Montespertoli, l’Associazione dei Viticoltori presenta la prima mappa dei vigneti a cura di Enogea,


Svelato a stampa di settore e operatori il lavoro cartografico firmato da Alessandro Masnaghetti: una fotografia completa del Comune per raccontarne storia, vocazione e complessità.

Montespertoli (FI), 2 dicembre 2025 

L’Associazione dei Viticoltori di Montespertoli ha presentato alla stampa di settore e agli operatori la prima mappa dei vigneti di Enogea, realizzata da Alessandro Masnaghetti, punto di riferimento della cartografia vitivinicola italiana e non solo. La presentazione ufficiale è avvenuta lunedì primo dicembre presso il MuTer – Museo del Territorio di Montespertoli.

Il progetto, voluto dalle tredici aziende associate, con il patrocinio del Comune, segna l’inizio di un percorso strutturato per definire e comunicare l’identità di Montespertoli, che emerge chiaramente solo attraverso una visione d’insieme. 

La mappa, concepita come una fotografia del Comune nella sua interezza, evidenzia infatti la complessità viticola, geologica e storica dell’area, superando la semplice narrazione di una denominazione specifica. Masnaghetti ricorda infatti come comprendere Montespertoli significhi leggere anche il ruolo del Chianti DOCG e delle sue sottozone, in un quadro più ampio e articolato. 

Proprio in quest’ottica, Montespertoli emerge come la sottozona più densamente vitata del Chianti DOCG, mentre in termini di superficie vitata complessiva supera – con 2215 ettari al suo attivo – tutti i comuni del Chianti Classico, confermando così il peso storico e produttivo della viticoltura locale. Tutto ciò senza dimenticare l’olivo e il bosco, elementi fondamentali del paesaggio di Montespertoli, così come i tanti geositi messi in evidenza da Masnaghetti, ovvero i luoghi dove è possibile toccare con mano la particolare e complessa geologia di queste colline. 

Sempre in tema di identità, non meno importante è stato il supporto storico fornito dal Catasto Ferdinandeo Leopoldinoche ha permesso, insieme alla tradizione locale e alle peculiarità del paesaggio di Montespertoli, di individuare 18 diverse Unità Geografiche: uno strumento utile ai produttori per comunicare il proprio territorio con maggiori dettagli possibili.

Con la mappa di Enogea, l’Associazione aggiunge un importante tassello in un percorso di conoscenza, studio e valorizzazione, fondato sulla consapevolezza che l’identità passa innanzitutto dalla comprensione della storia paesaggistica, dei vigneti e della loro distribuzione. 

Siamo orgogliosi di vedere concretizzato un lavoro su cui abbiamo creduto e lavorato con grande intensità: poterlo leggere, vedere da vicino e toccare con mano ci rende ancora più orgogliosi di fare vino a Montespertoli. Questo progetto è un altro passo importante per la nostra giovane Associazione, che non ha alcuna intenzione di fermarsi ma di proseguire con decisione nel proprio percorso.”, dichiara Giulio Tinacci, Presidente dell’Associazione dei Viticoltori di Montespertoli.

Molto soddisfatto anche il Sindaco di Montespertoli, Alessio Mugnaini: “Abbiamo sostenuto fin da subito questo progetto come Amministrazione Comunale perché crediamo che sia un lavoro di ricerca e di promozione fondamentale. Grazie alle competenze messe in campo, abbiamo una mappa completa dei vigneti di Montespertoli che può essere utilizzata da tutte le aziende nella loro promozione e che troverà spazio anche al Museo del Territorio. Complimenti all’Associazione Viticoltori che conferma il suo dinamismo e a tutte le aziende che hanno dato il proprio contributo”.

Nel corso dell’incontro sono stati, inoltre, annunciati gli “Ambasciatori di Montespertoli 2025”, riconoscimenti riservati a coloro che hanno contribuito a rappresentare e promuovere il territorio nelle rispettive attività: Miglior Comunicatore è Martin Rance, delegato Fisar Firenze; Miglior Enoteca è Maciste Wine Bar (Empoli, FI); Miglior Ristorante è La Lanterna di Pulica (Montelupo Fiorentino, FI)

L’ASSOCIAZIONE

Nata nel 2022, l’Associazione Viticoltori di Montespertoli raggruppa 13 aziende accomunate da pratiche agricole sostenibili e dalla volontà di promuovere un territorio tra i più vitati della Toscana, la cui vocazione vitivinicola non ha, fin qui, goduto dell’attenzione che merita. 

