
Dianella: Orpicchio 2021, 100% Orpicchio.
Fattoria Sardi: Vallebuia Bianco 2023, 100% Trebbiano.
Cantina del Testimone: Fortunato 2024, uvaggio Malvasia 33%, Trebbiano 33%, Grechetto 33%.

La sfida è lanciata. La Toscana del vino guarda oltre il rosso e punta su un bianco capace di raccontare una nuova, affascinante identità territoriale.

22°Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, San Lorenz di Bellaveder è il migliore

Si è svolta venerdì 4 luglio, la premiazione della 22a edizione Concorso internazionale vini Müller Thurgau, nell’ambito della inaugurazione della 38° edizione della rassegna Müller Thurgau: vino di montagna.

64 vini in concorso provenivano principalmente dal Trentino (45 etichette), con 8 vini altoatesini1 valdostano e circa 10 etichette tedesche (pari al 15% del totale). Le degustazioni si sono svolte lo scorso 20 giugno, con la partecipazione di 19 giudici, suddivisi in tre commissioni composte da enologi, sommelier e giornalisti. La valutazione è avvenuta alla cieca, secondo il Metodo Union Internationale des Oenologues, che considera quattro parametri: vista, olfatto, gusto e gusto-olfatto. La rappresentanza territoriale vede in evidenza quattordici etichette trentine, accompagnate da due altoatesine e tre tedesche

In tema di annate, concorrevano 41 etichette del 2024, ben 19 del 2023, due del 2022, una del 2021 e una del 2017. Gli enologi, in particolare, hanno apprezzato la freschezza e le acidità delle produzioni 2024, mentre sommelier e giornalisti la longevità di produzioni non d’annata. Tutti comunque hanno concordato sulle potenzialità di un vino che per le sue caratteristiche ben si può inserire negli attuali trend di consumo.

“Ancora una volta un livello qualitativo elevatissimo – ha commentato la presidente del Comitato Mostra Valle di Cembra Sara Pedri – Basti pensare che sono ben 8, oltre a quelli medagliati, i vini che hanno superato gli 85 punti, con cui solitamente viene conferita la Medaglia d’Oro, e che in molti casi le posizioni in classifica sono dipese da decimi, se non centesimi di punto”.

I vincitori assoluti di Müller Thurgau 2025 sono: Bellaveder e Hammel

  • Menzione speciale Miglior Vino Italiano a San Lorenz 2024 di Bellaveder, DOC Trentino Müller Thurgau, che ha ottenuto il punteggio più alto (89,091).
  • Miglior vino straniero e Miglior vino longevo a In the Mood for Müller 2023della tedesca Hammel, anche Medaglia d’Oro.

Medaglie d’Oro: le 6 etichette premiate

Sei i vini che hanno ottenuto la Medaglia d’Oro (punteggio da 87,54 a 89,091), con provenienze miste tra Trentino, Alto Adige e Germania:

  • Bellaveder – DOC Trentino Müller Thurgau San Lorenz 2024
  • Pojer e Sandri – Müller Thurgau Monogramma 2022
  • Paolazzi Giorgio e Federico – Pietra di Confine 2021
  • Cembra Cantina di Montagna – DOC Trentino Müller Thurgau 2023
  • Hammel – In the Mood for Müller 2023
  • Hammel – Erste Versuchung Rivaner 2024

Medaglie d’Argento: i 6 vini tra 86,63 e 87,45 punti

  • Mezzacorona – Cembra Castel Firmian 2023
  • Cavit – Bottega Vinai 2024
  • Cortaccia – GRAUN 2023 (Alto Adige DOC)
  • Gaierhof – DOC Trentino Müller Thurgau 2024
  • Pelz – IGT Vigneti delle Dolomiti 2017
  • Tenuta Gottardi – DOC Trentino Müller Thurgau 2023

Medaglie di Bronzo: i 7 premiati tra 85,8 e 86,54 punti

  • Nicolodi Alfio – DOC Trentino Müller Thurgau 2023
  • Cantina Aldeno – Athesim Flumen 2024
  • La Vis – “I Classici” 2024
  • Valle Isarco – Aristos 2024
  • Fondazione Mach – DOC Trentino 2023
  • Villa Corniole – Pietramontis 2023
  • Winzerverein Hagnau – Fass 247 2023

Giovanni Busi confermato presidente del Consorzio Vino Chianti

Nuovo mandato fino al 2028 per Busi, che rilancia: missioni in Africa e Sud America, stop a nuovi impianti per 5 anni e più risorse per la promozione.

Il cda del Consorzio Vino Chianti ha confermato Giovanni Busi alla presidenza per un nuovo mandato che si concluderà nel 2028. Una scelta di continuità che arriva in un momento cruciale per l’intero comparto vitivinicolo, alle prese con il delicato equilibrio tra produzione, mercati e sostenibilità economica.

Nel corso della seduta, Busi ha tracciato le linee guida del nuovo triennio, ribadendo con forza che la riduzione delle rese – adottata per il 2025 con una contrazione del 20% – è una misura utile ma non sufficiente. “Tagliare la produzione può tamponare l’emergenza, ma non risolve il problema alla radice. Il nodo vero è la capacità di vendere, e per questo serve un cambio di passo nelle politiche di promozione: dobbiamo andare a cercare nuovi mercati, con investimenti strutturati e continui”.

Proprio in quest’ottica, il Consorzio è pronto a rafforzare la propria presenza internazionale con nuove azioni mirate. Tra le iniziative annunciate, spicca la prima missione promozionale in Nigeria, prevista per gennaio 2026, organizzata in collaborazione con Gambero Rosso. Si tratta di un debutto assoluto per la denominazione in questo continente, considerato sempre più strategico per la crescita dei consumi. A precedere la tappa africana sarà un’importante azione promozionale a San Paolo del Brasile, in programma per novembre 2025. Entrambe le iniziative si inseriscono in un piano di sviluppo commerciale che guarda con attenzione anche ad Asia e Sud America, territori in cui il Consorzio ha già avviato attività in passato e intende proseguire con maggiore intensità nei prossimi mesi.

Sul piano produttivo, Busi ha lanciato un messaggio chiaro alla Regione Toscana e al sistema vitivinicolo: serve un blocco pluriennale delle nuove autorizzazioni all’impianto di vigneti. “Il meccanismo attuale consente ogni anno un ampliamento dell’1% della superficie vitata regionale: parliamo di circa 600 ettari l’anno solo in Toscana. Un trend insostenibile in una fase in cui la domanda globale rallenta e il rischio di squilibri strutturali è elevato. Per questo chiediamo un piano di congelamento quinquennale delle nuove autorizzazioni, che permetta di riequilibrare l’offerta senza compromettere il futuro della denominazione”.

Altro punto critico è quello dei finanziamenti per la promozione. Busi ha sottolineato come l’attuale modello di accesso ai contributi pubblici penalizzi chi presenta progetti ambiziosi. “Oggi nei bandi regionali viene premiato chi chiede meno fondi, quando invece bisognerebbe incentivare le imprese e i consorzi a investire di più. Chiediamo alla Regione Toscana di aumentare il proprio cofinanziamento del 20% aggiuntivo rispetto ai fondi comunitari. È una condizione indispensabile per dare fiato alle aziende e costruire una strategia di medio-lungo periodo”.

Il nuovo presidente è stato eletto dal nuovo consiglio del Consorzio Vino Chianti, che a sua volta è stato eletto dall’assemblea ed è composto da Davide Ancillotti (Chiantigiane), Ritano Baragli (Cantina Sociale Colli Fiorentini), Rolando Bettarini (Fattoria di Piazzano), Luca Brunelli (Az. Agr. Martoccia), Cino Cinughi de’ Pazzi (Az. Cinughi De’ Pazzi Cino), Andrea Corti (Poggio al Chiuso), Moreno Auli Casucci (Cantina Montalbano Larciano), Angiolo Del Dottore (Cantina Senesi Aretini), Stefano Fantechi (Cantina Vicas), Leonardo Francalanci (Fattoria San Michele a Torri),Valentino Galgani (Cantina Vivito), Filippo Gaslini Alberti (Soc. Agr. Fondiaria S.A.F.T.), Bernardo Giannozzi (Fattorie Giannozzi), Gerardo Gondi (Marchesi Gondi), Bernardo Guicciardini Calamai (Castello di Poppiano), Giovanni Lucchesi (Ruffino),Anastasia Mancini (Azienda Buccianera),Luca Martelli (Cantina Vini Tipici dell’Aretino), Maurizio Masi (Cantine Bellini), Mario Mori (Cantina dell’Etruria), Mario Piccini (Piccini), Riccardo Pucci (Cantine Leonardo da Vinci), Filippo Rocchi (Fattoria Castelvecchio), Andrea Rossi (Vecchia Cantina di Montepulciano),Massimo Sensi (Sensi Vigne e Vini), Daniele Settesoldi (Marchesi Frescobaldi), Giovanni Trambusti (Chianti Trambusti),Alessandro Zanette (Gruppo Italiano Vini).