AZIENDE: Podere all’Anselmo, Tenuta Barbadoro, Fattoria di Bonsalto, Tenuta Coeli Aula, Fattoria La Gigliola, Le Fonti a San Giorgio, Podere Ghisone, Fattoria La Leccia, La Lupinella, Montalbino, Fattorie Parri, Castello Sonnino e Valleprima.

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Marina Ciancaglini

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Slow Wine Fair a BolognaFiere dal 22 al 24 febbraio 2026

Dal 22 al 24 febbraio 2026 torna a Bologna la Slow Wine Fair, organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food e il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, e di Confcommercio Ascom Bologna.

Il vino giusto: il tema della Slow Wine Fair 2026 La Slow Wine Fair è stata presentata oggi a Milano in una conferenza stampa. Il sito slowinefair.slowfood.it presenta già un catalogo dei primi 500 di oltre 1000 produttori che saranno presenti a BolognaFiere, insieme alla possibilità di acquistare i biglietti di ingresso, la domenica per il pubblico di appassionati e il lunedì e il martedì con un taglio b2b. Per la sua quinta edizione, la Slow Wine Fair apre un nuovo fronte di riflessione e confronto: quello del vino giusto, approfondendo la dimensione sociale della filiera vitivinicola. Dopo aver indagato la salute del suolo, il packaging e la logistica come elementi chiave della sostenibilità, l’edizione 2026 amplia ulteriormente lo sguardo, mettendo al centro non solo la qualità organolettica e ambientale del vino, ma anche il suo impatto sulle persone e sulle comunità. Un vino davvero buono e pulito, secondo la visione di Slow Food, deve essere anche giusto: prodotto senza sfruttare lavoratori e territori, capace di generare valore condiviso, lavoro dignitoso, inclusione e nuove opportunità. È su questi temi che la Slow Wine Fair 2026 diventa terreno di dialogo tra produttori, esperti, ricercatori, consorzi, istituzioni, buyer e professionisti dell’Horeca. Attraverso conferenze e incontri – sia online a partire da gennaio sia nei tre giorni in fiera – l’evento invita a riflettere sul ruolo sociale del vino come strumento di integrazione dei lavoratori stranieri, di promozione dell’imprenditoria femminile e giovanile, e di rigenerazione delle Terre Alte, spesso marginalizzate ma ricche di potenzialità. Una sfida complessa, che non ha risposte univoche ma richiede visione, alleanze e scelte produttive coraggiose.

Gianpiero Calzolari, Presidente BolognaFiere: «Slow Wine Fair si conferma una piattaforma che unisce valore culturale, visione internazionale e una filiera sempre più attenta alla sostenibilità. Il tema del vino giusto amplia lo sguardo sulla dimensione sociale del settore, mettendo al centro lavoro dignitoso, inclusione e responsabilità verso i territori. Per BolognaFiere, Slow Wine Fair e SANA Food rappresentano appuntamenti chiave dedicati al canale Horeca e alla qualità dei consumi fuori casa, ambiti nei quali vogliamo generare contenuti, connessioni e nuove opportunità di business. La sinergia con Slow Food rafforza questo percorso per la costruzione di un ecosistema che promuove competenze, responsabilità e una cultura del cibo e del vino capace di creare valore per l’intera filiera».

Federico Varazi, Vicepresidente Slow Food Italia: «Con l’edizione 2026 della Slow Wine Fair vogliamo affermare con chiarezza che la qualità del vino non può essere separata dalla qualità del lavoro. Parlare di un vino “buono, pulito e giusto” significa assumersi una responsabilità politica verso i territori e le persone che li abitano. Oggi, in un sistema economico che premia la competizione al ribasso, non è accettabile che proprio l’agricoltura e la ristorazione, settori simbolo della nostra identità culturale, siano tra i più esposti allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. Difendere il lavoro agricolo significa difendere le comunità rurali, garantire dignità ai lavoratori migranti, creare opportunità per i giovani e per le donne che vogliono costruire impresa nelle aree interne e nelle Terre Alte. Significa anche rivendicare un modello diverso di sviluppo, capace di generare ricchezza diffusa e non profitti concentrati in poche aziende. Ogni bottiglia di vino racconta tutto questo: il modo in cui si coltiva la vigna, le relazioni tra chi produce e chi lavora, la cura o l’abbandono dei territori. Per questo chiediamo a chi beve vino di compiere una scelta politica e culturale, non solo gastronomica. Perché giustizia sociale e ambientale non sono un elemento accessorio del vino: sono la sua sostanza». 