Concours Mondial de Bruxelles 2025 Sessione Vini Rossi e Bianchi: l’Italia ottiene 15 Gran Medaglie Oro

La 32? edizione del Concours Mondial de Bruxelles si è svolta all’inizio di giugno a Yinchuan, nel cuore della regione vinicola del Ningxia, in Cina. Per tre giorni, 375 esperti internazionali provenienti da 56 paesi hanno degustato alla cieca 7.165 vini da 49 nazioni, confermando ancora una volta il CMB come il concorso enologico più internazionale al mondo.

I risultati di quest’anno riflettono la straordinaria varietà della produzione vinicola globale: sono stati premiati vini provenienti da Paesi emergenti come il Kazakistan, le Mauritius e la Bolivia, accanto a realtà consolidate come Germania, Ungheria, Libano, Messico, Slovenia, Turchia e molti altri. Tra i grandi protagonisti spicca l’Italia, che ha conquistato 15 Gran Medaglie d’Oro, uno dei riconoscimenti più ambiti dell’intero concorso.

L’Italia brilla al CMB 2025 con riconoscimenti d’eccellenza

L’Italia si conferma ancora una volta uno dei principali Paesi produttori di vino al mondo, classificandosi tra i Paesi con il maggior numero di Gran Medaglie d’Oro. Un risultato notevole, visto che meno dell’1% degli oltre 7.150 vini degustati ha ricevuto questo prestigioso riconoscimento, assegnato da una giuria internazionale di 375 esperti provenienti da 56 Paesi.

Tra le regioni più premiate, la Sicilia si distingue con 5 Grand Medaglie d’Oro su un totale di 44 medaglie: un risultato che testimonia la qualità crescente dei suoi terroir. Seguono la Toscana, con 4 Gran Medaglie d’Oro su un totale di 77 riconoscimenti complessivi, e il Veneto, che brilla con 2 Gran Medaglie d’Oro su 27 medaglie, grazie soprattutto all’eccellenza dei suoi Amarone.

A completare il quadro delle regioni premiate troviamo l’Abruzzo (1 medaglia su 20), la Calabria (1 su 11), la Puglia (1 su 48) e il Trentino-Alto Adige (1 su 10): segnali chiari di una viticoltura ricca e dinamica capace di attrarre e conquistare anche i palati più esperti.

Tra i vini italiani più acclamati, spicca il Cima Caponiera Riserva 2018 della Società Agricola Ca’ Rugate (Veneto), premiato come Rivelazione Italiana 2025. Questo Amarone della Valpolicella Classico, certificato biologico dal 2024, nasce da vigne coltivate a mano sui ripidi pendii della Valpolicella, dove la pendenza supera il 35%: una viticoltura eroica che aggiunge una forte valore umano e ambientale all’eccellenza enologica.

Scoprite tutti i vini italiani premiati qui

Le 2 Rivelazioni Internazionali CMB 2025

Nella categoria Vini Rossi, il titolo di miglior vino del concorso è andato allo spagnolo Les Sorts Vinyes Velles 2020, frutto della passione di un giovane enologo franco-spagnolo per la Grenache. Un rosso intenso e fine, già emerso nella precedente edizione, che conferma quest’anno il suo potenziale conquistando la giuria e portando prestigio alla cantina cooperativa che lo produce.

Per il Vini Bianchila Rivelazione Internazionale arriva dall’Ungheria con il Kancellár SomlAI Cuvée2021, della tenuta Kancellár Birtok nella regione vulcanica di Somló. Un vino elegante, caratterizzato da note minerali, miele e un finale lungo e persistente, che ha colpito i degustatori per la sua raffinatezza.

Scopri tutti i vini premiati su : https://results.concoursmondial.com/it/risultati

Fivi, il mercato dei vignaioli torna a Bologna dal 15 al 17 novembre

Un legame virtuoso con la città che lo ospita: è sempre più questa la direzione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI, che dal 15 al 17 novembre 2025 torna per il terzo anno di fila – su quattordici edizioni totali – nei padiglioni di BolognaFiere.

Il rapporto con la città di Bologna e il suo tessuto economico e culturale quest’anno si consolida ulteriormente grazie alla partnership stretta da FIVI con il Biografilm, il festival cinematografico dedicato alle storie di vita e al cinema di qualità che si svolge fino al 16 giugno. Nell’ambito di questa partnership, mercoledì 11 giugno, nel Chiostro del Complesso di Santa Cristina “della Fondazza”, la degustazione di una selezione di vini dei Vignaioli Indipendenti ha preceduto la proiezione di The Mountain Won’t Move di Petra Seliškar (Slovenia, Macedonia del Nord, Francia / 2025 / 91′).

Il programma completo di Biografilm, inclusi gli eventi presto il Chiostro di Santa Cristina “della Fondazza”, sul sito www.biografilm.it.

A questo link, una selezione di immagini della serata di ieri, scattate dal fotografo Dario Maccariello.

L’appuntamento è stato l’occasione per presentare il manifesto ufficiale della 14ª edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti (in allegato), realizzato dall’illustratrice bolognese Sarah Mazzetti, che ha messo il suo talento a disposizione dei Vignaioli Indipendenti grazie alla rinnovata collaborazione del Mercato dei Vini con Corraini Edizioni.

Per l’illustrazione del manifesto del Mercato sono partita dal lavoro intorno all’uva e ai vigneti, soggetti che nei poster degli anni precedenti non erano stati protagonisti, perché ho pensato fosse importante tenere insieme l’ambiente naturale e il vino” – spiega Sarah Mazzetti –. “Facendo un po’ di ricerca sulle coltivazioni sostenibili e gli animali presenti in vigna, nella direzione della cosiddetta ‘naturalizzazione del vigneto’ ho trovato un po’ di approfondimenti sugli uccelli ‘buoni’ per il vino, ovvero quelli insettivori che mangiano i parassiti, contribuendo a mantenere in equilibrio il vigneto. Nel manifesto ho voluto, quindi, rappresentare i grappoli circondati dalla loro fauna ‘buona’: l’upupa, il torcicollo, l’averla e le farfalle”.

Nata a Bologna nel 1985, Sarah Mazzetti lavora come illustratrice a livello internazionale per testate quali il New York Times, il New Yorker, la MIT Technology Review, Die Zeit, Esquire, Vanity Fair e Wired. Ha ricevuto diversi premi per il suo lavoro, fra i quali una Golden Medal della Society of Illustrators di NY e l’Award for Illustration della Bologna Children Book Fair/FUNDACIÓN SM. Ha disegnato storie a fumetti per, fra gli altri, Canicola Edizioni, Linus Magazine, Kus! e Il Sole 24 Ore. Oltre a lavorare da free lance, ha insegnato Illustrazione allo IED di Milano ed è ora docente all’ISIA di Urbino e allo IUAV di Venezia.

La 14a edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti si svolgerà a BolognaFiere da sabato 15 a lunedì 17 novembre 2025. Ad accogliere il pubblico saranno circa 1.000 vignaioli, provenienti da ogni regione italiana, insieme a diverse delegazioni di vignaioli europei in rappresentanza delle associazioni nazionali appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, e a più di 30 soci di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti, con cui è confermata l’alleanza nel nome delle produzioni agricole territoriali e di qualità.