Giancarlo Gariglio, Coordinatore Slow Wine Coalition: «Giunti alla presentazione della quinta edizione della Slow Wine Fair, possiamo fare un primo punto sull’identità che la fiera sta assumendo. Per prima cosa la qualità altissima delle cantine coinvolte, selezionate sia dal punto di vista dei vini sia per le pratiche agricole ed enologiche impiegate. Altrettanto distintiva è la percentuale di realtà certificate biologiche, biodinamiche o in conversione, che oltrepassa il 60%. Questa grandissima omogeneità degli espositori fa sì che la Fair attiri ormai un parterre di operatori dell’Horeca italiana di alto livello – anche in forza del Premio carta vini terroir e spirito Slow che riscuote un successo sempre crescente sia come numero di candidati sia come premiati – e sia sempre più in crescita anche l’interesse da parte degli operatori stranieri che hanno compreso come stia accadendo qualcosa di importante a Bologna. Ma la Fair non è solo vino. Anche per le altre filiere il nostro impegno è volto all’eccellenza, come per la selezione di amari, per i roaster che portano alla Slow Wine Fair alcuni dei migliori caffè italiani e non solo, per l’offerta sia dei sidri sia degli spirits, in crescita anche quest’anno. Accanto all’unicità dei prodotti presentati, la Slow Wine Fair si distingue perché avvia il dibattito sui temi legati alla sostenibilità ambientale, alla tutela del paesaggio e alla giustizia sociale in ambito agricolo. E inoltre, avvicina un pubblico di appassionati giovani, proprio quel segmento di consumatori per pare essere meno vicino al consumo di vino, ma che forse ha solo bisogno di conoscere il prodotto da un punto di vista più affine alle loro idee».

Brunella Saccone, ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha sottolineato l’avanguardia di temi e tendenze che fa emergere la Slow Wine Fair. Nelle quattro edizioni precedenti la manifestazione è cresciuta a livello di interesse internazionale, con un’attenzione da parte dei buyer sempre più significativa, perché a Bologna davvero si creano le condizioni per un momento di conoscenza concreto di piccole realtà che possiamo definire eroiche: piccolissime aziende, a cui la fiera di Bologna dà la possibilità di creare nuove connessioni commerciali.

 I numeri dell’edizione 2025 Slow Wine Fair 2025, svoltasi lo scorso febbraio per la prima volta in contemporanea con SANA Food, aperta al pubblico nella giornata di domenica e con accesso riservato agli operatori lunedì e martedì, ha registrato 15.000 ingressi, con una crescita di oltre il 20% rispetto all’edizione precedente. La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 1000 cantine espositriciprovenienti da tutte le regioni italiane e da 32 Paesi. Più di 750 le cantine certificate biologiche, biodinamiche o in conversione. I visitatori hanno potuto degustare 6.000 etichette, partecipare a 17 masterclass, seguire 21 conferenze, incontri e presentazioni in fiera e prendere parte a 58 degustazioni tra Mixology Lab, nell’area della Fiera dell’Amaro d’Italia, e negli spazi istituzionali. Sul fronte B2B, oltre 2.000 appuntamenti professionali hanno messo in contatto cantine e produttori di food specialties, con 300 buyer internazionaliselezionati grazie alla collaborazione con ICE.

Fonte Ufficio stampa Slow Wine Fair 2026
BolognaFiere: Daniela Modonesi – 366 6659090 – daniela.modonesi@bolognafiere.it
Slow Food: Elisa Virgillito – 345 2598615, Elena Coccia – 348 0120860, Valter Musso 335 7422962stampa@slowfood.it