In un mondo del vino sempre più complesso, nel quale cambiano prospettive di produzione e modelli di consumo, con sempre meno certezze e tante incognite in più, i Vignaioli e le Vignaiole hanno la speranza di poter rappresentare concretamente alcuni punti fermi: il vino è territorio, il vino è cultura, il vino è socialità e relazioni, e i Vignaioli Indipendenti ne sono i principali interpreti” –dice Rita Babini, Vignaiola e Presidente FIVI . Noi siamo certi che saranno proprio le aziende vitivinicole verticali ad affermarsi come il modello più in grado di rispondere alle sfide produttive e di mercato: perché il consumatore cerca originalità, autenticità, genuinità, e i nostri vini sono come noi, veri e propri custodi del territorio. Il nostro compito è farci trovare pronti per queste nuove sfide, supportando i nostri soci a crescere e strutturarsi in modo sempre più solido, ma soprattutto stimolando il legislatore – ad ogni livello – a garantire che i Vignaioli possano competere ad armi pari con gli altri attori della filiera. Il Mercato dei Vini rappresenta per noi un momento fondamentale, quindi, per affermare il nostro ruolo non solo nel mondo del vino, ma nel quadro della miriade di economie territoriali su cui si regge il nostro Paese”.

Per ospitare espositori e pubblico, BolognaFiere mette a disposizione una superficie di oltre 30.000 metri quadrati, distribuiti su 4 padiglioni: ad accogliere i Vignaioli saranno il 29 e il 30, mentre il 28 e il 26 saranno dedicati al food e ai servizi correlati al Mercato.

Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti – osserva Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere – è molto più di una manifestazione fieristica: è un momento autentico di incontro tra territori, persone e culture. BolognaFiere è orgogliosa di ospitare per il terzo anno consecutivo questo evento che celebra la qualità, la sostenibilità e il valore delle filiere agricole indipendenti. Il legame sempre più stretto con la città, la collaborazione con il Biografilm e le novità logistiche introdotte per migliorare l’esperienza dei visitatori confermano la volontà di far crescere ulteriormente questa manifestazione, che rappresenta un’eccellenza italiana”.

Tra le novità alle quali si riferisce il Presidente Calzolari, l’apertura dell’ingresso di Piazza Costituzione in aggiunta al tradizionale ingresso Nord, per facilitare l’arrivo dei visitatori a piedi o con i mezzi pubblici, e consentire l’utilizzo – oltre al multipiano Michelino – del parcheggio di Piazza Costituzione.

La centralità di Bologna permetterà al pubblico di raggiungere agevolmente il Mercato dei Vini non solo con l’automobile, ma anche con i mezzi pubblici, a partire dal treno: una scelta di sicurezza e sostenibilità in linea con lo spirito della manifestazione. In questo senso, è rinnovata anche per il 2025 – grazie alla convenzione con Trenitalia l’offerta ‘Speciale Eventi’, per arrivare a Bologna sui Frecciarossa con sconti fino al 75% rispetto al biglietto Base.

CESARE CECCHI CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSORZIO VINO TOSCANA

ll Presidente Cecchi rieletto per il terzo triennio consecutivo già al lavoro con i vicepresidenti Ancillotti e Frescobaldi ed il rinnovato Consiglio: “dopo il riconoscimento del Consorzio e la modifica del Disciplinare, lavoreremo per rafforzare la territorialità e per accrescere il valore e la tutela del nome geografico “Toscana” sia a livello nazionale che internazionale. Dal 2019 la crescita dei soci è stata del 577,14%
Cesare Cecchi sarà il Presidente del Consorzio Vino Toscana per il terzo mandato consecutivo.

A nominarlo il nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio, eletto dall’assemblea lo scorso 23 maggio, che si è riunito per la prima volta ieri pomeriggio – martedì 10 giugno – nella nuova sede a Barberino – Tavernelle inaugurata proprio in occasione dell’assemblea. Il Consiglio ha anche eletto i due Vicepresidenti: Davide Ancillotti (Chiantigiane coop) e Lamberto Frescobaldi (Frescobaldi).

Sono onorato ed anche emozionato per questa conferma alla presidenza – ha affermato il Presidente Cesare Cecchi – ringrazio il Consiglio per la rinnovata fiducia e per non avermi mai fatto mancare il prezioso supporto dei suoi membri per sviluppare insieme questo nuovo progettoCon Stefano Campatelli  – mio braccio destro fino dall’inizio di questa impresa – abbiamo lavorato su più fronti: primo fra tutti il riconoscimento del Consorzio da parte del MIPAAF che abbiamo ottenuto il 21 agosto 2023 e sul coinvolgimento dei produttori che ad oggi è cresciuto del 577,14% a riprova dell’interesse suscitato nel settore del Vino “Toscana” IGT e della necessità di fare sistema”.  
 

Infatti dal 2019, anno in cui l’assemblea dei produttori del Vino “Toscana” IGT, riunitasi a Firenze, decise unanimemente di trasformare l’Ente Tutela Vini di Toscana nel Consorzio Vino Toscana, che ha lavorato incessantemente sulla partecipazione dei produttori con l’obiettivo di dare sempre più valore al settore. I soci dai 70 di allora oggi sono 404 con una crescita del 577,14% posizionando la denominazione Vino “Toscana” IGT al primo posto per i volumi di imbottigliamento con il 36,27% nella Regione.
 

In prospettiva – continua il Presidente Cecchi – continueremo nell’opera di coinvolgimento e inclusione dei produttori con l’obiettivo di apportare sempre più valore sul prodotto, e la denominazione “Toscana”, recentemente avvenuta con la modifica del disciplinare, aiuterà in questo accrescimento. Inoltre non dobbiamo dimenticare che aumentare la remunerazione di un prodotto vuol dire contribuire a creare un sistema sociale solido che va di pari passo con il prendersi cura del territorio. Essendo la denominazione dell’IGT Toscana estesa su tutto il territorio regionale questo è un valore di grande rilevanza”.      
 

Inoltre per il Presidente Cesare Cecchi, per il Consiglio e per il Direttore Stefano Campatelli,  l’obiettivo prioritario sarà quello di continuare ad occuparsi della vigilanza sulla produzione e commercializzazione del prodotto non solo in Italia ma anche nei Paesi di tutto il mondo per un’efficace azione contro le imitazioni e le contraffazioni per difendere la tutela del nome geografico “Toscana”,  sia a livello nazionale che internazionale per rafforzare sempre di più la distintività e la territorialità. A tale riguardo sono già state portate avanti le registrazioni in alcuni paesi che non hanno accordi con l’UE per la protezione delle DO e delle IG, primo fra tutti gli USA.

“Questo nuovo triennio – conclude il Presidente Cesare Cecchi –  spero possa consolidare quanto fatto guardando alle sfide future del nostro settore che riguarderanno il consolidamento dei mercati, ma anche una nuova visione del vino pensata per creare nuove opportunità per i produttori come l’inserimento delle categorie “Vino Spumante” e “Vino Spumante di Qualità”. Inoltre introdurremo dei format di confronto e formazione per essere più vicini ai produttori e implementeremo l’invio delle informazioni per tenere aggiornati tutti i nostri soci di ciò che accade dal punto di vista istituzionale nel mondo del vino”.
 

Il Consiglio di amministrazione 2025-2027
Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Vino Toscana per il triennio 2025-2027 è così composto: Cecchi Cesare (Agricola Villa Cerna) Presidente, Ancillotti Davide (Chiantigiane coop) Vicepresidente, Frescobaldi  Lamberto  (Frescobaldi) Vicepresidente, Baragli Ritano (Cantina coop Colli Fiorentini), Cesani Letizia (Cesani), Corsini Duccio (Principe Corsini), Cotarella Renzo (Antinori),  Galgani Valentino (Cantina coop Vivito),  Maralli Rodolfo (Banfi), Piccini Mario (Tenute Piccini), Sartor Sandro (Ruffino), Vieri Donata (Cantina coop I Vini di Maremma), Zanette Alessandro (Cantina coop Melini – Gruppo Italiano Vini).
 

Il mercato del Vino “Toscana” IGT 
Il valore della produzione del Vino “Toscana” IGT, ammonta in media oltre a 495 milioni di euro, di cui il 31% – corrispondente a 27,5 milioni di bottiglie commercializzate – viene assorbito sul mercato italiano. Il restante 69% è indirizzato all’export, con l’Europa mercato principale con il 46% dell’export, seguita dagli Stati Uniti con il 33% e l’Asia con il 6%. Tutte le altre aree geografiche messe insieme vanno a formare il restante 15%. Negli ultimi dieci anni si è assistito ad una sensibile crescita delle esportazioni, arrivando a segnare un +126%.

Ufficio Stampa Consorzio Vino Toscana
Marte Comunicazione, info@martecomunciazione.com